L’Alzheimer Caffè arriva anche in piazza Massaua

Beppe Minello

Già dal nome, “Alzheimer Caffé”, risulta evidente l’obiettivo di un progetto che prova ad umanizzare un dramma che sconvolge migliaia di famiglie – dati ufficiali non ne esistono: il Comune di Torino sostiene di seguire circa 5 mila casi, la Regione parla di 60 mila in tutto il Piemonte – alle prese con un congiunto colpito dalla forma più comune di demenza degenerativa.

La Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi è dunque in prima linea a fianco dell’associazione ASVAD a cui fa capo il progetto degli Alzheimer Caffé. Che sono tre e sono luoghi dove accogliere malati e loro parenti per far loro incontrare i professionisti, dai medici agli avvocati, dai fisioterapisti agli infermieri, che rappresentano i tantissimi fronti di una guerra che, spesso, i parenti dell’ammalato si trovano ad affrontare in solitudine.

La notizia è che il caffè più antico, nato in via Virle un decennio fa, spostatosi poi in via Luserna di Rorà, ha cambiato ancora sede ed è ora in piazza Massaua 17, ospitato nei locali della Circoscrizione nell’ex stabilimento Venchi, dove il progetto coordinato dallo psicologo psicoterapeuta Davide Gallo, ha già ripreso l’attività due pomeriggi al mese come le altre due sedi di corso Vercelli e via Rubino.

Ogni Caffé affronta problematiche diverse e insegna stimolazioni cognitive a caregiver e assistiti che possono partecipare anche a tutti gli incontri. Sono trenta, quaranta persone alla volta seguite a distanza con telefonate settimanali di controllo, di sostegno psicologico, invio di materiale ludico ricreativo, video per attività a domicilio, training di stimolazione cognitiva.

Possono apparire cose straordinarie, ma è solo ciò che prevede il Piano Demenze nazionale di sostegno alle famiglie che però è senza fondi.

Dal 22 settembre ripartono le attività dei Caffè Alzheimer

di Angelo Conti

I malati di Alzheimer (e soprattutto le loro famiglie) hanno bisogno di noi, di quanto Specchio dei tempi e Associazione Asvad hanno costruito insieme negli anni. Così abbiamo programmato la ripartenza, già in questo mese di settembre, in tutti e tre i nostri Alzheimer Caffè torinesi.

In particolare, il 22 settembre partiremo con Corso Vercelli, il 30 settembre con Via Luserna e il 5 ottobre con Via Rubino. Come era già in programmazione, in Corso Vercelli è previsto un incontro al mese fino a dicembre 2020, invece nelle sedi via Rubino e via Luserna sono previsti 2 incontri al mese fino a dicembre 2020. Al fine di rispettare le norme di sicurezza sanitaria previste per il Covid19, gli accessi saranno limitati e su prenotazione per un massimo di 20 utenti a Caffè. Dato che il nostro progetto coinvolge un tipo di utenza ad alto rischio di complicanze da infezione da Covid19, abbiamo deciso di limitare le attività in presenza ai soli famigliari, al fine di ridurre gli spostamenti degli anziani fragili ed eventuale rischio di esposizione al virus.

Contestualmente l’associazione manterrà attiva anche l’attività a distanza:
– chiamata settimanale di controllo
– sostegno psicologico telefonico settimanale
– invio per mail di materiale ludico-ricreativo/attività occupazione a cadenza settimanale
– pubblicazione ed invio di video per attività a domicilio
– training di stimolazione cognitiva a cadenza settimanale (l’attività è svolta in collaborazione con la Scuola di Specialità in Neuropsicologia dell’Università di Torino).

Per tutte le attività in presenza, l’associazione si è già attivata per la messa in sicurezza di tutti gli spazi, del personale coinvolto e degli utenti che parteciperanno all’attività, con fornitura di DPI, modulistica e prodotti di sanificazione.