Di Beppe Minello
Daniela e Alessandro, 40 e 44 anni, tre figli piccoli, hanno un sogno: vivere in armonia con la natura. Un sogno concretizzatosi 10 anni fa a Tula, su un terreno di 5 ettari, oltre la collina di San Giuseppe, su cui sorgevano due ruderi diventati laboratorio e casa, comprati con i regali dei generosi matrimoni sardi. Lì hanno creato “Aresta”, un’azienda agricola che produce marmellate naturali e miele, venduti soprattutto in fiere e mercatini.
La pandemia ha rischiato di ucciderli: li hanno salvati la loro caparbietà e bontà dei prodotti, ma anche l’aiuto economico elargito dalla famiglia Baggi Sisini attraverso il progetto Specchio d'Italia e il bando "Sassari che riparte" della fondazione Specchio dei tempi. Un aiuto di 3 mila euro arrivato anche ad altre 99 piccole realtà commerciali e imprenditoriali del Sassarese.
“‘Aresta’ significa selvatico, cioè in armonia con la natura, diverso da selvaggio che la natura la distrugge” spiega Daniela Scarpellino, un passato da giocatrice di pallavolo il cui culmine è stato raggiunto quando ha fatto parte della “Roma pallavolo” di serie A alla - per un’atleta - non più verde età di 28 anni. Una sportiva, dunque, come il marito, Alessandro Pintadu, 44 anni, che a 20, con i colori del Cus Torino di Riccardo D’Elicio, ha vinto il titolo italiano nei 100 metri, nella 4x100 e nella 4x400.
Il legame con Torino, dove Alessandro è stato militare nella Guardia di Finanza, è ancora forte. “Ci vive e lavora mio fratello - racconta - che ha un ristorante in piazza Adua, specializzato nella carne frollata che sta avendo molto successo. Insomma, dobbiamo tanto a Torino e, ora, grazie alla famiglia Baggi Sisini e a Specchio dei tempi, ancora di più”.
Dieci anni fa, dunque, dopo due anni di ricerche e gestazione, nasce “Aresta”. Un “progetto portato avanti fino ad oggi con grande incoscienza” sorride Daniela che, nel frattempo, ha messo al mondo tre figli, un maschietto di 7 anni e due bambine di 5 e 2 anni e mezzo. Azienda che, dicevamo, produce marmellate e miele e dove si allevano, oltre ad asinelli sardi, anche oche, galline, maiali destinati al consumo della famiglia e dei tanti che condividono il sogno della sportiva coppia: “Ci piace ospitare gli amici perché, altrimenti, tutto quello che facciamo non avrebbe senso. Da soli non potremmo godere di tutto ciò che abbiamo creato” dice Daniela.
Un progetto di vita che ha rischiato di soccombere sotto i colpi del Covid. “Vendiamo i nostri prodotti nei negozi, ma soprattutto nelle fiere e nei mercatini - racconta Daniela Scarpellino - che con il Covid sono scomparsi. Siamo riusciti a tirare avanti con gran fatica, consegnando un po’ di prodotti a domicilio e affinando l’e-commerce. Ma è stato il contributo di Specchio che ci ha fatto veramente tirare un sospiro di sollievo. A fronte di un calo del 60 per cento nel nostro giro di affari, ho potuto pagare tutto ciò che era rimasto in sospeso. Adesso guardiamo con fiducia al futuro”. Daniela è un’ottimista di natura perché riesce a vedere il lato positivo in ogni cosa: “Questa pandemia è stata ed è un disastro, ma ha sicuramente un merito: ci ha obbligati a riflettere su ciò che eravamo diventati e sul nostro futuro”.