Specchio dei tempi In viaggio verso la Somalia gli arredi della “Stampa”
2 Ottobre 2012

In viaggio verso la Somalia gli arredi della “Stampa”

È partita da Genova la nave portacontainer diretta al porto Berbera. A bordo mobili e materiale estinati all’ospedale pediatrico di Hargeisa

Quella della costruzione dell’Ospedale di Hargeisa è stata una sfida. Che sarà vinta a novembre con la conclusione dei lavori per la prima tranche della struttura e con l’avvio, nelle settimane successive, dell’attività sanitaria vera e propria. Attività sanitaria che sarà gratuita per tutti i bambini, un fatto assolutamente eccezionale in Africa dove in tutte le strutture, anche quelle civili, si deve pagare per essere curati. Proprio il costo delle visite, delle medicine e dei ricoveri provoca, ogni anno in Somalia, la morte di migliaia di bambini, le cui famiglie non hanno neppure minime risorse.

Il Mohamed Aden Sheik Children Hospital è stato costruito, su progetto dell’Associazione Soomaliya e d’intesa con il Governo del Somaliland, per cercare di cambiare qualcosa in un paese che registra una delle più alte mortalità infantili del mondo. Una sfida, abbiamo detto, anche ad un sistema con forte interessi e potentati, per giunta in un paese che ha certamente un Governo illuminato e propositivo, ma che deve fare i conti con interessi tribali, mai sopiti in questa parte del mondo. I lettori de La Stampa hanno investito in questa struttura oltre 600.000 euro (con l’importante contributo della Magicforchildren Onlus di Marco Berry) ed ancora oggi continuano ad aiutare il progetto con la loro disponibilità.

Anche l’Editrice La Stampa ha deciso di sostenere l’iniziativa donando un container colmo di mobili, suppellettili e computer che ha lasciato Torino la settimana scorsa e che è successivamente partito dal porto di Genova, domenica, a bordo di una portacontainer, adesso in rotta verso Jeddah, da dove il container proseguirà verso il porto di Berbera, in Somalia. Un viaggio che durerà circa un mese. Nei prossimi mesi si tratterà di garantire una continuità sanitaria, resa possibile da molti medici e infermieri volontari italiani (provenienti soprattutto dal Regina Margherita e dalle Molinette), coordinati dalla dottoressa Gabriella Buono.

L’avvio dell’ospedale avverrà attraverso una progressione di offerta dei servizi. Si comincerà, appena possibile, con gli ambulatori, la più importante risorsa contro tante morti dovute a patologie banali come la diarrea o il morbillo. Successivamente diventeranno operative le prime camere di degenza.

Chi volesse seguire, giorno dopo giorno, la crescita dell’ospedale si può collegare ai siti www.mascthonlus.org e www.specchiodeitempi.org.

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