Per tre anni ha vissuto da invisibile, dormendo nei dormitori di Torino, senza nemmeno i soldi per un caffè al mattino. Giorgio Agostino, 67 anni, ex barista in un noto locale della collina, ha attraversato un periodo di buio assoluto: un incidente alla gamba, la perdita della madre, la solitudine.
“Ho fatto un errore e ho perso tutto: casa, lavoro, dignità. Tutti mi hanno voltato le spalle”.
Oggi Giorgio sorride mentre riceve la Tredicesima dell’Amicizia di Specchio dei tempi. “Il Natale sarà più sereno. Con questi soldi finalmente potrò permettermi di comperare qualcosa da vestire. Io mi sono sempre dato da fare, non mi piace stare con le mani in mano, ma i soldi sono contati. Dopo il periodo più buio, quando entravo nelle chiese a piangere, e dopo un anno e mezzo sereno a Imperia, in una struttura dove mi aveva sistemato l’assistente sociale, sono tornato a Torino, ho partecipato ai cantieri di lavoro e al bando per l’alloggio popolare. Ora aspetto la pensione, ho una casa e sono infinitamente grato a chi mi aiuta”.
La Tredicesima è molto più di un contributo economico: è un segno che qualcuno ti vede, ti riconosce, ti considera ancora parte della comunità.
La storia di Giorgio ci ricorda che dietro ogni busta c’è una vita, un dolore, un riscatto possibile.