17 dicembre 2018

La Tredicesima di nonna Elisabetta: “Adesso potrò aggiustare la caldaia”

 

“Venerdì mattina viene Specchio dei tempi”. Elisabetta ha appeso un biglietto per non dimenticarsi l’appuntamento. Ecco perché è così importante: “Adesso potrò aggiustare la caldaia”. Si è rotta e si sente, fa freddo. In questo alloggio popolare di Barriera di Milano i 500 euro delle Tredicesime dell’Amicizia significano concretamente calore: come 43 anni fa. Quando “La Stampa” lanciò la sottoscrizione natalizia a favore degli anziani, era il 1976. Specchio donava 30 mila lire, che permettevano di acquistare il carbone per tutto l’inverno. Al tempo di Internet e dei social media, il problema per i più fragili è rimasto lo stesso. “Questi soldi servono per le cose più importanti e più necessarie” racconta la signora. “Per le persone bisognose che non sanno proprio dove battere la testa, sono importantissimi. Grazie”.

Nonna Elisabetta, 71 anni, spera di poter destinare qualche euro anche alla nipotina. “Non ho mai chiesto niente, ma la pensione adesso non basta e non mi vergogno. Sto al buio per risparmiare, ho proprio fame e devo aiutare anche la bambina: le cucino spesso il pranzo, i genitori non si possono permettere la mensa”. Le Tredicesime sono nate per assistere chi non ha nessuno, ma oggi vengono destinate anche a casi come questo: anziani rimasti soli perché i figli sono stati travolti dalla crisi. “Ne ho due – prosegue la donna – sono disoccupati con famiglia. Che cosa mi possono dare? Niente. Se sentite di qualche lavoretto, lo dico a mia figlia. Anzi, lo farei pure io”.

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