La Repubblica, 4/12/2020
Specchio d’Italia nasce dall’esperienza, lunga 65 anni, della Fondazione Specchio dei tempi di Torino. Dall’inizio dell’emergenza Covid, Specchio d’Italia ha iniziato ad operare in molte regioni italiane. Dalle borse della spesa a 17.000 famiglie in 20 città sino ai bandi a sostegno delle piccole attività agricole, artigiane e commerciali di Sassari e di Venezia. Il maggior impegno è stato posto sinora su Roma con l’attività contro la disperazione scolastica nel quartiere Bastogi, la pet therapy per i bimbi disabili delle scuole, con la donazione di parrucche alle donne sottoposte a chemioterapia. Ma Specchio d’Italia è attivo anche a Genova dove, d’intesa con la Fondazione CEIS, quest’anno ha messo a frutto la sua esperienza contro la dispersione scolastica (maturato a Torino con gli interventi all’ex Villaggio Olimpico e nella zona nord della città) avviando nel quartiere di Fegino un programma di doposcuola ed aiuto compiti per i ragazzi delle primarie e delle medie. È ora la volta delle Tredicesime dell’Amicizia, una lunga storia di amore verso gli anziani più fragili, soli e spesso dimenticati. Nate a Torino nel 1976, da questo Natale si affacciano anche a Genova. In questa prima edizione gli anziani aiutati saranno 30, che riceveranno ciascuno un aiuto da 300 euro. Tutti i dettagli su www.specchioditalia.org/tredicesime dove è disponibile anche il format per inoltrare le richieste di aiuto. Le condizioni sono il vivere soli, avere più di 70 anni ed una pensione minima. Quarantacinque edizioni, 75.546 aiuti consegnati, una raccolta pari a circa 28,5 milioni di euro (attualizzata ad oggi): sta in queste cifre la storia delle Tredicesime dell’Amicizia. Tante le “storie” che costellano questo lungo percorso. Ad esempio, quella di Elena, a cui abbiamo consegnato l’aiuto di Natale per quasi 20 anni, sino alla sua scomparsa, avvenuta a 106 anni di età. O come quella di Jolanda che, prossima alla fine, chiedeva quando saremmo passati a consegnare l’assegno. La facemmo subito, regalandole l’ultimo sorriso, tre ore prima della morte. O come Bea, “intercettata” mentre raccoglieva aranci di scarto dai bidoni della spazzatura e da allora nostra beneficiata fissa. O come Giuseppe, che da 20 anni ci spiega preoccupato di essere malato di cancro, ma che rivedremo, felice lui e felici noi, anche questo Natale. Ora aggiungeremo altri capitoli anche a Genova: altri uomini, altre donne a cui offrire un gesto di amicizia, di affetto e di condivisione. Tutti possono sostenere, con donazioni, i progetti di Specchio d’Italia.La gratitudine di Roberto: a 75 anni, la Tredicesima dell'Amicizia è un abbraccio contro la solitudine
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