Specchio dei tempi Tornano le Tredicesime dell’Amicizia per gli anziani soli
4 Settembre 2020

Tornano le Tredicesime dell’Amicizia per gli anziani soli

di Angelo Conti

Mancano 110 giorni a Natale, ma la macchina delle Tredicesime di Specchio dei tempi si mette in moto.  Quello che è il regalo dei lettori de La Stampa agli anziani più poveri, più soli e più disperati. Quarantacinque edizioni, 75.546 aiuti consegnati, una raccolta pari a circa 28,5 milioni di euro (attualizzata ad oggi). Sta in queste cifre il miracolo delle Tredicesime dell’Amicizia. Nate nel 1976 da una richiesta della leggendaria suor Pierina (ancora attiva oggi nei quartieri più degradati della città) e recepita da un giornalista de La Stampa, Marco Marello, l’iniziativa trovò nell’allora capocronista, Ferruccio Borio, un immediato sostenitore. Da allora è stato un appuntamento che Specchio dei tempi ha riproposto ogni anno. Senza mai fallire i suoi obiettivi.

Quella per le Tredicesime è una sottoscrizione che ha maggior valore e maggior peso in un anno come questo. Mesi in cui il lockdown e la paura (legittima per i nostri cari anziani) di un virus pericoloso hanno svuotato i più fragili di risorse e di energie. In crisi anche quelle persone anziane (non toccate dalla pioggia di bonus) con una pensione davvero minima, sempre più inadeguata di fronte alle spese. In più gli anziani sono “senza voce”: non riescono né a protestare, né a lamentarsi. Ecco così evidente, anche quest’anno, la necessità e l’attualità delle Tredicesime dell’Amicizia, pur in un contesto sociale che vede aumentare le richieste di aiuto e diminuire le possibilità dei donatori.

Le richieste stanno in centinaia di lettere sulle scrivanie di Specchio. Richieste a volte espresse con frasi disperate, altre volte con la ritrosia di chi non avrebbe mai voluto chiedere, ma che ora non ce la fa più. Sull’altro piatto della bilancia ecco l’affetto della città e dei nostri lettori per quanti hanno già superato i 65 anni e che, oltre al peso dell’età, devono sopportare quello della solitudine, dell’indigenza, delle malattie. Apriamo dunque, anche quest’anno, un’altra pagina di questa lunga storia di solidarietà. Il primo assegno fu, nel 1976, di 30.000 lire, versato a trenta anziani. Una cifra che oggi pare piccolissima ma che allora consentiva di acquistare il carbone per tutto l’inverno. L’assegno fu portato a 50.000 lire nel ‘78 ed a 100 l’anno dopo. Mentre il numero degli assistititi saliva rapidamente a diverse centinaia e poi superava il migliaio. Dall’80 si passò a 200.000 lire, dall’83 a 300, dall’85 a 400, dall’87 a 500, dal‘92 a 600 e dal‘98 a 700 mila lire. Con l’avvento dell’euro la cifra divenne 360 euro, sino al 2003 quando fu elevata a 400 euro, per poi salire cinque anni fa a 500 euro.  La cifra che distribuiremo anche quest’anno ad ogni anziano.

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