Specchio dei tempi Checco, il calzolaio di Bra premiato da Specchio: "Grazie al...
25 Giugno 2020

Checco, il calzolaio di Bra premiato da Specchio: "Grazie al bando tornerò a respirare e sognare”

Di Barbara Morra
Pubblicato su La Stampa il 21 giugno 2020

“Sono contentissimo, questo contributo mi permette di respirare”. Francesco, da tutti conosciuto come Checco, Matera ha 36 anni e fa il calzolaio a Bra. È uno dei 111 della provincia di Cuneo che riceveranno l’aiuto di 3000 euro attraverso la Fondazione Specchio dei tempi. Checco ha cominciato a fare e riparare calzature che di anni ne aveva 25 seguendo le orme del papà Mauro, in pensione dal 2008 e in attività dal 1987. Un’esperienza di famiglia ben visibile sull’insegna della bottega: “Matera, calzolai dal 1987”. “Questo è sì un mestiere antico ma non è affatto in via di estinzione come a volte sento dire, non siamo dei panda – osserva-. Anzi, come lavoro è in continua evoluzione: l’associazione di cui faccio parte come direttivo si chiama ‘Calzolai2.0’ ed una sorta di sindacato di riferimento. In gruppo evolviamo continuamente con nuovi metodi di gestione della clientela, di efficientamento delle consegne, l’acquisto di cabine ad ozono per sanificare e di innovativi macchinari per cucire le suole”.

Originariamente Francesco (qui in una foto di Roberto Fortunato) aveva il negozio in un centro commerciale a Bra, poi si è spostato nel cuore della città. All’Ipercoop è rimasta la sorella anche lei con la professione di calzolaia ma che si occupa più che altro di centro raccolta dei lavori. “Questo mestiere resta molto richiesto sia come riparazioni che mi impegnano al 90 per cento sia come realizzazione di calzature su misura – spiega Checco dando una personale lettura artigianal-imprenditoriale degli effetti della chiusura -. Se dopo due mesi di stop uno arriva a dover chiudere significa che aveva già sbagliato qualcosa prima o che comunque anche in precedenza aveva delle difficoltà. intendiamoci: non dico che sia stata una passeggiata, anzi. Con il lockdown ho perso circa il 40 per cento del ricavo e non è stato facile. Se non ci fosse stata la mia compagna che ha uno stipendio fisso forse avrei avuto più problemi. Questo lo tengo in considerazione ma essere imprenditori significa anche sapersi reinventare a seconda delle circostanze. Ho usato questo periodo di stop proprio per ideare nuove soluzioni creative: tra queste c’è l’acquisto di una bici cargo con cui ora faccio le consegne a domicilio. Se non ci fosse stato lo stop forse non mi sarebbe mai venuto in mente e avrei continuato come prima. Il contributo di Specchio dei tempi è prezioso perché, oltre a dare un respiro alle finanze, permette di ripartire concretizzando la creatività emersa“.

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