Specchio dei tempi Davide e Corina, da Imperia al confine per aiutare i...
15 Marzo 2022

Davide e Corina, da Imperia al confine per aiutare i profughi

Daniela Borghi,
La Stampa, 15/03/22

Nastia, 7 anni, e Polina, di 5, giocano con un pupazzetto nelle lunghe ore di viaggio a bordo del minivan di Specchio dei tempi, sotto gli occhi della mamma Irina, di 35 anni, Nonno Constantin, di 64, ha voluto accompagnarle nel viaggio verso la nuova vita in Italia. Vuole tornare in Ucraina: per riprendere la sua attività di controllo a supporto di chi combatte nella guerra che non avrebbero mai voluto affrontare. Per continuare ad aiutare, a verificare che non ci siano infiltrati nei villaggi.

La missione di Davide Trincheri e Corina Josan, una coppia di Imperia partita sabato mattina verso la Polonia con un mezzo e con gli aiuti di Specchio dei tempi, oggi giungerà al termine. Sul mezzo hanno potuto caricare anche due studentesse universitarie di ingegneria: Nelia e Aliona, di 22 e 25 anni. Si sono ritrovate nel villaggio di Korzczowa, nella provincia di Jaroslav, al sud est della Polonia. E’ qui, nel centro profughi di Unitaten, a un chilometro dal confine ucraino, che Davide e Corina hanno incontrato le persone che hanno trasportato in Italia. Stanchi ma felici, gli imperiesi sono tornati con la gioia di aver dato il proprio contributo nell’emergenza in Ucraina.

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«Due viaggi da circa 24 ore, non ci siamo fermati un attimo: abbiamo dormito in una scuola, grazie sempre ai contatti di Specchio dei tempi- dice Corina, nata in Moldava – Ma ne è valsa sicuramente la pena. Abbiamo visto la tragica realtà della guerra, sentito gli strazianti racconti dei profughi. La mia conoscenza della lingua ci ha aiutati in questa impresa, e anche il fatto che mio marito conoscesse le strade della Polonia».

Aiuti umanitari nel centro di accoglienza per i profughi

Tutti i fuggitivi hanno un appoggio in Italia. Le due ragazze andranno a Forlì, dalla zia di una di loro: «L’altra non voleva partire, ma l’altra notte c’è stato un nuovo bombardamento a pochi chilometri dal centro profughi- dice Davide – Si è spaventata e ha così deciso di unire il suo destino alla compagna di studi».

La destinazione della mamma con le due bimbe, invece, è Como, dove vivono alcuni parenti. «Il padre è rimasto in Ucraina a combattere – raccontano gli imperiesi – Abbiamo conosciuto parte delle loro storie durante il viaggio, tra momenti di forte commozione, lacrime e sorrisi, per cercare di sollevare il morale delle bambine. E’ stato commovente sentirle recitare delle poesie».

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Anche la nonna è rimasta in Ucraina: non ha voluto abbandonare la propria casa e spera che la figlia e le nipotine possano tornare. «Non tutti vivono nei bunker: c’è chi è rimasto nella propria abitazione, e deve stare sempre al buio, spegnere anche i telefonini. Purtroppo non c’è acqua corrente. Ci hanno detto che i russi mandano aiuti, che loro rifiutano. Temono che possano essere avvelenati: come possono volerli aiutare, se sparano ad ogni movimento. Anche contro un treno vuoto, colpendo la conducente, che per fortuna si è salvata».

Come donare per i profughi dell’Ucraina

Si può donare cliccando qui con carta di credito e Paypal. Oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, codice Iban IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, indicando nella causale per la gente dell’Ucraina.

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