A casa dei maghi

La magia non è fatta di miracoli, ma di arte, abilità, destrezza. Una rilettura delle fantasie di Harry Potter con gli occhi della razionalità, ma senza rinunciare all’emozione. È quanto propongono Specchio dei tempi e il Circolo Amici della Magia di Torino a 500 allievi delle quarte e quinte elementari della città. E poi, ad un migliaio di spettatori, in un evento, lo Specchio magico, che verrà proposto al Teatro Grande Valdocco non appena sarà finita l’Emergenza Sanitaria.

Il progetto A casa dei maghi è stato messo a punto, d’intesa con il presidente del Circolo, Marco Aimone, per avvicinare i bambini delle scuole al mondo della magia attraverso un percorso che passa dalla informazione storica, all’evoluzione delle tecniche dell’illusionismo sino alla condivisione di alcuni semplici trucchi, per divertire e stupire mamme e amici, una volta tornati a casa.

La partecipazione per le scuole è completamente gratuita. Testimonial dell’iniziativa è Luca Bono, torinese classe 1992, considerato l’astro nascente dell’illusionismo italiano. Bono sarà protagonista anche dell’evento conclusivo, che avrà come obiettivo la raccolta fondi per Madri e figli in difficoltà: il progetto con cui Specchio dei tempi aiuta ogni giorno 100 mamme sole ed i loro circa 170 bambini.

In attesa di poter riprendere le lezioni in presenza, Specchio e il Circolo hanno dato vita a un corso online: Compiti Magici, una serie che durante le vacanze estive svela i trucchi dei maghi con semplici tutorial. I bambini possono così esercitarsi a casa e inviare i video con le loro esibizioni. I migliori vengono pubblicati su magia.specchiodeitempi.org, il portale dove si possono trovare tutte le puntate.

Madri e figli in difficoltà

Dal 2018 Specchio dei tempi è più vicino alle madri sole, alle famiglie monogenitoriali prive di risorse, spesso costrette a sopravvivere in situazioni complesse che coinvolgono anche i bambini. Nella valutazione delle centinaia di richieste di aiuto presentate allo Specchio Point, lo sportello di ascolto nel centro di Torino, è emerso che queste famiglie sono tra le più esposte alle nuove povertà. La latitanza di molti dei padri dei bambini concorre infatti a rendere insostenibili le condizioni di madri spesso abbandonate. Elemento che aggiunge criticità, è la obiettiva difficoltà di donne, anche giovani ma con figli, a reperire occasioni di lavoro. 

Abbiamo quindi scelto 100 situazioni sulle quali intervenire. Cento nuclei monoparentali che abbiamo accompagnato in un cammino verso l’autonomia e il raggiungimento del benessere familiare. Siamo partiti da un semplice contributo economico, per poi ampliare il progetto “Madri e figli in difficoltà” con buoni spesa finalizzati ad insegnare l’uso responsabile del denaro. E con corsi di informatica e di formazione professionale per favorire il reinserimento lavorativo. A queste attività abbiamo affiancato uno sportello di consulenza sui problemi legati alla genitorialità e un programma per l’intrattenimento dei figli, per offrire alle mamme pause di libertà, anche in chiave di ricerca del lavoro.

Nell’autunno 2020 si aprirà il secondo ciclo dell’iniziativa, e le nuove partecipanti saranno coinvolte con una nuova progettazione ritagliata su misura: ad ogni mamma sarà richiesto di firmare un patto educativo e di definire degli obiettivi individuali da raggiungere con il supporto della fondazione.

Tredicesime dell’Amicizia

Quarantacinque edizioni, oltre 70 mila aiuti consegnati, una raccolta pari a circa 28,5 milioni di euro (attualizzata ad oggi). Sta in queste cifre il miracolo delle Tredicesime dell’Amicizia di Specchio dei tempi, la storica sottoscrizione che ogni Natale offre sostegno economico agli anziani più poveri e soli. Nate nel 1976 da una richiesta della leggendaria suor Pierina, da allora le Tredicesime sono un appuntamento fisso, che ha maggior valore e maggior peso soprattutto negli anni difficili, come questi. Anni in cui la crisi colpisce i più deboli, innanzitutto gli anziani, che si trovano, spesso, con una pensione davvero minima, inadeguata di fronte alle maggiori spese. In più gli anziani sono “senza voce”: non riescono né a protestare, né a lamentarsi. Spesso dissimulano grandi povertà con tratti di orgoglio. Ecco così evidente la necessità e l’attualità delle Tredicesime, pur in un contesto che vede aumentare le richieste di aiuto e diminuire le possibilità dei donatori.

Le richieste arrivano ogni anno con centinaia di lettere sulle scrivanie di Specchio: a volte espresse con frasi disperate, altre volte con la ritrosia di chi non avrebbe mai voluto chiedere, ma ora non ce la fa più. Sull’altro piatto della bilancia c’è l’affetto dei lettori de La Stampa per quanti hanno già superato i 65 anni e che, oltre al peso dell’età, devono sopportare quello della solitudine, dell’indigenza, delle malattie.

Il primo assegno, nel 1976, fu di 30.000 lire, versato a trenta anziani. Una cifra che oggi pare piccolissima, cresciuta fino agli attuali 500 euro. Negli ultimi anni, il numero degli anziani beneficiati ogni Natale ha superato quota 2000. Nel 2019 abbiamo allargato il nostro raggio d’azione e oltre agli anziani torinesi, ne abbiamo soccorsi anche 300 residenti nel resto del Piemonte. Ora con il progetto Specchio d’Italia porteremo l’iniziativa in altre regioni. Alimentando questa gara di solidarietà commovente, che pare senza fine.

Bambini sicuri contro il Covid

Sapone, dispenser, fazzoletti, asciugamani di carta, carta igienica, igienizzanti per le mani e le superfici, prodotti per la pulizia: tutti strumenti utili a contrastare la diffusione del Coronavirus. Specchio dei tempi e Reale Foundation li mettono a disposizione di tutte le scuole elementari e medie di Torino. Il progetto Bambini sicuri consente agli istituti scolastici che lo desiderano di ricevere in dono un importante kit per l’igiene degli alunni e per la pulizia e la sanificazione delle aule, di un valore commerciale di oltre 500 euro (ovviamente tutti prodotti sono certificati per l’uso nelle comunità e accompagnati dalle schede tecniche e di sicurezza).

Sono centinaia i kit già distribuiti nei primi mesi della pandemia: Specchio dei tempi e Reale Foundation hanno pensato di offrire così un aiuto concreto alla ripresa delle attività scolastiche, attrezzando le scuole di quei presìdi sanitari che potranno consentire di dare sicurezza agli alunni, riducendo i rischi di contagi, pericolosi soprattutto per nonni e genitori dei bambini. La logistica di questa operazione è affidata alla Cooperativa Sociale Crescere 1979.

Accanto a queste forniture, Specchio sta anche donando alle scuole cartelloni esplicativi con le misure di contenimento spiegate ai bambini. E propone incontri gratuiti di sensibilizzazione ai rischi di contagio nelle epidemie, affidati a psicologi, medici ed infermieri del collaudato staff del progetto Salvabimbi, finanziato ormai da molti anni dalla nostra fondazione e realizzato dall’Associazione Lorenzo Greco. Questa iniziativa è volta a stabilire un contatto dolce ma chiaro con i bambini delle elementari e i ragazzi delle medie, ovviamente con differenti approcci informativi e con l’ausilio di adeguati audiovisivi.

Emergenza Coronavirus

Quando c’è una emergenza noi ci siamo sempre. Così per il Coronavirus siamo in prima linea sin dall’inizio di marzo 2020. Abbiamo raccolto 10 milioni di euro, con oltre 16 mila donazioni provenienti da 70 paesi del mondo. Risorse che si sono trasformate immediatamente in progetti concreti per il sistema sanitario, le scuole, le piccole imprese, gli anziani e le famiglie.

Nelle prime settimane, per proteggere medici, infermieri e soccorritori, abbiamo acquistato e distribuito oltre un milione di dispositivi a 136 realtà del Piemonte: mascherine, guanti, camici, cuffie, visiere. A una ventina di ospedali di tutta la regione abbiamo donato 150 apparecchiature, tra cui due tac, una mobile per l’Amedeo di Savoia, e una che resterà in dotazione al Martini di Torino. Insieme al nostro partner Lavazza, abbiamo organizzato e finanziato un volo per portare in Italia 38 medici e infermieri cubani, specializzati in emergenze: per mesi hanno lavorato nel Covid Hospital delle OGR di Torino.

Per aiutare gli anziani abbiamo consegnato 5.400 spese gratuite, nelle prime settimane di lockdown. A 1000 famiglie bisognose torinesi abbiamo portato una spesa e nel 2020 ne soccorreremo in tutto 3000, con sostegni economici. Con il progetto Specchio d’Italia stiamo replicando la distribuzione di questi pacchi alimentari in sei regioni e venti città: entro ottobre avremo regalato oltre 17 mila spese.

Con il sostegno di Reale Foundation, abbiamo offerto a 250 scuole kit di sanificazione e cartellonistica per le aule. Per favorire la didattica a distanza abbiamo comprato 1000 tablet con sim e connessione Internet: sono stati assegnati agli alunni più indigenti. Per le piccole imprese in difficoltà a causa del lockdown abbiamo stanziato 1,6 milioni di euro e oltre 400 sussidi, promuovendo quattro bandi a Torino, Cuneo, Sassari e Venezia. Un contributo fondamentale per artigiani, commercianti e ristoratori che sono l’anima delle nostre città.

Colazioni dei poveri

A Casa Santa Luisa la speranza passa da una tazza di caffè. È il miracolo delle “Colazioni dei poveri”: ogni mattina alle 7,15 le suore e i volontari della famiglia vincenziana offrono a un centinaio di bisognosi quello che per molti sarà l’unico pasto della giornata. Ogni anno si sfiorano le 40 mila colazioni e ogni giorno suor Cristina coltiva lo stesso sogno: «Aprire il portone di via Nizza 24 e non trovare più nessuno ad aspettare».

Lo storico refettorio nel centro di Torino, a due passi dalla stazione di Porta Nuova, è un riferimento per i senzatetto della città. Oltre a poter consumare una abbondante colazione possono accedere alle docce e anche ricevere vestiti puliti. Tutta l’attività è finanziata da Specchio dei tempi e dai lettori de La Stampa. Recentemente la fondazione ha anche donato un furgone per il trasporto delle derrate alimentari e per le esigenze di assistenza domiciliare ai più poveri.

Ma Specchio ha pure sostenuto, negli anni, il rifacimento di quattro unità abitative d’emergenza, sempre nello stabile di via Nizza 24. Poi i lavori alla tettoia per il cortile, i nuovi servizi igienici e durante il lockdown pure la cartellonistica e i materiali sanitari anti-contagio. Sì perché le suore e i volontari non si sono fermati nemmeno di fronte alla pandemia: si sono adeguati alle nuove norme e al distanziamento sociale, ma hanno continuato a occuparsi dei più poveri. E a offrire, oltre che un aiuto concreto, anche un supporto psicologico e una vicinanza fraterna ai loro “Amici”. Così vengono chiamati gli ospiti di Casa Santa Luisa, e vengono accompagnati ogni giorno in un cammino verso l’autonomia. 

Bambini mai in vacanza

Giochi, nuotate, gite, castelli di sabbia e tramonti mozzafiato. È la magia di Bambini in vacanza, un progetto lanciato nel 2018 per regalare una settimana in spiaggia ai piccoli che non hanno mai visto il mare. O non se lo ricordano più. Un progetto nato per integrarne molti altri della nostra fondazione. Come Il Villaggio che cresce con cui combattiamo la dispersione scolastica tra le palazzine dell’ex Villaggio Olimpico. E come Madri e figli in difficoltà, il nostro programma di sostegno alle famiglie monogenitoriali: mamme sole che non riescono a pagare le bollette e certo non possono mandare i figli in ferie.

Così nell’estate 2018 i primi 50 bambini sono partiti per la casa salesiana di Vallecrosia (Imperia). Una vacanza completamente regalata dai donatori di Specchio. E nel 2019 i numeri sono raddoppiati: abbiamo scelto 100 bimbi e ragazzi, grazie alla collaborazione con gli Istituti Comprensivi Aurora-Parini, Pertini e Sidoli, e con le Direzioni Didattiche Anna Frank e Salgari. Nel gruppo c’erano anche i figli delle famiglie che ogni giorno ci chiedono aiuto allo Specchio Point, lo sportello di via Santa Maria 6, dove diamo una mano a chi ha più bisogno.

Per il 2020 erano previsti 150 posti, un’ondata di nuove amicizie e di sorrisi. Tutto cancellato dalla pandemia e dalle norme anti-contagio. Ma il progetto non si ferma, anzi, sarà ancora rafforzato per affrontare l’emergenza sociale causata dal Coronavirus. In migliaia di case non si riesce nemmeno più a fare la spesa: le vacanze stanno diventano un miraggio. E invece sono un diritto di ogni bambino. Specchio continuerà a difendere quel diritto.

Villaggio che cresce

La straordinaria esperienza di Specchio dei tempi nella lotta alla dispersione scolastica nell’area ex Villaggio Olimpico, ex Moi, Borgo Filadelfia, piazza Galimberti, è cominciata nel 2016 quando ci si rese conto che un gruppo importante di bambini di quel quartiere non andavano a scuola con sufficiente regolarità, ed alcuni non risultavano nemmeno iscritti. In collaborazione con gli Istituti Comprensivi Pertini e Sidoli, sono iniziati incontri conoscitivi con i ragazzi che hanno poi avuto uno step successivo in un sportello di aiuto compiti.

Quindi è stato possibile anche aprire una adeguata sede in via Pio VII, attualmente frequentata da centinaia di bambini ogni settimana. Nel corso dell’anno scolastico 2019-2020 (il terzo dall’avvio del progetto), di fronte al crescente numero di iscrizioni, si è deciso di aumentare il numero degli incontri. Il programma è stato così ripensato, insieme ad Acmos e Lvia, le associazioni che si occupano della logistica e forniscono gli educatori.

Il Villaggio che cresce offre un doposcuola, e poi laboratori, giochi e feste capaci di coinvolgere centinaia di famiglie del quartiere. Ma anche una apprezzatissima estate ragazzi e un ambizioso giornalino, in cui i bambini raccontano i loro sogni. 

Durante l’Emergenza Coronavirus le proposte sono state riformulate per via delle norme anti-contagio, ma gli animatori hanno tenuto un contatto costante con i ragazzi coinvolgendoli in video-chiamate e iniziative online. Specchio ha inoltre donato decine di tablet con connessione Internet ai piccoli delle famiglie più bisognose, per favorire la didattica a distanza. Perché l’obiettivo di tutte le attività è sempre lo stesso: aiutare i bimbi a studiare, promuovere una corretta integrazione e sostenere la legalità.

Chorus School Contest

Sette scuole, 290 bambini e ragazzi da tutto il Piemonte, oltre un migliaio di genitori a fare il tifo nella platea del Teatro Nuovo. Il primo Chorus Contest Specchio dei tempi, nella primavera 2019, è stato un indimenticabile pomeriggio, colmo di condivisione e di gioia. Quest’anno l’Emergenza Coronavirus ci ha privato di questo momento così particolare. Ma ai nostri bambini facciamo una promessa: non appena sarà possibile torneremo a organizzare l’evento, che sarà ancora più grande e più bello. Canteremo insieme la ritrovata libertà, la vostra voglia di crescere e di vivere, la nostra gioia per essere in mezzo a voi.

Il Chorus School Contest è una sfida canora per le scuole primarie piemontesi. Tutti gli istituti possono candidarsi inviando la registrazione di una loro performance. La partecipazione è gratuita e la commissione della fondazione sceglie i migliori cori da ammettere alla finale. Il presidente della giuria che effettua la selezione è Dario Piumatti, direttore artistico dei Vox Viva. Ogni coro scolastico finalista deve quindi presentare un programma libero di durata non superiore agli 8 minuti, cantati a cappella o con l’ausilio di base musicale. Il gruppo può scegliere brani editi, oppure inediti, preparando un’esibizione corale che includa a piacimento anche eventuali coreografie.

Il contest si svolge in un grande teatro cittadino, di fronte a centinaia di genitori, amici e parenti. L’ingresso è gratuito per tutti, con l’obiettivo di raccogliere fondi per le mamme sole assistite da Specchio con il progetto Madri e figli in difficoltà. La giuria di Specchio, che include esperti e giornalisti, assegna un premio in denaro al miglior coro: un bonus da 5000 euro che la scuola vincitrice potrà spendere in materiale didattico. A tutte le scuole finaliste, inoltre, viene assegnato un bonus di 1000 euro a titolo di rimborso spese partecipazione o contributo didattico.

Per Simone

Simone ha 6 anni, è intelligente oltre la media e lotta con una malattia che, ogni giorno che passa, lo rende sempre più debole, incapace di correre, saltare, giocare. La sua battaglia è diventata anche una battaglia di Specchio dei tempi e dei lettori de “La Stampa”.  

Simone ha uno sguardo furbetto incorniciato da un paio di occhialini blu che purtroppo servono solo a proteggergli la vista anch’essa compromessa. La sua è una malattia “demielinizzante”, vale a dire che colpisce lo sviluppo della mielina, la “guaina” dei conduttori dei neuroni che costituiscono il sistema di comunicazione del cervello al corpo. La mielina di Simone si è sviluppata in modo anomalo proteggendo la parte cognitiva ma non quella motoria.

Questa particolare forma di leucodistrofia, la PMLD correlata al gene GJC2, è rarissima. Gli è stata diagnosticata un paio di anni fa, dopo un lungo peregrinare da un ospedale all’altro, e registra appena altri tre casi al mondo, due negli Stati Uniti e uno in Francia. Pochi, troppo pochi per suscitare l’interesse di scienziati e ricercatori. Tranne a Cipro, dove un medico, il professor Kleopas, s’era dedicato alla ricerca di una cura per questo male che sta uccidendo Simone. Ricerca fermatasi quando sono finiti i fondi stanziati dalla Ela, l’Associazione europea per le leucodistrofie.

Mamma Katia e papà Alessandro Desiato, però, non si sono mai arresi. E si sono messi in testa di sostenere anche loro la ricerca. Circondati dalla solidarietà degli amici di Montanaro, dove abitano, e di quasi tutto il Chivassese, sono riusciti a far ripartire il lavoro dello scienziato cipriota e del suo team, che ha un costo di circa 70 mila euro l’anno, da replicare anche nel 2021. Specchio è al loro fianco e per sostenerli ha già trovato oltre 20 mila euro, grazie a più di 200 donazioni da tutto il Piemonte. Ma la raccolta deve proseguire per alimentare la speranza.

Villaggio delle bambine

In Sri Lanka, nell’entroterra di Matara, a circa 12 chilometri dalla costa, Specchio dei tempi ha costruito un villaggio, subito dopo lo tsumani del 2004. Cinque case famiglia, un medical center, la casetta degli uffici: inizialmente servì per dare assistenza a chi, nel maremoto, aveva subito gravi traumi e fratture. Ma dopo qualche anno queste esigenza venne a mancare e, d’accordo con il governo cingalese e con il Tribunale di Matara, decidemmo di convertire le strutture in centro di accoglienza per bambine sfortunate. Così, da oltre otto anni, ospitiamo queste piccole che hanno vissuto sulla propria pelle l’abuso e l’abbandono. È il nostro impegno contro la violenza sulle donne: un progetto concreto di cui ci occupiamo quotidianamente, non soltanto nel giorno delle “scarpette rosse”. Un progetto unico di cui si è occupata anche Rai3, con una puntata del Kilimangiaro.

Oggi le bimbe sono una ventina, divise nelle case famiglia che stiamo ammodernando. Nel villaggio hanno spazi per giocare e per studiare e ogni mattina le portiamo a lezione con il nostro scuolabus. Sosteniamo interamente il peso economico dell’iniziativa che, nella pratica, è realizzata dai monaci buddhisti della Oba Mama Association, guidata dal reverendo Ratanasare, il capo spirituale del sud dello Sri Lanka.

Da tre anni sosteniamo anche l’Orphanage di Matara. Cioè un orfanotrofio gestito dai monaci buddisti su mandato del tribunale. Attualmente ospita 13 ragazzi, più della metà dei quali sotto i 6 anni: dal bimbo che ha perso entrambi i genitori colpiti da un cancro, a quello che i genitori non li ha mai avuti, a quello che è stato abbandonato in ospedale dalla famiglia soltanto perché malato. Poi ci sono i “bambini di strada” a cui è stato dato un tetto. Quando la fondazione giapponese che supportava questo orfanotrofio ha concluso la sua attività, noi eravamo lì. E non ce la siamo sentiti di lasciare soli questi 13 bambini e ragazzi. Così li aiutiamo. Potete farlo anche voi, con noi.

Pet therapy

Gli anziani delle case di riposo, i malati oncologici e di Alzheimer, i bambini e i ragazzi con disabilità. Quando vedono arrivare i cani dell’associazione Aslan – Il legame con gli animali, tutti, improvvisamente, sorridono. E si lasciano contagiare dall’entusiasmo di Noah, Patch, Zar, Holly e Rhum, cani straordinari che insieme agli accompagnatori, i veterinari e gli educatori, sono i protagonisti della nostra pet therapy. Un progetto coordinato dalla pedagogista Antonia Tarantini, che Specchio dei tempi ha avviato nel 2015 negli ospizi e oggi declina in varie iniziative tutte finanziate dalla fondazione.

La ricetta è sempre la stessa: coccole, complicità e professionisti che guidano i cani nel lavoro. Siamo presenti nelle case di riposo torinesi, dove abbiamo portato sollievo ad oltre mille anziani. Siamo presenti negli Alzheimer Caffè di Torino, dove coinvolgiamo i malati e i loro familiari che in questi centri di aiuto cercano momenti di serenità. Siamo all’Istituto di Candiolo, dove svolgiamo attività di sostegno ai pazienti sottoposti alla chemioterapia: una operazione  condotta con rigore scientifico, in linea con le precise indicazioni del Ministero della Sanità. Siamo soprattutto in 15 scuole della città (materne, elementari, medie e superiori), per offrire un’ora di giochi e carezze, ogni settimana, agli allievi con bisogni speciali. Gli incontri sono individuali e per ogni alunno Aslan definisce un percorso formativo insieme ai docenti e ai genitori. 

La nostra Pet School non si è fermata nemmeno durante l’Emergenza Coronavirus, perché sappiamo che il supporto dei cani per queste famiglie è fondamentale. Abbiamo dunque trovato nuovi locali, per superare l’impasse delle scuole chiuse e continuare a donare speranza.