Specchio dei tempi Tornano le Tredicesime dell'Amicizia di Specchio dei tempi
15 Ottobre 2016

Tornano le Tredicesime dell'Amicizia di Specchio dei tempi

Da quarant’anni vicini agli anziani più poveri e più soli

ANGELO CONTI

Mancano 75 giorni a Natale. Parte la sottoscrizione di Specchio dei tempi per le Tredicesime dell’Amicizia. Quello che è il regalo dei lettori de La Stampa agli anziani più poveri, più soli e più disperati. Quarantuno edizioni, 67.546 aiuti consegnati, una raccolta pari a circa 24,5 milioni di euro (attualizzata ad oggi). Sta in queste cifre il miracolo delle Tredicesime dell’Amicizia. Nate nel 1976 da una richiesta della leggendaria suor Pierina (ancora attiva oggi nei quartieri più degradati della città) e recepita da un giornalista de La Stampa, Marco Marello, l’iniziativa trovò nell’allora capocronista, Ferruccio Borio, un immediato sostenitore. Da allora è stato un appuntamento che Specchio dei tempi ha riproposto ogni anno. Senza mai fallire i suoi obiettivi. Quella per le Tredicesime è una sottoscrizione che ha maggior valore e maggior peso negli anni difficili, come questi. Anni in cui la crisi colpisce, e colpisce soprattutto i più deboli. Persone che si trovano, spesso, con una pensione davvero minima, sempre più inadeguata di fronte alle maggiori spese.

In più gli anziani sono “senza voce”: non riescono né a protestare, né a lamentarsi. Ecco così evidente, anche quest’anno, la necessità e l’attualità delle Tredicesime dell’Amicizia, pur in un contesto sociale che vede aumentare le richieste di aiuto e diminuire le possibilità dei donatori. Le richieste stanno in centinaia di lettere sulle scrivanie di Specchio. Richieste a volte espresse con frasi disperate, altre volte con la ritrosia di chi non avrebbe mai voluto chiedere, ma che ora non ce la fa più. Sull’altro piatto della bilancio ecco l’affetto della città e dei nostri lettori per quanti hanno già superato i 65 anni e che, oltre al peso dell’età, devono sopportare quello della solitudine, dell’indigenza, delle malattie.

Apriamo dunque, anche quest’anno, un’altra pagina di questa lunga storia di solidarietà. Il primo assegno fu, nel 1976, di 30.000 lire, versato a trenta anziani. Una cifra che oggi pare piccolissima ma che allora consentiva di acquistare il carbone per tutto l’inverno. L’assegno fu portato a 50.000 lire nel ‘78 ed a 100 l’anno dopo. Mentre il numero degli assistititi saliva rapidamente a diverse centinaia e poi superava il migliaio. Dall’80 si passò a 200.000 lire, dall’83 a 300, dall’85 a 400, dall’87 a 500, dal‘92 a 600 e dal‘98 a 700 mila lire. Con l’avvento dell’euro la cifra divenne 360 euro, sino al 2003 quando fu elevata a 400 euro.

Oggi il contributo è salito a 500 euro. E, con il passare del tempo, il numero degli anziani beneficiati ogni anno ha raggiunto quota 2000. Numero che resta l’obiettivo anche quest’anno, ma speriamo – come è successo spesso in passato – di portare almeno 2200-2300 aiuti, in base alle offerte ricevute. L’anno scorso fu possibile aiutare circa 2500 persone.

COME DONARE?

Da quest’anno basta un telefonino: è sufficiente scaricare la app “Specchio dei tempi” da qualsiasi store e poi seguire le istruzioni.

Restano comunque tutte le altre modalità tradizionali. Via bonifico sul conto corrente intestato a Fondazione – La Stampa Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino Iban: IT14 P033 5901 6001 0000 0117 200 su Banca Prossima.

Oppure tramite conto corrente postale numero 7104, intestato a La Stampa – Specchio dei tempi.

Oppure ancora agli sportelli La Stampa in via Lugaro 21 (anche con il bancomat) dalle 9 alle 19. E’ possibile utilizzare la carta di credito anche sul sito www.specchiodeitempi.org. Meglio specificare, nella causale di ogni versamento,“Fondo 500”. Tutti versamenti (salvo quelli in contati allo sportello) sono fiscalmente deducibili.

65
progetti attivi
33mila
persone aiutate
16.191
donazioni Covid
10.517.323 €
fondi raccolti

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