Il "Villaggio che cresce" spiegato alla circoscrizione

Di Angelo Conti

Ieri sera, nel locali del Villaggio cresce di via Pio VII 19, Specchio dei tempi e il team del Villaggio che cresce (Acmos e Lvia) hanno incontrato la terza commissione della Circoscrizione VIII, presente il presidente Davide Ricca. E’ stata l’occasione per fare il punto sull’attività e le prospettive del progetto a favore della scolarizzazione e contro la dispersione scolastica sviluppato nell’area dell’ex Moi.

L'impegno sociale di Acmos, "i giovani in prima linea"

Articolo di Angelo Conti

Ci sono 200 ragazzi di Torino che hanno scelto l’impegno sociale per cercare di cambiare un po’ il mondo, un po’ la città, un po’ il futuro di tutti. E lo fanno nelle scuole e nelle strade, con slancio crescente, nonostante i tagli delle risorse pubbliche e nonostante la sempre maggior complessità del tessuto sociale. Sono i ragazzi di Acmos. Nata vent’anni fa, l’associazione celebra in questi giorni il suo compleanno, anche con una tre giorni (da martedì a giovedì in corso Trapani 91, al Gruppo Abele) di riflessione, di confronto e di studio.  Con interventi prestigiosi: da don Luigi Ciotti a Paolo Bianchini, da Laura Boldrini a Maria Teresa Martinengo.

“Abbiamo scelto – spiega il presidente di Acmos, Diego Montemagno – di non trasformare questa ricorrenza in qualcosa di immobile, una sorta di museo fatto solo per ricordare, ma in un momento per confrontarci e costruire. Interrogandoci sulle nuove frontiere di un impegno come il nostro. Partendo dai mali di questi anni, a cominciare dalla rinuncia alla vita e dalla dilagante depressione.  Purtroppo malesseri diffusi anche nella generazione più giovane, quella che ormai vede il futuro come una minaccia, non più come una promessa.”.

E da lì il passo verso la scuola: “L’assenza di speranza è il principale motivo della dispersione scolastica, un fenomeno che noi abbiamo sempre messo in primo piano. Anche con i progetti ideati e realizzati con Fondazione Specchio dei tempi nell’area dell’ex Moi, di Madonna di Campagna e di Barriera di Milano. E con quelli nostri più tradizionali, soprattutto nelle scuole superiori. Vogliamo dare motivi ai ragazzi per studiare, per crescere. Ci rendiamo conto del loro disorientamento verso un mondo ancora permeato dall’ascesa per relazioni, dalla cultura mafiosa, dall’impiego su raccomandazione. Dobbiamo costruire e mostrare una strada diversa”.

Acmos ha scelto fin dai primi anni di vita l’antimafia sociale come ambito d’impegno: ”Per questo aderiamo e sosteniamo Libera in Piemonte, facciamo percorsi di educazione alla legalità nelle scuole e gestiamo tre beni confiscati alle mafie: Cascina “Carla e Bruno Caccia” a San Sebastiano da Po, dove c’è una comunità di giovani e una produzione agricola, Cascina “Arzilla” a Volvera, polo educativo, il Performing Media Lab in Via Salgari 7 a Torino, ex officina ora spazio espositivo per artisti e polo creativo”.

L’azione di Acmos passa attraverso un lavoro condiviso: “Abbiamo molto insistito, in questi 20 anni, sull’organizzazione delle persone in collettivi, i cosiddetti gruppi intermedi della società.  Abbiamo scommesso sulla convinzione che sia più facile trovare persino la felicità, se la si rincorre insieme. Facendo politica sì, ma lontano dai partiti.  Sempre con spirito critico, ma cercando la partecipazione.  Con posizioni a volte anche non scontate. Un esempio quella sul fenomeno dei Fridays for Future. Dove notiamo che ci sono i ragazzi della base, quelli dei cortei, e poi c’è Greta che parla all’Onu. In mezzo non c’è niente, non c’è organizzazione. Il risultato è che ne esce danneggiata la democrazia”.

Quale sarà il domani di Acmos? “Continuerà ad esistere sino a quando l’analisi dei mali sarà condivisa, sino a quando sarà uno strumento per aggregare giovani. Oggi siamo in 200, con un presidente, un consiglio direttivo giovanissimo (età media di poco sopra i 25 anni), un comitato etico. Siamo strutturati in quattro ambiti di azione, che si ritrovano ogni settimana per realizzare una formazione permanente.  Gli ambiti si occupano del Movimento, della Scuola, del DAI (Diventare Adulti Insieme) e del Meridiano d’Europa (per connettere la nostra realtà a quelle analoghe di altri paesi)”.

Per chiudere una considerazione sulle attività con la fondazione dei lettori de La Stampa: “Siamo contenti – conclude Diego Montemagno – dei tanti progetti, alcuni non semplici,  sviluppati negli ultimi quattro anni con Specchio dei tempi. Siamo orgogliosi che altri, apparentemente lontani dal nostro mondo, abbiano messo a fuoco il ruolo di Acmos, la nostra utilità e la nostra capacità nel perseguire obiettivi. Realtà difficili, come quella in cui ci muoviamo a Torino, hanno bisogno di condivisione. Di risorse, ma anche di stimoli, di dialogo, di voglia di conoscersi e di crescere insieme. E’ quanto ci lega a Specchio dei tempi”.

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Ex Moi, riparte il villaggio che cresce

Articolo di Angelo Conti

È in corso nella sede del Villaggio che cresce in via Pio VII 19, la festa inaugurale della stagione 2019 2020. Anche quest’anno (il terzo), fittissimo il programma di doposcuola, formazione, giochi.
Stasera è prevista anche una cena per almeno un centinaio di persone. Tanti, tantissimi bambini, con le loro famiglie stanno animando i prati antistanti le palazzine dell’emergenza abitativa.
Il Villaggio che cresce è una iniziativa di Specchio dei tempi, con Acmos e Lvia, per contrastare la dispersione scolastica, favorire una corretta integrazione, sostenere la legalità.

Lavoriamo sulla strada per dare ai ragazzi un futuro onesto e sereno

Articolo di Angelo Conti

“Stella Popolare” è il progetto di Specchio dei tempi per contrastare il bullismo, le bande giovanili, la dispersione scolastica, la diffusione degli stupefacenti. Rappresenta lo sviluppo di una attività “su strada” iniziata tre anni fa all’ex Moi e poi replicata a Madonna di Campagna, ora a Barriera di Milano. Sempre con l’aiuto e la logistica di Acmos.
Ieri ci sono stati diversi momenti aggregativi, quello testimoniato dalla foto ai giardini Saragat. Il progetto continuerà nei prossimi mesi, anche con lo sviluppo di nuove iniziative.

Specchio festeggia il Natale con i bimbi del Moi

La musica dell’orchestra Giulia della scuola Regio Parco (quartiere Aurora) sta riempendo di gioia la festa di Natale del Villaggio che cresce… Una iniziativa di Acmos e Lvia sostenuta da Specchio dei tempi a favore dei bimbi dell’ex Moi e del quartiere.

Un progetto che è un lungo e intenso percorso di affetto e di consapevole integrazione che unisce vecchi e nuovi bambini italiani. Un orgoglio per Specchio dei tempi e per l’Istituto Comprensivo Pertini che l’hanno ideato, poi sviluppato con equilibrio, impegno e competenza da Acmos e Lvia. Una storia lunga quasi due anni al Moi Ex Villaggio Olimpico. L’esempio che la integrazione può avvenire anche in pace e nel rispetto di tutti.

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Moi, dall'esperienza di Specchio un'idea per trasformare l'illegalità in legalità

Articolo di Angelo Conti

Prevedibile e attesa, arriva la notizia del rientro nelle cantine del Moi di una trentina di profughi. In attesa di un ugualmente prevedibile rientro nella palazzina sgomberata, nonostante gli ingressi murati e le scale demolite. Con Specchio dei tempi, chi scrive ha realizzato insieme ad Acmos, Lvia e Istituto Comprensivo Pertini, un intervento di scolarizzazione sull’intera area ex Mercati Generali, il “Villaggio che cresce”, che, ancorché svolto esattamente all’ingresso delle palazzine occupate, non ha mai avuto la minima opposizione e ricevuto soltanto sorrisi. Al punto che Specchio, Acmos e Lvia sono poi passati, con il progetto “il villaggio che lavora”, ad un autentico piano di recupero degli occupanti più volenterosi a cui è stata offerta una sistemazione abitativa onesta e regolare e, da settembre, anche la frequenza gratuita in istituti professionali e, per uno di loro, addirittura quella dell’ultima classe del liceo scientifico. Una integrazione da realizzare attraverso lo studio e l’impegno. Con prospettive solide per il futuro. Partita bene, con numeri forzatamente modesti (noi siamo pur sempre una piccola fondazione) ma con soddisfazione di tutti.
L’esperienza che ho maturato al Moi mi fa dunque pensare che gli sgomberi attraverso la concessioni di decine e decine di alloggi di edilizia popolare o religiosa siano destinati a non risolvere nulla, magari facendo solo crescere la rabbia dei regolari (italiani e stranieri, molti realmente disperati) che da anni sono in lista di attesa per avere una casa. Piuttosto mi pare più percorribile la strada di una graduale integrazione, iniziando una opera di legittimazione delle occupazioni attraverso la proposta di affitti, inizialmente a canoni simbolici, così da trasformare l’illegalità in legalità. Una strada graduale, nemmeno semplice, con qualche incognita, ma che forse varrebbe la pena tentare. Proprio sulla falsariga di quanto Specchio sta attuando con “il viaggio che lavora”. Impegnandosi in umiltà, con attenzione, con lealtà, con trasparenza e senza troppi titoloni sui giornali.

 
(Per leggere l’articolo di Federico Genta, fai clic sulla foto con il tasto destro del mouse)

[LaStampa] Sul bus dei bambini che vedono il mare per la prima volta

Articolo di Lucia Caretti

Milena ha cominciato a preparare la valigia giovedì scorso. Non vedeva l’ora di partire e ieri ha salutato mamma Anita sapendo che le mancherà: «Ciao, ti lascio per sette giorni». Primo viaggio senza genitori, un po’ di nostalgia, divertirsi e diventare grandi. «Bellissimo – si commuove Anita – i bambini imparano a essere responsabili e a stare insieme». Milena arriva dal Perù, Mohamed e Youssef dall’Egitto, Noemi è figlia di una signora italiana che dice solo quattro parole e il resto con gli occhi: «Siamo in difficoltà. Grazie».

Piazza Maria Ausiliatrice. Comincia davanti alla basilica di Don Bosco l’avventura di «Bambini mai in vacanza», un progetto interamente sostenuto dalla fondazione «Specchio dei tempi» e realizzato insieme ai salesiani, che accoglieranno 50 ragazzi dagli 8 ai 13 anni nella loro casa di Vallecrosia, in provincia di Imperia. Giochi, nuotate, pulizie a turno, tappe a Ventimiglia e al parco acquatico delle Caravelle. Una settimana in spiaggia per i piccoli che non hanno mai visto il mare. O non se lo ricordano più.

-> Clicca qui per leggere l’articolo completo di Lucia Caretti pubblicato su La Stampa di oggi 26/06/18

Specchio contro la tubercolosi a Torino

Specchio dei tempi sosterrà l’attività del Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl nel contrasto alla diffusione della tubercolosi nell’ex area Moi. La richiesta di finanziamento, formalizzata nei giorni scorsi dal direttore del servizio, dottor Giuseppe Salamina, è stata accolta dalla fondazione dei lettori de La Stampa. Specchio, che opererà con la collaborazione logistica dell’Associazione Acmos, finanzierà l’attività di tre mediatori sanitari, uno dei quali è uno dei malati curati e guariti dalla tubercolosi nelle scorse settimane. L’attività sul campo inizierà già la prossima settimana. Il lavoro dei mediatori, tutti e tre considerati “persone di fiducia” nel mondo dell’ex Villaggio Olimpico, sarà quello di facilitare il monitoraggio di questa area, di convincere gli occupanti a sottoporsi allo screening tubercolare, di accompagnare i soggetti con difficoltà linguistiche presso le diverse sedi Asl per l’attività di sorveglianza, di supportare i malati nei lunghi mesi della terapia, dopo le dimissioni ospedaliere.

 
Nessuno si nasconde le difficoltà dell’intervento “basti pensare – spiega Salamina – che ci troviamo di fronte ad una popolazione di ben trenta diverse nazionalità, con evidenti difficoltà di comunicazione anche per le diversità di lingua e di cultura”. Ma Specchio dei tempi, che all’ex Moi è una realtà consolidata ed apprezzata da tutti soprattutto grazie ai progetti del “Villaggio che cresce” (per la scolarizzazione dei bambini) e del “Villaggio che lavora” (per l’avvio alla formazione professionale di chi mostra di volersi inserire in modo produttivo nella società), non si è tirato indietro di fronte alla richiesta dell’Asl. Con il supporto logistico di Acmos, seguiremo con attenzione l’opera dei tre mediatori sanitari, sempre nell’ottica di favorire il cammino verso una vita onesta dei 1500 abitanti del Moi, anche attraverso la verifica della loro situazione sanitaria, favorendo il controllo e la cura di malattie potenzialmente contagiose per tutti.
 

Moi, l'Estate Ragazzi di Specchio per i bimbi in difficoltà

Articolo di Angelo Conti

È partita anche quest’anno l’Estate Ragazzi di Specchio dei tempi nell’ambito del progetto “Il villaggio che cresce” condotto nell’area circostante gli ex Mercati Generali e l’ex Villaggio Olimpico. Rivolto a bambini di famiglie disagiate ha raccolto 50 adesioni, un terzo italiani. La partecipazione è gratuita. Con Acmos e Lvia.

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ecco il giornalino dei bimbi del moi

Come vivono? Cosa fanno? Cosa sognano i bambini del Moi? Abbiamo cercato di farcelo raccontare negli articoli scritti per L’Olimpico, il primo giornalino redatto dai bambini che vivono nell’area dell’ex villaggio olimpico.
Una iniziativa di Specchio dei tempi, con Acmos e Lvia, nell’ambito del progetto “Il villaggio che cresce” per la scolarizzazione dei piccoli abitanti del Moi.


 

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I bimbi del Moi scrivono un giornalino insieme a Specchio

Angelo Conti è caporedattore del giornalino più straordinario che Torino abbia mai prodotto: è l’Olimpico, redatto dai bambini che abitano nell’area ex Moi. Lo abbiamo progettato, insieme ai bambini ed agli educatori di Acmos e Lvia, qualche settimana fa. Poi ha preso pian piano forma. Oggi è quasi una realtà. Sabato sera lo distribuiremo, stampato, fra i partecipanti alla festa (dalle 20) che ci sarà al Moi per la fine del Ramadam e, nei giorni successivi, anche nel quartiere. 

Lo scopo del giornaletto è raccontare cose semplici, quelle che sono presenti su tutti i giornalini scolastici del mondo. Con la differenze che il parco redattori dell’Olimpico è composto da bambini e ragazzi con i cognomi più strani e disparati, provenienti da una decina di paesi. Raccontano molto della loro vita e delle loro passioni. E a questo giornalino affidano anche un forte messaggio di integrazione ed amicizia: vogliono spiegare a tutti che i bimbi dell’ex Moi sono uguali agli altri bambini del mondo. Quando, scrivendo e disegnando, raccontano dei loro sogni.

E’ una iniziativa sostenuta da Specchio dei tempi nell’ambito del progetto “Il villaggio che cresce”.

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Il giornalino con i sogni dei bambini del Moi

di Angelo Conti

Vivere nei casermoni dell ‘ex Moi è una esperienza difficile. Ma i bambini che crescono qui vorrebbero raccontarla, insieme ai loro sogni. E stanno preparando un giornalino. Ieri ho avuto il privilegio di dirigere la prima riunione di redazione. La prossima settimana cominceremo a scrivere ed a disegnare.

Specchio dei tempi è qui con Acmos, Lvia, Istituto comprensivo Pertini. Per dare a questi bimbi un futuro migliore.

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