Specchio dei tempi Terremoto: ecco come saranno investiti i soldi raccolti da Specchio...
26 Agosto 2016

Terremoto: ecco come saranno investiti i soldi raccolti da Specchio dei tempi

Fra le priorità scuole da ricostruire, asili, ospizi e ambulatori

ANGELO CONTI

In queste ore, per noi di Specchio dei tempi frenetiche vista la necessità di mettere in moto e poi sostenere la complessa macchina della solidarietà, non mancano le legittime domande dei lettori. Come opererete? Come spenderete i soldi che doniamo? A quali interventi darete priorità? Specchio dei tempi utilizza un sistema collaudato da decine dl altri eventi calamitosi, in Italia e nel mondo. Premesso che l’obiettivo è quello di fare in fretta e di fare bene, è però indispensabile una certa tempistica. In questi primissimi giorni si deve lasciare spazio ai soccorsi, al dolore, alla sepoltura dei morti. E’ praticamente impossibile parlare già di progetti di ricostruzione. Intanto la sottoscrizione prende corpo e, dal suo iniziale andamento, si potrà anche ipotizzarne l’entità finale, così da cominciare a lavorare su interventi compatibili con le risorse.

Cinque-sei giorni dopo l’evento (nella zona colpita da questo terremoto Specchio dei tempi comincerà ad operare lunedì mattina) partirà il rapido sondaggio, propedeutico all’intervento vero e proprio. Attraverso la Protezione Civile e soprattutto attraverso i sindaci delle comunità colpite verranno evidenziati i progetti realizzabili con il denaro a disposizione. In questa occasione tornerà molto utile anche il lavoro del Gruppo Umana Solidarietà di Macerata, una Ong tradizionale partner di Specchio, che ha già aperto nei comuni colpiti dal sisma dei centri di ascolto per mettere a fuoco criticità e prime richieste della gente. Fra i progetti possibili, nell’arco massimo di una decina di giorni, il Comitato Operativo della Fondazione (che è costantemente consultabile) effettuerà le necessarie scelte. Saranno privilegiate le scuole da ricostruire o ripristinare, gli asili, gli ospizi, gli ambulatori, in generale le strutture pubbliche.

Verranno valutati anche interventi a favore di determinate famiglie, particolarmente colpite dal disastro. E si valuterà se effettuare subito un intervento immediato di sostegno alla ripresa dell’attività delle scuole (passaggio sempre fondamentale per la ripresa della vita sociale e di lavoro nelle aree colpite da calamità).. La parte operativa più impegnativa scatterà subito dopo con la conduzione autonoma, almeno per quanto possibile, degli interventi di ricostruzione e di ripristino, così da abbattere i tempi morti della burocrazia, sul modello di quanto è stato fatto in Abruzzo dopo il terremoto dell’Aquila.

La storia di Specchio racconta di interi complessi scolastici ricostruiti in pochissimi mesi (in Italia a Barisciano, Cugnoli, Poggio Picenze, San Carlo Emilia, Mirandola ma anche in Sri Lanka, in Nepal, in Thailandia, in India, in Bangla Desh) , di poliambulatori realizzati in quattro settimane (ospedale civile dell’Aquila, Serravalle del Chienti, Cerreto), di aiuti alle famiglie distribuiti in tempo reale (in quasi tutti gli scenari di calamità). Questa volta faremo ancora così, dando puntualmente conto a chi ci ha aiutato. Sul giornale cartaceo, su quello online ed anche sui social. In tempo reale, sempre chiaramente, raccontando difficoltà e progressi, con l’amicizia e l’intesa che deve unire chi si impegna per portare speranza.

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