Donazioni Ucraina: raccolti oltre 900 mila euro

Angelo Conti
La Stampa, 13/03/22

E’ un week end molto intenso per Specchio dei tempi che sta gestendo una fitta serie di trasporti, da e verso l’Italia. Ieri mattina è giunto prima a Siret e poi a Suceava, in Romania, il pullman Chiesa da 64 posti noleggiato da Specchio con il materiale raccolto da Confartigianato Cuneo. Il mezzo ha prima scaricato decine di bancali di aiuti e si è poi recato, per imbarcare profughi, presso il centro di raccolta di Suceava, all’interno di un hotel trasformato in un enorme dormitorio, scale, sale e corridoi compresi.

Il viaggio di andata è risultato più complesso del previsto sia per le lunghe attese alle frontiere e sia per la neve che è caduta su parte del percorso. Il pullman è atteso per domani in Italia: parte dei profughi scenderà a Milano, altri proseguiranno verso Torino. 

Un hotel di Suceava trasformato in campo profughi

Da Imperia al confine per salvare vite

Sempre con un massiccio carico è in viaggio nel week end anche un autotreno, ancora con destinazione il confine rumeno-ucraino, il cui arrivo è previsto per dopodomani. Un altro camion da 35 quintali ha caricato ieri prevalentemente medicinali e partirà, con a bordo anche un’infermiera, fra martedì e mercoledì con destinazione Korczowa, sul confine polacco. Intanto ieri mattina, dal piazzale de La Stampa in via Lugaro 15 a Torino, è partito un pullmino 9 posti affidato ad una coppia di Imperia: Davide e Corina dovrebbero arrivare, anche loro in Polonia, nella mattinata di oggi.

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Martedì e mercoledì sono previste le partenze di due altri pullman: un 54 posti destinato ad imbarcare un gruppo di orfani ucraini sul confine polacco ed un 66 posti con destinazione nuovamente Siret, con materiale destinato al villaggio profughi di Cercivci, questo in Ucraina, dove Specchio dei tempi e Specchio d’Italia stanno allestendo una serie di tensostrutture per ospitare i profughi in transito.  Specchio d’Italia ha previsto, per martedì, una partenza anche da Milano con un pullmino affidato a due taxisti milanesi volontari: imbarcheranno materiale raccolto dalla Remar Italia e lo trasporteranno ad Orodea, in Romania.

Intanto la raccolta ha superato i 920.000 euro da circa 4000 diversi donatori. Anche ieri sono stati più di 100 le persone che hanno affidato somme piccole e grandi a Specchio dei tempi. Risorse che vengono immediate impiegate nell’operatività quotidiana.

Chi volesse invece consegnare materiale (molto graditi derrate alimentari, farmaci e prodotti per l’igiene personale) può farlo in strada Pellerina 25 presso Remar Italia tutti i giorni (9-13, 15-19), in via Lombroso 16 presso Lombroso16 dal lunedì al sabato (dalle 10 alle 12,30) in largo Turati 49 presso Confartigianato Torino dal lunedì al venerdì (orario ufficio).

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Emergenza Ucraina: numeri utili

Questi i numeri di Specchio dei tempi per affrontare l’emergenza Ucraina. Il primo numero è riservato ai profughi ucraini in arrivo in Piemonte. Componendolo si verrà messi in contatti con le volontarie del Consolato dell’Ucraina di Torino che, una volta accertata la situazione, li indirizzerà verso Specchio dei tempi che fornirà loro un immediato contributo economico in contanti.

Il secondo è invece il numero degli uffici operativi di Specchio dei tempi. Qui vengono fornite informazioni sulle donazioni da parte dei privati ed anche indicazioni per chi volesse mettere a disposizione una sistemazione per le famiglie di profughi in arrivo in Piemonte.

Come donare per i profughi dell’Ucraina

Si può donare cliccando qui con carta di credito e Paypal. Oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, codice Iban IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, indicando nella causale per la gente dell’Ucraina.

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Dove donare aiuti per l’Ucraina: i nostri centri di raccolta

Angelo Conti

Ogni giorno un mezzo di Specchio dei tempi lascia il Piemonte diretto verso l’Ucraina ed i suoi confini con Polonia e Romania. Lassù migliaia e migliaia di profughi hanno bisogno di conforto e di aiuto. Fra loro c’è chi vuole partire, ma ci sono anche tanti che chiedono di restare, per seguire più da vicino le sorti del loro paese, pronti a rientrare appena possibile nelle loro case. Qui l’impegno di Specchio dei tempi è massimo, come massima è la carenza di molte cose. Noi siamo pronti a trasportare e dare calore a chi soffre.

 Cosa raccogliamo per l’Ucraina

  • Farmaci, materiale sanitario e kit di primo soccorso
  • Cibo a lunga conservazione (verdure e carne in scatola, tonno,  pasta, riso, pelati, biscotti,…)
  • Alimenti e materiale per l’infanzia (latte in polvere, omogeneizzati, pannolini,…)
  • Coperte e cuscini in buono stato
  • Stoviglie usa e getta, sacchi della spazzatura
  • Prodotti per l’igiene personale (dentifricio, bagnoschiuma, spazzolini, assorbenti, …)

Non servono invece vestiti

Centri di raccolta di Specchio dei tempi a Torino

Ecco indirizzi e orari dei nostri punti raccolta dove si possono consegnare gli aiuti:

  • LOMBROSO16 – via Lombroso 16 a Torino (zona San Salvario)
    orario: dal lunedì al sabato dalle 10 alle 12,30
  • CONFARTIGIANATO IMPRESE TORINO – Largo Turati 49 a Torino (zona Crocetta)
    orario: dal lunedì al venerdì 09 -12:45 / 14:15 – 16:30
  • REMAR – strada della Pellerina 25 a Torino (zona Parella)
    orario: tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19

Come donare per i profughi dell’Ucraina

Si può donare cliccando qui con carta di credito e Paypal. Oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, codice Iban IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, indicando nella causale per la gente dell’Ucraina.

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Da Fossano al confine rumeno, domani parte un tir di aiuti

Paola Scola, La Stampa

La sottoscrizione di Specchio dei tempi ieri superato stamattina quota 700.000 euro, con oltre 3000 donazioni. Un bel viatico, alla vigilia della nuova partenza per aiutare i profughi ucraini. La «spedizione» di domani, nella quale la fondazione de «La Stampa» collabora con Confartigianato Cuneo, sarà imponente. Decine di pallets. «Useremo un tir e un pullman da 54 posti, vuoto in partenza – spiega il vicepresidente operativo di Specchio, Angelo Conti -. Si va a Siret, confine romeno».

Il «tandem» tra Specchio dei tempi e Confartigianato Imprese Cuneo per raccogliere sostegni immediati ai profughi dimostra di essere vincente. Come già nell’alluvione 2020. Lo conferma il presidente provinciale dell’associazione, che riunisce 9 mila imprese, Luca Crosetto: «Siamo soddisfatti di come è andata la raccolta, della risposta dei nostri associati. Organizzata e pubblicizzata in pochissimi giorni, l’iniziativa ha permesso di raccogliere non solo quintali di farmaci, prodotti igienico-sanitari e cibo a lunga conservazione, ma anche 30 mila euro di offerte, con cui acquisteremo altro materiale analogo da portare al confine della guerra».

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E ancora: «Sappiamo che, purtroppo, non sarà sufficiente a far ripartire tutte quelle persone in atroce difficoltà, ma sarà un aiuto immediato, per rispondere a gravi urgenze di prima necessità. Il mio ringraziamento è d’obbligo a tutte le aziende, perla catena di solidarietà, e alle due farmacie che ci hanno permesso di allestire anche numerosi kit di prima emergenza. E poi Specchio dei tempi: per noi poter contare sulla fondazione de “La Stampa” rappresenta la certezza di tempi certi e intervento immediato. Ha reso ancor più credibile e accreditata la nostra iniziativa».

Uno dei bus umanitari partito nei giorni scorsi

Quando partite? Crosetto: «Oggi terminiamo le raccolte di materiale e denaro, giovedì il viaggio, che dovrebbe consentire la consegna a destinazione entro 30 ore». Tante aziende hanno donato. Nonostante la crisi. Crosetto: «Un punto di orgoglio. All’appello hanno risposto subito, in modo capillare, donando ciascuna quanto possibile. Siamo tutt’altro che in un bel momento, ma la guerra, dover fuggire lasciando tutto, ecco, non c’è paragone. Perciò ringrazio tutti: dai nostri funzionari alle 200 persone di Confartigianato che hanno reso possibile la gestione operativa della raccolta anche nelle 4 sedi zonali aggiunte al centro logistico di Fossano. Dal direttore Joseph Meinen alle 17 sedi in provincia».

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Polonia, viaggio nel centro commerciale rifugio dei profughi

Leonardo Di Paco

Przemsyl (Polonia). Uno dei primi approdi di chi scappa dal conflitto è un centro commerciale della catena Tesco a Przemsyl, paesotto polacco a una manciata di chilometri dal confine con l’Ucraina. All’interno non ci sono più negozi, i fondi commerciali sono riempiti da migliaia di persone ammassate. Sono le vittime della guerra che aspettano una via di fuga.

La scena che ci si ritrova davanti varcato l’ingresso è lacerante. Neonati che piangono disperati, stretti alle loro mamme, anziani e ragazzini con sguardi smarriti e pieni di stanchezza, cani al guinzaglio dei loro padroni, migliaia di valigie e sacchi di plastica riempiti con quel poco che è stato possibile recuperare prima della fuga. È qui che una delle navette di Specchio dei tempi è arrivata dopo un viaggio di oltre 1.500 chilometri attraverso il cuore dell’Europa dopo essere partita da Torino carica all’inverosimile di quintali di aiuti. Beni di prima necessità e generi alimentari che sono stati lasciati in custodia ad una neonata associazione di volontari polacchi attiva sul confine, Unitatem Team, che si occupa di gestire la catena di aiuti in arrivo da mezza Europa.

Gli aiuti umanitari consegnati al confine polacco

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All’interno del centro commerciale è il caos più totale, non esiste alcun tipo di coordinamento. Militari? Non pervenuti. Uomini in divisa? Assenti. Ci sono solo una cinquantina di volontari con addosso un giubbetto catarifrangente e una marea di gente che aspetta di fuggire. Bisogna fare così: si prende un pennarello e un pezzo di cartone per scriverci sopra «Italy». Poi si comincia a gironzolare facendo lo slalom tra centinaia di giacigli di fortuna. Così i volontari di Specchio dei tempi sono riusciti ad intercettare nove donne e due bambini, uno di tre e l’altro di appena un anno, che attendevano la comparsa di qualcuno che li portasse in Italia. Sembra una prassi improvvisata, certamente lo è. Ma così fanno tutti quelli arrivati per dare una mano in questa cittadina circondata dai campi.

La situazione nel centro commerciale

«Dove andate?» «Italia». «Ma dove?» «Al nord, a San Giuliano Milanese». Cioè dove li attendono alcuni conoscenti pronti ad accoglierli. Tempo di caricare i pochi bagagli, un paio di passeggini e si parte, direzione Italia passando da Repubblica Ceca e Austria. Appena messi in marcia, è da poco passato mezzogiorno, i profughi (scappati da Leopoli e Kiev) crollano in un sonno profondissimo, piccini inclusi. Dormiranno per buona parte del viaggio verso l’Italia, lungo quasi 17 ore. Voglia di parlare, vicina allo zero. Mancano proprio le energie, quelle poche che sono rimaste vengono utilizzate per mangiare durante le brevi soste di viaggio. La guerra ti prosciuga, fino a toglierti la parola.

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La catena degli aiuti umanitari di questa guerra inaspettata è soprattutto un affare privato. Kamil Prusinowski ha 37 anni e lavora in una società di consulenza informatica a Varsavia, dove ricopre un ruolo di rilievo. Appena scoppiata la guerra ha mollato tutto ed è tornato a Jaroslaw, cittadina dove è cresciuto a quindici chilometri dal confine ucraino. Qui ha ritrovato i suoi vecchi compagni del liceo, con loro ha “costituito” l’associazione Unitaten Team e si è attivato per riconvertire alcuni palazzi pubblici in hub per l’accoglienza.

Il magazzino gestito da Kamil

Qui vengono smistati i beni di prima necessità arrivati su decine di furgoni da tutta Europa, inclusi quelli partiti con uno dei furgoni di Specchio dei tempi, e vengono ospitati i profughi ucraini che non hanno altri posti dove andare e non si vogliono allontanare troppo dal confine. «La comunità europea? Non la sentiamo vicina ma sentiamo vicine le persone di tutta Europa che ci stanno dando una mano» spiega Kamil. «In un momento come questo – aggiunge – non abbiamo tempo di disquisire di geopolitica e del ruolo dei vari governi, dobbiamo solo aiutare. Ogni giorno arrivano qui non meno di 200 persone. Il problema è che aumenteranno e noi dobbiamo farci trovare pronti. Vi prego, non smettete di farci sentire la vostra vicinanza, continuate ad aiutarci».

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Cosa stiamo facendo per i profughi ucraini

Angelo Conti

Vicini all’Ucraina, vicini davvero. Specchio dei tempi è stata la prima fondazione italiana a lanciare una sottoscrizione a favore dell’Ucraina, già domenica 27 febbraio. Contemporaneamente, a sostegno della raccolta, si è subito mossa anche la fondazione gemella, Specchio d’Italia, che opera su tutto il territorio nazionale. Aprendo la sottoscrizione le due fondazioni hanno messo a disposizione, con fondi propri, 100.000 euro, ai quali hanno cominciato da subito ad aggiungersi le donazioni private di tutti: cittadini, famiglie, scuole, aziende. Ieri sera la raccolta ha superato i 400.000 euro.

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Come stiamo usando le donazioni per l’Ucraina

Cosa abbiamo fatto per aiutare gli ucraini? La prima emergenza è apparsa quella delle centinaia di migliaia di profughi che stavano superando i confini polacco e ungherese. In poche ore abbiamo contattato, in quei paesi, associazioni di volontariato, autorità locali e giornalisti delle testate locali per capire bene. Ed è apparso che mentre sul confine ungherese non esistevano criticità (la macchina dell’accoglienza ungherese era efficiente e copriva tutte le necessità di chi arrivava) ben diversa era la situazione sulle due principali direttrici Ucraina-Polonia. E verso queste zone si sono mosse, già lunedì, le prime navette finanziate e sostenute dalla nostra fondazione. E già mercoledì notte i primi profughi sono arrivati in Italia, raggiungendo prima Brescia e poi Torino.

Una catena di navette per gli aiuti umanitari

Da quel momento il collegamento di navette è diventato quotidiano: pullmini da 9 poste ma anche un pullman da 54 posti, partito proprio oggi e che utilizzeremo spesso anche la prossima settimana.  Ovviamente questi mezzi hanno cominciato ad effettuare anche trasporti di generi di prima necessità: soprattutto cibo a lunga conservazione, prodotti per l’igiene personale, farmaci e materiale sanitario vario (con particolare richiesta per siringhe, bende, cerotti, disinfettanti).

A Torino l’accoglienza ai profughi ucraini

Intanto, a Torino, il Comitato di Coordinamento della Regione Piemonte ci ha affidato il compito di assistere le famiglie di profughi in arrivo, offrendo loro un immediato sostegno economico. A questo fine, in stretta collaborazione con il Consolato dell’Ucraina e con le sue volontarie, è stato attivato un numero telefonico di emergenza, a disposizione di chi arriva.

Che cosa faremo la prossima settimana

Il programma della prossima settimana prevede l’intensificazione dei collegamenti con i confini per trasportare in Italia i profughi, ma anche l’invio di materiale sanitario e viveri a chi ha deciso di restare in Ucraina, chi a combattere, chi impossibilitato a muoversi per ragioni di salute, chi per attaccamento verso la propria terra.

Noi continueremo ad essere vicini al popolo ucraino. Tutti ci possono dare una mano per essere ancora più incisivi e più capaci di portare conforto a gente disperata.

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Come aiutare la popolazione ucraina

Chi volesse aiutare il popolo ucraino può donare cliccando qui, con carta di credito o Paypal. Oppure si può versare con bonifico sul conto intestato a Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi ONLUS, via Lugaro 15 – 10126 Torino, IBAN: IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, Banca Intesa Sanpaolo. Nella causale “Per la gente dell’Ucraina”. Tutti i versamenti, eccetto quelli in contanti, sono fiscalmente deducibili.

Mille donazioni per l’Ucraina: 280 mila euro raccolti

Angelo Conti

In appena quattro giorni Specchio dei tempi e il suo brand nazionale Specchio d’Italia hanno già ricevuto più di mille donazioni, per la precisione 1041 per complessivi 280.898 (di cui 100.000 messi subito a disposizione delle nostre fondazioni). Fra le ultime offerte ricevute, quella della Settimana Enigmistica che ha versato 10.000 euro.

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Come stiamo usando le donazioni

Le risorse vengono immediatamente impiegate: è attivo un ponte-navette verso il confine polacco-ucraino, per portare aiuti umanitari e permettere alle famiglie ucraine di arrivare in Italia. La prima navetta è rientrata questa mattina, accompagnando tre madri e i loro figli nel nord Italia.

A Torino intanto, in collaborazione con il Consolato dell’Ucraina è stato attivato un numero di emergenza per i profughi che arrivano in Piemonte: vengono sostenute con un immediato contributo economico. Maggiori informazioni qui.

Qui invece spieghiamo come donare per la gente dell’Ucraina. Il modo più semplice è fare una donazione online, con carta di credito oppure Paypal, cliccando qui.

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Attivato il numero telefonico per i profughi ucraini

Angelo Conti

Specchio dei tempi ha attivato il numero telefonico +39 011 0230075 riservato ai profughi ucraini in arrivo in Piemonte. Risponderanno le volontarie del Consolato dell’Ucraina di Torino che, una volta accertata la situazione, li metteranno in contatto con Specchio dei tempi che fornirà loro un contributo economico in contanti.

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Specchio dei tempi, inoltre, ha aperto un canale con la Regione Piemonte per garantire a tutti i profughi (più della metà degli ucraini non sono vaccinati) una immediata vaccinazione anti-Covid al loro arrivo nella nostra regione.

Accoglienza profughi Ucraina, Specchio dei tempi con la Regione Piemonte per raccolta donazioni

Matteo Borgetto
La Stampa, 01/03/22

«Solidarietà con i fatti verso chi vive una guerra ingiustificata e ingiustificabile, che scuote le coscienze di tutte le persone che credono nella libertà e nella democrazia». Così Alberto Cirio, governatore del Piemonte, all’uscita ieri da un vertice operativo con l’ambasciatore dell’Ucraina in Italia, Yaroslav Melnyk (in videoconferenza da Roma), e il console onorario dell’Ucraina in Piemonte, Dario Arrigotti, al quale hanno partecipato il presidente del Consiglio regionale, Stefano Allasia, dirigenti degli assessorato a Sanità, a Politiche sociali e del Dirmei (Dipartimento interaziendale malattie ed emergenze infettive).

Quattro le misure attivate, le prime due a regia regionale, con l’apertura di una manifestazione di interesse per stilare un elenco di persone e famiglie (sia ucraine, sia italiane) disposte a fornire ospitalità temporanea a chi ha abbandonato le zone di guerra. «Pensiamo a forme di accoglienza di tipo familiare – ha precisato Cirio – e stiamo definendo una forma di voucher o assegno quotidiano, per aiutare nelle spese chi darà la disponibilità all’accoglienza». Il coordinamento ha inoltre raccolto la disponibilità, da parte della Fondazione La Stampa Specchio dei Tempi, a fare da punto di riferimento per le donazioni in denaro alle famiglie ucraine in arrivo in Piemonte.

Sarà, inoltre, realizzato un progetto, coordinato dall’assessore Chiara Caucino, per assistere i bambini ucraini, coinvolgendo anche l’Agenzia regionale per le adozioni internazionali e l’ospedale Regina Margherita di Torino. «Sarà creato un ponte di collegamento con gli ospedali ucraini – ha spiegato Cirio – per accogliere i piccoli malati di tumore e altre patologie. Risulta che tanti siano scappati con i loro genitori e ora si trovino in strutture di confine non idonee alle cure. Ringrazio Franca Fagioli, direttore del dipartimento Patologia e cura del bambino al Regina Margherita. Mi ha chiesto quanti ne riusciremo a ospitare, ho risposto: tutti quelli che potremo curare».

Altre due iniziative a regia nazionale. Verrà avviata una raccolta di farmaci curata da Dirmei, assessorato alla Sanità e Federfarma tramite Farmaonlus, da inviare tramite i canali individuati dal Governo agli ospedali ucraini. E sarà messo a disposizione del Dipartimento di Protezione civile l’ospedale da campo europeo della Maxiemergenza 118 di Levaldigi, da posizionare ai confini dell’Ucraina per curare i feriti di guerra. Un invito a sostenere le iniziative a favore dei profughi sarà contenuto anche in un ordine del giorno che domani verrà discusso in Consiglio regionale, cosa peraltro già approvata dalle assemblee consiliari di Alba e Busca.

La Prefettura di Cuneo, intanto, registra le prime mobilitazioni dei Comuni per offrire accoglienza ai rifugiati in strutture di proprietà. A Monteu Roero, il primo centro pronto ad aprire due alloggi nella Casa delle Associazioni, per 4 famiglie, ieri si è aggiunta Boves, con il sindaco Maurizio Paoletti che ha annunciato «l’immediata disponibilità» di un appartamento in frazione Castellar, per un nucleo familiare di 4-6 persone. Ieri i primi arrivi di ucraini a Bagnasco, poi affidati allo Sprar a Mondovì, che si è occupato della loro sistemazione.

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Come puoi aiutare il popolo ucraino

Raccolta fondi per l’Ucraina, Specchio dei tempi a fianco della Regione Piemonte

Comunicato Stampa

La Regione Piemonte ha deciso di istituire un coordinamento per prestare soccorso ai profughi in arrivo dall’Ucraina.

Nel corso di una riunione operativa che il presidente della Regione Alberto Cirio ha voluto convocare con l’ambasciatore dell’Ucraina in Italia Yaroslav Melnyk, collegato in videoconferenza, e con il console onorario dell’Ucraina in Piemonte Dario Arrigotti, alla quale ha partecipato il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia, presenti anche dirigenti degli Assessorati alla Sanità e alle Politiche sociali e del Dirmei, sono stati affrontati diversi temi:

– la Regione emanerà entro pochi giorni una manifestazione di interesse per la formazione di un elenco di persone e famiglie disposte a fornire ospitalità temporanea a chi ha abbandonato le zone di guerra;

– verrà avviata una raccolta di farmaci curata da Dirmei, Assessorato alla Sanità e Federfarma attraverso Farmaonlus da inviare tramite i canali individuati dal Governo agli ospedali ucraini;

– sarà messo a disposizione del Dipartimento della Protezione civile l’ospedale da campo della Maxiemergenza 118, da posizionare ai confini dell’Ucraina per curare i feriti di guerra;

– sarà chiesta all’ospedale Regina Margherita di Torino la disponibilità ad ospitare i bambini ucraini malati di tumore che in questo periodo non possono ricevere le cure adeguate;

– verrà realizzato un apposito progetto per assistere i bambini ucraini vittime della guerra, coordinato dall’assessore ai Bambini Chiara Caucino, che ha dichiarato di voler coinvolgere anche l’Agenzia regionale per le adozioni internazionali per lavorare in sinergia con essa.

Inoltre, è stata raccolta la disponibilità della Fondazione Specchio dei tempi a fare da punto di riferimento e collettore per le donazioni in denaro destinate a sostenere le famiglie ucraine in arrivo in Piemonte.

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Un invito a sostenere le iniziative a favore dei profughi sarà anche contenuto in ordine del giorno che mercoledì verrà proposto all’approvazione del Consiglio regionale.

“Siamo convinti – ha sostenuto il presidente Cirio rivolgendosi all’ambasciatore Melnyk – che alla solidarietà espressa con le parole debba seguire quella che si manifesta con i fatti. Ed è quello che vuole fare il Piemonte di fronte ad una situazione che scuote le coscienze di tutte le persone che credono nella libertà e nella democrazia e che il Governo italiano ha definito ingiustificata e ingiustificabile”.

“Ringrazio il Piemonte che, prima tra tutte le Regioni italiane, ha lanciato azioni umanitarie per sostenere l’Ucraina – ha dichiarato l’ambasciatore Melnyk – e offriamo la massima disponibilità a sostenere ogni iniziativa che possa rafforzare i nostri rapporti”.

Il console Arrigotti ha annunciato che sono già 500 le famiglie che lo hanno contattato per ospitare profughi e si è detto “sicuro che sarà raggiunto il migliore risultato nei tempi più brevi”.