Lucia Caretti
Il signor Giampiero abita a Torino Sud. Un alloggio popolare con la serratura scassata, la porta sottile sottile, la polvere lasciata dal tempo che passa. Il signor Giampiero è stato panettiere, carpentiere, fresatore e adesso non ce la fa più: si avvicina agli 80 anni ed è rimasto solo. Solo con i suoi pantaloni strappati e gli occhi affaticati. “Non ci vedo, ho bisogno di un paio di occhiali, non posso permettermeli. Auguro buona fortuna a chi mi aiuterà”. Racconta con stanchezza: trovare e articolare le parole è diventato difficile, ma ce ne sono certe che lo accendono. La nazionale, il calcio e un colore: granata. “Sono nato in una cascina alle porte della città. Tutta la mia famiglia è piemontese. Ho sempre lavorato, per anni negli impianti sportivi. La mia più grande passione è il Toro. Vivo al Filadelfia, ogni tanto vado a piedi fino là”. Avere i suoi campioni accanto rende tutto il resto meno insopportabile: la puzza di fumo che impregna ogni stanza, il letto sfondato, il frigo vuoto. “Ricevo 637 euro di pensione. Il supporto di Specchio dei tempi per me è fondamentale” spiega commosso. Quest’anno la fondazione dei lettori de “La Stampa” gli ha consegnato la Tredicesima dell’Amicizia (un assegno da 500 euro) e una spesa, come quella che la fondazione offre ogni mese a cento anziani fragili. Il progetto si chiama #ForzaNonni e il rito è sempre lo stesso: gli anziani ricevono il pacco sullo zerbino e con la gioia di Giampiero aprono lo scatolone. Trovano la pasta, i pelati, il latte, la frutta e persino un po’ di cioccolato che molti non mangiano da mesi. Ritirano un prodotto alla volta, con cura, amore e gratitudine. E’ un momento di felicità pura e per capirlo bisogna ascoltare questo signore così semplice. Guardare il mondo dalla sua prospettiva. “Vestiti? Possiedo un giaccone, un guanto, questa maglietta e questi bermuda”. Ormai logori. La tempra, invece, è immutata. “L’allievo ha superato il corso di uomini duri”, si legge in un attestato scherzoso appeso all’ingresso. Un vecchio regalo di due amici: era il 1997. Ora accanto a Gianpiero ci sono i donatori di Specchio.La gratitudine di Roberto: a 75 anni, la Tredicesima dell'Amicizia è un abbraccio contro la solitudine
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