Tornano le Tredicesime dell’Amicizia, la sottoscrizione popolare più longeva d’Italia

Angelo Conti

Non è soltanto la sottoscrizione popolare più vecchia d’Italia, ma è soprattutto l’occasione per ribadire valori veri, forti, ineludibili. Quelli dell’affetto, della deferenza e del rispetto verso gli anziani. Soprattutto quelli più fragili, di quelli che hanno bisogno, e che non chiedono. Che il Covid in questi mesi ha talvolta toccato, impegnandoli poi in cure lunghe e sofferte.  Valori un po’ stinti, ma non a Torino e in Piemonte dove le Tredicesime dell’Amicizia di Specchio dei tempi vengono riproposte dal 1976. Nessuna iniziativa solidale, in Italia, si perpetua da così tanto tempo, senza saltare nemmeno una edizione, di anno in anno diventando più forte, nella raccolta e nel numero dei beneficiati.

Quarantasei edizioni, 77.546 aiuti consegnati, donazioni pari a circa 30 milioni di euro (attualizzata ad oggi). Sta in queste cifre il miracolo delle Tredicesime dell’Amicizia. Nate da una richiesta della leggendaria suor Pierina (ancora attiva oggi nei quartieri più degradati della città) e recepita da un giornalista de La Stampa, Marco Marello, l’iniziativa trovò nell’allora capocronista, Ferruccio Borio, un immediato sostenitore. Da allora è stato un appuntamento che Specchio dei tempi ha riproposto ogni anno, nei tre mesi precedenti il Natale. Senza mai fallire i suoi obiettivi.

Quella per le Tredicesime è una sottoscrizione che ha maggior valore e maggior peso negli anni difficili, come questi del Covid. Anni in cui la crisi colpisce, e colpisce soprattutto i più deboli. Persone che si trovano, spesso, con una pensione davvero minima, sempre inadeguata di fronte alle maggiori spese, in primis quelle delle bollette. In più gli anziani sono “senza voce”: non riescono né a protestare, né a lamentarsi. Ecco così evidente, anche quest’anno, la necessità e l’attualità delle Tredicesime dell’Amicizia.

Le richieste stanno già in questi giorni nelle centinaia di lettere giunte sulle scrivanie di Specchio. Richieste a volte espresse con frasi disperate, altre volte con la ritrosia di chi non avrebbe mai voluto chiedere, ma che ora non ce la fa più. Sull’altro piatto della bilancia ecco l’affetto della città e dei nostri lettori per quanti hanno già superato i 65 anni e che, oltre al peso dell’età, devono sopportare quello della solitudine, dell’indigenza, delle malattie.

Apriamo dunque, anche quest’anno, un’altra pagina di questa lunga storia di solidarietà. Il primo assegno fu, nel 1976, di 30.000 lire, versato a trenta anziani. Una cifra che oggi pare piccolissima ma che allora consentiva di acquistare il carbone per tutto l’inverno. L’assegno fu portato a 50.000 lire nel ‘78 ed a 100 l’anno dopo. Mentre il numero degli assistititi saliva rapidamente a diverse centinaia e poi superava il migliaio. Dall’80 si passò a 200.000 lire, dall’83 a 300, dall’85 a 400, dall’87 a 500, dal‘92 a 600 e dal‘98 a 700 mila lire. Con l’avvento dell’euro la cifra divenne 360 euro, sino al 2003 quando fu elevata a 400 euro. Oggi il contributo è salito a 500 euro. E, con il passare del tempo, il numero degli anziani beneficiati ha raggiunto quota 2000.  Ogni anno. Numero che resta l’obiettivo anche nel 2021, ma speriamo – come è successo spesso in passato – di portare almeno 2200-2300 aiuti, in base alle offerte ricevute.  Che, da alcuni anni Specchio dei tempi distribuisce anche in tutte le province del Piemonte.

“Chef in quota” a Domobianca per le Tredicesime dell’amicizia

Cristina Pastore
La Stampa, 25/09/2021

Diecimila euro: è l’obiettivo di raccolta benefica dell’evento «Chef in quota» di lunedì 27 a Domobianca. E la cifra si trasformerà in venti «Tredicesime dell’amicizia» destinate all’Ossola. Quella delle «Tredicesime» è l’iniziativa che la fondazione La Stampa-Specchio dei Tempi, nata nel 1955, promuove ormai da 46 anni.

Sono un aiuto economico per anziani soli che fanno fatica a provvedere a se stessi. «Si è cominciato con buste con 30 mila lire, il costo del carbone per scaldare un piccolo appartamento a metà Anni Settanta. Oggi sono da 500 euro, con cui si riesce a coprire la spesa di riscaldamento del paio di stanze, nelle quali vivono i destinatari del contributo» racconta Angelo Conti, giornalista de La Stampa e consigliere di amministrazione della Fondazione. Attualmente Specchio dei Tempi riesce ad assegnare 2.500 tredicesime. Una ventina in più grazie al progetto «made in Domobianca». «I benefattori sono una rete fittissima di persone, famiglie, scuole, associazioni, aziende. Siamo i destinatari di collette, di donazioni per festeggiare una nascita, per ricordare un proprio caro» continua Conti. E poi rientrano eventi di beneficenza, come quello voluto dal gruppo Altair alla Baita Motti al Lusentino e organizzato col sostegno degli chef Giorgio Bartolucci, Gianni Bona, Stefano Allegranza, Matteo Sormani, Andrea Ianni e con la partecipazione del due stelle Michelin Gennaro Esposito.

Ogni anno la campagna in favore delle Tredicesime dell’amicizia parte il 1° ottobre. A Domodossola si è lavorato con un po’ di anticipo. Specchio dei Tempi non aspetta la vigilia di Natale per l’erogazione e per la segnalazione degli anziani a cui tendere la mano ci si affida ad associazioni attive nel sociale, seguendo criteri prestabiliti.

«Ci rivolgiamo a persone che vivono da sole, che hanno più di 65 anni, che non sono proprietari di beni immobiliari. Poi ci possono essere deroghe a fronte di situazioni familiari complesse e di malattie invalidanti, che richiedono cure particolari» evidenzia Angelo Conti. In casi speciali può inoltre entrare in gioco un’altra iniziativa di Specchio dei Tempi. «Si chiama “Forza nonni” e consente di portare loro borse delle spesa due volte al mese, mandare una collaboratrice domestica che fa le pulizie, dare sostegno con telefonate amiche e supporto psicologico» spiega Conti.

Mario, il nonno di Vercelli che ha perso tutto

Beppe Minello
La Stampa Vercelli 25 luglio

La vita è crudele. Per Mario Franzoso lo è un po’ di più. Ad agosto compirà 77 anni ma – dice – vorrei morire”. Nella sua voce non c’è ira e, paradossalmente, nemmeno disperazione ma solo rassegnazione.

Il signor Franzoso, nato ad Adria ma a Vercelli da quando aveva sei mesi, ha avuto una vita piena, anche di soddisfazioni. Manager della Ford quando Vercelli era il cuore della distribuzione dei veicoli statunitensi in tutta Italia e, prima e dopo, rappresentante, ha condiviso la sua vita, fino a tre anni fa, con la moglie Tina, una donna bella il cui volto e la snella silhouette riempiono l’alloggetto al piano terra di via San Cristoforo. Insieme hanno avuto un figlio, Davide, che oggi avrebbe 44 anni. Avrebbe, perché, pure lui, è morto un anno fa: “Un mattino non si è più svegliato” ricorda, svuotato, Mario. Una tragedia che ha chiuso, si fa per dire, il cerchio del periodo più brutto della sua esistenza, iniziato sedici anni fa quando si è ammalato di tumore al colon che l’ha spedito “tre mesi in rianimazione e altri sei in ospedale con  12 cicli di chemioterapia”.

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Potrebbe bastare, direte, per un uomo. E no, perché, uscito dall’ospedale, è stata l’amata Tina ad ammalarsi di leucemia. Mario Franzoso ha fatto di tutto per salvarla: “L’abbiamo curata con cocktail di medicinali che arrivavano dalla Svizzera”. “Un bagno di sangue”, dal punto di vista economico, per la famiglia Franzoso. “Quando mi sono ammalato decisi di andare anticipatamente in pensione – ricorda Mario – e quindi, da allora, sopravvivo con 630 euro al mese”. Per stare dietro alle spese per le cure della moglie, se n’è andata presto anche la casa dove viveva la famiglia Franzoso. “C’era anche un albicocco che ci dava 4-5 quintali di frutti ogni anno” ricorda sognante.

Mario rifarebbe tutto quello che ha fatto, soprattutto perché ha avuto per una dozzina d’anni l’illusione di aver sconfitto il male. Invece, tre anni fa Tina s’è spenta e, un anno dopo, anche il figlio Davide è scomparso: “Era un grande chitarrista…” lo ricorda con orgoglio.

Da allora, la vita di Mario è diventata un calvario. Metà della pensione se ne va per pagare l’affitto dell’alloggetto che ha un’unica stanza da letto, inutilizzabile perché piena di muffa. “Tanto non riesco quasi a camminare – dice – e così devo solo spostarmi dal divano al tavolo al fornello e viceversa… Ha un pregio: non devo salire scale anche se, negli ultimi due anni, per la verità, sono uscito di casa solo un paio di volte. Ho chiesto al Comune se possono aiutarmi a trovare un alloggetto più economico e meno malsano: mai avuto risposta”.

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Mario Franzoso è stato “adottato” da Specchio dei tempi che l’ha inserito nel progetto “Forza Nonni!”. C’è, quindi, ora, chi lo segue telefonicamente, c’è qualcuno che va a pulirgli la casa, un paio di volte al mese riceve un pacco alimentare che, però, confessa imbarazzato, “non posso consumare”. L’ultima disgrazia di quest’uomo dignitoso che ti riceve vestito con una tuta che ha visto tempi migliori ma la riga tra i capelli canuti è perfetta, sono i denti: “Dovrei mettere la dentiera dice imbarazzato ma l’intervento e l’apparecchio mi costano 2.500 euro che non ho la più pallida idea di dove trovare”.

Franzoso, il cui unico aiuto e conforto lo riceve da un amico del figlio che lo va spesso a trovare non è seguito da nessun servizio sociale. Persino il medico di base l’ha “dimenticato”: dovrebbe fare il vaccino Covid ma nessuno l’ha contattato. Mario Franzoso, con tutti i guai che ha, alza le spalle ma è amareggiato: “L’ultima volta che ho visto il medico è stato quando ha fatto ricoverare mia moglie… tre giorni prima che morisse”.

Sostieni Mario e gli anziani del progetto Forza Nonni. Dona ora. 

Angrogna, consegnati 18 mila euro: la raccolta continua

Angelo Conti
La Stampa, 29/06/2021

Ieri mattina a Pinerolo, Specchio dei tempi ha incontrato le due famiglie (con 6 figli) che hanno perso la casa nel rogo dello scorso maggio ad Angrogna. La fondazione ha consegnato loro 18.180 euro, raccolti fra i lettori de La Stampa. 

La sottoscrizione comunque continua: i resti della baita dovranno infatti essere rasi al suolo e la struttura ricostruita. Un percorso che si annuncia lungo e complicato, anche da non poche difficoltà burocratiche. «Purtroppo – ha spiegato Silvia Bertin – la nostra vecchia casa non sarebbe in alcun modo irrecuperabile. Il fuoco avrebbe danneggiato persino le lose e le pietre che la sostenevano, come tutte le baite delle nostre montagne. Ci hanno persino detto che dovremo assumerci i costi di smaltimento di queste pietre, fatto che ci sembra quasi incredibile trattandosi appunto di pietre che provengono da quella stessa montagna».

Continua Bertin: «Stiamo cercando di capire se tutte queste valutazioni siano corrette. Ed intanto attendiamo il contributo che ci potrebbe venire dalle assicurazioni, ma anche qui il percorso verso un parziale risarcimento è partito con molta calma. Intanto abbiamo affittato una casa e vivremo lì sino a quando non sarà possibile rientrare in quella baita, che vorremmo comunque ricostruire».

Per le due sfortunate famiglie di Angrogna si può ancora donare qui.

 

Bando Imprese, scelti i 250 vincitori: via agli aiuti

Di Angelo Conti
La Stampa, 06/04/21

In queste ore i 250 vincitori del bando “Un respiro per Torino 2”, proposto dalla Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi anche grazie a un importante contributo di Lavazza, stanno ricevendo la comunicazione formale ed entro la fine di questa settimana si vedranno accreditare un bonifico di 2000 euro. Sono titolari di piccole e piccolissime attività di Torino e provincia. Fra questi, baristi, parrucchiere, affittacamere, calzolai, librai, decoratori, guide turistiche, fotografi, elettricisti e maestri di sci.

Il mondo di chi ha dovuto fare i conti col Covid, spesso patito in prima persona, con le restrizioni o semplicemente con le paure della gente. Una tangibile risposta agli incassi crollati, al rischio di non rialzare più la saracinesca, allo spettro della povertà. L’iniziativa è stata chiusa, dal momento del lancio ai pagamenti, in un mese esatto: dovevamo fare presto e presto abbiamo fatto.

Complessivamente le domande sono state quasi 700, di queste circa 500 avevano i requisiti per essere esaudite. Il budget, salito dagli iniziali 200.000 euro (quelli messi a disposizione da Specchio dei tempi) sino a 500 mila euro, grazie all’intervento di molti donor piccoli e grandi (fra cui Lavazza), ci ha consentito di premiarne 250. Ed è stata una scelta difficile e sofferta, con l’obiettivo di individuare e sostenere le attività che apparivano più a rischio. Mezzo milione di euro, in fondo, sono in aiuto modesto per risollevare una provincia che ansima da oltre un anno, ma era quanto potevamo mettere in campo per dare una mano concreta e un segnale di amicizia e condivisione. Abbiamo così replicato l’analoga iniziativa della scorsa primavera.

Complessivamente, dall’inizio della pandemia, Specchio dei tempi ha sostenuto, con il sistema dei bandi, oltre 700 piccole imprese (in grandissima parte piemontesi) erogando circa 2,5 milioni di euro. Intanto è ripartita la sfida al Covid di Specchio dei tempi che in un anno esatto ha fornito oltre 1,1 milioni di dispositivi di protezione, centinaia di apparecchiature, ecografi, letti, monito e persino 2 Tac, al Martini e all’Amedeo di Savoia, e un sistema di radiologia portatile di alta gamma alle Molinette. Raggiungendo così centinaia di pubbliche assistenze e 19 ospedali piemontesi. Oltre ad aver aiutato oltre 3500 famiglie attraverso lo Specchio Point e consegnato oltre 20.000 spese gratuite e 45.000 pasti. Uno sforzo vicino ai 10 milioni di euro di valore reale.

Donazioni per il Myanmar: come aiutare i profughi

Angelo Conti
La Stampa, 01/04/2021

Il popolo birmano attraversa un periodo drammatico ed oscuro, funestato dalle violenze successive al golpe militare con decine di morti e terrore per le strade. Specchio dei tempi lancia un progetto per aiutare i profughi che cercano rifugio nella vicina Thailandia, ma che sono privi di qualsiasi risorsa.

Specchio dei tempi è attivo da 16 anni in Myanmar. Dopo lo tsunami, a Surat Thani ed a Batong, ha costruito una scuola professionale ed un orfanotrofio. Da tre anni sostiene a Kawthaung l’attività della onlus torinese Medacross, guidata dal professor Daniele Regge dell’IRCC di Candiolo che offre servizi medici gratuiti nei villaggi e sulle isole dell’arcipelago.

I forti rapporti con il vescovo salesiano (cha ha studiato a Torino) Joseph Prathan ci hanno consentito di allacciare subito importanti contatti a Ranong dove ci prefiggiamo di offrire, in tempi molto brevi, assistenza sanitaria ai profughi (che non possono accedere, in quanto irregolari, alla sanità thailandese) nonché aiuti alimentari alle famiglie.

Come donare per il Myanmar

Tutti possono darci una mano sostenendo il fondo 598 “Aiutiamo i profughi del Myanmar”.  Si può versare online cliccando qui con carta di credito o Paypal, con un bonifico sul conto intestato a Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, IBAN: IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, Banca Intesasanpaolo; con un versamento sul conto corrente postale 1035683943, intestato a Specchio dei tempi; con Satispay (www.specchiodietempi.org/satispay). Si può anche versare presso lo Specchio Point di via Santa Maria 6 H (zona piazza Solferino/via Garibaldi) tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17, il sabato dalle 10 alle 13 (chiuso a Pasquetta).

Gioacchino, l’ex camionista isolato da 29 scalini

Beppe Minello
La Stampa, 18/03/21

Il signor Gioacchino ha 84 anni ed è un uomo profondamente solo. Uno soltanto dei tanti guai che lo affliggono renderebbe un tormento la vita di chiunque. Gioacchino è stato inserito nel progetto “Forza nonni!” di Specchio dei tempi e per questo ha una colf che gli pulisce casa due volte al mese, riceve una spesa gratuita ogni 15 giorni, ha a disposizione una psicologa, ma nulla sembra renderlo più felice della visita del cronista e del fotografo perché, per mezz’ora, ha potuto finalmente chiacchierare di persona con qualcuno lasciando per un attimo da parte le parole crociate che sono la sua unica distrazione di giorno e di notte.

Gioacchino, arrivato da Siracusa nel ’63 con una preziosa patente “E” che gli ha regalato un lavoro da camionista portandolo sulle strade d’Italia e d’Europa per tutta la vita, è prigioniero in casa propria. Anni e anni al volante fumando una sigaretta dietro l’altra gli hanno lasciato un enfisema che lo obbliga muoversi per casa sempre collegato a un bombolone di ossigeno senza il quale soffocherebbe. In casa il riscaldamento è spento perché l’aria calda gli impedisce di respirare bene. Mobili e pavimenti devono sempre essere uno specchio perché se si deposita polvere sono guai per i suoi polmoni malandati.

Aggiungeteci un tumore allo stomaco e avrete ben chiaro il calvario quotidiano di Gioacchino. Ogni spostamento fra le quattro mura del suo alloggetto di periferia è una fatica immane agevolata, si fa per dire, da un paio di bastoni, uno più corto dell’altro “che mi fanno stare tutto storto” dice. Non parliamo di piegarsi per raccogliere qualcosa o anche solo farsi una doccia con il terrore di scivolare, cadere e non riuscire più ad alzarsi.

“Sono due mesi che non esco di casa – racconta – non riesco più a fare i 29 scalini delle due rampe di scale che mi dividono dalla strada. Ma poi, dove andrei? Avevo un deambulatore che tenevo in cortile e me l’hanno rubato. Avrei anche uno scooter elettrico ma ci sono sempre quei 29, maledetti, scalini che non sono più in grado di superare”. I vicini, una coppia “gentilissima”, ogni tanto lo aiutano, ma è un fatto che il suo pranzo e la sua cena sono sempre latte o te dove inzuppare pane raffermo: “Quello che ho adesso è vecchio di tre giorni…”.

Gioacchino non è solo al mondo. Ma il suo lavoro sempre lontano da casa aveva reso il suo matrimonio un inferno: quando si è separato dalla moglie, ormai mancata dieci anni fa, ha perso i contatti con i figli (“tranne uno”). E non ha mai conosciuto i nipoti che negli anni sono nati. Dolori che si aggiungono ai guai fisici che lo tormentano, ma non offuscano una vivacità intellettuale non così scontata in un over 80.

La cosa che l’angustia di più è il suo funerale. Ha già predisposto tutto e trovato il loculo dove essere messo. “Resta il funerale, fare in modo che qualcuno si occupi di tutto – dice pensieroso – ma mi hanno chiesto 1.300 euro che non ho e non so come fare a pagare: tolto l’affitto mi restano sì e no 230 euro e non posso, non riesco a mettere niente da parte…”.

Specchio dei tempi, dal 23 febbraio quando ha ricevuto la prima borsa della spesa, ha inserito Gioacchino nel suo progetto “Forza Nonni”. Da allora ha a disposizione anche una colf che lo visiterà, se vorrà, due volte al mese per complessive 4 ore, potrà parlare con i nostri volontari, potrà ricevere l’aiuto ed il conforto di una psicologa. Gli staremo vicini, per cambiargli un po’ la vita.

Dalla spesa alla Tredicesima: #ForzaNonni anche a Vercelli

Angelo Conti
La Stampa, 16/03/21

«Forza nonni!», il progetto di Specchio dei tempi nato dopo lo scoppio della pandemia, è da oggi attivo anche a Vercelli. Tutto è cominciato quando ci si è resi conto che i più anziani erano diventati molto più fragili. La loro vita si era improvvisamente complicata e tutto era diventato più difficile: dal fare la spesa a ritirare un farmaco, sino a mantenere relazioni con figli e nipoti. Solitudini profonde, percorse dalla paura ma anche dalla disperazione. La Fondazione Bersezio ci è stata subito vicina, con un importante contributo, condividendo il progetto con entusiasmo.

Dona una spesa ad un nonno

E così Specchio si è messo in moto individuando, anche a Vercelli con l’aiuto dei volontari vincenziani, gli over 80 più fragili ad avviando un programma di assistenza, partito in questi giorni, che si concretizza con la donazione di due spese al mese lasciate sullo zerbino in sicurezza, l’assistenza per 4 ore al mese di una collaboratrice domestica, una costante presenza telefonica garantita dal gruppo volontari di Specchio dei tempi, la consegna automatica della Tredicesima dell’Amicizia a Natale e, all’occorrenza, anche un supporto psicologico. Tutti modi per dire «Forza nonni! Non siete soli!». L’iniziativa, nata a Torino lo scorso anno, è stata ora estesa a tutti i capoluoghi di provincia piemontesi. La scelta dei beneficiati avviene dopo una verifica di ogni singola situazione, oltre al controllo del modello Isee.

Lavazza dona 200 mila euro per il bando imprese

Angelo Conti
La Stampa, 09/03/2021

Il gruppo Lavazza raddoppia la somma disponibile per il bando di Specchio dei tempi a favore delle microattività di Torino e provincia, in difficoltà per la pandemia. La dotazione del progetto sale quindi a 400 mila ero e sarà così possibile offrire un contribuito di 2.000 euro a 200 piccole imprese. L’azienda era già stata accanto a Specchio dei tempi nella scorsa primavera quando aveva sostenuto con una importante donazione le molteplici attività svolte a supporto di decine di ospedali, di centinaia di pubbliche assistenze e di migliaia di famiglie in difficoltà.

Partecipa

Ora la morsa del Covid è tornata a farsi sentire e Specchio è tornato in campo: il suo invito a enti e aziende ha trovato subito la risposta positiva di Lavazza che ha sottolineato, illustrando il suo intervento, la necessità di sostenere soprattutto quelle attività che si trovano nei quartieri più difficili della città, dove la crescita della povertà correlata alla pandemia appare più evidente e più crudele. Possono partecipare al bando imprese di Torino e provincia con ricavi fino a 40.000 euro nel 2019. È necessario compilare il format reperibile online qui, fornire la documentazione richiesta nonché una breve descrizione dell’attività e delle difficoltà riscontrate durante la pandemia. C’è tempo sino alle ore 24 di lunedì 22 marzo.

Dona

La distribuzione in un mese
La graduatoria, a insindacabile giudizio di una commissione nominata da Specchio dei tempi, verrà completata entro Pasqua e i bonifici cominceranno a essere inviati a partire dal 6 aprile. L’intera operazione verrà dunque completata entro un mese. Con questo intervento saliranno ad oltre 700 le piccole attività imprenditoriali sostenute da Specchio dei tempi (e dal suo brand nazionale Specchio d’Italia) in quattro città italiane: Torino, Cuneo, Sassari e Venezia. Per un complesso di donazioni vicino ai 2,5 milioni di euro.

Cappella della Sindone, concluso il restauro dell’altare

Andrea Parodi
La Stampa, 09/03/2021

L’attesa è finita. Ancora 20 giorni e poi (lockdown permettendo) potremo rivedere l’altare della Sindone restaurato. Gli occhi di Marina Feroggio, architetto dei Musei Reali e direttore dei lavori di restauro dell’altare del Bertola nella Cappella della Sindone, spuntano dalla mascherina. Uno sguardo intenso a osservare cosa ancora manca. Pochi dettagli: i due paliotti sugli altari, le quattro lanterne d’argento al lati della teca, i putti sulla balaustra. Sono gli ultimi tasselli per restituire, nella sua interezza, il capolavoro di Guarino Guarini al pubblico dopo un attento restauro reso possibile anche grazie ai fondi (poco più di 100 mila euro) della Fondazione Specchio dei Tempi.

Al momento la data dell’inaugurazione è martedì 30 marzo, in tempo per la Pasqua. Feroggio mostra anche uno speciale tappeto riscaldante che eviterà al pubblico di rimanere al freddo durante la visita. Solo le direttive governative delle prossime settimane (zona gialla, arancione o rossa) stabiliranno la data effettiva in cui si potrà rientrare nei Musei Reali, e quindi nella cappella. Quando venne riaperta, nel settembre 2018, quasi vent’anni dopo l’incendio, le architetture restaurate contrastavano nettamente con quello che venne subito ribattezzato «Il testimone silenzioso». L’altare della Sindone al centro della cappella, realizzato nel 1694 da Antonio Bertola, l’architetto che interviene sui lavori interni dopo la morte di Guarini, è rimasto annerito, mutilato e danneggiato sotto gli occhi dei visitatori. Feroggio lo indica con la mano. Venne anche proposto di lasciarlo così, a testimonianza dell’incendio. Invece, nonostante il Covid e i lockdown, il Consorzio San Luca negli ultimi mesi ha lavorato con una équipe di restauratori guidata da Tiziana Sandri.

«Nella tragedia dell’incendio – precisa – dobbiamo ringraziare che quasi tutti gli apparati lignei e argentei fossero ricoverati nell’attigua sacrestia, salvandosi dalle fiamme». Si è partiti da questi elementi superstiti, già esposti in una mostra nel 2010, compiendo un lavoro certosino per ricostruire quanto perduto e amalgamarlo a nuovi elementi e a nuove dorature. La balaustra dell’altare è tornata a essere sovrastata dagli otto putti in legno dorato, ognuno dei quali sorregge un simbolo della passione di Gesù, realizzati da Francesco Borello e Cesare Neurone. Intorno all’urna, che conteneva la teca originale della Sindone (ci è rimasta dal 1694 al 1992, tranne che in tre occasioni: Assedio di Torino del 1706, Prima e Seconda guerra mondiale) ci sono le statue degli angeli, solamente due, gli altri sono andati perduti. Sopra le quattro mensole in metallo torneranno a essere appese le affascinanti lanterne in argento. Quelle ottocentesche: le originali vennero fuse dai Savoia nel 1793 per finanziare le battaglie contro Napoleone. Lo stesso destino occorso ai candelieri e ai due putti, sempre in argento, alla base dei gradini. Feroggio mostra anche il tabernacolo realizzato da Carlo Genova, detto il Lacchetta, nel 1791, ancora con le punzonature di Vittorio Amedeo III.

Il grande assente è la placca in argento cesellato e sbalzato della Città di Torino del 1632, fino al 1992 incastonato nell’altare. Un’opera straordinaria: si tratta dell’ex voto che i decurioni della città fecero alla Sindone per ringraziare la fine dell’epidemia della peste del 1630. Ancora non si sa se verrà comunque esposta nell’attigua sacrestia del Duomo. «L’intento del restauro è stato quello di riproporre l’altare con la dimensione architettonica del Bertola – precisa la direttrice Enrica Pagella – senza esagerare con gli orpelli». Nei mesi successivi al rogo del 1997 i lettori de La Stampa donarono generosamente poco più di un miliardo e duecentomila lire dell’epoca. La Fondazione Specchio dei Tempi, in collaborazione con l’Associazione Amici di Palazzo Reale, che ha seguito la parte storico-artistica, ha potuto finanziare il restauro non solo dell’altare, ma anche quello dei monumenti sepolcrali sabaudi, oltre alla catalogazione di migliaia di frammenti residui dell’incendio, la realizzazione di un sistema informativo per individuare e ricollocare i frammenti.

Torino, un aiuto alle micro-imprese che lottano contro la crisi

Angelo Conti
La Stampa, 5/03/21

E’ dura, lo sappiamo. Soprattutto per i più piccoli: le microattività commerciali che rappresentano certo una fonte di sostentamento per centinaia di famiglie, ma che sono anche indispensabili per cercare di tenere in vita una città stravolta dei lockdown, dalle saracinesche troppo spesso abbassate, dai lutti e dalla paura. Specchio dei tempi lo sa, lo sa sin dall’inizio. Esattamente da un anno, dal 6 marzo 2020, quando lanciammo la sottoscrizione, ancora attiva. E dall’inizio ha lavorato per sostenere centinaia e centinaia di piccole, piccolissime attività. La grande maggioranza in Piemonte, a Torino e Cuneo, ma anche (con il brand di Specchio d’Italia) a Sassari e Venezia, utilizzando preziose risorse giunte da donor locali. In tutto 500 piccole imprese aiutate con quasi 2 milioni di euro (nella foto una vincitrice della prima edizione, a Torino).

Partecipa

Oggi, Specchio torna di nuovo a Torino, per un secondo bando. Ce ne è bisogno. E stanzia altri 200.000 euro a fondo perduto, da destinare (2000 euro a testa) ad altrettante micro attività del capoluogo e della provincia. Le regole sono semplici e domani verranno pubblicate, con evidenza, anche sulle pagine della Cronaca de La Stampa. Ci sarà tempo sino a lunedì 22 marzo per presentare le candidature. Poi noi faremo la rapidissima, purtroppo indispensabile selezione. L’invio dei bonifici alle microimprese vincitrici è già prevista per il 6 aprile. Faremo tutto in un mese. In fretta, come sempre e come piace a noi. Con il solo rammarico di non poter stare vicino a tutti.

Ma, come abbiamo fatto in passato, chiediamo la mano di tutti per poter aumentare il numero dei contributi. Enti, banche, aziende e privati possono rendere questo intervento più incisivo. Ci aspettiamo una mano anche da loro. Mentre riparte una nuova sfida, per il nostro staff, che in un anno esatto ha consegnato oltre 1,1 milioni di dispositivi di protezione, centinaia di apparecchiature, ecografi, letti, monitor… e persino 2 tac a centinaia di pubbliche assistenze ed a 19 ospedali piemontesi. Oltre ad aver aiutato oltre 3500 famiglie attraverso lo Specchio Point e  consegnato oltre 20.000 spese gratuite e 45.000 pasti a famiglie ed anziani. Uno sforzo vicino ai 10 milioni di euro di valore reale. Una presenza che non è mai mancata e che continua anche in queste ore. Perché questa battaglia alla fine la vinceremo, la vinceremo di sicuro. Insieme.

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Oltre 2000 tamponi rapidi on the road

Angelo Conti, La Stampa, 28/02/2021

Specchio dei tempi e Associazione Lorenzo Greco hanno attivato a metà gennaio due hotspot per l’esecuzione di tamponi rapidi. In piazza Caio Mario a Mirafiori e presso la Piscina Sempione a Barriera di Milano è stato sempre registrato il “tutto esaurito” nelle prenotazioni (che devono essere effettuate online dai medici di base presso il portale Csi) con una media giornaliera di circa 70 esami. Nella mattinata di ieri è stato effettuato il tampone rapido numero 2000. Circa il 40% dei test si riferiscono a personale del mondo della scuola.

Le rilevazioni statistiche su tutte le prestazioni fornite sino a sabato sera hanno evidenziato che i positivi sono stati 127, con un tasso del 6,49% (in aumento di un punto nell’ultima settimana). La conferma della positività arrivata poi dal test molecolare è stata altissima: il 97,17%. Dallo scorso 4 febbraio con un ulteriore affinamento della tecnica, la percentuale ha toccato il 100%. “Tutti questi dati – ha spiegato Marcello Segre, presidente dell’Associazione Lorenzo Greco – confermano la grandissima attendibilità che sta registrando questo semplice accertamento diagnostico, ormai praticamente infallibile”.

Da domani i due camper collocati presso gli hotspot verranno sostituiti da due container fissi e climatizzati, anche nell’ottica di un possibile utilizzo delle strutture di Specchio dei tempi per l’allargamento della campagna vaccinale.  “Inoltre abbiamo comunicato – ha aggiunto Angelo Conti, vice president operations di Specchio dei tempi –  alla Regione Piemonte ed alle Asl interessate la disponibilità del team degli hotspot ad effettuare test direttamente all’interno delle scuole che dovessero registrare casi di positività. Non possiamo risolvere gli enormi problemi della sanità di fronte al Covid, ma siamo sempre pronti a dare una mano”.

Tutte queste iniziative sono completamente finanziate da Specchio dei tempi grazie alla raccolta fondi per l’Emergenza Covid (si può donare qui). E vengono realizzate con la logistica dell’Associazione Lorenzo Greco.