Specchio dei tempi interviene al Sant’Anna, tutti i modi per contribuire

Tutti possono contribuire a ridare al Sant’Anna la struttura ideale per consentire a molte centinaia di donne ogni anno di lottare contro il cancro. Specchio ha aperto una sottoscrizione per realizzare l’opera al Sant’Anna (Fondo 501). È possibile contribuire con un bonifico sul conto corrente intestato a Fondazione La Stampa Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, Iban: IT14 P033 5901 6001 0000 0117 200. Oppure tramite conto corrente postale numero 1035683943, intestato a Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi. Oppure ancora agli sportelli La Stampa in via Lugaro 21 a Torino (anche con carta di credito o bancomat) dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 19 (sabato e domenica 16-19). Oppure ancora presso lo «Specchio Point» di via Santa Maria 6, aperto dal lunedì al sabato (orario 9-13). Presso l’Agenzia Torino Castello di Reale Mutua in piazza Castello 113 (8,30-12,30; 14,45-18).

È possibile utilizzare la carta di credito anche con donazioni sul sito www.specchiodeitempi.org. Oppure utilizzare Satispay. È disponibile anche una app gratuita, raggiungibile da tutti i telefonini (basta digitare da uno store «specchio dei tempi»), attraverso la quale è possibile inviare contributi. Tutti i versamenti (esclusi quelli in contanti) sono fiscalmente deducibili.

Per informazioni :
☎️ 011 6568.376;
? www.specchiodeitempi.org, www.facebook.com/specchiodeitempi/
? specchiodeitempi@lastampa.it; specchiodeitempionlus@lastampa.it;

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Vicini alle nostre mogli, figlie, mamme e fidanzate

Incontro con le Volontarie del Gados: le tante testimonianze di chi ha battuto il cancro

Articolo di Beppe Minello

Si chiamano Fernanda, Paola, Rosella: sono le nostre mogli, figlie, mamme, fidanzate. Per loro, per le migliaia di donne che hanno affrontato, stanno affrontando e, purtroppo, affronteranno il calvario di un tumore, nascerà il nuovo reparto Day Hospital unificato di Oncologia ginecologica pelvica e mammaria al primo piano del Sant’Anna. «Immagino che sarà stato ricoverato in qualche ospedale, vero? Se lo ricorda? Un posto tendenzialmente sporco, usurato, con medici e malati che vanno e vengono. Un posto scuro, ché questi sono posti scuri. Ecco, quello che si vuole realizzare qui al Sant’Anna sarà un luogo, mi consenta la definizione, allegro, luminoso, pulito. Un luogo dove ti accolgono e ti dicono “Oggi vai qui e tra due giorni là” e tu saprai dove e non dovrai cercare, non dovrai sapere tu chi chiamare, un luogo dove l’oncologo ti visiterà senza che tu debba cercarlo. E ciò accadrà perché tutto sarà finalmente strutturato e standardizzato». Paola Montaldo, 49 anni psicologa, sa di cosa parla. L’associazione che presiede, la Gados (Gruppo assistenza operate al seno) da 35 anni si prende cura dal punto di vista psicologico e del benessere in senso più generale delle donne arrivate al Sant’Anna annichilite da una diagnosi «che, quando l’associazione nacque, era considerata una sentenza di morte. C’era bisogno di dare loro conforto, sostenerle, dimostrare che ce la si può fare, controllare la tempesta emotiva scatenata dalla diagnosi». Una rivoluzione, contro un sistema che considerava le pazienti numeri, teorizzata e concretizzata dal professor Mossetti coinvolgendo le donne già operate al seno come, diciamo, testimonial che ce la si può fare. «Le esortava – ricorda Fernanda, 70 anni, insegnante di matematica, operata nell’87 e volontaria Gados dal 2000 – dicendo loro “Dovete farvi belle, ben pettinate e truccate e andare al letto di chi è appena stato operato per dire loro che anche voi ci siete passate, che siete lì per dimostrare che si sopravvive, che state bene”».

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E in questi anni, oltre 12 mila donne hanno combattuto insieme con le volontarie del Gados diventando, molte di loro, volontarie esse stesse o continuando, anche a decenni dall’intervento, a frequentare i gruppi di auto-aiuto che settimanalmente si tengono al Sant’Anna in uno stanzone «conteso» – per dire la carenza di spazi – con gli specialisti dell’ospedale di corso Spezia, dagli oncologi ai radiologi, che lo utilizzano per consultarsi e stabilire «le cure dopo un determinato istologico o… quella che potrebbe apparire come una condanna». «È dopo questa “sentenza” che il mondo precipita – spiega Rosella, 52 anni, ex-arredatrice -. Ti operano e ti chiedi: ora dove vado? Magari decido per Candiolo. Ma chi mi visita? L’oncologo che mi ha operato o quello di Candiolo? Poi devo fare la radioterapia: che faccio? Vado alle Molinette perché c’è il reparto di radiologia? E poi magari devo fare fisioterapia, cosa che si scopre attraverso l’esperienza di altre che ci sono già passate o perché un medico te l’ha detto: e dove vai? Al Mauriziano o al Cto? E una visita dietologica la farò al Sant’Anna perché c’è la dottoressa che hai conosciuto o dove? Insomma, si gira tutta la città senza essere abbracciata da nessuno». Un «abbraccio» che le donne del Gados, e non solo loro, contano di ricevere dal nuovo Day Hospital del Sant’Anna (la cui rapida ristrutturazione è l’obiettivo di Specchio dei tempi) dove ricreare qualcosa che, per altro, «già esisteva all’ospedale Valdese prima che lo chiudessero – ricorda ancora Fernanda -. Lì facevano lo screening, la mammografia una volta all’anno. Se si scopriva qualcosa ti avvertivano: “Signora c’è qualcosa che non va”. Ti prendevano sottobraccio e ti portavano a fare l’agoaspirato: “Non si preoccupi, adesso la faccio vedere da un medico che si occuperà di lei”. E quel medico si occupava dei tempi dell’intervento, te lo spiegava, ti diceva le terapie che avresti fatto, trovava il letto in tempi brevi. Insomma, il nuovo Day Hospital non è fantascienza».

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Diamo speranza alle donne malate

Articolo di Angelo Conti

Ogni anno in Piemonte vengono diagnosticati 4300 casi di cancro alla mammella. E da quel giorno comincia una battaglia che, pur avendo sempre storie diverse, per almeno 500 donne dovrebbe passare attraverso la chemioterapia del Sant’Anna. Per complessivamente almeno 5000 infusioni di chemio ed almeno 2500 terapie orali. Tutte cure che necessitano di centri specializzati. Oggi, dopo la chiusura del suo Day Hospital, l’ospedale Sant’Anna (oltre 1500 interventi chirurgici oncologici ogni anno) si trova in affanno, costretto a dirottare su altri ospedali tutte le donne malate. Interrompendo così un percorso di cura che si dovrebbe svolgere, per evidenti ragioni, tutto all’interno del Sant’Anna. Ma che, stante l’inagibilità del Day Hospital, oggi viene deviato su percorsi ben più scomodi con difficoltà molto pesanti per donne che attraversano un delicato momento della loro vita.

Alla Fondazione Specchio dei tempi è stato così chiesto di valutare un intervento per ripristinare l’attività del Day Hospital. Sentiti i medici dell’ospedale, le associazione delle donne operate ed i vertici della Città della Salute, non è stato difficile rendersi conto che si trattava di un intervento assolutamente necessario, ma che le finanze pubbliche non potevano sostenere. È così scattata una nuova sfida, quella di tentare l’impresa. È stato esaminato un progetto di massima (architetto Barbara Gerino) che ha subìto, anche grazie alle consulenze degli architetti Fugiglando e Valdemarin, un consistente miglioramento qualitativo. Alla fine le cifre sono parse evidenti: servono 1,2 milioni di euro per ristrutturare oltre 1050 metri quadrati, oggi in condizioni decisamente critiche. Due settimane fa la firma della convezione fra il direttore generale della Città della Salute Silvio Falco ed il presidente di Specchio, Lodovico Passerin d’Entrèves. E poi subito via al lavoro per il progetto esecutivo a cui seguirà l’assegnazione dei lavori. Il cantiere sarà attivo a giugno con fine lavori intorno a Natale. Il regalo di Specchio e di Torino alle donne che lottano contro il male del secolo. Per farle vincere.

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Una donazione da 100 mila euro apre la raccolta per il Sant'Anna

Articolo di Angelo Conti

Lanciata ieri mattina, la sottoscrizione di Specchio dei tempi a favore del nuovo Day Hospital dell’Ospedale Sant’Anna ha subito trovato la generosità dei torinesi. Numerose le donazioni, piccole e grandi, arrivate in queste primissime ore. Fra tutte spicca l’offerta di 100.000 euro versati da un importante imprenditore torinese che ha voluto mantenere l’anonimato. Oltre, si è detto, a numerose, importantissime e preziose, offerte minori. Ci separano ancora quasi 1,1 milioni di euro dall’obiettivo di raccogliere quanto occorre per il Day Hospital, ma tutti questi slanci dimostrano la generosità della città e la fiducia verso la Fondazione Specchio dei tempi. Una spinta grande per il nostro lavoro e il nostro impegno, a favore delle donne malate di tumore.

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[La Stampa] Sant'Anna, il sogno che vale un milione

Articolo di Alessandro Mondo tratto da La Stampa del 7 marzo 2019

Una sottoscrizione per il Sant’Anna. Avvio dei lavori in estate e consegna della struttura nel prossimo inverno

Un appello alla generosità di tutti, fatta di grandi e piccoli contributi accomunati dalla disponibilità a mettersi in gioco per una buona causa che sopperirà alla carenza delle risorse pubbliche.
Il fronte è quello dell’ospedale Sant’Anna di Torino e del cancro, che segna milioni di persone e contro il quale la Medicina è impegnata in una lotta senza tregua. L’iniziativa rimanda alla Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi, che a Torino e non solo è sinonimo di serietà e di trasparenza, impegnata in una nuova sfida: progettare e realizzare il nuovo reparto Day Hospital unificato di Oncologia ginecologica, pelvica e mammaria. Perché? «Perché è indispensabile aprire un nuovo Day Hospital con due grandi sale di infusione e di monitoraggio sanitario per affrontare nel modo più adeguato possibile l’assistenza alle donne colpite da neoplasie femminili all’insegna dell’eccellenza medico sanitaria e dell’umanizzazione.

Nuova sfida

Concetto spiegato da Silvio Falco, direttore generale della Città della Salute, e ribadito da Umberto Ricardi, preside della Facoltà di Medicina. Al loro fianco Lodovico Passerin d’Entrèves, presidente della Fondazione: «Il nuovo progetto per il Sant’Anna rientra in una lunga storia di attenzione al territorio e alle sue esigenze, un impegno costante che ogni volta si arricchisce di nuovi obiettivi».

Presidio di riferimento

Il tutto con la consapevolezza che per le donne la battaglia contro il cancro viene combattuta prevalentemente nell’ospedale universitario su corso Spezia, polo di riferimento per le patologie oncologiche femminili anche per pazienti sovente in arrivo da altre regioni: a proposito di “mobilità attiva”, cioè di donne disposte a spostarsi per scegliere l’eccellenza. Un punto di riferimento importante, che alla pari delle altre strutture della Città della Salute – variamente datate e fonte di costi di manutenzione nell’ordine di decine di milioni l’anno – ha bisogno di interventi per stare al passo con le sfide della Medicina, con le aspettative delle pazienti e degli stessi medici. Perchè se è avviato il percorso verso il nuovo Parco della Salute, della Scienza e dell’Innovazione previsto dalla Regione sull’area ex-Avio-Oval, evidentemente non si può derogare dalla disponibilità nel presente di presidi sanitari all’altezza.

La convenzione firmata tra l’azienda ospedaliera Città della Salute e la Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi Onlus rientra in questo obiettivo. Come si premetteva parliamo della completa ristrutturazione dell’area del Day Hospital al primo piano dell’ospedale: 1.050 metri quadrati, con una spesa prevista di oltre 1,2 milioni. Insomma: un intervento pesante.

Oltretutto, il progetto verrà concretizzato in tempi brevi: avvio dei lavori in estate e consegna della struttura nel prossimo inverno. La Città della Salute provvederà a proprie spese a dotare il nuovo Day Hospital di arredi e strumentazione nuova.

Il territorio al centro

Per centrare anche questo traguardo Specchio dei Tempi lancia una sottoscrizione tra i lettori de La Stampa e tutti coloro che sono sensibili al tema della lotta contro il cancro. Una nuova partita, difficile ma promettente. Emblematico il caso di un imprenditore torinese che si è già fatto vivo dichiarando di voler donare per questa causa 100 mila euro. Ma i progetti della Fondazione camminano anche sulle gambe di tante persone che mettono a disposizione contributi decisamente più ridotti, fiduciosi nel fatto che saranno investiti: e investiti al meglio. Ancora una volta.

Per informazioni: www.specchiodeitempi.org/santanna; specchiodeitempionlus@lastampa.it; 011.6568376