Forza Nonni, non solo a Natale

Angelo Conti

Se al peso degli anni si aggiunge quello della povertà, della solitudine e della disperazione, la vita diventa un Calvario. Specchio dei tempi, da 65 anni, ha posto fra i suoi primi obiettivi proprio quello di stare accanto a persone che, consumate dal tempo e dalle malattie, hanno necessità di una mano tesa, ma che spesso non osano nemmeno chiedere. Così le “Tredicesime dell’Amicizia” che, anche quest’anno, hanno portato un contributo economico ed un gesto d’affetto a 2.500 persone over 65 povere e sole, ma anche “Forza Nonni”, pensato per quegli anziani, in prevalenza ultra ottantenni, che hanno bisogno di una assistenza continua, anche di fronte ad emergenze che altrimenti sarebbero irrisolvibili.

Ed ecco cosi che, anche grazie alla partecipazione della Fondazione Bersezio, Specchio dei tempi ha organizzato un servizio continuativo che preveda la consegna gratuita della spesa ogni 15 giorni, consegne bisettimanali di frutta e verdura fresche, l’aiuto di una colf per 4 ore al mese, la quotidiana presenza telefonica di uno dei nostri volontari, la disponibilità di una psicologa, l’accesso immediato a visite mediche (progetto “Mille visite”), interventi gratuiti ed immediati in caso di emergenze (rotture occhiali, guasti agli elettrodomestici, trasporti da e per ambulatori ed ospedali). E, per gli anziani che hanno la preziosa compagnia di un piccolo animale, la fornitura di tutta l’alimentazione necessaria e la disponibilità di un servizio veterinario per visite e vaccinazioni. Oltre, naturalmente, alla consegna diretta della Tredicesima dell’Amicizia a Natale.

Ecco perché l’impegno di Specchio dei tempi in favore degli anziani più fragili non si ferma mai.

Il cuore generoso dei lettori vercellesi con le “Tredicesime dell’Amicizia”

Beppe Minello,
La Stampa, 21/10/2023

La solidarietà è ciò che tiene insieme una comunità. La solidarietà è il cuore delle Tredicesime dell’Amicizia di Specchio dei tempi. Quella che è considerata la più antica sottoscrizione italiana, promossa dalla popolare rubrica di lettere de La Stampa, si è estesa da Torino al resto del Nord Ovest d’Italia e a Vercelli. Quest’anno, e per la quarantasettesima volta, si ripete. Grazie alla generosità dei lettori de La Stampa, complessivamente, dal’76 sono state consegnate 78.786 tredicesime per una cifra di 32 milioni di euro, dalle prime trenta buste da 30 mila lire ognuna consegnate ad anziani bisognosi del centro torinese, ai 500 euro delle Tredicesime dell’Amicizia di oggi.

Un’iniziativa che rientra nel più strutturato progetto della Fondazione Specchio dei Tempi del Gruppo editoriale Gedi, rivolto agli over 80. Parliamo di «Forza Nonni», anch’esso già operativo a Vercelli e dove la generosità dei vercellesi ha visto crescere le donazioni del 27% nel periodo settembre-dicembre, quello in cui si concentra la raccolta e la distribuzione delle Tredicesime. «Forza Nonni», oltre all’aiuto, che può offrire sollievo quando la bolletta del riscaldamento è più dolorosa, prevede tutta una serie di servizi per agevolare la vita di chi ne ha più bisogno: un paio di spese mensili gratuite, l’assistenza periodica di una colf, di uno psicologo, di volontari che instaurano un rapporto che si avvicina molto all’amicizia. Aiuti che hanno l’obiettivo di integrare quelli che sono, o dovrebbero essere, i servizi offerti dall’Assistenza pubblica.

Dona ora

Aiuti importanti in una realtà come Vercelli dove la percentuale di anziani over 65 è alta: rappresentano il 26,3% della popolazione. Un dato che è, comunque, poco più della media piemontese. Ma dove Vercelli cade è nella «Qualità della vita degli anziani» che è anche il titolo di una ricerca pubblicata sul Sole 24 Ore basata su 12 indicatori selezionati per misurare alcuni aspetti che influenzano la vita dei nostri nonni. Be’, Vercelli è la provincia piemontese che sta più in basso in classifica. È 84a su 107 province. Asti, per citare quella che le è più vicina, è al 66° posto. Il punteggio raccolto da Vercelli è 362, 5 quando Trento, la prima della classe in Italia, ha totalizzato quasi il doppio: 624, 3 punti. Le classifiche, è vero, lasciano sempre il tempo che trovano ma possono aiutare a capire come, nel nostro caso, vivono gli anziani valutando l’importo medio delle pensioni, il consumo di farmaci, le spese degli enti pubblici per il loro trasporto e l’assistenza domiciliare, fino alla presenza di orti urbani e biblioteche.

Ecco, in questo contesto a fare la differenza è sempre la solidarietà. Anche, e soprattutto, la solidarietà dei lettori di Specchio dei tempi.

Come donare:

Per sostenere le Tredicesime dell’Amicizia è possibile donare su www.specchiodeitempi.org

Oppure tramite bonifico bancario intestato a Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi ETS, Iban IT67 L0306909 6061 0000 0117 200.

O ancora, Bollettino su Conto Corrente Postale n. 1035683943. Causale: “Tredicesime dell’Amicizia”.

È infine possibile versare di persona all’InfoSpecchio:

  • Torino, via Madama Cristina 35 (Lun-Ven 10-13);
  • Ufficio Abbonamenti La Stampa: Torino, via Lugaro 21 (lun-ven 9.30-13);
  • Agenzia Centrale di Reale Mutua: Torino, p.zza Castello 113 (lun-ven 8.30-12.30/14.45 -17.30);
  • Specchio Point Pinerolo, via del Pino 70 (mer 9-13).

Eventi organizzati per raccogliere fondi da destinare alle Tredicesime sono anche:

 

“A spasso con Fido”, aiutiamo gli anziani poveri a sfamare i loro cuccioli

Angelo Conti

Fondazione Specchio dei tempi organizza domenica 8 ottobre il primo raduno dei cani torinesi a sostegno del progetto “Forza Nonni” presso il Parco del Valentino. L’iniziativa mira a sostenere il progetto che aiuta ogni anno 150 anziani particolarmente fragili attraverso attività di assistenza e di supporto. In particolare l’evento sosterrà le forniture di cibo per animali e visite veterinarie agli anziani più poveri e più fragili che vivono con un cane, con un gatto, anche solo con un canarino.

La passeggiata avrà inizio alle ore 9.30. Ad ogni partecipante (donazione minima 5 euro) verrà consegnato un kit di benvenuto con gadget, cibo per animali e una pettorina ricordo. Il ritrovo è al Parco del Valentino, in Viale Mattioli angolo corso Vittorio.

INFO E ISCRIZIONI:

È possibile iscriversi anche il giorno stesso sul posto.

Punto di ritrovo: Viale Mattioli all’inizio dell’area pedonale (entrata dall’Arco monumentale dell’Arma di Artiglieria su Corso Vittorio Emanuele II).

La passeggiata avrà inizio alle ore 9.30 al Parco del Valentino e terminerà alle ore 12.30.

Donazione minima di partecipazione: 5 euro

L’estate di Specchio dei tempi, non si fermano i progetti

Angelo Conti

C’è una stagione dell’anno in cui la povertà emerge, più netta, più evidente, più carica di diseguaglianze. E non è l’inverno, quando il freddo fa scattare meccanismi imponenti di difesa dei più fragili, che trovano alleati anche per battere la solitudine. La stagione più critica è l’estate, quando le città si svuotano e la marginalità affiora senza filtri, senza la barriera dei “normali” che non ci sono più, lontani dagli asfalti bollenti. Restano tanti anziani, quelli delle pensioni minimissime, e restano tanti bambini, quelli delle famiglie che non possono permettersi, spesso, nemmeno una giornata al mare. Ecco perché Specchio dei tempi c’è, non chiude, resta operativo anche a Ferragosto.

I progetti pensati per gli anziani più fragili non perdono un colpo, anche di fronte a qualche difficoltà logistica: ecco così che le spese gratuite continuano ad essere consegnate, le colf che aiutano chi si muove con difficoltà restano operative, il servizio di emergenza garantito dai volontari resta quotidiano, persino la psicologa resta a portata di telefono.

E i bambini? Per quelli anche quest’anno c’è un progetto speciale: si chiama “bambini mai in vacanza” e consente ad almeno 50 under 12 anni di trascorrere una settimana al mare, ovviamente spesati di tutto, costume compreso. Forse solo lampi di solidarietà, in un contesto sociale di nuove povertà pesante ed obiettivamente più grande delle nostre forze. Ma noi ci siamo e ci saremo. Accanto a chi ha bisogno davvero. Con l’aiuto di tutti.

Gemma salvata da Specchio, “Così casa mia torna sicura”

Beppe Minello,
La Stampa, 03/07/23

Gemma ha 60 anni e non vive ma sopravvive. Di giorno si arrabatta per racimolare un po’ di soldi per integrare la misera pensione di 260 euro. Di notte, l’unico momento che ha per poter staccare da tutto, vive nella paura, nell’angoscia di essere derubata e aggredita. Già due volte i ladri, gente disperata quanto lei, non in grado cioè di ambire a bottini più consistenti, hanno tentato di entrarle in casa che è un buco di una quarantina di metri quadrati che non custodiscono nulla di valore.

Ci provano perché entrare nel rifugio di Gemma è facile. Siccome si trova al piano rialzato di una delle palazzine Atc di via Verolengo, non ci vuole nulla a scavalcare la ringhiera del balconcino e forzare la porta finestra dietro la quale, su una brandina e un sottile materassino di gommapiuma, dorme la donna.

D’inverno, a proteggerla, c’è una debole saracinesca di plastica. D’estate nemmeno quella, ché il caldo insopportabile è affrontabile solo tenendola almeno un po’ sollevata. Certo, la porta finestra si affaccia su un cortile interno che dovrebbe essere chiuso agli estranei, ma il portone è rotto e sempre spalancato.

Ogni rumore la spaventa. Ogni scricchiolio la sveglia. “Quando, tre anni fa, e dopo altri 4 anni di vagabondaggio da un dormitorio all’altro, da una comunità alloggio all’altra, mi è stato assegnato da Atc questa casa mi è sembrato di toccare il cielo con un dito” ricorda Gemma che è divorziata da un decennio (“Mai visto un soldo per il mantenimento”) , ha due figlie gemelle ormai adulte ed entrambe infermiere alle Molinette, e che affronta quotidianamente il tormento di un tumore ad entrambi i seni.

“Quando arrivai – racconta – sia la porta di casa, sia la finestra sul cortile erano sbarrati per evitare un’occupazioni abusiva. Tolsero tutto lasciando sia sulla porta di casa, sia sulla saracinesca un cartello con il quale si avvertivano i malintenzionati dell’esistenza di un allarme collegato con le forze di polizia”. Cartelli che Gemma si è ben guardata dal rimuovere  “anche se è da un sacco di tempo che l’allarme non funziona: li lascio, illudendomi che qualche ladro più fesso di altri ci creda”.

Gemma, che vive afferrando ogni occasione di lavoro, in particolare quelle che la portano nelle cucine di qualche circolo (“Sono brava, sa! Sono tutti contenti quando cucino io… ovviamente sempre pagata in nero…”), avrebbe trovato la soluzione: montare una saracinesca a maglie, come ne ha viste tante alle finestre di altre case di via Verolengo, anche là dove i ladri, per arrivarci, dovrebbero essere acrobati. “Ho chiesto informazioni al fabbro che mi avevano mandato i Servizi sociali per inforzare la porta d’ingresso che s’apriva con una spallata, e mi ha chiesto 3-400 euro: quasi una pensione e mezza che, comunque, se la mangia quasi tutta l’affitto. Una spesa che non posso permettermi. Ma non posso nemmeno continuare a vivere così, a non dormire, a vivere nella paura”.

Gemma si è rivolta a Specchio dei tempi che pagherà tutte le spese che dovrà affrontare per installare la saracinesca e dormire finalmente tranquilla. “E’ un sogno, piccolo per tanti, enorme per me, che si realizza e vi ringrazio” dice Gemma che, nella lettera inviata a Specchio per chiedere aiuto, si definisce una donna “molto solare” che, “nonostante le difficoltà della vita”, ha “sempre lottato per non perdere il sorriso”. Gli amici di Specchio, i lettori de La Stampa, sono con lei.

Specchio dei tempi aiuta i nonni: “Donate anche voi”

Bologna Carlo
Stampa Novara-VCO, 24/05/2023

«Siamo sempre stati a disposizione degli altri ma adesso è arrivato il nostro turno, tocca a noi essere aiutati. E quel sorriso che avevamo quando portavamo conforto non è sparito. Lo vediamo riflesso sui volti delle persone che oggi ci vengono in soccorso. Così è più facile affrontare la vita, anche quando le cose non vanno bene».
Clotilde e Giancarlo si fanno forza l’uno con l’altro. Abitano a Novara da oltre trent’anni. Nel loro alloggio i segni della passione di una vita, a partire dalla musica. Ma arrivare a fine mese è un’impresa impossibile: la pensione non basta per l’affitto e le spese quotidiane. Non c’è vergogna – perché non lo è – nell’ammettere che per tre anni hanno bussato alla mensa dei poveri. Oggi una mano tesa arriva anche dai lettori de La Stampa che attraverso la Fondazione Specchio dei tempi li hanno «adottati» attraverso il progetto «forza nonni». La prima distribuzione dello scatolone di cibo è iniziata ieri a cinque indirizzi diversi sparsi tra i quartieri Sant’Andrea, San Rocco, Sant’Agabio e Villaggio Dalmazia.

Anastia Sironi, referente di Specchio dei tempi, ha consegnato a ciascuno il pacco contenente – tra le altre cose – latte, passata di pomodoro, pasta, tonno, biscotti, una tavoletta di cioccolato, bagno schiuma e carta igienica. Verrà consegnato ogni due settimane e con la stessa cadenza (due ore a ogni 15 giorni) sarà organizzato un servizio di pulizie a domicilio per questi anziani in difficoltà. Sono cinque ma il loro numero potrebbe aumentare. Dipenderà tutto dai novaresi invitati a sostenere il progetto con le donazioni. I nonni, a dicembre, riceveranno inoltre la «tredicesima dell’amicizia», 500 euro da spendere per le loro necessità.

Per capire quanto bisogno c’è di questa solidarietà «porta a porta» basta guardare la luce negli occhi di Gina, 93 anni, quando riceve lo scatolone. Tira fuori dal portafoglio una fotografia ingiallita dal bianco e nero: una splendida ballerina con le piume sul capo: «Sono io, ho fatto anche l’operetta e l’avanspettacolo al Coccia e al Faraggiana». Le braccia appoggiate sui fianchi raccontano un’eleganza senza tempo.
Sante, invece, fatica ad uscire dalla sua stanza per un saluto e un ringraziamento. E’ una giornata difficile, ha bisogno di riposare. Cambiano i nomi delle vie e i cognomi dei nonni «adottati» dalla Fondazione Specchio dei tempi ma le storie restano più o meno le stesse. La fatica di tirare avanti si coglie anche in questo alloggio a Sant’Agabio. «C’è il latte?» chiede Calogero. Si, può stare tranquillo. E aspettare la doppia finale della sua Inter in Coppa Italia e Champions. Alle pareti della casa di Gina, invece, non ci sono gagliardetti di squadre di calcio ma le foto dell’amata gatta. E tanti ricordi nel cuore. Esule istriana, abita al Villaggio Dalmazia: «A 11 anni sono arrivata con i nonni a Gaeta, alla caserma Vittorio Emanuele. A 12 ero in Sicilia, dai 18 qui a Novara. C’era la chiesa, le suore, la scuola Tommaseo, una distesa di prati. Poi hanno iniziato a costruire le case. Ho conosciuto la solidarietà della gente tutta la vita. E anche adesso, che fatico a stare in piedi e ho mille acciacchi, non posso farne a meno. Posso dire solo grazie».

Oggi il progetto «Forza nonni» aiuta 150 persone in tutto il Piemonte: 100 a Torino, gli altri a Verbania, Asti, Cuneo, Saluzzo, Pinerolo e Vercelli.

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In aiuto di Giuseppina che assiste il marito dimenticato dall’Asl

Beppe Minello,
La Stampa. 14/05/23

Se avete un anziano non autosufficiente in casa vi riconoscerete nel calvario di Giuseppina Fabrizio. Sei anni fa, il marito Salvatore Giuffrida, è entrato nel tunnel prima del Parkinson e quindi dell’Alzheimer. Oggi, ottantaduenne, non è più in grado di fare nulla. Lui, che per tutta la vita è stato un apprezzato artigiano tappezziere conosciuto da tutti nella casa all’inizio di corso Palermo, dev’essere accudito come un bambino. Un dramma che la signora Giuseppina, 70 anni, affronta, se mai è possibile, con il sorriso sulle labbra. Che la tiene, ogni notte, sveglia fino alle 5 del mattino («Non posso lasciarlo bagnato nel letto e, verso le 2, lo lavo e lo cambio») e che le scansiona il resto delle giornate sempre uguali: in piedi alle 9, un caffè, e via in bagno per rilavare e vestire l’uomo con il quale ha condiviso gli ultimi 50 anni di vita. Poi è il momento delle medicine, della colazione e, con un occhio all’amato Salvatore, della preparazione del pranzo. E poi c’è la visita al gabinetto, particolarmente laboriosa e che porta via un’altra ora. Un riposino e se la fortuna assiste e porta il figlio Riccardo o Paola, l’altra figlia, in corso Palermo, ci scappa una passeggiata in carrozzella che solo il robusto Riccardo riesce a far entrare nell’ascensore e a spingere in modo da superare i tanti ostacoli lungo la Dora e all’ombra della «Nuvola» Lavazza.

Una carrozzella comprata usata perché quella fornita dall’Asl è arrivata mesi dopo la richiesta ed è, essendosi aggravate le condizioni di Salvatore e aumentate le sue esigenze, ormai superata. Così com’è inadeguato il letto, pure quello fornito dall’Asl (in ritardo, ovvio), che da mesi dev’essere sostituito con un modello azionato elettricamente dimodoché Giuseppina non si debba spaccare
la schiena («Veramente, ho già la sciatica…») ogni volta che aiuta il marito a sollevarsi per appoggiarlo sulla carrozzina. In casa Giuffrida si attende anche un sollevatore per aiutare Salvatore a scendere dal letto: è latitante anche lui da mesi. L’assistenza pubblica, che in teoria è un genio e pensa a tutto, prevede, in questi casi, anche l’invio, per alcune ore a casa del nonno non autosufficiente, di assistenti in grado di aiutare l’infermo e pure i suoi parenti nel disbrigo delle faccende di casa. Ottimo. Ma come spesso accade, tra la teoria e la pratica c’è un abisso. E così, dopo la carrozzina, il letto e il sollevatore, concessi ma mai arrivati, anche gli assistenti sodali sono rimasti sulla carta.

La signora Giuseppina che non vuole nemmeno sentire parlare di RSA, versione moderna dell’ospizio, non ha potuto e saputo fare di meglio che attingere ai magri risparmi e, come già accaduto con la carrozzina, pagarsi lei, ogni tanto, qualcuno in grado di aiutarla con Salvatore. E poi, chiedere aiuto. Specchio dei Tempi le ha consegnato un immediato aiuto economico ed ha subito inserito Salvatore nel progetto «Forza Nonni», per dare un sostegno continuativo alla vita famigliare: borse della spesa, colf, disponibilità per interventi di emergenza. Il paradosso è che il call center al quale si rivolgono per sollecitare letti, carrozzine, sollevatori è lo stesso call center che li rimprovera, minacciando di azzerare la pratica la qual cosa li obbligherebbe a rifare tutto da capo, perché non hanno ancora restituito il letto e la carrozzina vecchi: «Ma come faccio a ridarli indietro? Dove lo metto Salvatore?». E gli assistenti? «Sollecitiamo anche lì, ma solo una volta sono riuscita a parlare con un essere umano». E com’è andata? «A inizio gennaio abbiamo telefonato e ci è stato risposto: “Abbiamo chiuso dicembre e ora iniziamo gennaio”. Abbiamo allora chiesto quando avremmo dovuto ancora attendere. Ci hanno risposto che non ci siamo solo noi…».

Come donare per gli anziani come Salvatore

Tutti possono sostenere “Forza Nonni”. Si può donare cliccando qui con carta di credito e Paypal. Oppure si può versare con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, codice Iban IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, indicando nella causale “Forza Nonni”.

Dona ora

 

II progetto “Forza nonni!” arriva a Saluzzo

Rosso Devis
La Stampa Cuneo, 07/04/2023

Il vero dono è sentirsi meno soli “Grazie, Siete Angeli”.

Quando Domenico apre la porta del suo alloggio, nel centro storico di Saluzzo, e si trova di fronte Loredana e Moussa con due pesanti borse della spesa piene di prodotti alimentari, l’emozione è evidente. Il sorriso è ampio, gli occhi lucidi: Domenico li invita a entrare nella piccola cucina dove Nina, la cagnolina che da quattro anni gli tiene compagnia, osserva curiosa dal divano. «Che gioia mi date — dice -: sono davvero emozionato». Bastano pochi secondi per rompere il ghiaccio.

Moussa Sanou e Loredana Potenza sono il presidente e la vicepresidente dell’associazione «Mano nella Mano» di Cuneo. Lui è un musicista polistrumentista, che ha nel curriculum collaborazioni con importanti artisti, lei è diplomata in Arteterapia. Sono il «braccio operativo» di «Forza nonni!», il progetto della Fondazione pensato per gli anziani Over 80. Nata a Torino negli anni del Covid, l’iniziativa si è estesa a Cuneo e, da mercoledì, anche a Saluzzo. «Ogni due settimane — racconta Loredana — passeremo dalle persone anziane in difficoltà, consegnando loro queste sporte preparate con prodotti della Coop dai ragazzi del “Polo autistico” di Cuneo. A noi tocca il compito più bello, quello di portare un sorriso ai nonni che ci attendono». Domenico confida a Sanou e Loredana che cucina ogni pasto con le sue mani e che è un grande amante della pasta.

Dopo Domenico è la volta di Emilia, Maria e Tiziana, donne sole, ma forti: un paio di loro quasi non credevano all’arrivo delle borse della spesa. C’è chi vive in pieno centro, chi in collina, con casa affacciata sul paesaggio della pianura dell’ex Marchesato di Saluzzo. «Wow, che vista — esclama Sanou -! Peccato questo contrasto: da un lato un paesaggio magnifico, dall’altro una signora anziana, che lotta ogni giorno con la solitudine. Tutto questo ci dà ancora più forza per aiutare».

Infine c’è Francesca: esplode di gioia all’arrivo di Loredana e Sanou, che ricambiano con risate, sorrisi e un’allegria contagiosa. «Scusate se ho aperto in ritardo, ma stavo pregando in camera – dice Francesca -. Siete due angeli, non so come ringraziarvi». la sua accoglienza è calorosa: mostra le foto della famiglia, parla dei due gatti che le tengono compagnia («Anche se a volte—confida — fanno qualche dispetto») , offre un bicchiere d’acqua a tutti e chiede: «Davvero verrete ogni quindici giorni? Per favore telefonatemi prima, perché ho in programma tante visite in ospedale e dal medico, non vorrei che non mi trovaste in casa». Sanou la rassicura: «Non si preoccupi, ci troverà sempre». Poi riparte, con Loredana, verso Savigliano. Ma torneranno presto con il loro furgone, le borse della spesa e quel sorriso contagioso.

Il nostro 2022: dal sostegno agli ucraini all’aiuto per gli alluvionati marchigiani sino al record delle Tredicesime

Angelo Conti
La Repubblica Torino, 17/01/2022

L’annata di Fondazione La Stampa – Specchio del tempi si è chiusa con molti segnali positivi. II 2022 è stato un anno particolare, il primo che ci ha visti, in qualche modo, affrontare anche una guerra.

La raccolta lanciata per aiutare la popolazione dell’Ucraina ha infatti raggiunto e superato gli 1,76 milioni di euro da 6.992 donatori, risorse che sono state utilizzate già dal giorno dopo l’invasione russa per aiutare chi fuggiva verso l’Italia. Poi, dopo aver sostenuto le prime 1.000 famiglie giunte in Piemonte, ognuna con un contributo cash da 500 euro, abbiamo cominciato – già ad aprile – ad aiutare i profughi interni dell’Ucraina: gente che – pur dovendosi allontanare dai luoghi dei combattimenti – preferiva restare nel suo Paese. Ecco, quindi, la costruzione del Villaggio di Cernivci, poi del Villaggio di Leopoli, infine del Villaggio di Rivne. interventi pesanti, difficili, onerosi ma che ci hanno portato ad assistere sino a 2.500 persone ogni giorno.

A partire da luglio abbiamo poi avviato un servizio di navetta per profughi che volevano rientrare in patria con circa 25 corse di pullman da Roma e Torino verso l.eopoli, trasportando oltre 1.500 persone, la metà ragani e bambini. Oggi siamo ancora li: a Cernivci (per la parte che riguarda l’assistenza sanitaria), a Leopoli (con circa 700 pasti forniti ogni giorno) ed a Rivne (accanto a centinaia di piccoli orfani di guerra).

E il nostro impegno continua: abbiamo risorse per aiutare il popolo ucraino sino alla primavera. Poi dipenderà da quanto riusciremo ancora a raccogliere, anche se tutti noi tifiamo fortemente per una prossima pace. L’intervento in Ucraina è stato sostenuto da una continua presenza dello staff della fondazione (anche fisica attraverso sei missioni, anche in zone di combattimento), dalla preziosa collaborazione della onlus spagnola Remar Onlus, dalla perfetta intesa con l’Ambasciata d’Ucraina a Roma (e con il Segretario Generale Oleksanr Kapustin) e con il Consolato di Ucraina a Torino (e con le sue infaticabili volontarie oltre che con il console Dario Arrigotti).

Sempre nel 2022 c’è stata una seconda emergenza, questa italiana: l‘alluvione nelle Marche di metà settembre. Qui abbiamo raccolto oltre 250.000 euro che abbiamo investito prima per aiutare le piccole e piccolissime attività dei comuni colpiti e poi per aiutare a realizzare i sogni di studio ma anche di lavoro dei giovani residenti nel territorio alluvionato.

Tornando in Piemonte, la sottoscrizione per le Tredicesime dell’Amicizia 2022 ha ricevuto oltre 5.000 donazioni (+12% sull’anno precedente, record assoluto) che hanno permesso di aiutare 2,280 anziani poveri e soli (il 14% in più del previsto).

Parallelamente alle Tredicesime, abbiamo portato ad oltre 100 il numero degli assistiti nel progetto Forza Nonni: si tratta di anziani molto fragili, prevalentemente over 80, che richiedono di una assistenza continuativa (ricevono gratis le borse della spesa, un aiuto di una colf, una assistenza psicologica, un aiuto se posseggono piccoli animali domestici, il sostegno di un volontario dedicato, un pronto intervento in caso di emergenze tipo rottura degli occhiali o mal funzionamenti domestici, un sostegno nell’acquisto di farmaci non mutuabili, oltre ad un importante aiuto economico a Natale). Questo intervento, come altri, viene realizzato con la logistica della Cooperativa Crescere 1979 e con il contributo economico di Fondazione Bersezio.

Forza Mamme, invece, è il progetto pensato per aiutare le mamme sole. Sono 100 le donne assistite a Torino, insieme ai loro 191 bambini. L’obiettivo di questa iniziativa e aiutare queste donne in difficoltà ad ottimizzare le loro piccole risorse e, contemporaneamente, indicare loro un percorso per il reinserimento nel mondo del lavoro. Quest’anno ha avuto particolare successo la partnership con Lavazza che ha consentito il reinserimento nel lavoro di diverse mamme sole residenti nel quartiere Aurora.

In ambito sanità, Specchio dei tempi ha perfezionato la donazione all’Ospedale Mauriziano di una tac di ultimissima generazione (grazie all’importante intervento di un generoso donatore) oltre che della seconda sala radiologia. Anche quest’anno Specchio ha continuato le donazioni di defibrillatori a scuole, enti, associazioni. Altri sono stati sistemati anche in zone di grande passaggio come piazza San Carlo e il Valentino. In una decina d’anni ne abbiamo donati e collocati oltre 370, salvando vite.

Sempre in ambito sanità, con l’aiuto dell’Associazione Lorenzo Greco, abbiamo replicato gli incontri salvabimbi destinati a genitori e nonni, nonché corsi di prevenzione e rianimazione cardiaca nelle scuole. I Cafè Alzheimer finanziati da Specchio dei tempi sono saliti a tre, con frequenti e molto apprezzati incontri fra gli psicologi dell’Associazione ASVAD, i malati e le loro famiglie. Anche quest’anno Specchio dei tempi è stato il principale sponsor dell’Associazione Protesi Dentarie che ha fornito oltre 250 protesi dentarie gratuite ad anziani, bambini e persone in gravi difficoltà economiche.

Per il dodicesimo anno consecutivo Specchio dei tempi ha sostenuto le Colazioni del poveri che ogni mattina alle 7,30 vengono distribuite a Casa Santa Luisa in via Nizza 24. Anche quest’anno, con le suore ed i volontari vincenziani, abbiamo distribuito 40.000 colazioni, anche grazie alla collaborazione di Borello Supermercati. Qui i clochard (ma con loro tanti nuovi poveri) trovano anche assistenza sanitaria, possono fare la doccia, ricevere farmaci ed un cambio di biancheria, persino prendere in prestito un libro.

Nel mondo della scuola, Specchio dei tempi ha avviato, per il sesto anno consecutivo, il programma della pet therapy nelle scuole piemontesi: in questo anno scolastico saranno 25 quelle raggiunte dai cani e da psicologici e conduttori dell’Associazione Asian. Quest’anno abbiamo ricevuto, con piacere, un contributo da Regione Piemonte. Sempre nella scuola è partito anche quest’anno (per il settimo anno!) di tutoraggio scolastico, che coinvolge una quindicina di scuole della provincia di Torino: i primi della classe aiutano i compagni più in difficoltà, ricevendo un premio (in libri) alla fine dell’anno scolastico. Questo progetto è attuato in stretta sinergia operativa con la Fondazione Ferrero e con il coordinamento del giudice onorario del Tribunale dei Minori Paola Farnia. Qui abbiamo ricevuto, con soddisfazione, un contributo da Fondazione CRT.

Ancora nel mondo della scuola abbiamo continuato ad offrire la nostra disponibilità a corsi sul giornalismo (con i giornalisti Maria Teresa Martinengo, Angelo Conti, Beppe Minello, Giorgio Viberti, Paolo Viberti, Daniele Solavaggione) che vengono condotti sia di persona e sia attraverso video preregistrati. Ancora nel mondo della scuola, in collaborazione con associazione Orme, abbiamo mantenuto e rinforzato il sostegno alle Piccole Orchestre della scuola dell’infanzia e della scuola primaria dell’IC Gabriella Poli di Porta Palazzo. La musica come momento di integrazione per classi composte in maggioranza da bambini stranieri. Un grazie speciale, per questa operazione, alla musicista Nadia Bertuglia.

Specchio dei tempi, con Cooperativa Crescere 1979, ha curato nel corso del 2022, una trentina di incontri presso le Università della Terza Età sui temi del giornalismo (molto richieste le conferenze sulle fake news, sulla guerra in Ucraina e sul giornalismo di emergenza) e della solidarietà. Molte domande, sempre, sul funzionamento della rubrica delle Lettere che porta il nome della fondazione.

Altra iniziativa di successo è stata Sopravvivere alle bollette che ha portato i nostri esperti, guidati da Antonio Cajelli ad incontrare oltre 1.000 persone in teatri di 11 diverse città, in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Sono stati confronti pratici, volti ad insegnare semplici procedure per attutire quello che è stato un colpo alle finanze di tante, troppe famiglie.

Diverse sottoscrizioni ad personam sono state avviate per singole emergenze. Da segnalare quella per la gamba bionica del sanremese Ricky, conclusasi ad inizio anno con una raccolta di 150.000 euro, ma anche quelle in favore dell’agricoltore di Sommariva che ha avuto la mandria sterminata da una erba velenosa o quella in favore del pastore di Lequio Tanaro che ha visto i lupi sbranare il suo gregge. Sul finire dell’anno abbiamo aiutato anche il piccolo Kevin, nato senza una parte di gamba ed ora oggetto di una serie di operazioni negli Stati Uniti.

Il concerto di Natale 2022 di Specchio dei tempi ha avuto un grande successo al Lingotto grazie alla applauditissima performance del maestro Ludovico Einaudi. Già da fine novembre abbiamo cominciato la distribuzione gratuita del nostro calendario 2023 che ha toccato una tiratura di oltre 80.000 copie. Le immagini di ogni mese, quest’anno, sono state il risultato di un contest fotografico fra i lettori de La Stampa.

In tutto il 2022 e continuata l’assistenza alle famiglie tramite l’attività, da remoto, dello Specchio Point: in questa operazione sono state sostenute circa 3.000 famiglie con erogazioni per oltre 600.000 euro. Parallelamente è stato attivo lo sportello settimanale di Pinerolo (ogni mercoledì), in stretta collaborazione con il Rotary locale.

A livello nazionale Specchio di tempi ha continuato la sua presenza ad Arquata del Tronto, colpita dal gravissimo sisma di 6 anni fa: qui sosteniamo l’attività delle scuole ricostruite dalla nostra fondazione (che ne portano il nome), doniamo un bonus da 2.000 euro ad ogni nuovo bimbo nato e finanziamo la accessibilità ad un portale web che pubblicizza le piccole attività di questo territorio.

Nel mondo Specchio dei tempi continua ad essere presente – da 18 anni consecutivi – in Sri Lanka (Villaggio delle bambine violate), all’Orphanage di Matara e alle scuole di Negombo. In Somaliland con MedAcross (ospedale pediatrico di Hargeisa, da 50 posti letto, che qui abbiamo costruito ormai 10 anni fa, ed assistenza sanitaria ai bambini nei campi profughi) ed in Rwanda (scuole di Nganzo e di Kigali).

Nel corso del 2022 è cambiata anche la logistica di Specchio dei tempi. II nostro sportello operativo, Info Specchio, ha cambiato sede: da via Santa Maria si è trasferito in via Madama Cristina 35, una location più fruibile ed in una zona di grande passaggio. Qui è possibile ricevere informazioni sui nostri progetti e effettuare donazioni, come accade anche negli uffici di Reale Mutua – Piazza Castello I11.

I risultati di questo 2022 sono stati resi possibili dalla generosità di 14.496 donatori, dallo slancio dei 48 nostri volontari e dal quotidiano impegno dello staff della fondazione.

E nel 2023 la corsa continua: Specchio dei tempi svilupperà vecchi e nuovi progetti, a Torino, in Piemonte e nel mondo, in una continua lotta alle povertà che necessita del sostegno di tutti.

Forza Nonni, così siamo vicini tutto l’anno agli anziani più fragili

Angelo Conti

Nato nell’estate 2020, il progetto “Forza Nonni” di Specchio dei tempi ha trovato subito il forte appoggio dei sostenitori della fondazione concretizzatosi in centinaia di singole donazioni e nell’importante apporto della Fondazione Bersezio, che ha sposato la mission di questa iniziativa sin dalla sua progettazione.

Oggi Forza Nonni segue 100 anziani over 80 a Torino, oltre 50 nelle altre province piemontesi e, da questo autunno, comincerà ad operare anche nella Liguria di Ponente. La fondazione gemella di Specchio dei tempi, Specchio d’Italia, ha nell’ultimo anno allargato il progetto a 6 altre città italiane (Genova, Trieste, Bari, Milano, Roma e Palermo) dove assiste complessivamente altre 50 persone.

Oltre 200 anziani in Italia possono dunque fruire del supporto di questo progetto che prevede l’invio a casa di due capienti borse della spesa ogni mese, due visite di 2 ore ciascuna di una colf sempre ogni mese, un rifornimento di verdura e frutta fresca ogni venerdì, il supporto settimanale di un volontario che verifica le condizioni di salute di ogni singolo con una telefonata, un help-desk pressochè continuo che offre interventi in caso di emergenze domestiche, la disponibilità di un sostegno psicologico su richiesta.

Tutti gli assistiti ricevono poi a Natale un contributo economico attraverso la consegna di una Tredicesime dell’Amicizia.

La Fondazione CRC sostiene il progetto Forza Nonni

Angelo Conti

Anche la Fondazione CRC sostiene il progettoForza Nonni!” di Specchio dei tempi.

Con una donazione di 4.000 euro renderà possibile, già dai prossimi giorni, l’inserimento di altri due anziani cuneesi nel progetto che prevede una attenta assistenza agli anziani over 80 più fragili e più soli che possono contare su due spese al mese recapitate a casa, sulla presenza di una colf per 4 ore complessive ogni mese, su un’assistenza online da parte di volontari dell’associazione, su un pronto intervento in caso di problemi domestici, su una assistenza psicologica ed, a Natale, sulla Tredicesima dell’Amicizia da 500 euro.

Saliranno così ad una decina gli anziani cuneesi assistiti tutto l’anno da Specchio dei tempi attraverso Forza Nonni.

Mario, il nonno di Vercelli che ha perso tutto

Beppe Minello
La Stampa Vercelli 25 luglio

La vita è crudele. Per Mario Franzoso lo è un po’ di più. Ad agosto compirà 77 anni ma – dice – vorrei morire”. Nella sua voce non c’è ira e, paradossalmente, nemmeno disperazione ma solo rassegnazione.

Il signor Franzoso, nato ad Adria ma a Vercelli da quando aveva sei mesi, ha avuto una vita piena, anche di soddisfazioni. Manager della Ford quando Vercelli era il cuore della distribuzione dei veicoli statunitensi in tutta Italia e, prima e dopo, rappresentante, ha condiviso la sua vita, fino a tre anni fa, con la moglie Tina, una donna bella il cui volto e la snella silhouette riempiono l’alloggetto al piano terra di via San Cristoforo. Insieme hanno avuto un figlio, Davide, che oggi avrebbe 44 anni. Avrebbe, perché, pure lui, è morto un anno fa: “Un mattino non si è più svegliato” ricorda, svuotato, Mario. Una tragedia che ha chiuso, si fa per dire, il cerchio del periodo più brutto della sua esistenza, iniziato sedici anni fa quando si è ammalato di tumore al colon che l’ha spedito “tre mesi in rianimazione e altri sei in ospedale con  12 cicli di chemioterapia”.

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Potrebbe bastare, direte, per un uomo. E no, perché, uscito dall’ospedale, è stata l’amata Tina ad ammalarsi di leucemia. Mario Franzoso ha fatto di tutto per salvarla: “L’abbiamo curata con cocktail di medicinali che arrivavano dalla Svizzera”. “Un bagno di sangue”, dal punto di vista economico, per la famiglia Franzoso. “Quando mi sono ammalato decisi di andare anticipatamente in pensione – ricorda Mario – e quindi, da allora, sopravvivo con 630 euro al mese”. Per stare dietro alle spese per le cure della moglie, se n’è andata presto anche la casa dove viveva la famiglia Franzoso. “C’era anche un albicocco che ci dava 4-5 quintali di frutti ogni anno” ricorda sognante.

Mario rifarebbe tutto quello che ha fatto, soprattutto perché ha avuto per una dozzina d’anni l’illusione di aver sconfitto il male. Invece, tre anni fa Tina s’è spenta e, un anno dopo, anche il figlio Davide è scomparso: “Era un grande chitarrista…” lo ricorda con orgoglio.

Da allora, la vita di Mario è diventata un calvario. Metà della pensione se ne va per pagare l’affitto dell’alloggetto che ha un’unica stanza da letto, inutilizzabile perché piena di muffa. “Tanto non riesco quasi a camminare – dice – e così devo solo spostarmi dal divano al tavolo al fornello e viceversa… Ha un pregio: non devo salire scale anche se, negli ultimi due anni, per la verità, sono uscito di casa solo un paio di volte. Ho chiesto al Comune se possono aiutarmi a trovare un alloggetto più economico e meno malsano: mai avuto risposta”.

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Mario Franzoso è stato “adottato” da Specchio dei tempi che l’ha inserito nel progetto “Forza Nonni!”. C’è, quindi, ora, chi lo segue telefonicamente, c’è qualcuno che va a pulirgli la casa, un paio di volte al mese riceve un pacco alimentare che, però, confessa imbarazzato, “non posso consumare”. L’ultima disgrazia di quest’uomo dignitoso che ti riceve vestito con una tuta che ha visto tempi migliori ma la riga tra i capelli canuti è perfetta, sono i denti: “Dovrei mettere la dentiera dice imbarazzato ma l’intervento e l’apparecchio mi costano 2.500 euro che non ho la più pallida idea di dove trovare”.

Franzoso, il cui unico aiuto e conforto lo riceve da un amico del figlio che lo va spesso a trovare non è seguito da nessun servizio sociale. Persino il medico di base l’ha “dimenticato”: dovrebbe fare il vaccino Covid ma nessuno l’ha contattato. Mario Franzoso, con tutti i guai che ha, alza le spalle ma è amareggiato: “L’ultima volta che ho visto il medico è stato quando ha fatto ricoverare mia moglie… tre giorni prima che morisse”.

Sostieni Mario e gli anziani del progetto Forza Nonni. Dona ora.