Specchio dei tempi CASO RISOLTO: PADRE, MADRE E DUE BIMBI RISCHIAVANO DI PERDERE...
6 Settembre 2005

CASO RISOLTO: PADRE, MADRE E DUE BIMBI RISCHIAVANO DI PERDERE L’ALLOGGIO: NON AVEVANO I SOLDI PER RIPARARE I DANNI FATTI.

Giacomo Bramardo, Angelo Conti
Una famiglia potrà tornare nella casa Atc, ristrutturata con le offerte dei lettori

Hanno già preso contatto con chi eseguirà i lavori. E presto la famiglia Passafiume, di cui ci eravamo occupati la scorsa settimana, potrà avere una casa «abitabile». La solidarietà dei nostri lettori ancora un volta non si è fatta attendere.

E grazie al loro aiuto, alla concreta disponibilità di pochi e generosi abbonati, i Passafiume potranno finalmente entrare nell’alloggio assegnato loro dall’Atc. «Non ci sembra vero, vorremmo incontrare queste persone per ringraziarle di persona». Rischiavano di perdere l’alloggio per la mancanza di soldi: quelli necessari a riparare i danni che una famiglia di nomadi si è lasciata alle spalle, sgomberando quello stesso appartamento.

Porte sfondate, infissi sfasciati, boiler e sanitari divelti, impianto elettrico in condizioni di estremo pericolo, con fili scoperti e prese spaccate a suon di calci. Servivano circa 4-5 mila euro per poter ripristinare le condizioni minime di agibilità di quell’appartamento (visitato con noi a fine agosto).

Una cifra di cui però i coniugi Passafiume – genitori di due bimbi piccoli – non disponevano. Rischiavano di perdere l’assegnazione, di restare senza un tetto. Il padre, Francesco, è dovuto ricorrere a un cambio alloggio (da Chieri a Torino) per avvicinarsi all’ospedale dove sta seguendo un ciclo di cure per una grave malattia. La beffa stava nel fatto che, dopo aver visionato quell’appartamento quando era ancora occupato (e in condizioni accettabili), dopo aver accettato e firmato, i Passafiume hanno scoperto il disastro lasciato dai nomadi.

Nei giorni immediatamente successivi all’appello si sono fatti avanti un uomo e due signore, offrendo una disponibilità economica che ha colmato interamente il vuoto lasciato dalla decisione dell’Atc di non intervenire: «Hanno firmato un documento in cui accettavano l’assegnazione di quell’alloggio, non possiamo farci nulla», hanno sempre spiegato a più riprese. Aggiungendo che «lo scambio-alloggio tra inquilini avviene nelle condizioni di fatto in cui i rispettivi alloggi si trovano, senza che Atc assuma a proprio carico alcun onere: l’Agenzia si limita a registrare la variazione di indirizzo ed eventualmente di canone. Se così non fosse, si moltiplicherebbero per l’Agenzia in maniera incontrollabile le spese per il ripristino alloggi. Per equità e per evitare abusi, la pubblica amministrazione ha regole precise: in questo caso abbiamo già adottato un’interpretazione molto estensiva delle norme, venendo incontro alle esigenze del cambio di alloggio da Chieri a Torino, malgrado vi fossero i presupposti per la decadenza dell’assegnazione. Andare oltre significherebbe violare queste regole». Certo, le norme vanno rispettate e valgono per tutti. Prendiamo atto che questo è il massimo dell’elasticità che può offrire Atc.

Ma registriamo soprattutto con piacere che il cuore e la generosità dei lettori sono arrivati ben prima di qualunque procedura burocratica. Tutti e tre i benefattori hanno chiesto di rimanere anonimi. Rispettiamo la loro volontà e ci associamo al ringraziamento pubblico di una famiglia aiutata nel momento in cui più aveva bisogno.

65
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