Il via vai in piazzetta della Lega è quello di un tipico venerdì sera di primavera: gruppi di ragazzi che si incontrano per trascorrere la serata insieme, famiglie a passeggio con il cane, riders che consegnano il cibo a domicilio. Spicca un tavolino con gli alcoltest monouso piazzato accanto alle gazzelle dei carabinieri. Qualcuno non si avvicina per timore, altri si fermano incuriositi.
«Ma lo possiamo fare anche noi?», chiedono tre ragazze. Una, capelli scuri raccolti e sorriso aperto, prende il dispositivo con cautela: «Ho bevuto solo un aperitivo, ma sono a piedi. Però sono curiosa». Dopo qualche secondo arriva il verdetto: 0,32. «Vedi? Basta un bicchiere e ci si avvicina al limite».
Il cuore della movida alessandrina è una delle tappe di «Specchio Bus», il progetto di Specchio dei Tempi «Un soffio ti può salvare la vita» insieme ai carabinieri del comando provinciale di Alessandria per la campagna di prevenzione contro le stragi del sabato sera. «Non bevo, ma lo tengo nel portafoglio, non si sa mai», commenta un ragazzo col casco in mano.
Poco più in là, un signore osserva con attenzione i cartelli che spiegano le soglie di legge per la guida in sicurezza. «Sopra 0,50 non si guida. Io ho bevuto una birra poco fa, meglio non rischiare», dice guardando il risultato. Alcuni ragazzi si fermano a chiacchierare con i medici volontari. «Dura tanto il test?», domanda una diciottenne. Poco dopo è l’amica a scattarle una foto mentre soffia nel tubo. Intorno, la gente osserva, si ferma, fa domande. Nessuno viene forzato, molti restano volentieri. Qualcuno compila un questionario anonimo utile alla raccolta dati sull’approccio dei giovani al tema della sicurezza stradale. I carabinieri spiegano come funzionano gli etilometri e rispondono alle domande.
A osservare la scena è il colonnello Silvio Mele, comandante del Reparto Operativo. «I controlli su strada sono importanti, ma iniziative come questa fanno cultura. La nostra priorità è fermare le stragi e non possiamo farlo solo con le sanzioni», spiega. Verso le 22 la piazza si anima ancora di più. C’è chi si avvicina in gruppo, chi ride un po’ nervosamente prima del test. Qualcuno dice: «No grazie, sono astemio». Qualcun altro non ha ancora la patente, ma prende un test per sicurezza: «Meglio sapere».
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