Harran: la comunità delle case di argilla dimenticata dopo il terremoto

01 gennaio 1970

Angelo Conti

Harran più che una cittadina è un villaggio. Poco più di 5.000 anime proprio sul confine fra Siria e Turchia. E’ un paese che ha una lunga storia, punto non marginale della Mesopotamia, famoso anche per le sue case in argilla che somigliano ai nostri trulli (ora molte danneggiate dal sisma). Il terremoto del febbraio 2023 l’ha colpito duramente, interrompendo anche le vie di comunicazione verso Antiochia. La sua posizione marginale ha impedito, almeno sino ad oggi, interventi radicali e così la situazione è, soprattutto nelle frazioni sparse per le campagne, ancora decisamente critica. Si vive sotto le tende. In condizioni igieniche precarie, con sostegni ancora limitati da parte del governo centrale. Qui Specchio dei tempi e Remar Sos sono intervenuti a più riprese, già dalle settimane successive al sisma, rifornendo le famiglie con pacchi viveri e con generi di necessità. Distribuzioni che continuano ancora in questi giorni, stante la difficile situazione, resa ancor più grave dalle altissime temperature che si registrano in questo territorio con le tende possono solo in parte essere condizionate. Le distribuzioni di aiuti continueranno anche nelle prossime settimane.
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