Ikea, centinaia di doni per i nostri bambini

Ikea ha scelto Specchio dei tempi per la azione solidale natalizia su Torino. Nel contesto di una serie di iniziative che avranno il culmine fra venerdì e domenica prossima, tutti i giorni è possibile donare peluche e giocattoli negli appositi contenitori posti a destra dell’uscita. Noi abbiamo già cominciato a distribuirli. Ieri ad una cinquantina di bimbi dell progetto “Madri e figli in difficoltà“, lunedì ai piccoli terremotati della scuola “Specchio dei tempi” dii Arquata del Tronto.

Grazie Ikea!

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Ezio Bosso, grande successo al concerto per Specchio

“Noi musicisti giochiamo, come giocano i bambini: un gioco serissimo”. Due ore di musica, parole, gioia e solidarietà. Ieri sera Ezio Bosso ha diretto la Europe Philarmonic Orchestra per aiutare la Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi. Il tradizionale concerto di Natale della onlus ha riempito l’Auditorium del Lingotto. Tutto il ricavato andrà ai 2000 anziani poveri e soli sostenuti dalle Tredicesime dell’Amicizia. L’obiettivo è raccogliere un milione di euro e si può donare online e con tutte le modalità indicate su specchiodeitempi.org/donazioni

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Stasera il Concerto di Natale con Ezio Bosso

di Angelo Conti

Ezio Bosso è in concerto stasera all’Auditorium del Lingotto (ore 20,30). Il maestro torinese dirigerà la Europa Philarmonic Orchestra in una serie di brani classici e in altri di sua composizione. La serata è organizzata dalla Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi e l‘utile dell’incasso sarà completamente devoluto al progetto delle “Tredicesime dell’amicizia” che ha l’obiettivo di aiutare, con un assegno da 500 euro, 2000 anziani piemontesi, poveri e soli. L’iniziativa, giunta alla 43esima edizione,vede mobilitati, ogni anno, migliaia di torinesi che rendono possibile questo straordinario intervento di beneficenza.

Come partecipare?

Fino a un’ora prima del concerto, si potranno acquistare biglietti su www.ticketone.it e nelle ricevitorie del circuito. Dalle 14, la rimanenza sarà posta in vendita ai botteghini dell’Auditorium Giovanni Agnelli. I prezzi partono da 42 euro.

Per info: 0116568376


 
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GIOVEDÌ 12 DICEMBRE ALLE 20.30 – AUDITORIUM LINGOTTO TORINO

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Ezio Bosso, direttore per Specchio dei tempi

Pubblicato su TorinoSette – La Stampa il 6 dicembre 2019

Ezio Bosso dà il suo sostegno a Specchio dei tempi dirigendo il Concerto di Natale, giovedì 12, alle 20,30 nell’Auditorium Agnelli del Lingotto per raccogliere fondi destinati alle iniziative benefiche de La Stampa. In particolare l’aiuto andrà alla 44^ edizione di Tredicesime dell’Amicizia, che ogni anno permette di consegnare 2000 aiuti da 500 euro ciascuno ad anziani in povertà e solitudine. Il concerto fa seguito a quelli, già di gran successo, con Ludovico Einaudi e Giovanni Allevi.

Il programma comprenderà la “Serenata per archi” di Ciaikovskij che si rifà alla eleganza di Mozart, per il quale il compositore russo nutriva profonda venerazione. Bosso dice anche che un brano adatto alla circostanza è il “Concerto grosso n. 8 op. 6” di Arcangelo Corelli che fu espressamente “fatto per la Notte di Natale”. Inoltre ha rivelato, in un’intervista alla giornalista Alessandra Comazzi: “Mi è stato chiesto, purtroppo per me che non amo eseguire me stesso, di presentare anche qualche composizione mia, e quindi credo che faremo la mia seconda sinfonia «Under the trees’ voice», il percorso di un abete che si sacrifica per divenire strumento”.

La malattia che Bosso affronta con coraggio lo spinge a dedicare alla musica ogni energia. Così in tv calamitò perfino il pubblico del Festival di Sanremo; e nel giugno scorso ha ottenuto un vivo successo dirigendo su Rai3 in prima serata la “Quinta” e la “Settima” di Beethoven con l’Europa Filarmonica. È la stessa orchestra che condurrà al Lingotto, nata “col pensiero di unire vecchi e nuovi amici creando una vera e propria comunità, con l’obiettivo della ricerca continua dentro le partiture, dandoci regole nuove eppure naturali al di fuori di schemi obsoleti, lavorando, studiando insieme felicemente e senza risparmio”. Tutto questo con il pensiero costante a Claudio Abbado, luminoso punto di riferimento per Bosso. Il concerto verrà preceduto da una breve presentazione delle Tredicesime dell’Amicizia e da un intervento di Lodovico Passerin d’Entreves, presidente di Specchio dei tempi. I biglietti sono in vendita su TicketOne, online e nei punti convenzionati della città.

 


 
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Specchio all'Ikea per aiutare i bambini

Oggi, domani e dopodomani ci trovate all’Ikea di Collegno: vi aspettiamo all’uscita dello store, subito dopo le casse, per raccontarvi i nostri progetti e raccogliere donazioni. Accanto al nostro banchetto troverete una cesta dove potrete lasciare i peluche ed i giocattoli acquistati all’Ikea che destineremo ai bambini torinesi del progetto “Madri e figli” ed ai piccoli terremotati della scuola “Specchio dei tempi” di Arquata del Tronto. Il 16 dicembre li consegneremo personalmente ai piccoli arquatani.

IKEA

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ARQUATA MADRI SOLE

Intervista a Ezio Bosso: "La musica serve per vivere meglio"

Il 12 dicembre Ezio Bosso dirigerà al Lingotto di Torino la Europe Philarmonic Orchestra in un concerto per Specchio dei Tempi, il cui ricavato sarà destinato alle «Tredicesime dell’amicizia» per gli anziani poveri e soli.

GIOVEDÌ 12 DICEMBRE ALLE 20.30

AUDITORIUM LINGOTTO
TORINO

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Di Alessandra Comazzi
Pubblicato su La Stampa il 29 novembre 2019

Maestro Bosso, che cosa significa per lei beneficenza?
«La beneficenza va fatta in anonimato. Credo che gli eventi pubblici possano creare attenzione su temi sensibili e dare così visibilità a cause importanti, che altrimenti resterebbero invisibili».

Ha già pensato al programma?
«Mi è stato chiesto, purtroppo per me che non amo eseguire me stesso, di presentare anche qualche composizione mia, e quindi credo che faremo la mia seconda sinfonia “Under the trees’ voice”, il percorso di un abete che si sacrifica per divenire strumento. Quindi seguirà la meravigliosa Serenata per archi op. 48 di Ciaikovskji, il compositore che più ha amato il Natale, dove trovava conforto dai suoi demoni. Non mi dispiacerebbe però dirigere anche il Concerto Grosso n. 8 op. 6 di Corelli: il travaglio come simbolo del Natale». 

Il 9 giugno 2019 un evento ha scosso la tv: la Quinta e la Settima di Beethoven in prima serata, su Rai3, con lei che dirigeva l’Europa Filarmonica, con ottimi ascolti. Quando torna dunque in tv? Sempre alla Rai?
«Spero presto e sempre con la Rai: ma l’importante è averlo fatto. Dimostrando che tante persone desiderano ascoltare quella musica e parteciparvi, senza sentirsi inadeguate. Che la televisione può essere fatta con sinfonie intere senza compromessi in musica: non c’è solo una tv di grida e lustrini». 

Ma quanto è faticoso per lei fare televisione? Più che dirigere?
«Mille volte più faticoso, non è il mio habitat. La tv mi ha sempre fatto paura, cerco sempre di farne il meno possibile. Credo che la cosa più importante sia che il 9 giugno scorso, con noi su Rai3 e La Scala su Rai5 in contemporanea, la tv italiana è stata per una sera la più bella del mondo, una televisione di cui essere fieri».

La musica serve davvero a vivere meglio?
«Sotto ogni aspetto possibile della nostra esistenza, da quello biologico a quello psicologico».

Suonare si dice come giocare, in tante lingue del mondo: che ne pensa?
«Sottolineo che una variante è “toccare”, come si dice in spagnolo, dove si ricorda che nella musica “bisogna metterci le mani”. Il gioco è parte fondamentale per il processo di crescita di tutti. Ma qui si parla del gioco più serio che esista, quello dei bambini che diventano il gioco stesso. Ecco, un musicista gioca a quel tipo di gioco e non a quello degli adulti: diventa il gioco stesso. Uno dei risultati è quello di rendersi conto che si cresce sempre. Che non basta mai. Un musicista vero non finisce mai né di studiare né di “giocare”».

Che cos’è per lei la condivisione musicale?
«È accompagnarci l’un l’altro, partecipando con le  diverse competenze, ed essere parte del tutto: stare sotto lo stesso tetto protettivo o lo stesso fuoco illuminante che chiamiamo musica. Anche il pubblico è parte integrante dell’evento musicale, coi suoi respiri, col suo silenzio, con la scelta di dimenticare il cellulare».

Come nasce la Europa Filarmonica?
«Col pensiero di unire vecchi e nuovi amici creando una vera e propria comunità. Con l’obiettivo della ricerca continua dentro la partitura che si va ad affrontare. L’ideale del crescere insieme. Dandoci regole nuove eppure naturali al di fuori di schemi obsoleti. Lavorare, studiare insieme felicemente e senza risparmio. Tutto questo è nato prima con la Stradivari e poi con il concerto del 26 gennaio scorso “Grazie Claudio”, organizzato da Alessandra Abbado e Mozart14. Lì è come se si fosse illuminato il cammino. Come se ci fosse ancora lui a dirmi e dirci cosa provare a fare».

Quali rapporti ha con Claudio Abbado e la sua memoria?
«Mi manca, ci manca. Il pensiero va sempre a lui, ad ogni concerto. Continuo a studiare il suo approccio e approfondire i suoi segni. Stima e affetto. Seguire con Alessandra i progetti di Mozart14 e lottare insieme seguendo e sperando di migliorare i suoi insegnamenti preziosi sul valore e l’accesso alla musica». 

Lei ha sempre pensato di fare della musica una professione?
«Sì, fin da bambino. Credo che mi abbia scelto lei perché ne avevo bisogno più degli altri: ne sono sicuro, non è tanto per dire». 

Chi la segue in teatro, chi l’ha vista in tv, conosce bene la sua grande capacità di coinvolgimento: comunicare, in questo caso la musica, è importante tanto quanto eseguirla? Di più, di meno?
«Se si decide di comunicare, bisogna alzare ulteriormente l’asta dell’impegno di esecuzione. Perché prima di tutto viene la qualità musicale. Non esiste compromesso. Non posso scendere di livello per avvicinare un pubblico più ampio, anzi è esattamente il contrario. Perciò chi deve comunicare deve proprio stare ancora più attento alla qualità dell’esecuzione. Altrimenti si ottiene l’effetto opposto e le persone si allontanano».

Un sogno nel cassetto?
«Trovare una casa e i fondi necessari per dare casa alla Europe Philarmonic: ora viviamo come una comunità nomade, andiamo dove ci chiamano, ma è molto faticoso. Sogno un teatro o un auditorio dove lavorare costantemente sul nostro suono, sui progetti e sui nostri ideali. Un teatro con le porte sempre aperte dove le persone possano venire a trovarci senza appuntamento. Dove fare concerti in tournée diventi un di più e non l’unico modo per sopravvivere. Insomma il sogno è uno spazio dove vivere davvero insieme: con o senza telecamere».

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Ikea con Specchio dei tempi in aiuto delle mamme sole

Di Angelo Conti

Ikea non dimentica mai la solidarietà e l’impegno sociale. Così, questo Natale, sarà vicina a Specchio dei tempi per sostenere il progetto “Madri e figli in difficoltà“. Nel maxistore di Collegno già da qualche giorno è possibile acquistare peluche della collezione Sagoskatt,  disegnata dai bambini per i bambini, il cui ricavato verrà devoluto a Specchio dei tempi.

Questi peluche e altri giocattoli possono essere lasciati in una cesta all’uscita del negozio, per essere distribuiti ai 180 bimbi del progetto.

Nei giorni 6, 7, 8 dicembre e poi 20, 21, 22 dicembre subito dopo le casse sarà presente anche un’area Specchio dei tempi dove sarà possibile farsi confezionare un pacco regalo e lasciare un’offerta. L’iniziativa fa parte del progetto “Play campaign” con cui Ikea sostiene il diritto al gioco di tutti i bambini. Grazie a Ikea.

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Oltre 1200 biglietti venduti per il concerto di Ezio Bosso

Di Angelo Conti

Abbiamo superato i 1200 biglietti venduti per il concerto di Ezio Bosso del prossimo 12 dicembre (20,30) all’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto. L’incasso è, sino a ore, di circa 59.000 euro. L’utile andrà a sostenere le Tredicesime dell’Amicizia, a favore degli anziani più poveri e più soli.

I biglietti sono in vendita su Ticketone.
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[LaStampa] Quattro risate a quattro zampe, la trovatella Dulse porta i cani sul palcoscenico del Tangram

Sabato e domenica per Specchio dei tempi

Di Alessandra Comazzi
Pubblicato su La Stampa il 18/11/2019

I cani dovrebbero vedere bene soltanto due colori, il giallo e il blu. Niente prati verdi, quindi, ma grigini. Di sicuro, la vista non è il senso più importante: il senso che fa loro conoscere il mondo, le persone, i compagni di gioco, gli amici e i nemici, i pericoli e la pappa, è l’olfatto. È tutta questione di naso. Attraverso ilnaso passano odori e pure colori.
E il naso a colori della trovatella Dulse è il filo conduttore di un piccolo viaggio canino in scena al Tangram di via Don Orione, sabato 23 novembre alle 19,30 e domenica alle 18. «Un naso a colori»: due sere di teatro, parole e musica dedicate a cani e umani, al loro rapporto, al loro affetto.

Posto unico, 15 euro, incassi interamente devoluti a Specchio dei Tempi per il «Progetto Pet Therapy» (Fondo 607) realizzato attraverso l’Associazione Aslan. «Un naso a colori» nasce da un’idea di Giorgio Scianca, architetto e fidanzato ufficiale della Dulse, ex randagina di origini catanesi. Si portano in scena le tante testimonianze raccolte, tradotte dai loro umani, di cagnolini che mostrano i temperamenti più vari, il timido e il protervo, lo sbruffone, il vanitoso, il saccente, il petulante, e c’è persino l’ex «okupa» catalano. Tutto rigorosamente vero.
Un catalogo di affetto incondizionato. Poi Ivana Ferri ha legato il tutto e lo ha inquadrato in uno scritto di Konrad Lorenz, l’etologo, premio Nobel per la medicina nel 1973. Bruno Maria Ferraro fa tutte le parti tranne Dulse, e dovete sentire come, al solito suo, canta, e dà vita a questi personaggi a quattro zampe che girano per la città accanto a noi. Talvolta girano anche da soli, talvolta non girano proprio perché stanno chiusi da qualche parte, e allora che tristezza.

Ma sabato e domenica non vogliamo essere tristi: vogliamo comunicare la bellezza del rapporto con gli animali. E anche il suo lato buffo. Un esempio per tutti: c’è Baldo, di Valentina, e Valentina aveva un papà che si chiamava Gipo, di cognome Farassino. Gipo sapeva interpretare molto bene i pensieri del cane, e una volta che vanno in centro tutti insieme, lui, Baldo, pensa bene di fare pipì davanti a una bella vetrina, poi dice, tutto tronfio: «A l’an purtame a pissé da Baratti». Questa con la voce l’aveva detta Gipo, ma certo, con il cuore, era il pensiero di Baldo, facile immaginare la sovrapposizione tra i due.

Tutto il bene che possono fare i cani lo dimostrano i professionisti della pet therapy, una disciplina che coinvolge gli animali domestici ed è rivolta prevalentemente a persone con disturbi della sfera fisica, neuromotoria, psichica: ma la pet therapy serve a tutti. Dice Antonia Tarantini, direttore di Aslan, l’associazione che collabora con Specchio dei Tempi: «La carta vincente è la relazione affettiva che si crea tra il paziente e l’animale, un rapporto autentiautentico che porta sostegno, serenità e sollievo, che aiuta a reagire davanti alle difficoltà della vita». È tutto vero, provare per credere. Sabato e domenica al Tangram.

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[LA STAMPA] Specchio dei tempi, una squadra vincente che aiuta il Paese

di Maria Teresa Martinengo
Pubblicato su La Stampa il 16/11/2019

TORINO. Una bimba, Elena, e un golden retriever campione di pet therapy, Noah, che rallegra gli anziani, che aiuta l’autostima dei bambini. È un’immagine di tenerezza assoluta quella che ieri, al Conservatorio, ha aperto l’incontro della Fondazione La Stampa Specchio dei tempi con la città, con le tante persone e realtà che sostengono la miriade di iniziative. Nelle due ore di bilancio dell’ultimo anno, dei 64 a favore di chi ha bisogno, Specchio ha presentato progetti e obiettivi raggiunti.

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Le mille storie di Specchio, venerdì alle 17.30 al Conservatorio

L’incontro con i lettori per presentare un anno di realizzazioni e i progetti futuri

Di Angelo Conti
Pubblicato su La Stampa il 12 novembre 2019

La rubrica Specchio dei tempi, da 64 anni, dà voce ai cittadini per fatti di costume, di politica, di morale, di cronaca. Ma i lettori de La Stampa, e più in generale i piemontesi, assicurano, ad ogni occasione, anche conforto a chi soffre. L’azione della fondazione, che porta il nome della rubrica delle lettere, è caratterizzata da rigore, credibilità d’intervento con costi di struttura e di raccolta minimi. Fondatori “morali” di Specchio dei tempi sono proprio i lettori de La Stampa ed è dovere della fondazione, una volta l’anno, presentarsi pubblicamente per rendere conto delle attività e dei progetti. E per raccontare anche i vostri sogni.

Quest’anno accadrà venerdì al Conservatorio Giuseppe Verdi di Piazza Bodoni, alle ore 17,30. Sarà l’occasione per dare voce ai protagonisti delle “Mille Storie di Specchio dei tempi, cuore de La Stampa e orgoglio di Torino“. Un evento che godrà, oltre che della partecipazione delle autorità cittadine, di un forte contributo multimediale, utile per illustrare interventi anche lontani. Se è vero che su Torino e sull’Italia, Specchio dei tempi spende il 90% delle sue risorse, è altrettanto vero che non è insensibile alle richieste di aiuto che arrivano da Paesi lontani. Per aiutare anche chi sceglie di impegnarsi per lo sviluppo di realtà difficili, in contesti di povertà e di pericolo, vicino alle proprie radici. Specchio è così anche presente in Somalia, Myanmar, Rwanda, Messico, Kurdistan e Sri Lanka, con iniziative seguite ogni giorno dallo staff della fondazione.

DETTAGLI EVENTO 

Al Conservatorio attendiamo i nostri lettori, ma anche una folta rappresentanza di persone a cui abbiamo dato una mano. Per costruire una scuola, comprare un’ambulanza, pagare una bolletta della luce. Curare meglio una malattia. Interventi trasversali, tutti i giorni: dall’aiuto di pochi euro a un senzatetto al completo rifacimento del Day Hospital Oncologico del Sant’Anna (progetto che stiamo realizzando in questi mesi), dalle marmellata per la colazione dei poveri di via Nizza 24 alla scuola in Messico sotto un vulcano. Cercheremo di raccontarvele, queste storie. Con l’aiuto dei video e soprattutto con le parole di chi questi interventi li ha vissuti. Si, perché in questo slancio Specchio dei tempi ha trovato grandi amici e preziosi partner. Dai sindaci dei comuni terremotati ai dirigenti scolastico che ospitano nelle loro scuole le nostre iniziative, dai volontari che lavorano al Moi o a Barriera di Milano a quelli che ci stanno dando una mano in ufficio o allo Specchio Point.

Insomma, tante persone per bene che pospongono spesso il loro lavoro ed i propri affetti all’impegno della solidarietà. Gente tosta. Come noi e come voi. Noi che siamo in prima linea e voi che ci date fiducia ogni giorno, con i vostri contributi economici ma anche con il vostro constante interesse, la vostra affettuosa condivisione, il vostro sostegno ad ogni nostro passo.

L’ingresso è gratuito. E’ però necessaria la registrazione:
? 0115629708
? specchiodeitempi@agenziauno.com

 

Specchio dei tempi, mille storie dietro ai progetti di solidarietà

Aperte le registrazioni per l’evento del 15 novembre al conservatorio

Articolo pubblicato su TorinoSette
in data 8 novembre 2019

 

C’è un giorno, ogni anno, in cui Specchio dei tempi si racconta. E’ il giorno dello “SpecchioDay”, che ha come sottotitolo “Le mille storie di Specchio dei tempi”. Quest’anno ve le racconteremo venerdì 15 novembre al Conservatorio di piazza Bodoni, dalle 17.30. Il Presidente di Specchio, Lodovico Passerin d’Entrèves e il diretto re de La Stampa Maurizio Molinari ripercorreranno la storia della fondazione più amata dai torinesi, una storia che comincia nel 1890, sulla Gazzetta Piemontese, dove un gruppo di giornalisti solidali si inventà La Carità del Sabato, che poi sarebbe diventata lo Specchio dei tempi di oggi, assumendo il nome attuale 65 anni fa. L’incontro, che durerà circa 70 minuti, proporrà una carrellata di video, fotografie e interviste con i protagonisti che realizzano tutti gli interventi solidali della fondazione, ed i suoi 64 progetti attivi.

Fra gli ospiti anche Barbara Bonansea, la centravanti della Juventus femminile e della Nazionale che è anche testimonial di Specchio dei tempi, nella ricostruzione del Day Hospital Oncologico del Sant’anna, per la quale è tuttora aperta una sottoscrizione popolare.

L’ingresso è gratuito. E’ però necessaria la registrazione:
0115629708
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