Frutta e verdura per gli anziani più poveri

Angelo Conti

Con le prime 42 consegne di frutta e verdura a decine di anziani del progetto forza nonni ed al team di Suor Cristina che si occupa delle Colazioni dei poveri, è da ieri operativo il progetto che lega Specchio dei tempi ai giovani di Solidarietà Alimentare.

L’invenduto dei mercati generali Cat agli anziani, alle mamme sole, ed ai senza tetto dei progetti di Specchio dei tempi. E presto faremo ancora di più, insieme.

Frutta e verdura per migliaia di famiglie in difficoltà

Angelo Conti

Oggi, 15 aprile, il CdA di Specchio dei tempi ha approvato il progetto congiunto della nostra fondazione e dell’Associazione Solidarietà Alimentare. L’associazione è composta da circa 250 ragazzi (fra i 18 ed i 20 anni) che prestano la loro opera di volontariato per il recupero e la distribuzione di frutta e verdura invenduta al Cat, i Mercati Generali di Torino. Abbiamo messo a punto una interazione per la distribuzione, tutti i venerdì pomeriggio, di frutta e verdura agli over 80 del Progetto Forza Nonni ed a Casa Santa Luisa per le nostre Colazioni ei poveri. Allo studio estensione servizio alle mamme di “Madri e figli in difficoltà” e presso i nostri due doposcuola torinesi (all’ex Moi ed ai Giardini Saragat).

I ragazzi di Solidarietà Alimentare

Specchio dei tempi acquisterà un furgone Ducato ed anche nuove scaffalature per il magazzino dell’associazione al Cat per una spesa di 26.800 euro. Solidarietà Alimentare è un’Organizzazione di volontariato prevalentemente di universitari, tornata attiva a seguito del primo lockdown e dell’attuale crisi socio economica. L’attività di recupero e distribuzione di alimenti, iniziata a maggio 2020, ha velocemente coinvolto oltre 200 volontari, distribuendo più di 500 tonnellate di frutta, verdura e alimenti a lunga conservazione, grazie ad una rete di 55 realtà territoriali di Torino e provincia.

Il nostro obiettivo è recuperare più alimenti possibili, contrastando una triste contraddizione: aziende costrette a buttare frutta e verdura perché nessuno va a prenderle e, nella stessa città, famiglie in difficoltà che non sanno cosa mettere sulla tavola. Il cibo, inoltre, è un grande strumento per rafforzare i legami comunitari, siano comunità culturali, religiose, territoriali, digitali e ludiche. Sentirsi parte di una comunità, dedicarvi del tempo come volontari o ricevere un sostegno in un momento difficile è il più grande successo al quale miriamo.

La stanza degli abbracci arriva a Torino

Angelo Conti

Duecento stanze degli abbracci e poi il desiderio di un gesto solidale. La Sport Promotion di Reano ha deciso di festeggiare così quello che è anche un successo commerciale con la donazione della duecentesima stanza da loro costruita a Specchio dei tempi.

“Ci siamo detti – spiega Davide Morando, titolare di Sport Promotion – che era il momento di restituire un po’ del successo della nostra idea sostenendo un progetto benefico. E ci ha colpito Forza Nonni di Specchio dei tempi. Abbiamo così deciso di donare, attraverso Specchio, una stanza degli abbracci ad una struttura di periferia”. Specchio dei tempi ha poi scelto di collocare alle Vallette, nella Rsa “Villa Primule” di via delle Primule, questa stanza degli abbracci è stata consegnata questa mattina nel corso di una breve cerimonia a cui interverranno rappresentanti di Specchio e di Sport Promotion.

Specchio dei tempi aveva, a gennaio, già acquistato dall’azienda di Reano due altre camere degli abbracci, subito utilizzate in case di riposo dell’area alluvionata del Cuneese.

 

Gioacchino, l’ex camionista isolato da 29 scalini

Beppe Minello
La Stampa, 18/03/21

Il signor Gioacchino ha 84 anni ed è un uomo profondamente solo. Uno soltanto dei tanti guai che lo affliggono renderebbe un tormento la vita di chiunque. Gioacchino è stato inserito nel progetto “Forza nonni!” di Specchio dei tempi e per questo ha una colf che gli pulisce casa due volte al mese, riceve una spesa gratuita ogni 15 giorni, ha a disposizione una psicologa, ma nulla sembra renderlo più felice della visita del cronista e del fotografo perché, per mezz’ora, ha potuto finalmente chiacchierare di persona con qualcuno lasciando per un attimo da parte le parole crociate che sono la sua unica distrazione di giorno e di notte.

Gioacchino, arrivato da Siracusa nel ’63 con una preziosa patente “E” che gli ha regalato un lavoro da camionista portandolo sulle strade d’Italia e d’Europa per tutta la vita, è prigioniero in casa propria. Anni e anni al volante fumando una sigaretta dietro l’altra gli hanno lasciato un enfisema che lo obbliga muoversi per casa sempre collegato a un bombolone di ossigeno senza il quale soffocherebbe. In casa il riscaldamento è spento perché l’aria calda gli impedisce di respirare bene. Mobili e pavimenti devono sempre essere uno specchio perché se si deposita polvere sono guai per i suoi polmoni malandati.

Aggiungeteci un tumore allo stomaco e avrete ben chiaro il calvario quotidiano di Gioacchino. Ogni spostamento fra le quattro mura del suo alloggetto di periferia è una fatica immane agevolata, si fa per dire, da un paio di bastoni, uno più corto dell’altro “che mi fanno stare tutto storto” dice. Non parliamo di piegarsi per raccogliere qualcosa o anche solo farsi una doccia con il terrore di scivolare, cadere e non riuscire più ad alzarsi.

“Sono due mesi che non esco di casa – racconta – non riesco più a fare i 29 scalini delle due rampe di scale che mi dividono dalla strada. Ma poi, dove andrei? Avevo un deambulatore che tenevo in cortile e me l’hanno rubato. Avrei anche uno scooter elettrico ma ci sono sempre quei 29, maledetti, scalini che non sono più in grado di superare”. I vicini, una coppia “gentilissima”, ogni tanto lo aiutano, ma è un fatto che il suo pranzo e la sua cena sono sempre latte o te dove inzuppare pane raffermo: “Quello che ho adesso è vecchio di tre giorni…”.

Gioacchino non è solo al mondo. Ma il suo lavoro sempre lontano da casa aveva reso il suo matrimonio un inferno: quando si è separato dalla moglie, ormai mancata dieci anni fa, ha perso i contatti con i figli (“tranne uno”). E non ha mai conosciuto i nipoti che negli anni sono nati. Dolori che si aggiungono ai guai fisici che lo tormentano, ma non offuscano una vivacità intellettuale non così scontata in un over 80.

La cosa che l’angustia di più è il suo funerale. Ha già predisposto tutto e trovato il loculo dove essere messo. “Resta il funerale, fare in modo che qualcuno si occupi di tutto – dice pensieroso – ma mi hanno chiesto 1.300 euro che non ho e non so come fare a pagare: tolto l’affitto mi restano sì e no 230 euro e non posso, non riesco a mettere niente da parte…”.

Specchio dei tempi, dal 23 febbraio quando ha ricevuto la prima borsa della spesa, ha inserito Gioacchino nel suo progetto “Forza Nonni”. Da allora ha a disposizione anche una colf che lo visiterà, se vorrà, due volte al mese per complessive 4 ore, potrà parlare con i nostri volontari, potrà ricevere l’aiuto ed il conforto di una psicologa. Gli staremo vicini, per cambiargli un po’ la vita.

Dalla spesa alla Tredicesima: #ForzaNonni anche a Vercelli

Angelo Conti
La Stampa, 16/03/21

«Forza nonni!», il progetto di Specchio dei tempi nato dopo lo scoppio della pandemia, è da oggi attivo anche a Vercelli. Tutto è cominciato quando ci si è resi conto che i più anziani erano diventati molto più fragili. La loro vita si era improvvisamente complicata e tutto era diventato più difficile: dal fare la spesa a ritirare un farmaco, sino a mantenere relazioni con figli e nipoti. Solitudini profonde, percorse dalla paura ma anche dalla disperazione. La Fondazione Bersezio ci è stata subito vicina, con un importante contributo, condividendo il progetto con entusiasmo.

Dona una spesa ad un nonno

E così Specchio si è messo in moto individuando, anche a Vercelli con l’aiuto dei volontari vincenziani, gli over 80 più fragili ad avviando un programma di assistenza, partito in questi giorni, che si concretizza con la donazione di due spese al mese lasciate sullo zerbino in sicurezza, l’assistenza per 4 ore al mese di una collaboratrice domestica, una costante presenza telefonica garantita dal gruppo volontari di Specchio dei tempi, la consegna automatica della Tredicesima dell’Amicizia a Natale e, all’occorrenza, anche un supporto psicologico. Tutti modi per dire «Forza nonni! Non siete soli!». L’iniziativa, nata a Torino lo scorso anno, è stata ora estesa a tutti i capoluoghi di provincia piemontesi. La scelta dei beneficiati avviene dopo una verifica di ogni singola situazione, oltre al controllo del modello Isee.

L’8 marzo di Bonansea: “Forza nonne, lotto insieme a voi”

Di Barbara Bonansea*

*Barbara Bonansea, attaccante simbolo del calcio femminile italiano, è testimonial di Specchio dei tempi. Con questo intervento aderisce a #DonneNascoste, la campagna con cui laFeltrinelli chiede ad artiste, sportive, intellettuali e celebrità di omaggiare le figure femminili che hanno ispirato le loro vite.

Un giorno, una donna si mise a pedalare e a rivoluzionare lo sport e un pezzo del nostro Paese. Si chiamava Alfonsina Strada e fu la prima a correre il Giro d’Italia, unica donna tra soli uomini. Era il 1924 e la sua partecipazione causò molte polemiche. Ho scoperto la sua storia qualche anno fa, e mi è rimasta nel cuore: Alfonsina è un simbolo delle generazioni che ci hanno precedute e con le loro battaglie silenziose ci hanno consegnato un mondo migliore. Donne come quelle che Specchio dei tempi aiuta ogni giorno con i suoi progetti a favore delle anziane in difficoltà.

Alfonsina non mollava mai: le tappe del suo Giro erano lunghissime, solo 30 corridori su 90 lo conclusero. Lei ci riuscì. Perché? Perché quando noi donne ci mettiamo in testa qualcosa, facciamo di tutto per raggiungere l’obiettivo. Non rinunciamo mai. Non ci arrendiamo mai. Sopportiamo qualsiasi fatica e sacrificio. Questa è la nostra forza ed è la forza delle donne come Alfonsina, e come mia nonna Rita, che da ragazzina andava a lavorare a piedi anche con il gelo, perché non c’erano altri modi per arrivare. E lei aveva bisogno di andarci. Donne di altri tempi: toste. Donne che hanno cambiato il mondo perché, semplicemente, hanno fatto: senza lamentarsi, senza troppe domande. Avevano un obiettivo e lo hanno raggiunto.

Spesso noi ci lasciamo frenare dai pregiudizi: una donna che va in bici, una donna che gioca a calcio è percepita come un problema. Ma un problema è nella testa di chi lo vede. Se tu non lo vedi, quel problema per te non esiste. Alfonsina era criticata da tutti, eppure pedalava e basta, perché per lei il problema non esisteva. Lei voleva andare in bici e ci è andata. Dobbiamo lasciarci ispirare da queste donne che non avevano riconoscimenti eppure, giorno dopo giorno, hanno ottenuto quello che volevano. E dobbiamo ricordarci di quelle generazioni che senza far rumore hanno lottato per noi. Oggi troppe anziane sono rimaste sole e sono state travolte dalla crisi economica e dal lockdown. Hanno gli stessi occhi di mia nonna e delle nostre nonne. Hanno combattuto come Alfonsina. Non possiamo restare indifferenti. Specchio dei tempi le sta aiutando: dona loro la spesa, offre assistenza psicologica, supporto per pagare le bollette e persine nelle pulizie di casa. Gesti semplici e quotidiani.

Quello che vi propongo per festeggiare insieme a me questo 8 marzo. Facciamo una cosa concreta: facciamo una donazione. Facciamo sentire a queste donne speciali che siamo accanto a loro. #ForzaNonne, non siete sole!

Ogni giorno accanto ai nonni travolti dalla pandemia

Angelo Conti
La Stampa, 09/02/21

“Forza nonni!” è un progetto della Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi nato dopo lo scoppio della pandemia. Quando ci si è improvvisamente resi conto che i più anziani erano diventati molto più fragili, e non solo – purtroppo – perché morivano. La loro vita si era improvvisamente complicata e tutto era diventato più difficile: dal fare la spesa a ritirare un farmaco, sino a mantenere un minimo di relazioni umane con i figli ed i nipoti. Solitudini profonde, percorse dalla paura ma anche dalla disperazione.

La Fondazione Bersezio ci è stata subito vicina, con un importante contributo, condividendo il progetto con entusiasmo. E così Specchio si è messo in moto individuando i cento “over 80” piemontesi più deboli e più soli, avviando un programma di assistenza che si è concretizzato con la consegna delle Tredicesime dell’Amicizia a dicembre, la donazione di due spese al mese lasciate sullo zerbino in sicurezza, l’assistenza per 4 ore al mese di una collaboratrice domestica, una costante presenza telefonica garantita dal gruppo volontari di Specchio dei tempi e, all’occorrenza, anche un supporto psicologico. Inoltre, nell’ambito del programma di Alternanza Scuola-Lavoro, gli studenti degli indirizzi comunicazione del Liceo Alfieri e del Liceo Sociale di Torino raccoglieranno, in un volume le “memorie” degli anziani assistiti, così da non disperdere questo prezioso patrimonio di conoscenza ed esperienza. Tutti modi per continuare a dire “Forza nonni! Non siete soli!”. 

Il presidente di Specchio dei tempi, Lodovico Passerin d’Entrèves, ha sottolineato la validità dell’iniziativa: “L’obiettivo non è tanto quello di offrire un supporto economico, che pure viene fornito ed è importante, quanto soprattutto quello di condividere le difficoltà di persone che, troppo spesso, dopo una vita intensa e di lavoro si ritrovano sole. La consegna di una spesa ogni due settimane, la disponibilità di una colf, le telefonate dei volontari, la disponibilità di una psicologa sono tutti elementi capaci di cambiare la vita a persone che non devono sentirsi emarginate”.

Luigi e Ida, l’amore a 90 anni batte anche il Covid

Di Beppe Minello, La Stampa 6/1/2021

L’amore a 90 anni sconfigge anche il Covid. Luigi, 91 anni a giugno, e Ida, che ne compirà 88 a marzo, si sono ammalati insieme. Il virus li ha colpiti a metà novembre, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altra. Le prime due settimane si sono persi, ricoverati al Maria Vittoria e poi al Martini. Si sono ritrovati a Villa Pia per combattere, e vincere, le ultime resistenze del male.

Ieri, un mese e mezzo dopo il primo viaggio in ambulanza (“Mi hanno caricato così com’ero, avevo 40 di febbre ed ero poco vestito: che freddo!” ricorda Luigi) sono stati dimessi, ancora insieme. Il loro amore, la loro voglia di vivere, era ed è così evidente da far innamorare anche chi ha avuto il privilegio di stare loro accanto in quei momenti di dolore. Specchio dei tempi li accompagnerà, grazie al progetto “Forza nonni!”, nei prossimi mesi. Sino alla ripresa di una vita normale.

Un percorso verso la guarigione, che ha avuto momenti difficili. “Noi non lasceremo mai questo ospedale per andare in un altro ospedale”, si sono ribellati Luigi e Ida quando è stato detto loro che sarebbero stati dimessi e, non avendo parenti al mondo, ospitati in una residenza per anziani e non nella loro casa di corso Svizzera: “Troppo rischioso lasciarvi soli”.

Una determinazione che ha scosso il cuore di medici e infermieri. I quali avrebbero potuto fare spallucce, camuffare la loro indifferenza dietro regolamenti e leggi. Non hanno potuto. Non hanno voluto. Chiunque, su quel piano di Villa Pia, aveva visto Luigi preoccuparsi della sua Ida ricoverata dall’altra parte del corridoio: “Soffre di cuore, vi prego state attenti”, diceva a tutti, ostentando una preoccupazione evidente. E quando Ida è stata trasferita nel letto accanto al marito, i finti battibecchi, le reciproche e bonarie prese in giro, le battute infinite alimentate dai 63 anni vissuti insieme, hanno conquistato il cuore di tutti.

L’amore poi, si manifesta in mille modi. Anche scrivendo una lettera a Specchio dei tempi come ha fatto uno dei medici di Villa Pia: “Aiutateci ad aiutare Luigi e Ida”. Ieri l’anziana coppia è ritornata, ancora con l’ambulanza, in corso Svizzera. Il tempo di farsi una minestrina (“Erano settimane che la desideravamo; non ne potevamo più del cibo dell’ospedale”) e al loro campanello ha suonato Lumi, una dipendente della cooperativa che lavora per Specchio dei tempi. Lumi ha fatto la prima spesa per Luigi e Ida, presto arriverà qualcuno a rassettare la casa e a fare le pulizie. Anche se , appena messo piede in casa, la signora Ida ha rassettato tutto lei, trascinata dall’entusiasmo del ritorno a casa. Ora che è seduta attorno al tavolo con il suo Luigi, Lumi e il cronista, ha il fiato grosso: “Devo stare attenta…” mormora.

“Ma dai…” la prende in giro Luigi che, a dispetto dei sui prossimi 91 anni, è ritto come un fuso, indossa quasi con eleganza una tuta sportiva e  sfoggia una zazzera che tanti giovanotti sognerebbero. Ama scrivere poesie, ha amato la montagna, ma la sua vita l’ha trascorsa alle Ferriere di Parco Dora, prima come manovale, poi impiegato e via fino alla pensione. Tranne un breve periodo in un’azienda privata che lo pagava il doppio ma che chiuse dopo 9 mesi. Ida, invece, è una donna dalle mani d’oro. Per anni ha fatto la sartina in casa poi, su suggerimento di un’amica, ha imparato a fare cinture e poi borse: “Per dieci anni – ricorda con sguardo sognante – ho rifornito un sacco di negozi del centro. Guardi, guardi…” e apre armadi su armadi per far vedere ciò che è rimasto di quel decennio: “Il più bello della mia vita”. “Anche della mia” sorride Luigi: “Avevo 50 anni, la boita dov’ero andato a lavorare aveva chiuso, alle Ferriere facevano un po’ i difficili per riprendermi e nessun’altro assumeva cinquantenni. Ida, con quelle borse e cinture, riusciva a guadagnare per due”.

Il racconto della loro vita s’ingarbuglia, a volte si confonde. Non sempre riescono a cogliere tutte le parole. Eppure non smettono mai di ridere, di prendersi in giro per la scarsa memoria dell’uno e dell’altro. Eccolo l’amore.

Per sostenere Luigi e Ida, e gli anziani del progetto “Forza Nonni” si può donare qui.

Tutto l’anno vicini ai più fragili con il progetto “Forza nonni!”

di Angelo Conti

Nel mirino del Covid, straziati dalla solitudine dei lockdown, alla ricerca di speranza, i nostri nonni (reali e metaforici) stanno attraversando una stagione difficilissima. Specchio dei tempi se ne è reso conto, come anche tutti i nostri sostenitori che, nel corso del 2020, hanno generosamente appoggiato sia la campagna contro il Coronavirus (che ha permesso di consegnare anche 20.000 borse della spesa e 40.000 cene solidali, moltissime delle quali a persone anziane) sia la edizione numero 45 delle Tredicesime dell’Amicizia che ha frantumato ogni record di raccolta.

Ora Specchio dei tempi continuerà ad essere vicino ai più fragili, in particolare gli over 80, con il progetto “Forza Nonni”, avviato in autunno a Torino in collaborazione con la Fondazione Bersezio. Un progetto attivo tutto l’anno che, grazie al plus delle Tredicesime, vedrà salire il numero degli assistiti da 50 a 100 già nel mese di gennaio.  Staremo loro vicini con due spese gratuite mensili consegnate a domicilio, quattro ore mensili di assistenza domiciliare attraverso una colf, una costante presenza attraverso telefonate e commissioni, presto anche con un supporto psicologico. Perché i nonni, soprattutto in questi mesi, devono sentire tutta la nostra attenzione e tutto il nostro affetto.