Fondazione

Specchio dei tempi

Specchio dei tempi, rubrica ideata dal direttore Giulio De Benedetti, è stata inserita la prima volta il 17 dicembre 1955 nella pagina di cronaca di Torino del quotidiano “La Stampa”, dove continua ad essere pubblicata. È la parte del giornale rigorosamente riservata ai lettori che possono scrivere pareri, raccontare esperienze personali, denunciare ingiustizie e disfunzioni della società o degli apparati pubblici e privati. Ma è anche il cuore dei lettori, che apprendendo dalla cronaca o dalle lettere stesse episodi di sofferenza, decidono di offrire un aiuto concreto a chi si trova in difficoltà. Oggi come sessantacinque anni fa.

Nasce la fondazione Onlus

Da subito, infatti, la rubrica stimolò opere benefiche a favore di famiglie bisognose. Col passare degli anni cominciarono ad essere programmati anche interventi in occasione di calamità nazionali e internazionali (Friuli, Vajont, Irpinia, Belice, fame in India etc. etc.). L'afflusso spontaneo di offerte da parte dei lettori di tutt'Italia e il loro impiego all’insegna della trasparenza e della tempestività rese necessaria la creazione di una fondazione dedicata – la Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi - che venne costituita il 24/2/1976 e poi riconosciuta come persona giuridica con decreto del Presidente della Repubblica n. 476 del 14/5/1982. Dal 1988 la Fondazione fa parte dell’Anagrafe delle Onlus. Oggi operiamo a Torino e nel mondo, con progetti seguiti sempre direttamente da noi, in loco. I bilanci, oltre ad ottemperare agli obblighi prefettizi, sono da molti anni certificati da primarie società di revisione.

La onlus è dotata di codice etico e di regolamento delle erogazioni. Il consiglio di amministrazione è presieduto da Lodovico Passerin d’Entreves ed è composto da magistrati, professionisti, medici, giornalisti e dal direttore de La Stampa Maurizio Molinari. Abbiamo sede e uffici in via Lugaro 15 a Torino, nella redazione de “La Stampa”. Ma anche uno sportello di aiuto in centro, lo Specchio Point, in via Santa Maria. Un servizio che forniamo pure a Pinerolo. Deteniamo il record di incasso per una sottoscrizione non televisiva: 23 miliardi di lire dopo l’alluvione del Piemonte del 1994.

Specchio in Italia e nel Mondo

Negli ultimi 20 anni la fondazione ha lavorato, oltre che negli aiuti diretti alla popolazione, anche attraverso opere di ricostruzione, soprattutto di prefabbricati pesanti antisismici: a Serravalle del Chienti (ambulatorio nel 1997), a Cerreto (edificio comunale nel 1997), a Bonefro (scuola, asilo, sala multifunzionale dopo terremoto San Giuliano 2002), a Santa Croce di Magliano (scuole medie, area San Giuliano di Puglia, 2002), a Barisciano (tutte le scuole dopo terremoto Aquila 2009), a Cugnoli (tutte le scuole dopo terremoto Aquila 2009), a Poggio Picenze (scuole elementari e medie dopo terremoto dell’Aquila 2009), a L’Aquila (poliambulatorio in area ospedale civile dopo terremoto 2009),  a San Carlo di Sant’Agostino (scuole elementari e medie, terremoto Emilia 2012), a Mirandola (aule biomedicali dell’Istituto Tecnico, terremoto Emilia 2012).

Ad Arquata del Tronto, dopo il terremoto di due anni fa, abbiamo ricostruito in appena dodici mesi l'intero modernissimo polo scolastico (materna, elementare, media, uffici, biblioteca, mensa, refettorio oltre ad una palestra regolamentare per volley e basket) sullo scenario del recente terremoto in Centro Italia, con una spesa complessiva di quasi 4 milioni di euro, frutto di una sottoscrizione fra i lettori de La Stampa. Abbiamo inoltre consegnato unità abitative temporanee a famiglie di contadini.

All’estero sono state ricostruite scuole in Sri Lanka (Matara, Galle, Habaraduwa dopo tsunami 2004), in Thailandia (Surat Thani e Betong dopo tsunami 2004), in India (Vellappalam in Tamil Nadu, dopo tsunami 2004). In Nepal dopo il terremoto del 2015 abbiamo ricostruito la scuola di Rasuwa (vicino al confine col Tibet) nonchè la scuola elementare e secondaria di Namche Bazaar, sulle pendici dell’Everest, sulle pendici dell'Himalaya, a quasi 4000 metri di altezza.  Una piccola scuola è stata allestita anche in Bangladesh (2014). Dopo il sisma del 2017 che ha causato oltre 360 morti in Messico, abbiamo ricostruito la scuola elementare di Santa Catalina Cuilotepec, nel comune di Tochimilco, proprio accanto alla bocca del vulcano Popocatépetl, a circa 100 chilometri da Puebla.

In Somaliland (ad Hargeisa) abbiamo realizzato, sei anni fa, un ospedale pediatrico che è tuttora perfettamente funzionante (oltre 80.000 bambini curati). Qui abbiamo attivato, proprio quest'anno, un servizio di neonatologia di avanguardia che ha già salvato la vita a decine di neonati. Un ambulatorio ed un servizio di cliniche mobili sono stati realizzate anche a Kawthaung, in una delle zone più povere della Birmania, attraverso Medacross Onlus che ha in Specchio dei tempi il principale finanziatore.

In Sri Lanka, insieme ai monaci buddhisti della Southern Province, gestiamo il Villaggio delle bambine, costruito dalla nostra fondazione ad Ibbawale:  ospita decine di bambine e ragazze oggetto di abusi o abbandoni, che ci vengono affidate dai tribunali cingalesi.

In Kurdistan, Specchio ha costruito due strutture (fra cui un'aula informatica con 20 pc) nel campo profughi di Duhok, frequentate ogni giorno da oltre 100 bambini curdi. Ed ha organizzato carovane di aiuti umanitari destinati all'area di Kobane e di Afrin.

L'impegno di Specchio a Torino: scuola, povertà, salute

Specchio dei tempi, dopo aver ultimato il rifacimento degli ambulatori del piano terreno, ha ristrutturato, negli ultimi tre anni, i reparti di Cardiochirurgia/ Cardiorianimazione e Neuropsichiatria Infantile dell'Ospedale pediatrico Regina Margherita per una spesa complessiva di 5 milioni di euro.

Sempre su Torino, Specchio dei tempi dà vita da 43 anni alle “Tredicesime dell’Amicizia” (2000 aiuti da 500 euro ad altrettanti anziani poveri e soli in occasione del Natale) e dall'anno scorso realizza il progetto "Madri e figli" a favore delle famiglie monogenitoriali in difficoltà, sia con aiuti economici, sia con aiuti alimentari, sia con consulenze e sia con iniziative di avviamento al lavoro. Sostiene inoltre decine di interventi a favore dei più poveri, a cominciare dalle colazioni offerte ogni mattina dalle suore vincenziane di via Nizza a centinaia di homeless. L'anno passato sono state circa 45.000.

Nel corso degli ultimi anni sono state avviate iniziative a favore delle famiglie con malati di Alzheimer (con gli Alzheimer Caffè), degli anziani con gravi problemi di vista, di centri per l’assistenza a disabili. E sono state donate diverse apparecchiature mediche di avanguardia agli ospedali torinesi, fra cui la risonanza di alta gamma all'IRCC di Candiolo.

Non manca neppure l’impegno nel settore della scuola e della formazione, anche universitaria. Di rilievo la donazione di circa 320 defibrillatori a istituti scolastici e impianti sportivi nonché l’avvio di uno screening cardiologico fra gli studenti delle scuole superiori. Dal 2015 è attivo il progetto Salvabimbi che prevede incontri con almeno 10.000 genitori e docenti torinesi ogni anno sul tema del soccorso immediato a lattanti, bambini e ragazzi. Nelle scuole e nelle case di riposo sono state avviate attività di Pet Therapy , che hanno riscosso grande successo, soprattutto nel contrasto alla disabilità. La Pet Therapy è stata anche introdotta all'IRCC di Candiolo. In quindici scuole secondarie torinesi sono attive iniziative di tutoraggio (i primi della classe aiutano gli ultimi e ricevono piccoli premi) mentre due importanti iniziative contro al dispersione scolastiche e l'avviamento al lavoro sono state promosse nella difficile area dell'ex Villaggio Olimpico - Moi (oltre 100 bambini coinvolti) ed a Madonna di Campagna, anche nell'ottica dell’inclusione dei bimbi rom.

L’ultima sfida è la ristrutturazione del day hospital per le cure chemioterapiche dell’ospedale Sant’Anna, che avverrà nel 2019. L’obiettivo è raccogliere 1,2 milioni di euro per riqualificare i locali del primo piano (tra cui la sala di infusione), che sono in disuso da anni: migliaia di donne, infatti, sono oggi costrette a spostarsi in altri ospedali per questi cicli.

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