But gourmet, il pienone tra i fiori di Riale per il pranzo benefico

Colonna sonora costante sono stati i campanacci della mucche che pascolavano a poca distanza dai tavoli in quella che – se fosse accaduto a teatro – si sarebbe definita un’esperienza «immersiva». Così è stata la «But gourmet» sabato in valle Formazza, dove a pranzo una lunga tavolata in bianco con 100 posti risaltava nella piana di Riale. Le montagne facevano da corollario e lo scopo è stato benefico: raccogliere fondi da destinare agli alluvionati della Romagna attraverso la Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi. Per l’occasione ha raggiunto Riale anche il presidente della Regione Alberto Cirio.

Il pranzo sul prato tra i campanacci è iniziato alle 13 e ha visto susseguirsi, come un vero spettacolo, sei grandi chef che hanno creato piatti d’autore: Marco Sacco (due stelle Michelin al Piccolo Lago di Verbania) , Renato Bosco (Saporè di Verona), SabinaVillaraggia (Villa Pizzini, Mottarone), Corrado Scaglione (del brianzolo Lipen), Norman Berini (Le vie del borgo di Toceno) e Matteo Sormani «padrone di casa» della Walser Schtuba e «regista» dell’evento insieme a Gianluca Barp, presidente di Formazza event e albergatore. La tavola nel prato era colorata con essenze di montagna: il pranzo era inserito nel Festival dei fiori (un tributo a natura, artigianato – legno e manufatti -, sapori tipici e saperi genuini rappresentati dai mercatini) che prosegue anche nella giornata di oggi.

«La cultura delle terre alte» Il presidente della Regione Cirio ha esordito con un riferimento etimologico, ricordando che Piemonte «significa “ai piedi delle montagne”, che sono perciò essenza della regione. Il Piemonte è fatto anche di enogastronomia, e oggi assaggiamo la cultura della nostra eccellenza che conquista il mondo. Carlin Petrini dice che “in un formaggio di montagna c’è la stessa cultura che si trova in un dipinto antico”. È vero. A Riale c’è poi il Piemonte del rispetto dell’ambiente perché siamo nel contesto di un patrimonio naturale straordinario, e infine la capacità di trasformare ciò che la natura dona». Cirio ha ricordato il progetto di «snow farm» che permette a Formazza di disporre per prima, a inizio autunno, di piste per lo sci di fondo: «Emerge il Piemonte sabaudo che sa ingegnare e risparmiare- ha concluso il presidente -.

E l’unico caso in cui la neve si tiene dall’inverno per la stagione successiva ed è ciò che mi ha colpito di questa valle. Significa rispettare le cose che la natura ci dà». Gianluca Barp ha parlato di «But gourmet» innanzitutto come di «una festa di condivisione, per il semplice piacere di stare insieme in un contesto di natura incontaminata che va tutelata. Si tratta di modi sostenibili di vivere la montagna», così come sarà la But che si correrà sabato su tre distanze. A servire a tavola sono stati i volontari della Pro loco di Formazza e i sommelier di Ais Vco. Gli unici altri suoni diversi dai campanacci sono stati quelli delle fisarmoniche e di Giacomo Tecchio dj. A Formazza – che il sindaco Bruna Papa ha ricordato essere «la colonia walser a Sud delle Alpi più antica nonché primaria perché è originaria del Passo del Gries» – domenica hanno trionfato i sapori e la natura, che a volte toglie – come nel caso della Romagna alla quale andrà il ricavato – ma alla quale occorre essere riconoscenti. La gratitudine ieri è stata nei piatti – dalla ricotta d’Alpe al tarassaco ai 56 ingredienti vegetali di «Terra madre» al sorbetto lampone e timo selvatico – e percepibile alla vista in un connubio trauomo e ambiente.

Il sapore della solidarietà a Riale, svelato il menu del pranzo benefico “But gourmet”

Ivan Fossati Formazza,
La Stampa, 17/06/2023

Mancano poco più di dieci giorni all’appuntamento, ed ecco il menu del pranzo benefico «But gourmet» di sabato 1° luglio sui prati di Riale, a 1718 metri di quota a Formazza. È rifinito nei dettagli il programma dei piatti e dei vini di accompagnamento. E’ una carta davvero ricca che prevede anche calici diversi per ogni proposta gastronomica. La presentazione di «But gourmet», della tre giorni del Festival dei fiori (che sarà dal 28 giugno al 2luglio) sempre a Riale e della «vera» But, il Bettelmatt ultra trail (in programma sabato 8 luglio con base tra Valdo e Ponte), è prevista la prossima settimana a Domodossola. Intanto oggi si scopre cosa sarà servito in tavola per l’evento che aiuterà artigiani e commercianti alluvionati della Romagna con il progetto gestito dalla Fondazione La Stampa-Specchio dei tempi.

All’arrivo sulla piana di Riale, tra aria fresca, fiori, profumi e bancarelle, si sarà accolti dall’aperitivo in piedi con una serie di formaggi (anche il ricercato «blu») della cooperativa Formazza agricola e i salami, la mortadella ossolana e il violino di capra dell’azienda «Bontà di Mago gnino» dei fratelli Ferraris, con l’accompagnamento del «pane di Riale» della Walser Schtuba. Poi tutti seduti: ci sarà una lunga tavolata bianca sul prato. E si parte con tre antipasti tanto diversi tra loro, quanto curiosi e interessanti. Il bi-stellato Michelin con il Piccolo lago Marco Sacco presenta «Terra Madre», un piatto vegetariano che riunisce 56 ingredienti dal sottosuolo e dall’orto accompagnato a una bevanda particolare e leggermente alcolica. Di tutt’altro tenore la seconda proposta, il «Cannolo salato» del brianzolo Corrado Scaglione (Lipen). Il cannolo è di pizza e contiene salsiccia cruda di Bra, intorno fonduta fredda di Roccaverano con nocciole fresche e conserva di pomodori verdi. Altra sorpresa è il «Supplì in Ossola» di Norman Berini (Le vie del Borgo di Toceno): per i curiosi, si tratta di una sfera fritta di risotto mantecato all’aglio orsino, panatura di segale su spuma di porri e patate con crudo vigezzino croccante. Il primo piatto è invece firmato da Sabina Villaraggia di Villa Pizzini: «Il plin del Mottarone». Si tratta di plin con ricotta d’alpe, tarassaco, borragine e brodo di patate arrosto. Per il secondo si gioca in casa con l’idea di Matteo Sormani della Walser Schtuba, il «Vitello alpino»: vitello al barbecue, pino mugo, fieno e millefoglie di patate. Poi torna Formazza agricola con il sorbetto al mirtillo e al timo selvatico, quindi il finale con colui che viene definito il «mago dei prodotti lievitati», il veronese Renato Bosco (Saporè). Cosa proporrà? Un’anticipazione di Natale con il «Panettone 2023». E non è finita, con il caffè arriveranno le nocciole di Langa in due varianti.

E il bere? Sui vini il sipario si alzerà nei prossimi giorni. In cabina di regia ci sono Formazza event e Pro loco di Formazza con il patrocinio del Comune e la collaborazione di La Stampa-Specchio dei tempi per la parte benefica. «L’idea di fare cose buone e divertenti abbinate alla beneficenza è anche un invito a vivere una giornata in montagna all’aria aperta» commenta Gianluca Barp, presidente di Formazza event. Info e prenotazioni Il costo per partecipare a «But gourmet» è di cento euro (i posti sono in esaurimento) e buona parte della somma raccolta – grazie al sostegno di tanti sponsor – sarà devoluta alla causa della Romagna. Informazioni al numero di telefono 3386924418 oppure scrivendo una e-mail all’indirizzo butgourmetriale@gmail.coml.