La Martini contro il Covid: “I nostri regali di Natale per aiutare chi soffre”

di Lucia Caretti

Anche la Martini & Rossi è accanto a Specchio dei tempi. E a tutti i medici, gli infermieri e i malati che lottano contro il Coronavirus. L’azienda di Pessione ha deciso infatti di stanziare 10 mila euro per sostenere i progetti di Specchio a favore dell’emergenza sanitaria. Una cifra simbolica: la stessa che sarebbe stata spesa per i regali di Natale e sarà invece impiegata per acquistare tute e protezioni per i soccorritori. Rinforzi preziosi che la fondazione dei lettori de La Stampa continua a distribuire anche in questa seconda ondata.

Sono ormai più di un milione i dispositivi forniti da Specchio a quasi duecento realtà piemontesi: mascherine, camici, guanti che si aggiungono ai macchinari e alle attrezzature donate a 19 ospedali (tra cui anche due tac). Oltre 17 mila le spese regalate alle famiglie travolte dalla crisi economica. E più di 400 le piccole imprese che hanno ricevuto un sussidio per ripartire.

Aiuti concreti, come quelli che saranno possibili grazie alla generosità della regina degli aperitivi. “Abbiamo scelto Specchio dei tempi per supportare chi si trova in difficoltà” spiegano dalla storica realtà torinese, oggi parte del Gruppo Bacardi. “Abbiamo deciso di devolvere la cifra dedicata agli omaggi natalizi ad una causa che certamente darà maggior valore al Natale. Mai come oggi ci è richiesta solidarietà e coesione”.

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Loescher, niente regali di Natale: “Doniamo tutto per la lotta al Covid”

di Lucia Caretti

Niente panettoni e pacchetti, Loescher ha scelto un Natale diverso: solidale. La storica casa editrice torinese ha deciso di devolvere a Specchio dei tempi tutti i fondi che ogni anno impiega per i regali. Una donazione destinata a sostenere i medici e i malati, che si aggiunge agli oltre 10 milioni di euro che Specchio ha già raccolto per l’Emergenza Coronavirus, e continua a trasformare in aiuti concreti. Anche durante la seconda ondata proseguono infatti le distribuzioni di dispositivi di protezione e di strumentazioni per gli ospedali e i soccorritori, che da mesi ormai si rivolgono alla fondazione per chiedere rinforzi.

“In considerazione della grave emergenza sanitaria che stiamo vivendo – spiega l’azienda – su proposta della Direzione i dipendenti hanno concordato di rinunciare a dolci e regali che tradizionalmente venivano offerti dall’azienda in occasione delle feste natalizie, e si è deciso di comune accordo di fare una donazione a Specchio dei tempi. La scelta è caduta su questa Onlus perché opera da molto tempo con progetti in ambito internazionale e nazionale, questi ultimi rivolti anche al territorio in cui la fondazione è nata e la casa editrice Loescher è storicamente radicata. Siamo fiduciosi che questo contributo possa portare aiuto e speranza con un intervento concreto e immediato in una realtà locale così colpita dall’emergenza Coronavirus”.

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Cosa abbiamo fatto nel 1994

di Angelo Conti (febbraio 1995) 

Come avete distribuito i contributi? Come avete scelto le persone da aiutare? Come si sono mossi i giornalisti de la Stampa in questa particolare missione? E’ la legittima e partecipata curiosità dei 368.000 lettori che hanno contribuito, fino al momento in cui scriviamo queste righe alla sottoscrizione di Specchio dei tempi, arrivata a 23 miliardi e 200 milioni di lire.

Cerchiamo di rispondere partendo dall’inizio il primo allarme alla cronaca di via Marenco arriva nella notte fra venerdì 4 e sabato 5 novembre, riguarda la frana di San Raffaele Cimena con tre morti e gravi danni ed un casolare e ad un ospizio. Qualche ora dopo accanto alla grande macchina de La Stampa che ha già allertato i suoi inviati si mette in movimento anche il tam-tam della solidarietà. La domenica mattina e quindi ancor prima che l’alluvione tocchi Alessandria cominciano ad arrivare allo 011.65681 del nostro giornale le prime telefonate “Siamo pronti a contribuire!>, “Portate un aiuto a quella povera gente e fatelo subito!>. Scatta così, con le prime generose donazioni della Fiat del nostro giornale un’operazione che poi proseguirà senza soste per oltre 100 giorni. Gli inviati de La Stampa, una volta raggiunte le varie località spesso a piedi nel fango perché le strade erano sparite, riferiscono a Torino le singole situazioni. Così, insieme ai servizi di cronaca, aggiungono anche indicazioni per i primi aiuti che sono davvero fulminei. Basti pensare che il primo contatto con gli alluvionati più gravi di Alessandria avviene sul piazzale della Scuola di polizia al quartiere Cristo dove gli elicotteri dell’esercito sbarcano gente disperata appena salvata dai tetti delle case dei Quartieri Orti e San Michele.

Se nei primi giorni è soprattutto la redazione centrale a gestire gli interventi, subito dopo diventa importante il ruolo delle relazioni locali pronte a segnalare gli obiettivi più urgenti. Migliaia e migliaia di famiglie sono visitate ed aiutate in un commuovente porta a porta della solidarietà.

Intanto cominciano ad arrivare le richieste in tante telefonate. ma soprattutto tante lettere. Oltre 3000 queste ultime, molto struggenti. I giornalisti girano in Piemonte per settimane mentre ad Alessandria (grazie all’amministrazione Provinciale) viene addirittura aperta una sorta di sede staccata di Specchio dei tempi per ricevere ed ascoltare gli alluvionati. Il lavoro si fa mano a mano febbrile. I redattori impegnati sul territorio discutono i casi più complessi gli interventi più onerosi mentre la macchina dei soccorsi procede spedita ed arriva a 500 contribuzioni a giorno, tutte consegnate a mano, tutte verificate attraverso le autocertificazioni presentate ai Comuni, tutte accompagnate da un dialogo con gli alluvionati, a volte forzatamente breve ma sempre intenso. Parole di conforto, di solidarietà e di amicizia. La risposta è quasi sempre la stessa: “Ringraziate i vostri lettori”, “Abbracciateli”, “Sono stati meravigliosi”, frasi pronunciate con commozione spesso fra le lacrime.

Una parte importante del nostro sforzo la prende l’intervento nelle scuole. Migliaia di ragazzi che siano visti portare via libri e quaderni dall’acqua ricevono la borsa di studio da cinquecentomila lire sempre consegnata a mano nelle aule dei giornalisti de La stampa. Partono intanto alle contribuzioni per i grandi interventi. Come dimenticare il primo? Cioè il rifacimento della radiologia e della rianimazione dell’ospedale infantile di Alessandria? Con giornalisti. medici e primari che discutono le soluzioni da adottare con l’acqua ai piedi, in locali ancora grondanti o proprio nella stanza dove, qualche ora prima, un medico aveva trovato persino pesci cavedani arrivati con il Tanaro. Fare in fretta è un obiettivo preciso anche nelle opere a sostegno di asili e scuole.

Ad Alessandria la scuola materna di piazza Monserrato, che ospita anche i bambini poveri della città, è riattrezzata nel giro di un paio di mesi , e questo nonostante un’ondata alta più di un metro e mezzo l’abbia spazzata, distrutti locali come i refettori e le cucine. Più complesso ma ugualmente rapido l’intervento presso l’asilo delle Suore Immacolatine in via Colombo, nel cuore del disastrato quartiere Orti. Qui viene completato il ripristino delle strutture, compreso la sostituzione in blocco delle cucine così da consentire anche i trasferimenti in quella sede delle prime tre classi della scuola elementare Santorre di Santarosa. Quasi un miracolo è compiuto a Clavesana, dove in 90 giorni viene data stabilita alle strutture della scuola materna Madonna della Neve, gravemente lesionata e sono completamente attrezzate le aule. E si lavora alla ricostruzione del ponte sul Cherasca ad Alba, delle scuole materne di Asti e Canelli, del Plesso scolastico di Castello d’Annone, delle elementare di Santo Stefano Belbo.

Luca Bono con Simone: continua la battaglia per trovare una cura

Di Beppe Minello su “La Stampa” del 21/08/20

Ci sono imprese, sogni, desideri che sembrano impossibili da raggiungere e realizzare. Simone Desiato, 6 anni, afflitto da una rarissima forma di leucodistrofia che gli impedisce di correre, giocare e destinata ad aggravarsi se non si trova una cura, sogna solo di poter vivere una vita come tutti gli altri bambini. I suoi genitori, Katia e Alessandro, hanno rivoluzionato la loro esistenza per riuscire nella difficile impresa di donare una cura al loro bambino. Il desiderio di Luca Bono, 27 anni, di diventare pilota di Formula 1, s’è invece infranto in un brutto incidente con il go-kart. Ma nei lunghi mesi di ospedale, quando combatteva la noia con piccoli esercizi di illusionismo, ha posto le basi per diventare uno dei maggiori talenti magici della sua generazione, campione italiano a soli 17 anni e Mandrake d’Or, l’Oscar dell’illusionismo, due anni dopo.

Simone, Katia, Alessandro e Luca, complice Specchio dei tempi e la disponibilità del giovane artista, si sono incontrati: “Perché solo combattendo tutti insieme – dice Luca Bono – si possono superare le difficoltà dalle quali spesso emergono possibilità inattese”. Luca ha voluto conoscere Simone trasformando per un attimo il salotto di casa Desiato, dove il piccolo ha trascorso gran parte di questi mesi dominati dal lockdown, in un palcoscenico, come quelli che calca in giro per il mondo. Palline che scompaiono, corde che si spezzano e si ricompongono, carte da gioco che cambiano seme e colore e il sorriso di Simone che esplode ogni volta di meraviglia, felice. Così felice che mamma Katia non l’aveva mai visto: “Grazie” sussurra a chi gli sta vicino mentre il bambino guarda rapito le magie di Luca Bono.

Luca Bono ha voluto contribuire con il suo regalo di gioia alla raccolta fondi iniziata dai genitori e dalla comunità di Montanaro dove vive la famiglia Desiato e ora portata avanti anche da Specchio dei tempi per pagare i costi della ricerca necessaria per trovare una cura o, quantomeno, per fermare la leucodistrofia PMLD che affligge il piccolo Simone. Il bambino solo da poche settimane, dopo la paralisi del lockdown, è riuscito a riprendere tutte quelle attività, nuoto, fisioterapia, psicomotricità, che permettono al suo corpicino di limitare i danni provocati dalla malattia genetica rarissima (si contano appena tre casi al mondo) che colpisce la mielina, cioè la “guaina” dei conduttori dei neuroni che portano i comandi del cervello ai muscoli.

Ma non si è mai fermata la battaglia dei genitori e di Specchio dei tempi per raccogliere i fondi – 60-70 mila euro all’anno per due anni – necessari a finanziare la ricerca dell’unico specialista al mondo, il professor Kleopas di Cipro, che si è dedicato allo studio della leucodistrofia PMLD correlata al gene GJC2. La generosità dei lettori de La Stampa è stata ed è enorme: in un mese sono arrivati a Specchio 22.601 euro, con 202 donazioni. Fondi che nei prossimi giorni saranno bonificati ai genitori di Simone. E la raccolta continua: la battaglia non si deve fermare. 

Anna, l’ex compagno detenuto e un figlio di 4 anni: “Grazie a voi ce la farò”

Di Beppe Minello

Anna ha 38 anni ma gli occhi sono ancora quelli di una bambina. Belli e maliziosi come quelli del figlio Federico di 4 anni. Anna è una delle 100 mamme accudite da Specchio dei tempi. Perché sei mesi dopo la nascita del bambino, questa donna che lotta con le unghie e con i denti per sopravvivere e far crescere il suo bambino nel miglior modo possibile, ha messo alla porta il padre che, dopo poco tempo, è finito in carcere. L’uomo è uscito un mese fa, ora è ai domiciliari e vuole vedere Federico. “Dice così – sospira Anna – ma in realtà è inaffidabile: per un paio di mesi è tutto affetto e tenerezza poi scompare o dà fuori di matto. Insomma, sono preoccupata se dovessi lasciargli Federico anche solo per un momento”. In realtà, il Tribunale ha stabilito che l’uomo, prima di incontrare il figlio, deve seguire corsi riabilitativi e comunque potrà vederlo solo in luoghi neutri, non a casa sua, insomma.

Ovvio, direte. Certo, ma per raggiungere questo obiettivo Anna è stata aiutata da Specchio dei tempi. Un aiuto, quello di Specchio, che si è concretizzato affiancando ad Anna una consulente che la segue tuttora e la consiglia per orientarsi nel labirinto della giustizia. “Una cosa impagabile: la persona che mi è stata accanto è ormai un’amica – dice Anna – un punto di riferimento della mia vita. Certo, ci sono gli assistenti sociali, i servizi, ma non è facile”.

Anna non ha nascosto nulla a Federico di suo papà. Aiutata dalla tutor di Specchio, l’ha avvicinato alla discutibile figura paterna con fotografie, raccontandogli che, avendo fatto il “cattivo”, era stato messo in castigo: “Credo che la verità sia sempre la scelta migliore”, dice. Il sogno di Anna – quello di avere un lavoro – stava per realizzarsi qualche anno fa quando, grazie anche all’aiuto dei genitori, era riuscita ad aprire un bar tutto suo. “E’ durato pochi mesi – ricorda Anna – sono venuti i vigili e me l’hanno fatto chiudere. Il geometra che mi aveva fatto le pratiche aveva fatto un gran pasticcio e ora siamo ancora in causa”. Da allora, Anna sopravvive lavorando saltuariamente come cameriera in qualche bar.

“Mi assicuro il pagamento di affitto e bollette, ma non quello del riscaldamento: ho un arretrato di 1300 euro che devo assolutamente trovare”. Il progetto di Specchio, “Madri e figli in difficoltà” le ha offerto un aiuto economico attraverso, ad esempio, buoni spesa da utilizzare presso l’Associazione Terza settimana, che gestisce un supermarket solidale, e in una macelleria convenzionata. Ma l’obiettivo vero è quello di aiutare Anna a diventare autonoma, con corsi finalizzati a imparare un mestiere e una migliore organizzazione famigliare. Anna, e come lei tutte le mamme, sono seguite ad esempio nella gestione delle bollette: “Come pagarle, come dilazionarle, anche come risparmiare sull’elettricità, ad esempio usando la lavatrice di notte. Non sembra, ma a me è stato molto utile”.

*I nomi sono stati inventati per proteggere Anna e Federico.

Gianna, la mamma rinata dopo le violenze del marito: “Ora sogno un lavoro”

Di Beppe Minello

Gianna ha 45 anni, un delizioso e vivace bambino di 7 anni, Daniel, nato da un matrimonio naufragato dopo pochi anni. Una storia d’amore che ha segnato profondamente Gianna ritrovatasi sola con Daniel e senza lavoro. Per le statistiche, Gianna è una delle 100 mila famiglie monogenitoriali di Torino. Per Specchio dei tempi, è una mamma che ha bisogno di aiuto e dall’ottobre scorso è entrata nel progetto “Madri e figli in difficoltà”, come un altro centinaio di donne seguite economicamente e psicologicamente per superare problemi di ogni genere con l’ambizioso obiettivo di reintrodurle nel mondo del lavoro e donare loro serenità e indipendenza.

Gianna ha lottato duro e grazie a Specchio, e alla sua determinazione, forse ce la farà. In questi anni di fatica e dolore è riuscita a studiare e a superare il corso di operatrice sociosanitaria, con quattro tirocini e alcune proposte di lavoro che ha dovuto rifiutare perché, in qualche modo, confliggevano con la scelta, dolorosa, di affidarsi ai servizi sociali. “Quando mi sono rivolta a loro – ricorda Gianna – ciò che mi offrirono per proteggere me e il bambino dal mio violento marito fu una comunità alloggio e poi ospitalità in ‘gruppi appartamento’”. Tre anni non facili.

Uscita dalla protezione degli assistenti sociali, Gianna si è ritrovata sì in un piccolo alloggio popolare da condividere con il piccolo e vivacissimo Daniel, ma senza risorse. L’aiuto che le sta dando Specchio dei tempi è fondamentale: lo staff del progetto “Madri e figli” la guida nella gestione delle bollette, contribuisce alla sua spesa quotidiana e ha seguito Daniel con il servizio di babysitteraggio quando Gianna s’è dovuta sottoporre a un intervento chirurgico per un nodulo al seno, per fortuna rivelatosi benigno. Specchio le ha fatto condividere, per superarle, le sue ansie e paure con altre donne nella sua identica situazione.

Gianna ora guarda a settembre piena di speranza, ma anche di paura. “Sono riuscita a trovare un lavoro in un laboratorio di analisi privato. Ho risposto a un’inserzione e mi hanno subito scelta. Sarebbe un lavoro fantastico per una mamma come me: dal mattino al tardo pomeriggio, sabato e domenica liberi per dedicarmi a Daniel! Ma sono sola, come faccio con il mio bambino che inizierà la seconda elementare? Bisognerà portarlo a scuola, ed è lontana da casa. Al pomeriggio, il mio lavoro finirà ben oltre il doposcuola: come potrò andarlo a prendere? Ma non mi arrendo. Sono a un metro dal traguardo e sono disposta a qualsiasi sacrificio per superarlo. Non lasciatemi sola!”.

 

Parte domani "Bimbi sicuri online", il corso pediatrico per le famiglie costrette a casa

Di Angelo Conti

Parte domani, sabato 18 aprile,Bambini sicuri a casa al tempo del Coronavirus“, un progetto di lezioni online di primo soccorso pediatrico. L’iniziativa è dell’Associazione “Lorenzo Greco” e della Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi che propongono un format completamente gratuito a supporto delle famiglie, alle prese in queste settimane con le misure di contenimento che possono, in qualche misura, anche condizionare la salute dei più piccoli.

Il progetto è uno sviluppo del collaudato corso “Salvabimbi” che, per effetto della chiusura dei plessi scolastici viene ora proposto online, così da fornire nozioni di primo soccorso pediatrico, attraverso il supporto di immagini condivise con la possibilità di effettuare domande in diretta. Il format “Bambini sicuri a casa al tempo coronavirus”, completamente sostenuto da Specchio dei tempi, è rivolto principalmente alle famiglie, ma anche ad insegnanti, educatori e collaboratori scolastici di Asili Nido, Scuole d’Infanzia e Scuole Primarie. Al termine delle lezioni ad ogni partecipante sarà inviato via mail un libretto con consigli utili per la salute dei più piccoli.

Le prime date:
-> sabato 18/4 ore 11
-> mercoledì 22/4 ore 16,30
-> sabato 25/4 ore 11
-> mercoledì 29 aprile ore 11
-> venerdì 12 giugno ore 16.30
-> venerdì 26 giugno ore 16.30
-> lunedì 13 luglio h 17,30

Altre informazioni su: www.aicr.eu

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I PROGETTI DI SPECCHIO CONTRO IL VIRUS
In un mese di lavoro senza sosta, lo staff di Specchio ha distribuito ottocentomila di dispositivi di protezione individuali ai sanitari che lottano contro il Coronavirus: mascherine, camici, cuffie, guanti, calzari, occhiali. Le forniture sono arrivate in 90 strutture, tra ospedali, pubbliche assistenze, case di riposo, associazioni di volontariato, medici di famiglia, vigili del fuoco volontari. Specchio ha inoltre donato 146, fra macchinari, apparecchiature, letti ed arredi, alle rianimazioni ed ai pronto soccorso di 16 ospedali in tutta la Regione. Chi vuole sostenere la fondazione de “La Stampa” può farlo con donazioni online, quindi in totale sicurezza, con  causale «Emergenza Coronavirus», Fondo 112.  Le donazioni sono possibili con carta di credito qui, con un  bonifico sul conto intestato a Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, IBAN: IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, Banca Intesasanpaolo oppure sul conto corrente postale 1035683943, intestato a Specchio dei tempi. E’ anche possibile usare  Satispay (qui non occorre causale, ogni aiuto è automaticamente destinato alla lotta al virus). E’ infine possibile donare anche sulla piattaforma “ Rete del dono”.  Qui sul sito (e sulle pagine Facebook, Instagram e Twitter) vengono più volte al giorno pubblicati aggiornamenti sull’andamento della sottoscrizione e sulle attività della fondazione a contrasto del Covid-19.

Le Fonderie 2A insieme a Specchio: "Un aiuto per chi lotta a Villastellone"

Di Lucia Caretti

Guanti, mascherine, occhiali, visiere. Così le Fonderie 2A sono accanto a Specchio dei tempi e ai soccorritori che lottano contro il Coronavirus: con una donazione che si è già trasformata in aiuti concreti per la Croce Verde di Villastellone. Grazie al contributo della storica azienda torinese, la fondazione de “La Stampa” ha consegnato migliaia di dispositivi di protezione individuale ai volontari. “Volevamo fare qualcosa per la nostra città: un gesto a nome di tutti i nostri 250 dipendenti” spiega la 2A Spa, che ha altri due stabilimenti a Borgaro e Santena. Anche qui interverrà insieme a Specchio.

I PROGETTI DI SPECCHIO CONTRO IL VIRUS
In un mese di lavoro senza sosta, lo staff di Specchio ha distribuito  oltre mezzo milione di dispositivi di protezione individuali ai sanitari che lottano contro il Coronavirus: mascherine, camici, cuffie, guanti, calzari, occhiali. Le forniture sono arrivate in 60 strutture, tra ospedali, pubbliche assistenze, case di riposo, associazioni di volontariato, medici di famiglia, vigili del fuoco volontari.  Specchio ha inoltre donato 146, fra  macchinari, apparecchiature, letti ed arredi, alle rianimazioni ed ai pronto soccorso di 16 ospedali in tutta la Regione. Chi vuole sostenere la fondazione de “La Stampa” può farlo con donazioni online, quindi in totale sicurezza, con  causale «Emergenza Coronavirus», Fondo 112.  Le donazioni sono possibili con carta di credito qui, con un bonifico sul conto intestato a Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, IBAN: IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, Banca Intesasanpaolo oppure sul conto corrente postale 1035683943, intestato a Specchio dei tempi. E’ anche possibile usare  Satispay (qui non occorre causale, ogni aiuto è automaticamente destinato alla lotta al virus). E’ infine possibile donare anche sulla piattaforma “Rete del dono”.  Qui sul sito (e sulle pagine Facebook, Instagram e Twitter) vengono più volte al giorno pubblicati aggiornamenti sull’andamento della sottoscrizione e sulle attività della fondazione a contrasto del Covid-19.
Infospecchiodeitempionlus@lastampa.it; 011.6568376.

Specchio dona un ecografo polmonare all’ospedale di Savigliano

Di Lucia Caretti

La fondazione La Stampa – Specchio dei tempi è sempre più vicina alla provincia Granda. Dopo il macchinario donato al Carle di Cuneo, un ecografo polmonare è stato consegnato all’ospedale di Savigliano. Sarà utilissimo per l’emergenza Covid-19, in particolare per la diagnosi iniziale. E’ costato 30500 euro ed è stato acquistato grazie alla generosità di oltre 12 mila donatori e al contributo dell’associazione Amici dell’Ospedale SS. Annunziata Savigliano Onlus.

Da un mese esatto ogni euro raccolto da Specchio dei tempi si sta trasformando in aiuti immediati: la sottoscrizione ha superato gli 8,4 milioni di euro e sono già stati distribuiti oltre mezzo milione di dispositivi di protezione individuali, come mascherine, camici, cuffie, guanti, calzari, occhiali. Le forniture sono arrivate in 60 strutture piemontesi, tra ospedali, pubbliche assistenze, case di riposo, associazioni di volontariato, medici di famiglia, vigili del fuoco volontari. La onlus ha inoltre donato 146, fra strumenti, apparecchiature, letti ed arredi, alle rianimazioni ed ai pronto soccorso di 16 ospedali in tutta la Regione. Tra questi, una tac mobile per l’Amedeo di Savoia e una seconda tac che è stata consegnata oggi al Martini di Torino (vedi foto sotto). All’Asl Città di Torino è stato infine prestato lo Specchiobus, il Ducato Maxi della fondazione, attrezzato per l’emergenza e dotato di due ambulatori: viene ora impiegato per effettuare i tamponi. Accanto all’aiuto per medici e infermieri, c’è un ampio programma di sostegno alle fasce più deboli della popolazione. La fondazione sta infatti portando gratuitamente a casa degli anziani soli o indigenti oltre 5000 borse spesa

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COME DONARE
Chi vuole essere con Specchio dei tempi potrà farlo con donazioni online, quindi in totale sicurezza, con causale «Emergenza Coronavirus», Fondo 112Le donazioni sono possibili con carta di credito qui, con un bonifico sul conto intestato a Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, IBAN: IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, Banca Intesasanpaolo oppure sul conto corrente postale 1035683943, intestato a Specchio dei tempi. E’ anche possibile usare l’applicazione Satispay (qui non occorre causale, ogni aiuto è automaticamente destinato alla lotta al virus). E’ infine possibile donare anche sulla piattaforma “Rete del dono”. Qui sul sito (e sulle pagine Facebook, Instagram e Twitter) vengono più volte al giorno pubblicati aggiornamenti sull’andamento della sottoscrizione e sulle attività della fondazione a contrasto del Covid-19.

Un ecografo hi-tech per la lotta al Coronavirus donato da Specchio all’ospedale di Cuneo

Di Angelo Conti
Pubblicato su La Stampa il 29 marzo 2020

Il grande cuore dei lettori per un gesto di solidarietà che è un abbraccio a chi sta lottando contro il coronavirus e un applauso a tutti i medici e infermieri in prima linea impegnati a contrastare questa terribile emergenzaLa Fondazione Specchio dei tempi, da sempre impegnata a sostenere progetti solidali in tutto il mondo e a garantire un aiuto nelle situazioni più difficili ha donato all’ospedale «Santa Croce e Carle» di Cuneo un ecografo con sonda. Una donazione resa possibile grazie alle tante piccole e grandi offerte arrivare dai lettori, molti anche dalla provincia di Cuneo.

L’ecografo acquistato dalla fondazione de La Stampa è un modernissimo macchinario Philips Sparq è destinato al reparto di Rianimazione guidato dal dottor Locatelli. L’apparecchiatura è accompagnata da una sonda Lumify che ne amplia il raggio di azione e che può, in alcuni casi, anche sostituirlo in alcune funzioni. La donazione di Specchio dei tempi all’ospedale «Santa Croce» ha un valore complessivo di oltre 50 mila euro.

Tutti possono aiutare Specchio dei tempi in questa grande gara di solidarietà per agire con rapidità a favore di chi sta combattendo il virus in prima linea (ospedali, medici e infermieri) ma anche delle fasce più deboli, ad esempio gli anziani, che stanno vivendo questa situazione con maggior difficoltà.

COME DONARE
Chi vuole essere con Specchio dei tempi potrà farlo con donazioni online, quindi in totale sicurezza, con causale «Emergenza Coronavirus», Fondo 112Le donazioni sono possibili con carta di credito qui, con un bonifico sul conto intestato a Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, IBAN: IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, Banca Intesasanpaolo oppure sul conto corrente postale 1035683943, intestato a Specchio dei tempi. E’ anche possibile usare l’applicazione Satispay (qui non occorre causale, ogni aiuto è automaticamente destinato alla lotta al virus). E’ infine possibile donare anche sulla piattaforma “Rete del dono”. Qui sul sito (e sulle pagine Facebook, Instagram e Twitter) vengono più volte al giorno pubblicati aggiornamenti sull’andamento della sottoscrizione e sulle attività della fondazione a contrasto del Covid-19.

Virus, il Gruppo Di Viesto con Specchio: "30 mila euro per ringraziare Torino"

di Lucia Caretti

I fratelli Franco e Lino Di Viesto raccontano di aver deciso una sera, dopo aver parlato dell’Emergenza Coronavirus in famiglia. “Sentire che non ci sono le mascherine, che mancano i respiratori, ci ha fatto pensare di dover fare qualcosa subito. Così lo storico gruppo di concessionarie è sceso in campo accanto a Specchio dei tempi, per aiutare gli ospedali dove si combatte la pandemia. Una donazione di 30 mila euro per abbracciare medici, sanitari e malati a nome dei 300 dipendenti dell’azienda. E lasciare un messaggio: “In questo momento di difficoltà… #Noicisiamo”.

“La nostra offerta è un gesto di riconoscenza nei confronti della città che tanti anni fa ci ha accolto, con le nostre speranze e i nostri sogni” spiegano i due fratelli Franco e Lino. “Torino ha valorizzato gli insegnamenti di mamma e papà: rispetto per il lavoro e per il prossimo. Il pensiero e il ringraziamento vanno ai tanti torinesi che in questi giorni, senza risparmiarsi, continuano a lavorare per il bene della nostra comunità”.

I fondi affidati alla onlus si sono già trasformati in dispositivi di protezione individuale (Specchio ne consegna migliaia ogni giorno) e macchinari. Tac, ecografi, monitor: la fondazione ne sta acquistando e distribuendo decine a tutti gli ospedali della città e del Piemonte. Sono ormai quasi 10 mila i donatori che come il Gruppo Di Viesto hanno partecipato alla sottoscrizione lanciata dai lettori de “La Stampa”. Sono già stati raccolti quasi 8 milioni di euro: si può ancora sostenere il progetto e ogni giorno, qui e sui social media, se ne possono seguire gli sviluppi.

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DA 50 ANNI IL RIFERIMENTO PER L’AUTOMOTIVE

Il Gruppo Di Viesto è concessionario ufficiale di tutti i marchi del gruppo Volkswagen ed opera su Torino nel settore dell’Automotive da oltre 50 anni. I fondatori del Gruppo Di Viesto sono i due fratelli Franco e Lino Di Viesto i quali detengono il 100% delle azioni di tutte le società del Gruppo che ad oggi sono nove, con un fatturato totale globale di 240 milioni di Euro. Le società del Gruppo Di Viesto si occupano di vendita di autovetture nuove ed usate, di assistenza, carrozzeria nonché di vendita dei prodotti ad esse collegati ovvero pratiche auto, assicurazioni e finanziamenti, offrendo così un servizio a 360° ai propri Clienti.

Il Gruppo Di Viesto ha un totale di circa 300 dipendenti di cui 110 dipendenti sono collocati nel Service (assistenza e ricambi) con 35 mila riparazioni all’anno. L’affidabilità e la correttezza, l’organizzazione aziendale, il team di esperti professionisti che hanno come massima priorità ed obiettivo costante la soddisfazione del Cliente, unitamente al livello qualitativo dei nostri prodotti e servizi, rappresentano la nostra forza.

COME AIUTARE SPECCHIO DEI TEMPI

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Coronavirus, tutto il mondo accanto a Specchio dei tempi

Di Lucia Caretti, da “La Stampa” del 25 marzo 2020

“Auguro ogni bene all’Italia”. Ammar è un medico e quando invia i suoi 100 euro dall’Iraq, per gli ospedali torinesi, si firma così: “Ammar Adil Dhaiban, anestesista”. Ali Said Yucel invece scrive dalla Turchia: “Vorrei poter donare di più. Ma sono soltanto un povero ragazzo con un salario minimo”. Due euro, dunque, e valgono come i 2000 che un anonimo manda da Singapore. O come i mille che Harry e Aik versano dal Colorado e da Kuala Lumpur. Poi ci sono i 200 euro di un signore eritreo che adesso vive in Norvegia: “Sono arrivato in Italia nel 2006, sui barconi. Sono grato per il vostro aiuto in un momento per me difficile. Siete un popolo generoso. Mi si spezza il cuore a vedere quello che state affrontando”. 

Dal Guatemala alla California, passando per Copenaghen, Madrid, Dubai, Londra, Ottawa, San Paolo, New York, Hong Kong, New Delhi. C’è tutto il mondo accanto a Specchio dei tempi, e accanto ai medici e ai sanitari torinesi che lottano contro il Coronavirus. Degli oltre 7,4 milioni di euro raccolti, 53878 euro sono stati donati su specchiodeitempi.org e sui social media da 513 persone provenienti da 54 diversi Paesi. Un’ondata di solidarietà che sta attraversando il web, grazie alla credibilità internazionale che Specchio ha costruito con 65 anni di interventi nelle principali catastrofi. Guerre, tsunami, terremoti (l’ultimo in Messico, nel 2017): la generosità dei lettori de “La Stampa” ha cambiato migliaia di vite nei cinque continenti. E ora dall’estero arriva un grande abbraccio a Torino, con messaggi commoventi che i donatori accompagnano alle offerte. Si possono leggere su specchiodeitempi.org/dediche e vengono ripresi sui canali Facebook e Instagram della onlus.


Il nostro maratoneta Andrew Bannon

“Mia mamma era un’infermiera. Lavorava di notte, dormiva tre ore e poi si occupava della casa” spiega Andrew Bannon. “Ho un enorme rispetto per i sanitari e vorrei aiutare il più possibile gli italiani. L’Europa è viva: noi ci preoccupiamo dei nostri fratelli”. Bannon, 41 enne irlandese che vive a Monaco, avrebbe dovuto correre la maratona di Roma. Domenica farà 700 giri del suo giardino (cioè 42,195 km) per sostenere Specchio. Ha già raccolto 700 euro raccontando la sua impresa. La Germania è uno dei paesi che hanno donato di più, insieme agli Stati Uniti: per coinvolgere gli americani Specchio ha aperto una campagna sul portale Global Giving, dove ieri un anonimo ha versato 10 mila dollari. Per fare squadra con Pechino, invece, la fondazione ha assoldato un giovane esperto di social media orientali, Luca Bellet. Da giorni si sta organizzando una spedizione di forniture che varie aziende cinesi vogliono regalare a Torino. Intanto il sito web della onlus è stato tradotto. Ieri sono arrivati i 400 euro di Tiffany Zhang: “Con amore, dalla Cina. Spero che l’Italia si riprenda presto e ringrazio lo staff medico che combatte per tutti noi. Siamo con voi”. E poi la la prima donazione con una dedica in ideogrammi. Traduzione: “Desidero la pace e la salute del mondo”. 

COME DONARE
Chi vuole essere con Specchio dei tempi potrà farlo con donazioni online, quindi in totale sicurezza, con causale «Emergenza Coronavirus», Fondo 112Le donazioni sono possibili con carta di credito qui, con un bonifico sul conto intestato a Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, IBAN: IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, Banca Intesasanpaolo oppure sul conto corrente postale 1035683943, intestato a Specchio dei tempi. E’ anche possibile usare l’applicazione Satispay (qui non occorre causale, ogni aiuto è automaticamente destinato alla lotta al virus). E’ infine possibile donare anche sulla piattaforma “Rete del dono”. Qui sul sito (e sulle pagine Facebook, Instagram e Twitter) vengono più volte al giorno pubblicati aggiornamenti sull’andamento della sottoscrizione e sulle attività della fondazione a contrasto del Covid-19.