19 maggio 2020

Xerjoff con Specchio: un profumo per chi combatte il virus in prima linea

 

L’iniziativa parte dall’imprenditore torinese del lusso Sergio Momo: un omaggio a chi si batte in corsia

di Luca Ferrua e Lucia Caretti

Il coronavirus cambia le nostre vite e le nostre abitudini, viviamo tra le mura di casa, contingentiamo le uscite, cerchiamo nuovi equilibri scoprendo che la vita virtuale è diventata un’alternativa a quella reale fatta di appuntamenti, corse, commissioni ma anche aperitivi, cene, baci. Scopriamo di avere tempi liberi insospettabili oppure che la vita tra le mura domestiche tra lavoro da casa, bambini, cani e pulizie è più pesante di quanto avremmo potuto immaginare. Per qualcuno questo periodo, cominciato senza la consapevolezza di quanto ci stesse accadendo, è invece una battaglia quotidiana. Sono le infermiere, le dottoresse, le ricercatrici come i loro colleghi maschi in prima linea ogni giorno. In ospedali come l’Amedeo di Savoia, donne e uomini in camice bianco la morte la vedono, la toccano e la sfidano.

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Sono soldati dell’emergenza, studiosi nei confronti dei quali si sta mobilitando il cuore dei piemontesi con donazioni record. Denaro che grazie a realtà come Specchio dei tempi si trasforma subito in azioni concrete. Operazioni decisive che il privato riesce a fare con la rapidità che al pubblico viene negata dalla burocrazia. Questo è il determinante aiuto al fronte medico. Ci sono però altri gesti, che in questi giorni prendono un valore speciale. Cominciamo dalle mimose davanti agli ospedali dedicate alle donne in prima linea a contro il virus e poi le pizze donate dai ragazzi di Brick’s, come i dolci di Peyrano e Seam destinati agli ospedali. Sono attenzioni come quelle che in un rapporto umano, sentimentale o amicale fanno sempre la differenza.

L’esempio di Xerjoff
Il grande cuore dei torinesi sa restare in bilico tra quello che serve al quotidiano e quello che scalda il cuore. Un esempio è Sergio Momo, imprenditore che con il marchio «Xerjoff» ha portato in tutto il mondo profumi nati a Torino. Momo è un simbolo di eccellenza italiana a Londra, Dubai e Mosca: con la sua azienda ha deciso di sostenere Specchio dei tempi. Prima con una donazione, poi destinando una parte del ricavato delle vendite online alla onlus, poi ancora avviando una raccolta fondi. E infine facendo arrivare una selezione delle sue creazioni a chi sta lavorando in prima linea contro il virus.

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Una sorta di «restituzione»
Momo da qualche anno ha iniziato un percorso di restituzione alla sua città del successo ottenuto nel mondo. Lo ha fatto a fianco di Fondazioni importanti, senza mai cercare visibilità. Alla torinese. La scelta di donare un profumo a chi è in prima linea è un omaggio alla bellezza di chi combatte il virus. Per questo l’imprenditore ha voluto consegnare di persona i suoi prodotti (foto sopra). Prima creme e fragranze femminili alle infermiere dell’Asl Città di Torino. E poi altre, maschili, agli infermieri delle Molinette. I sanitari rischiano di persona e tutti sanno come la loro professione sia tra le più esposte ma restano umane e lo si scopre in un sorriso su un volto affaticato o nel gesto di attenzione verso un malato. Il profumo non è una scelta casuale. «Alcuni studi scientifici – spiega Sergio Momo hanno confermato l’associazione duratura tra un odore e uno stato d’animo in modo da poterlo rievocare e poi un profumo ha il potere di trasportarci immediatamente in un altro luogo». Per un istante lontano da tutto questo dolore.

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