Specchio dei tempi IL MONITORAGGIO SULLA STRUTTURA NE CONFERMA LA STABILITÀ, CAPPELLA DELLA...
25 Ottobre 2001

IL MONITORAGGIO SULLA STRUTTURA NE CONFERMA LA STABILITÀ, CAPPELLA DELLA SINDONE: AL VIA I LAVORI DI RESTAURO A QUATTRO ANNI DAL ROGO.

Maurizio Lupo

I primi interventi sull’altare e sui monumenti dei sovrani sabaudi

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Il primo oggetto disposto sul candido tavolo «operatorio» è uno dei due angioletti «custodi» in preghiera, scolpiti nel 1841 da Luigi Bienaimè quali ornamenti dell’altare. Ha il corpo straziato, privo degli arti e delle ali, per fortuna tutti recuperati, come la delicata e graziosa testa, con il viso che guardava stupito verso la volta della Cappella, dalla quale scesero i calcinacci fumanti che lo devastarono. «Non ha patito solo danni provocati dalla caduta di materiali – precisa Macera – ma anche dagli sbalzi di temperatura che si verificarono quando il rogo fu aggredito dagli idranti dei soccorritori». «Il rapido raffreddamento dei materiali che le fiamme avevano surriscaldato – spiegano Meli e Paolini – ha “decoeso” il marmo, che tende a sfarinarsi. Pertanto, dopo aver pulito ogni frammento, sarà necessario l’uso di resine di consolidamento. Quindi si procederà all’assemblaggio dei veri pezzi, da risanare anche nella loro microfessurazione». Quale sarà l’effetto finale? «L’angelo – dice Macera – tornerà ad avere un bell’aspetto. Le sue ferite saranno ben rimarginate, quasi invisibili, secondo i principi del piano di restauro deciso per tutta la Cappella, che prevede di reintegrare i particolari mancanti con nuovi inserimenti». E’ il caso dell’apparato ligneo dell’altare, in gran parte combusto. «Stiamo studiando apposta – prosegue Macera – tutte le fotografie storiche che lo riproducono, al fine di poter realizzare con il massimo rigore le parti andate perse».

L’esperienza acquisita nel restaurare l’altare verrà poi investita sui monumenti «dove – nota Cristina Meli – il processo di decoesione appare meno marcato, almeno per le parti ancora in sito». I tempi? «Ogni mese – annuncia Macera – faremo il punto della situazione, che poco alla volta sarà sempre più chiara e ci indicherà la quantità di personale da impiegare. Credo che solo per l’altare e i monumenti ci vorranno almeno altri dieci restauratori». E per il resto della Cappella che cosa si prevede? «Entro una settimana sarà pubblicata la gara d’appalto per installare i nuovi ponteggi esterni ed interni utili ai restauri. Saranno pronti in 180 giorni, per diventare operativi a primavera. Intanto il 16 novembre riuniremo tutti gli architetti, gli ingegneri, i chimici e i petrografi che finora hanno lavorato per salvare il monumento. Con loro pianificheremo le opere di un progetto preliminare già approvato, per il quale sono disponibili 50 miliardi di lire». Finora quanti se ne sono spesi? «Appena 300 milioni, per le analisi preliminari. Si è speso con oculatezza, senza perdite di tempo, al fine d’affinare la massimo le procedure più corrette».

La Cappella ha risposto bene in questi anni alle terapie ricevute? «Il monitoraggio costante rivela che le strutture si sono ben stabilizzate». La sfida, che supera anche quella del restauro, è di garantire una sicurezza totale per sempre, anche quando verranno adeguate ad un impiego permanente le strutture installate nei giorni dell’emergenza che, con tecniche e tempismo esemplari, nel 1997 scongiurarono il crollo dell’ardita cupola di Guarini.

 

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