Specchio dei tempi L'appello delle imprese cuneesi che vogliono solo lavorare: "Non ce...
2 Giugno 2020

L'appello delle imprese cuneesi che vogliono solo lavorare: "Non ce la facciamo più, aiutateci"

Di Lucia Caretti
Pubblicato su La Stampa il 2 giugno 2020

Giorgio manda una lunga lettera da un paesino della provincia. “Sono un parrucchiere. Ho aperto il mio primo negozio trent’anni fa. L’anno scorso mi sono ammalato. Ho ripreso dopo un periodo in ospedale. Poi è arrivato il Covid e ho dovuto chiudere: la pressione fiscale è altissima, ma sto cercando di ripartire. Questo lavoro è l’unico che amo e so fare”. A Domenico basta una riga: “Sono un calzolaio. Un mestiere che già prima era raro: ora ho bisogno di aiuto”. “So che molte attività più tradizionali potrebbero avere la precedenza – scrive un grafico – ma anch’io sono in difficoltà. E pure io sono un fiore all’occhiello della Granda. Pur di restare in questa terra, che adoro, da una decina d’anni opero in smart working”. Le commissioni però sono crollate, come quelle di Federico, autista cuneese: “Da cinque mesi non sto lavorando e per quanto riguarda i contributi dello Stato non ho ancora ricevuto niente. Vi prego, considerate la mia domanda”.

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Specchio dei tempi ne ha già ricevute più di mille: solo una su dieci potrà essere accolta e a centinaia di Giorgio, Domenico e Federico bisognerà rispondere che purtroppo le risorse non sono sufficienti per aiutare tutti. I nomi sono di fantasia, ma le mail sono arrivate davvero e per questo la fondazione de “La Stampa” non si dà pace e continua a cercare donazioni per alzare il montepremi del bando e aumentare il numero dei sussidi. Anche chi ce l’ha sempre fatta, anche chi non si è mai arreso, dopo tre mesi di lockdown, è sull’orlo del baratro. E non sempre può accedere ai fondi governativi.

DONA PER IL BANDO

“Ho una piccola agenzia di intermediazione che da quasi dieci anni sviluppa il turismo di clientela straniera sul nostro territorio” scrive Luigi. “Il volume delle prenotazioni si è praticamente azzerato e quest’anno stimo di perdere l’85% del fatturato. La mia è una attività atipica e così non ho potuto accedere a nessun contributo della Regione. L’attuale flusso di cassa non consente nemmeno la copertura dei contributi pensionistici”.

C’è chi non potrà pagare gli stipendi e chi non sta pagando i fornitori: un cortocircuito che rischia di mandare in tilt, oltre alle imprese, pure le famiglie. Per questo Specchio ne sta già sostenendo trecento, con il progetto di “Specchio d’Italia”, finanziato dal Gruppo Cassa di Risparmio di Asti. L’iniziativa prevede la consegna di una spesa gratuita di 23 chili, del valore circa 60 euro, con beni di prima necessità: ne sono state stanziate 300 per Cuneo e provincia.

COME AIUTARE SPECCHIO
In oltre due mesi di lavoro senza sosta, lo staff di Specchio ha distribuito 1 milione di dispositivi di protezione individuali ai sanitari che lottano contro il Coronavirus: mascherine, camici, cuffie, guanti, calzari, occhiali. Le forniture sono arrivate in 125 strutture, tra ospedali, pubbliche assistenze, case di riposo, associazioni di volontariato, medici di famiglia, vigili del fuoco volontari. Specchio ha inoltre donato 150, fra macchinari, apparecchiature, letti ed arredi, alle rianimazioni ed ai pronto soccorso di 19 ospedali in tutta la Regione. Chi vuole sostenere la fondazione de “La Stampa” può farlo con donazioni online, quindi in totale sicurezza, con  causale «Emergenza Coronavirus», Fondo 112.  Le donazioni sono possibili con carta di credito qui, con un  bonifico sul conto intestato a Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, IBAN: IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, Banca Intesasanpaolo oppure sul conto corrente postale 1035683943, intestato a Specchio dei tempi. E’ anche possibile usare  Satispay (qui non occorre causale, ogni aiuto è automaticamente destinato alla lotta al virus). E’ infine possibile donare anche sulla piattaforma “ Rete del dono”.  Qui sul sito (e sulle pagine Facebook, Instagram e Twitter) vengono più volte al giorno pubblicati aggiornamenti sull’andamento della sottoscrizione e sulle attività della fondazione a contrasto del Covid-19.

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