Specchio dei tempi Ceva e la scuola alluvionata tre volte: “Aiutate i nostri...
12 Ottobre 2020

Ceva e la scuola alluvionata tre volte: “Aiutate i nostri ragazzi”

Di Paola Scola, da La Stampa 11/10/20 

E’ la terza volta. Accadde nel ‘94, poi nel 2016. E ora il Tanaro è entrato di nuovo, a devastare aule e laboratori del Centro di formazione professionale Cebano Monregalese. Sia nella sede in corso IV Novembre, creata lungo il fiume oltre mezzo secolo fa, quando le piene non erano così frequenti e furiose, sia nei nuovissimi laboratori nell’ex fabbrica Ilsa, dove l’acqua si è allargata ben oltre l’alveo. Nella notte dell’esondazione il direttore generale Mario Barello era lì, a sperare e pregare. Lui che in quella scuola ha iniziato 40 anni fa come giovane insegnante e ora ne è il timoniere. Anche delle sedi di Mondovi e Fossano, nate dopo che, nel ‘94, l’alluvione di allora aveva fatto temere che per il Centro cebano non ci fosse un futuro.

Invece il Cfp era ripartito più forte di prima. Anche Specchio dei tempi collaborò a ripristinare i laboratori. Una ripresa miracolosa, grazie a insegnanti, tecnici, bidelli, alunni ed ex studenti, per i quali quella scuola è quasi come una famiglia. Creata per preparare al lavoro di meccanico o elettricista tanti ragazzi prima dell’obbligo scolastico, nel tempo è diventata un centro riconosciuto ovunque per la serietà della preparazione. Tanto che la stragrande maggioranza dei giovani “qualificati” trova subito occupazione. Poi i corsi si sono diversificati, anche con le specializzazioni o le riconversioni per disoccupati.

Ma il Tanaro si è fatto beffa di tanta fatica e impegno. Ed è tornato a devastare tutto. Ora Specchio sarà di nuovo accanto a questi giovani: oggi la fondazione ha effettuato un sopralluogo e definito insieme al sindaco gli interventi più urgenti. Sono stati stanziati ventimila euro, disponibili già entro il 15 ottobre.

Intanto già all’alba di sabato scorso erano di nuovo lì, professori, alunni ed ex, volontari. Sporchi di fango, che sui loro volti era rigato dalle lacrime. Come quelle di Simona Giacosa, direttrice della sede di Ceva del Cfp. “Stavolta non ce la facciamo”, sussurrava. Invece già qualche ora dopo era con i “suoi” magnifici aiutanti a salvare tutto il possibile con le idropulitrici messe a disposizione in alcune aziende non alluvionate.

Mario Barello, da bravo condottiero, ha riposato qualche ora – giusto per raccogliere le idee –, poi ha raccontato, in un’ottica doverosamente concreta: “Stiamo rivivendo quanto già visto nel ’94, questa volta con danni decisamente superiori, incalcolabili ad oggi. Circa 2000 mq allagati, 3 centrali termiche, l’aula magna nuova e gli arredi degli uffici distrutti, magazzini devastati pieni di materiali di supporto alle lavorazioni pratiche. Il danno maggiore è sicuramente legato alle nuove officine meccaniche inaugurate nel 2019: 40 saldatrici, 21 torni, 7 fresatrici, 1 stazione taglio plasma con robot dedicato, e l’officina 4.0 con 20 stazioni CAD CAM, 3 macchine a controllo numerico e stampante 3 D professionale”. E ha aggiunto: “Questo è quanto mi preoccupa maggiormente, le officine, in quanto noi siamo una scuola professionale, i nostri ragazzi e ragazze hanno necessità di lavorare sulle macchine per imparare, avevano già patito il lockdown, con la FAD non si riesce a trasmettere le conoscenze pratiche necessarie. Poi l’officina saldatura che serve anche a centinaia di aziende del territorio per certificare i loro saldatori”.

Ma non ha dimenticato chi è già intervenuto: “Infinita riconoscenza ai tanti volontari che si sono presentati subito e continuano ad esserci a fianco, a tutte le organizzazioni di protezione civile, agli allievi con i loro genitori, agli ex allievi, a tutti coloro che in vari modi ci stanno aiutando, a tutti i docenti collaboratori esterni, ai fornitori e a tutto lo staff delle 3 sedi del CFPCemon. Per fortuna i server erano al primo piano, siamo riusciti a ridare corrente ai piani alti in modo che da oggi gli uffici amministrativi dell’ente e le sedi di Mondovì e Fossano sono operative con piena connettività. Abbiamo liberato i locali dal fango e lavato, adesso bisogna organizzare il ripristino di tutto, abbiamo bisogno di tante risorse, diversamente non sarà possibile ridare al territorio ed alle aziende lo stesso servizio che il CFP di Ceva sta fornendo da oltre 60 anni. Siamo distrutti, ma tutti insieme dobbiamo far ripartire il CFPCemon, ce lo chiedono le famiglie per i loro figli. La nostra priorità è ripartire il prima possibile con le attività in presenza, lo dobbiamo ai nostri ragazzi”.

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