Tredicesime dell’Amicizia

Quarantacinque edizioni, oltre 70 mila aiuti consegnati, una raccolta pari a circa 28,5 milioni di euro (attualizzata ad oggi). Sta in queste cifre il miracolo delle Tredicesime dell’Amicizia di Specchio dei tempi, la storica sottoscrizione che ogni Natale offre sostegno economico agli anziani più poveri e soli. Nate nel 1976 da una richiesta della leggendaria suor Pierina, da allora le Tredicesime sono un appuntamento fisso, che ha maggior valore e maggior peso soprattutto negli anni difficili, come questi. Anni in cui la crisi colpisce i più deboli, innanzitutto gli anziani, che si trovano, spesso, con una pensione davvero minima, inadeguata di fronte alle maggiori spese. In più gli anziani sono “senza voce”: non riescono né a protestare, né a lamentarsi. Spesso dissimulano grandi povertà con tratti di orgoglio. Ecco così evidente la necessità e l’attualità delle Tredicesime, pur in un contesto che vede aumentare le richieste di aiuto e diminuire le possibilità dei donatori.

Le richieste arrivano ogni anno con centinaia di lettere sulle scrivanie di Specchio: a volte espresse con frasi disperate, altre volte con la ritrosia di chi non avrebbe mai voluto chiedere, ma ora non ce la fa più. Sull’altro piatto della bilancia c’è l’affetto dei lettori de La Stampa per quanti hanno già superato i 65 anni e che, oltre al peso dell’età, devono sopportare quello della solitudine, dell’indigenza, delle malattie.

Il primo assegno, nel 1976, fu di 30.000 lire, versato a trenta anziani. Una cifra che oggi pare piccolissima, cresciuta fino agli attuali 500 euro. Negli ultimi anni, il numero degli anziani beneficiati ogni Natale ha superato quota 2000. Nel 2019 abbiamo allargato il nostro raggio d’azione e oltre agli anziani torinesi, ne abbiamo soccorsi anche 300 residenti nel resto del Piemonte. Ora con il progetto Specchio d’Italia porteremo l’iniziativa in altre regioni. Alimentando questa gara di solidarietà commovente, che pare senza fine.