Specchio dei tempi L’ospedale di Hargeisa, una risposta alla fame
27 Agosto 2013

L’ospedale di Hargeisa, una risposta alla fame

I nostri medici lottano contro le malattie ma anche contro la malnutrizione

Intorno ad Hargeisa, la capitale del Somaliland, negli ultimi due anni (e cioè dalla ondata di siccità dell’estate 2011) si è creato un grande e scomposto agglomerato urbano: tende, capanne, piccole costruzioni in lamiera. Qui vivono centinaia di migliaia di somali, in buona parte fuggiti dalle regioni del centro e del sud, la più colpite dalla fame ma anche dalle violenze che questo Paese non riesce a superare.

Qui, da quasi 7 mesi, funziona il Mohamed Aden Sheikh Children Teaching Hospital. In altre parole un ospedale costruito dal nulla grazie ai fondi versati dai lettori de La Stampa e, in parte, con quelli raccolti dalla Magicforchildren (la onlus che fa capo a Marco Berry). Sono ormai più di 7000 i bambini accolti, visitati, curati. Molti sono stati salvati da morte sicura. Altri, gravemente denutriti, sono stati sottoposti prima a terapie e poi a alimentazioni speciali.

L’obiettivo che ci siamo dati, nei prossimi mesi, è triplice. Il primo è continuare a sostenere i costi dell’ospedale (con i movimenti delle equipe mediche dall’Italia), il secondo è attuare un più intenso programma contro la malnutrizione, il terzo è iniziare il progetto di una sala operatoria per la piccola e media chirurgia infantile. Come sempre, ci serve una mano…

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