08/02/2017

LA SOLIDARIETA’ DE “LA STAMPA”, UNA STORIA LUNGA 126 ANNI

LA SOLIDARIETA’ DE “LA STAMPA”, UNA STORIA LUNGA 126 ANNI

 

La solidarietà è stata sempre un valore per i torinesi. Lo dimostra, con evidenza, anche la storia del suo giornale più amato. E non soltanto attraverso i 61 anni di vita di Specchio dei tempi (nato come rubrica nel 1955 e poi diventato fondazione), ma attraverso radici ben più lontane. La prima iniziativa solidale del giornale (quando ancora si chiamava “Gazzetta Piemontese” ed aveva sede in via Bertolotti angolo piazza Solferino) ha un data, il 20 settembre 1890. Risale, cioè, a ben 126 anni fa. Si chiamava “La carità del sabato” e così venne presentata, da un anonimo collega, sul giornale di quel giorno…
“Abbiamo parlato spesso di miserie grandi e dolorose che non si ostentano per le pubbliche strade, ma, quasi vergognose di essere scoperte, si affidano invece alla nostra pietà discreta, alla confidenza dei nostri amici. Ce ne sono molte, assai più di quanto i lettori non credano, e ce ne sono di quelle pietosissime, di quelle strazianti, di altre spaventose. .
Anche se giornalisti, occupati quotidianamente dagli avvenimenti pubblici, non tralasciamo però di essere uomini anche noi e di sentire profondo e sincero dolore per tante sventure, che il caso o l'ufficio nostro, a noi si rivelano con più insistenza e più facilità che non si sogliano rivelare alla comune della gente. 
Però non vogliamo usurpare il mandato delle Congregazioni di carità o degli Istituti di beneficenza, nè sostituirci alla pietà dei privati. Non vogliamo nemmeno metterci a chiedere l’elemosina dei nostri lettori, cosa esorbiterebbe dal nostro compito.
Una volta sola alla settimana, il sabato, ci rivolgeremo al cuore gentile e benefico dei nostri lettori e indicheremo loro le più urgenti miserie che nella settimana ci furono scoperte.
Non faremo nome né dei beneficati né dei beneficanti, perché certi dolori e certe decadenze hanno ancora la loro dignità e meritano i nostri riguardi; ma diremo il nome dei benefattori ai quali la pubblicità serva di ricevuta e di buon esempio ad altri.
Delle somme ricevute e del come furono distribuite siamo sempre pronti a rendere conto a qualunque benefattore ce ne faccia personalmente invito.
Abbiamo scelto il dì precedente alla festa settimanale perchè quanti si raccolgono la domenica nel riposo famigliare , ed hanno fatto un po' di bene al prossimo più sventurato, abbiano il conforto di sapere che non solo essi coi parenti e figli, ma, mercè loro, anche qualche bersagliato dalla sventura , goda un giorno di pace e di sosta alle sofferenze della vita. La benedizione dei poveri soccorsi accrescerà la festa dei buoni benefattori".
Contenti di aver continuato a camminare su quella strada. E di camminarci ancora oggi. Ogni giorno, tutti i giorni.

[ssba]

 

 

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