17 dicembre 2018

La Tredicesima di Raffaele: “Grazie Specchio per come mi avete ascoltato”

 

Articolo di Angelo Conti

Raffaele dorme da un amico: “Ho problemi di respiro. C’è stato un incendio nelle cantine, sono sigillate dai Carabinieri. Il mio appartamento non è danneggiato, ma la puzza è terribile”. Ha 65 anni e da quasi venti abita qui, nel complesso Atc proprio dietro il cavalcavia di corso Dante. E’ arrivato a Torino ragazzo, da un paesino vicino a Cagliari. Ha lavorato un po’ come muratore, ma due tragedie in famiglia l’hanno fatto precipitare: la disoccupazione, gli sfratti, i guai alla salute, interventi e ricoveri. Gli è stata riconosciuta una piccola invalidità, “che però non basta. Devo pagare le bollette arretrate. Ecco a cosa mi servirà la Tredicesima dell’Amicizia”. Da tempo viene aiutato dalla comunità de “La Stampa”. “Sono un lettore affezionatissimo e la cerco persino quando torno in Sardegna” racconta con orgoglio, prima di concedersi per una foto. “Facciamola insieme, ci tengo. Non sorrido perché non ho i denti, non posso permettermi la protesi”. Negli occhi però c’è un po’ di speranza. “Nella vita bisogna andare avanti e io ho cercato di resistere. Grazie Specchio dei tempi, per l’umanità con cui sono stato ascoltato nei vostri uffici. A volte una parola vale più dei soldi”.

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