Specchio dei tempi A 7 anni, lotta contro il cancro Ma la sua...
25 Luglio 2010

A 7 anni, lotta contro il cancro Ma la sua famiglia è in difficoltà

ANGELO CONTI

Fabio ha sette anni. Nell’estate 2007 ha iniziato a sentire male all’addome. Mamma e papà, sicuri che si trattasse di niente, lo fecero visitare in ospedale. Dopo le prime incertezze, la diagnosi fu terribile, di quelle che ti cambiano la vita per sempre, che ti costringono a iniziare una battaglia senza quartiere contro il male. La prima delicatissima operazione a Padova, nei primi mesi del 2008. Sembrava che il tumore fosse stato sconfitto, invece altri malori; gli esami evidenziavano una nuova massa tumorale. Fabio fu ricoverato in un altro ospedale, a Roma. Dopo un pesante ciclo di chemioterapia, ci fu un altro intervento chirurgico, questa volta al fegato.
Il calvario del piccolo era solo all’inizio. Nel 2009, ancora chemio, questa volta al Regina Margherita, più il trapianto autologo di cellule staminali. Dopo tre mesi di relativo ottimismo, nel novembre 2009, gli esami evidenziavano un’ulteriore degenerazione della malattia. Questa volta, il cancro aveva colpito la parte bassa dell’addome. Il piccolo soffriva molto, camminava male, la schiena piegata, in preda a forti dolori.
Mamma e papà non si sono persi d’animo nemmeno questa volta. Un chirurgo francese ha spiegato che c’era una possibilità. In aprile è stato operato all’Ospedale Armand Trousseau–La Roche Guy di Parigi; gli hanno asportato quel vasto devastante tumore maligno dall’addome. Ora sta affrontando, in Italia, una estenuante chemioterapia, sulla base di programmi studiati in Francia, dove è costretto ad andare molto spesso, per visite di controllo. Comportano periodi di tre o più giorni, nell’ospedale parigino. Fabio, papà e mamma, devono così viaggiare spesso fra Torino e la Francia. Tutti i costi a loro carico. E sono previsti ancora altri cicli di chemio, uno di radioterapia ed una ulteriore chemioterapia, per una durata di altri sei, sette mesi.
Fabio è molto deperito, spesso viene ricoverato al Regina Margherita, per trasfusioni ed alimentazione artificiale, ma è un bimbo che non si sente mai sconfitto. Ha una grande forza, una grande voglia di vivere. E’ anche un ragazzino intelligente, che sa benissimo quali sforzi e quale impegno i suoi genitori stanno affrontando per lui.
E’ inutile nasconderlo, da soli non ce la fanno più. I risparmi sono finiti. Specchio dei tempi è immediatamente intervenuto con un primo aiuto per consentire la continuazione delle cure.
Anche i lettori possono stare vicini a questa famiglia con un contributo che può essere versato a Specchio dei tempi attraverso i soliti canali ed anche online (www.specchiodeitempi.org). Nella causale basta scrivere “per Fabio”.

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