Ottobre 1963. Nel disastro del Vajont erano appena morte 1900 persone e la reazione dei lettori de La Stampa fu senza precedenti: 330 milioni di lire donati per gli orfani, i feriti e i paesi distrutti. Cioè aiuti concreti per 2200 famiglie, raggiunte in tempi record dagli inviati del giornale, con lo stesso spirito con cui Specchio dei tempi ancora oggi opera in tutto il mondo dopo le più gravi calamità. Siamo quelli che ricostruiscono le scuole dopo i terremoti e le alluvioni, per aiutare le comunità a ripartire. Ne abbiamo realizzate più di 25 in Italia, sempre in tempi record.
La generosità dei sostenitori di Specchio non conosce confini, così in quasi settant’anni siamo intervenuti ovunque. Quando c’è una emergenza cerchiamo di essere sempre i primi ad arrivare e gli ultimi a ripartire. Abbiamo imparato che non basta fare del bene, bisogna farlo in fretta.
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