7 febbraio 2018

SPECCHIO IN MESSICO, DIARIO DI VIAGGIO

 

di Angelo Conti

Mercoledì 31 gennaio

Pomeriggio di lavoro alla facoltà di architettura di Puebla con i professori e gli allievi che stanno lavorando al progetto della scuola di Santa Catarina di Tochimilco che Specchio dei tempi sta realizzando in Messico dopo il terremoto di settembre. La struttura verrà realizzata a oltre 2000 metri di altezza sulle pendici del vulcano Popocatepete.

Giovedì 1 febbraio

A Tochimilco, Albertana Calyeca Amelio è semplicemente “la presidenta”, una carica un poco più ampia di quella del nostro sindaco. Con Albertana, molto amata dalla sua gente, stiamo organizzando la demolizione e lo smaltimento delle macerie relative alla parte più importante della scuola di Santa Catarina, che è lesionato in modo irreparabile dopo il terremoto (7,1 Ritcher) dello scorso settembre. Oggi l’abbiamo incontrata nella vecchia caserma della polizia che è ora il suo ufficio (la sala d’attesa è stata ricavata dalle celle della prigione). Molta burocrazia e molte lentezze, ma siamo qui per superarle… Specchio dei tempi è al lavoro (con il Gus, Gruppo Umana Solidarietà) cercando concretezza e rapidità anche in un paese complicato come il Messico.

Sabato 3 febbraio

Il mio lavoro a Puebla è fatto anche di trattative. Qui sono con Alberto Benitez, uno degli impresari che stiamo consultando per la costruzione della nostra scuola. Benitez viene da una famiglia di campesinos ed è un gran lavoratore. Ci ha colpito per la sua chiarezza e la sua cultura non comune. Se il suo preventivo finale (che il Cda di Specchio valuterà il 20 febbraio) sarà pari alle nostre attese, è molto probabile che la scuola di Santa Catarina di Tochimilco la costruirà lui. In sei mesi esatti.

Lunedì 5 febbraio

Stamattina a Santa Catarina di Tochimilco abbiamo presentato alla popolazione la scuola che Specchio dei tempi ricostruirà nei prossimi mesi, dopo aver abbattuto le vecchie strutture lesionate dal terremoto di settembre. Tanti i presenti, tante le domande ed anche tanti gli applausi. Con il Gus di Macerata e l’Università di Puebla, partner logistici e tecnici di questa nuova avventura.

Martedì 6 febbraio 

L’intervento di Specchio dei tempi in Messico ha due partner logistici importanti. Il Gus (Gruppo Umana Solidarietà) e l‘università di Puebla, più nota come Buap. Questa partnership che vede l’università donare progettazione e assistenza tecnica durante la costruzione della scuola di Santa Catarina è stata formalizzata con una convenzione che abbiamo definito stamane. Verrà ratificata martedì 20 dal Cda di Specchio dei tempi. I lavori cominceranno comunque già la settimana prossima con la demolizione delle vecchie scuole lesionate.

Mercoledì 7 febbraio

Specchio dei tempi ha avviato stamattina la demolizione della struttura lesionata dal terremoto di settembre. A fine mese l’inizio della ricostruzione, l’inaugurazione in estate. Con il supporto logistico del Gruppo Umana Solidarietà e dell Facoltà di Architettura dell’Università di Puebla.

Giovedì 8 febbraio

Messico, Puebla. Firmata la convenzione tra GusSpecchiodeiTempi e BUAP, la Benemérita Universidad Autónoma de Puebla. Insieme per la Scuola di Santa Catalina Cuilotepec, nella Municipalità di Tochimilco!


Venerdì 9 febbraio

Stanotte torno in Italia, soddisfatto per quanto è stato possibile fare in questi giorni in Messico, ma soprattutto contento di aver contribuito ad avviare il cantiere della scuola di Specchio dei tempi a Santa Catarina di Tochimilco, lassù, accanto alla bocca del vulcano Popocatepl.
In questo paese, a circa 2200 metri di altezza, vivono 470 persone, 76 delle quali bambini che frequentano le sei classi della scuola elementare. Gente povera, poverissima (il reddito mensile di ogni famiglia è ipotizzabile fra i 3.000 ed i 4.000 pesos, cioè non arriva ai 200 euro) eppure serena, direi persino felice.

Qui non si vede un cellulare e nemmeno un computer. E la ragione, oltre che nella povertà, sta anche nel fatto che sino a qui non arriva nessun tipo di segnale. Si spengono tutti molti chilometri più sotto, mentre si sale dalla valle… Niente cellulari, niente social, niente Internet. Nessun trillo, nessun suono, nessuna lucina. Nessuna angoscia e nessuna attesa. Nessun amore virtuale. Qui la gente parla, gioca, si tocca, si sorride, si ama. Per davvero. 

Per noi occidentali l’ingresso in un altro mondo. Che prima spaventa, di fronte al “nessuna connessione possibile”, ma che poi , piano piano, rappresenta una improvvisa, esaltante liberazione. Si scopre che c’è anche un’altra vita, e ci si guarda persino negli occhi…

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