Borgata distrutta dalla valanga: il dramma a Ormea 50 anni fa, poi l'intervento di Specchio

01 gennaio 1970

Paola Scola, La Stampa, 23/02/2022

"Sei famiglie rimaste senza casa per la valanga caduta a Ormea. In frazione Valdarmella uomini e donne scavano nella neve per recuperare le masserizie, ma la slavina ha schiacciato tutto. Distribuite 400 mila lire". Quattrocentomila lire: è la solidarietà di Specchio dei tempi, sulle montagne dell'Alto Tanaro. Come ricorda il titolo dell'articolo che La Stampa dedicò alla tragedia, sull'edizione del 29 febbraio 1972. E' trascorso mezzo secolo dal disastro del 19 febbraio. Ne fa memoria oggi la Gazzetta di Chionea, mensile che la gente della frazione da inizio anno dedica online alle cose della microcomunità, passate e presenti. A ricordare i fatti è lo scrittore Bruno Vallepiano, i cui nonni furono coinvolti. "Per l'estate - aggiunge il sindaco, Giorgio Ferraris - presenterà un documentario sul tragico evento". "La mattina del 19 febbraio la luce stenta a penetrare attraverso la neve - racconta Vallepiano -. E' quasi l'una quando il cielo si schiarisce un po'. Si sente il rombo di un aereo che vola alto, sopra le nuvole. D'un tratto il boom sonico da tremare l'aria. Nello stesso istante sul versante sud-ovest della dorsale di casa Brui, a oltre 1400 metri di quota, si staccano due fronti di valanga, che diventano una sola, gigantesca. Gli abitanti vedono la valanga raggiungere la borgata sottana e seppellirla. All'appello mancano tre persone, di cui non si vedono più neppure le case. Una è Adelaide Ghirardo, 67 anni: la sua casa era su uno sperone poco distante dal ruscello, gli altri sono marito e moglie, Alfonso Gai, 74 anni, e Paolina Pelazza, di 68. I soccorritori non riescono neppure a capire dove fossero le case scomparse sotto la slavina".  Alfonso e Paolina, nonni di Vallepiano, si salvano, perchè il piano superiore della casa è stato spazzato via, ma il seminterrato ha retto. L'altra donna, invece, non ce la fa: il corpo sarà trovato nel greto del torrente, sotto 10 metri di neve. Il cronista Giorgio Lunt, 10 giorni dopo, scrive su La Stampa: "Sabato è giunta a Specchio dei tempi dal vicesindaco di Ormea Nello Dolla una lettera che segnalava la drammatica situazione di Borgata Valdarmella... Ha fatto appello a Specchio dei tempi affinché lo aiutasse a rendere meno penosa la sorte degli scampati alla valanga. Oggi siamo saliti a Valdarmella con "le campagnole" del Comune... Uomini e donne che scavano nei cumoli alla ricerca di qualche oggetto, uno sforzo quasi inutile perchè le decine di tonnellate di neve hanno schiacciato ogni cosa. A Luigi Monetto e ai coniugi Gai abbiamo consegnato 100 mila lire ciascuno. Alle altre 4 famiglie che hanno perduto la baita abbiamo dato 50 mila lire ciascuna: in totale 400 mila lire gesto di fratellanza a nome dei lettori, non certo una refusione di danni. Il vicesindaco ha espresso la gratitudine non solo per l'aiuto ai sinistrati, ma per l'immediatezza con la quale Specchio dei tempi è accorso tra i montanari di Valdarmella a constatare il disagio e infondere un po' di Speranza". L'ULTIMA ALLUVIONE IN PIEMONTE
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