Se il 90% delle risorse di Specchio dei tempi vengono impiegate su Torino e sull'Italia, è anche vero che la fondazione ha sviluppato una attività internazionale che le ha permesso di portare aiuto in tutto il mondo. Cinque le aree dove vengono sostenuti progetti di cooperazione internazionale. Somalia, Sri Lanka, Irak (Kurdistan), Myanmar e Messico.

Ad Hargeisa, in Somalia, Specchio dei tempi ha costruito 5 anni fa un ospedale pediatrico unico nel suo genere, con 45 posti letto, oltre 50 dipendenti, un pronto soccorso che accoglie ogni giorno una cinquantina di piccoli pazienti. Come da accordi, tre anni dopo la costruzione, la gestione della struttura è passata al Governo del Somaliland, ma Specchio dei tempi è ancora presente con un programma di sostegno alle cure neonatali, la cui mancanza provocava centinaia di morti ogni anno. In questi mesi si è molto lavorato, sia attraverso la presenza in loco di pediatri e noenatologi italiani, sia attraverso un'attività di insegnamento rivolta a medici ed infermieri locali. Oggi possiamo dire, con grande obiettività. che l'ospedale costruito dai lettori de La Stampa salva la vita ad almeno 500 bambini ogni anno.

Rivolta alle bambine abusate è invece l'attività in Sri Lanka. Qui, dopo lo tsunami di 12 anni fa, Specchio dei tempi finanziò la costruzione di un villaggio composto da 5 case famiglia, oltre a tre imporanti locali di servizio. Esaurita l'emergenza sanitaria legata al grande catacliusma, il villaggio è stato riconvertito in area di protezione e di cura delle bambine che, vittime di abusi o di abbandoni, vengono tolte dai tribunali cingalesi alle famiglie. Attualmente sono nostre ospiti 25 bambine sotto i 14 anni, mentre altre, più grandicelle, vengono seguite con programmi di avviamento al lavoro. In Sri Lanka Specchio dei tempi opera con il supporto tecnico logistico del Gruppo Umana Solidarietà di Macerata e grazie ad una intesa con i monaci busshisti della Southern Province, garanti dei sistemi di educazione e formazione delle bambine e delle ragazze.

In Kurdistan, dopo il buio periodo di dominazione dell'Isis, Specchio dei tempi ha attivato da un anno un programma per sostenere il recupero dei bambini di etnia curda che sono cresciuti, per alcuni anni, sotto la dominazione (e la dottrina) dell'Isis. In due strutture fisse nel campo di Dhuok, i bambini seguono corsi di inglese ed accedono ad una educazione prettamente occidentale, mentre le bambine, che hanno spesso alle spalle esperienze terribili, vengono seguite anche da team di psicologi. Sempre in Kurdistan è attivo un programma di sostegno alimentare ai profughi ospitate nei campi di Kobane. Attualmente Specchio dei tempi ha già consegnato circa 30 tonnellate di viveri.
Nel sud della Birmania (Myanmar), Specchio è attivo con un programma sanitario pensato per le popolazioni più povere e delocalizzate. A Kawthaung è attivo un ambulatorio gratuito per tutti, mentre si sta sviluppando anche un servizio di cliniche mobili perchè medici e infermieri possano raggiungere località sperdute, abitate da pescatori e di coltivatori di caucciù, dove non esiste alcun tipo di assistenza sanitaria.
In Messico,la fondazione ha appena concluso la ricostruzione della scuola di Santa Catarina di Tochimilco, a 2500 metri, alle falde del vulcano Popocatepetl. Qui il terremoto del settembre 2017 demolì i vecchi locali. In 11 mesi, pur fra mille difficoltà di tipo burocratico, la scuola primaria (sette classi) è stata riedificata nello stesso luogo di prima. Tornerà ad ospitare un centinaio di bambini dal prossimo 20 settembre.

ERBIL

Per i profughi di Erbil. testo: Sei spazi ricreativi nel campo di Duhok, vicino ad Erbil, per insegnare informatica e inglese ai piccoli scampati all'Isis, e farli giocare. Nato nel 2017, il progetto si chiama "Mirror of Peace", cioè Specchio di Pace

PER I BAMBINI DELLA BIRMANIA

A Kawtahung, una delle aree più povere del paese, flagellata da malaria, dengue e HIV, curiamo i bambini in un ambulatorio gratuito. Dal 2019 anche con i fuoristrada del progetto "cliniche mobili".

PER I BIMBI DELLA SOMALIA

Dopo aver costruito l'ospedale di Hargheisa nel 2012, la fondazione è tornata in Somalia per avviare la neonatologia e salvare così altre vite.

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