Antonella, mamma in lotta per una vita migliore

Beppe Minello, La Stampa 25/02/21

C’è dignità anche e soprattutto nell’indigenza. C’è coraggio nell’affrontare il male e il dolore che colpisce una figlia. C’è orgoglio nel  cercare un lavoro, uno qualunque, per affrontare a testa alta la vita. Antonella C., 41 anni e due grandi occhi verdi, madre di tre figli, è tutto questo e anche di più.

Come altre 99 mamme sole e in cerca d’aiuto, Antonella è stata “adottata” da Specchio dei tempi che l’ha inserita nel progetto “Madri e figli in difficoltà” seguiti con corsi di formazione, spese gratuite, supporto psicologico e avviamento al lavoro.

Antonella, che vive in una casa Atc delle Vallette con due ragazzi di 7 e 19 anni e una ragazza di 17 avuti da un uomo che li ha lasciati oltre 15 anni fa, ha chiesto aiuto a Specchio con una mail, l’unica strada percorribile in questo periodo di lockdown. “Avevo accumulato così tante bollette arretrate – racconta – che non sapevo più a che santo rivolgermi”.

Figlia di ambulanti di frutta e verdura, Antonella è cresciuta tra i banchi del mercato e ha coltivato una passione importante per la cucina. Con la caparbietà che la contraddistingue ha iniziato a lavorare come lavapiatti fino a diventare aiuto cucina in ristoranti stellati torinesi. La pandemia e il conseguente lockdown, soprattutto nel campo della ristorazione, ha messo Antonella e i suoi tre figli su una strada. Per un anno ha tirato avanti con la Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione, “poi ho provato con il reddito di cittadinanza, ma prendendo in considerazione il mio stipendio di un paio d’anni prima, avrei ricevuto solo 49 euro: ci ho rinunciato perché, accettarlo, avrebbe bloccato ogni altro aiuto”.

Insomma, una vita difficile. Diventata drammatica quando alla figlia di 17 anni, Giada, studentessa di “Scienze umane” con il sogno di diventare chirurga, è stato diagnosticato un tumore alla tiroide. “Sin da piccola – ricorda mamma Antonella – mia figlia ha sofferto di tremori, svenimenti, attacchi di tachicardia. Ci siamo sempre preoccupati ma quando hanno scoperto la causa ci è crollato il mondo addosso”. La ragazza è stata operata il 21 gennaio: “Non so se sia un segno, ma quando l’ho accompagnata verso la sala operatoria ho letto all’ingresso che la struttura, bellissima, era stata donata da voi, da Specchio dei tempi: siete incredibili e non so come potrò mai ringraziarvi”.

Da quel giorno, Antonella e la figlia hanno vissuto “in apnea e solo pochi giorni fa abbiamo, e ho quasi paura a dirlo, tirato un sospiro di sollievo perché l’esame istologico ha confermato la diagnosi che, certo, obbligherà la mia bambina a una vita piena di attenzioni ma intanto vivrà. Ovvio che ci potrà essere una ricaduta, ma ora non voglio nemmeno pensarci”.

A darle coraggio è la stessa figlia: “E’ ormai una donna ed è consapevole di ciò che le sta accadendo. E’ brava a scuola, sa di cosa si sta parlando. E’ entrata in quella sala operatoria tranquilla, senza una lacrima anche se mi ha confidato di averne versato qualcuno quando è stata sola. Di quell’intervento è rimasta una cicatrice ben visibile ma lei non se ne cura, dice che non gliene frega niente”.

Mamma Antonella sostiene che si sta godendo questo momento, ma non è vero. La sua mente corre al patentino Haccp, il vecchio libretto sanitario, che le è scaduto e senza il quale non potrà accettare, sempre che glielo confermino, un contratto da aiuto cucina in un asilo. “Ecco, in questo – dice Antonella – mi avete aiutato molto: i vostri collaboratori mi hanno insegnato a fare meglio il curriculum vitae per trovare lavoro, qualsiasi lavoro: pulizie, commessa, sono pronto per ogni  impiego, anche il più umile”. Anche lei, come le altre mamme seguite da Specchio de tempi, ha imparato a destreggiarsi fra bollette e debiti: “Nessuno fa quello che fate voi, nessuno mi aveva mai  spiegato i miei diritti e doveri. Ora, quando mi chiamano per qualche debito non permetto più loro di mordermi: hanno capito che non possono più abusare di me e della mia ignoranza”.

 Antonella, oltre alla spesa in piccoli supermarket convenzionati (“Non ho mai trovato frutta ormai da buttare come mi è capitato altrove”)  riceve anche un buono spesa per la carne da spendere nella “Bottega della carne” di via Berthollet: “E’ ottima. Nel mio peregrinare da un’associazione caritatevole all’altra o in parrocchia, non ho mai trovato nessuno che ti aiuta dandoti la carne, siete solo voi”. Una vita, quella di Antonella, difficile: “Mi vergogno di me, non ho più dignità e mi sento una fallita. A volte ho letto di persone che si sono uccise. Sono arrivata a capirle ma poi mi sono detta ‘No! Bisogna tirare avanti’”.

Sostieni Antonella e le 100 mamme aiutate da Specchio dei tempi.

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Quasi 5 mila euro per il piccolo Fabio: la raccolta continua

Angelo Conti
La Stampa, 17/02/2021

La sottoscrizione aperta da Specchio dei tempi fra i lettori a favore del piccolo Fabio e della madre Miriam ha raccolto 3545 euro che si aggiungono ai 1000 messi immediatamente a disposizione della Fondazione de La Stampa. Quindi l’aiuto complessivo è stato sinora di 4545 euro. La mamma di Fabio, oggi ventiduenne, vive ora nell’Alessandrino ed era stata cacciata di casa quando aveva annunciato ai genitori di essere incinta. Il padre era poi sparito e l’unica persona che ha spalancato le braccia a Miriam è stata la nonna. Una donna coraggiosa, impiegata in una cooperativa che si occupa della mensa di una scuola.

Quando la cooperativa ha però perso l’appalto è sparito l’unico sostegno economico per lei, la nipote e Fabio. La solidarietà di tanta gente li ha salvati fino ad oggi. Una solidarietà che non può fermarsi. Ad occuparsi di loro, per prima, era stata l’associazione“Aruanà” di Casorzo, fondata oltre vent’anni fa da una donna generosa e straordinaria, Pier Rita Calcagno che continua ora a collaborare con Specchio dei tempi per sostenere madre e bambino.

Per aiutare Fabio si può donare qui.

L’odissea di Miriam e del piccolo Fabio

Beppe Minello, La Stampa 30/01/2021

C’è un bimbo, che oggi ha due anni e mezzo, che sta crescendo grazie all’amore e alla solidarietà di tanti. Anche di Specchio dei tempi che ha già devoluto un migliaio di euro per aiutare il piccolo e la sua mamma Miriam (i nomi sono diversi da quelli reali) ad affrontare la vita: la spesa, la rata del riscaldamento, le bollette in scadenza, l’affitto. Ma soprattutto ha offerto a madre e figlio la possibilità di lasciarsi alle spalle un passato di sofferenza, violenza e disperazione.

La mamma di Fabio, oggi ventiduenne, vive ora nell’Alessandrino ed è stata cacciata di casa quando ha detto ai genitori che era incinta. Il padre è poi sparito e l’unica persona che ha spalancato le braccia a Miriam è stata la nonna. Una donna coraggiosa, impiegata in una cooperativa che si occupa della mensa di una scuola. Quando la cooperativa ha però perso l’appalto è sparito l’unico sostegno economico per lei, la nipote e Fabio.

La solidarietà di tanta gente li ha salvati fino ad oggi. Una solidarietà che non può fermarsi. Ad occuparsi di loro, per prima, è stata l’associazione “Aruanà” di Casorzo, nell’Astigiano, fondata oltre vent’anni fa da una donna generosa e straordinaria, Pier Rita Calcagno. Ormai ultra settantenne, la donna non ha perso nulla dell’entusiasmo che, in gioventù, l’ha portata, da maestra elementare, a lavorare nelle scuole più problematiche ma ricche di umanità di Torino: a Porta Palazzo, in via Artom, via Farinelli, strada Delle Cacce o alla “Dogliotti” dove venne sperimentato il primo inserimento di un bambino handicappato. “Un periodo – ricorda l’ormai ex-maestra che ha concluso la sua carriera a Casorzo, Grana, Moncalvo – nel quale le classi avevano 31 bambini, non esistevano le fotocopiatrici e per diffondere gli avvisi bisognava ogni volta scriverli a mano sui singoli diari”.

Per Miriam, Fabio e la nonna fu la svolta, resa possibile da quella gara di solidarietà che continua ancora oggi e che ha bisogno di essere rilanciata. Già perché questo amore corale è continuato anche quando, l’estate scorsa, Miriam e il bambino sono scomparsi da Alessandria, portati via dal padre. Di madre e figlio la nonna non ha più avuto notizie per qualche mese. Fino a quando Miriam è riuscita a contattare una zia che è andata a prenderla in un comune del Milanese trovando la nipote in una situazione penosa, smagrita e sofferente. Solo Fabio, accudito e coccolato dall’amore della madre, sembrava non aver patito ciò che la donna aveva invece dovuto subire.

E la gara di solidarietà è ripartita con l’aiuto determinante di Specchio dei tempi e dei suoi sostenitori. “Con il denaro ricevuto – spiega l’ex-maestra – abbiamo coperto gli affitti arretrati, pagato le bollette e stiamo assistendo Miriam  che fatica a riprendersi da ciò che il padre del bambino le ha fatto passare e che lei non vuole raccontare. Aiutateci, per favore”.

Specchio dei tempi sostiene lo sforzo di questa mamma, tutelando anche il suo bambino.

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Riparte “Madri e figli”, il nostro aiuto per le donne sole

È partita ieri l’edizione 2020/2021 del progetto di Specchio dei tempi “Madri e figli” che aiuta, sostiene e accompagna al lavoro 100 madri sole e i loro 180 bambini. Si tratta del secondo ciclo dell’iniziativa, che è nata nel 2018 per sostenere le famiglie monogenitoriali prive di risorse.

Il programma prevede buoni spesa finalizzati ad insegnare l’uso responsabile del denaro, corsi di informatica e di formazione professionale per favorire il reinserimento lavorativo. Ma anche uno sportello di consulenza sui problemi legati alla genitorialità e un programma per l’intrattenimento dei figli, per offrire alle mamme pause di libertà, pure in chiave di ricerca del lavoro.

Le nuove partecipanti saranno coinvolte con una nuova progettazione ritagliata su misura: per ogni mamma saranno definiti degli obiettivi individuali da raggiungere con il supporto della fondazione.

Anna, l’ex compagno detenuto e un figlio di 4 anni: “Grazie a voi ce la farò”

Di Beppe Minello

Anna ha 38 anni ma gli occhi sono ancora quelli di una bambina. Belli e maliziosi come quelli del figlio Federico di 4 anni. Anna è una delle 100 mamme accudite da Specchio dei tempi. Perché sei mesi dopo la nascita del bambino, questa donna che lotta con le unghie e con i denti per sopravvivere e far crescere il suo bambino nel miglior modo possibile, ha messo alla porta il padre che, dopo poco tempo, è finito in carcere. L’uomo è uscito un mese fa, ora è ai domiciliari e vuole vedere Federico. “Dice così – sospira Anna – ma in realtà è inaffidabile: per un paio di mesi è tutto affetto e tenerezza poi scompare o dà fuori di matto. Insomma, sono preoccupata se dovessi lasciargli Federico anche solo per un momento”. In realtà, il Tribunale ha stabilito che l’uomo, prima di incontrare il figlio, deve seguire corsi riabilitativi e comunque potrà vederlo solo in luoghi neutri, non a casa sua, insomma.

Ovvio, direte. Certo, ma per raggiungere questo obiettivo Anna è stata aiutata da Specchio dei tempi. Un aiuto, quello di Specchio, che si è concretizzato affiancando ad Anna una consulente che la segue tuttora e la consiglia per orientarsi nel labirinto della giustizia. “Una cosa impagabile: la persona che mi è stata accanto è ormai un’amica – dice Anna – un punto di riferimento della mia vita. Certo, ci sono gli assistenti sociali, i servizi, ma non è facile”.

Anna non ha nascosto nulla a Federico di suo papà. Aiutata dalla tutor di Specchio, l’ha avvicinato alla discutibile figura paterna con fotografie, raccontandogli che, avendo fatto il “cattivo”, era stato messo in castigo: “Credo che la verità sia sempre la scelta migliore”, dice. Il sogno di Anna – quello di avere un lavoro – stava per realizzarsi qualche anno fa quando, grazie anche all’aiuto dei genitori, era riuscita ad aprire un bar tutto suo. “E’ durato pochi mesi – ricorda Anna – sono venuti i vigili e me l’hanno fatto chiudere. Il geometra che mi aveva fatto le pratiche aveva fatto un gran pasticcio e ora siamo ancora in causa”. Da allora, Anna sopravvive lavorando saltuariamente come cameriera in qualche bar.

“Mi assicuro il pagamento di affitto e bollette, ma non quello del riscaldamento: ho un arretrato di 1300 euro che devo assolutamente trovare”. Il progetto di Specchio, “Madri e figli in difficoltà” le ha offerto un aiuto economico attraverso, ad esempio, buoni spesa da utilizzare presso l’Associazione Terza settimana, che gestisce un supermarket solidale, e in una macelleria convenzionata. Ma l’obiettivo vero è quello di aiutare Anna a diventare autonoma, con corsi finalizzati a imparare un mestiere e una migliore organizzazione famigliare. Anna, e come lei tutte le mamme, sono seguite ad esempio nella gestione delle bollette: “Come pagarle, come dilazionarle, anche come risparmiare sull’elettricità, ad esempio usando la lavatrice di notte. Non sembra, ma a me è stato molto utile”.

*I nomi sono stati inventati per proteggere Anna e Federico.

Gianna, la mamma rinata dopo le violenze del marito: “Ora sogno un lavoro”

Di Beppe Minello

Gianna ha 45 anni, un delizioso e vivace bambino di 7 anni, Daniel, nato da un matrimonio naufragato dopo pochi anni. Una storia d’amore che ha segnato profondamente Gianna ritrovatasi sola con Daniel e senza lavoro. Per le statistiche, Gianna è una delle 100 mila famiglie monogenitoriali di Torino. Per Specchio dei tempi, è una mamma che ha bisogno di aiuto e dall’ottobre scorso è entrata nel progetto “Madri e figli in difficoltà”, come un altro centinaio di donne seguite economicamente e psicologicamente per superare problemi di ogni genere con l’ambizioso obiettivo di reintrodurle nel mondo del lavoro e donare loro serenità e indipendenza.

Gianna ha lottato duro e grazie a Specchio, e alla sua determinazione, forse ce la farà. In questi anni di fatica e dolore è riuscita a studiare e a superare il corso di operatrice sociosanitaria, con quattro tirocini e alcune proposte di lavoro che ha dovuto rifiutare perché, in qualche modo, confliggevano con la scelta, dolorosa, di affidarsi ai servizi sociali. “Quando mi sono rivolta a loro – ricorda Gianna – ciò che mi offrirono per proteggere me e il bambino dal mio violento marito fu una comunità alloggio e poi ospitalità in ‘gruppi appartamento’”. Tre anni non facili.

Uscita dalla protezione degli assistenti sociali, Gianna si è ritrovata sì in un piccolo alloggio popolare da condividere con il piccolo e vivacissimo Daniel, ma senza risorse. L’aiuto che le sta dando Specchio dei tempi è fondamentale: lo staff del progetto “Madri e figli” la guida nella gestione delle bollette, contribuisce alla sua spesa quotidiana e ha seguito Daniel con il servizio di babysitteraggio quando Gianna s’è dovuta sottoporre a un intervento chirurgico per un nodulo al seno, per fortuna rivelatosi benigno. Specchio le ha fatto condividere, per superarle, le sue ansie e paure con altre donne nella sua identica situazione.

Gianna ora guarda a settembre piena di speranza, ma anche di paura. “Sono riuscita a trovare un lavoro in un laboratorio di analisi privato. Ho risposto a un’inserzione e mi hanno subito scelta. Sarebbe un lavoro fantastico per una mamma come me: dal mattino al tardo pomeriggio, sabato e domenica liberi per dedicarmi a Daniel! Ma sono sola, come faccio con il mio bambino che inizierà la seconda elementare? Bisognerà portarlo a scuola, ed è lontana da casa. Al pomeriggio, il mio lavoro finirà ben oltre il doposcuola: come potrò andarlo a prendere? Ma non mi arrendo. Sono a un metro dal traguardo e sono disposta a qualsiasi sacrificio per superarlo. Non lasciatemi sola!”.

 

Tangram torna in scena: “;La buona novella” di De André in diretta tv per aiutare Specchio

Di Beppe Minello

Ricominciare (quasi) davvero. Tangram Teatro lo farà in compagnia di Specchio dei tempi al quale verranno devolute le offerte, volontarie, che verranno fatte il 29 maggio quando, alle 21, in diretta su Rete 7 (canale 12 del digitale terrestre) e sulla pagina Facebook, andrà in scena una versione live de “La buona novella” liberamente tratta dai Vangeli apocrifi e dall’opera di Fabrizio De André.

Una versione ridotta di quello che è uno degli spettacoli più sentiti e riproposti da Bruno Maria Ferraro, anima di Tangram Teatro, e protagonista di un grande successo dove la narrazione si fonde con la canzone d’autore. “Ridotta – spiega Ferraro – perché comprenderà solo la prima parte tratta dall’omonimo lp di De André che, proprio quest’anno, compie 50 anni. Il lato A, diciamo, dedicato alla vita di Maria, dall’infanzia alla nascita di Gesù. Ridotta, perché in scena ci sarò solo io rispetto alla versione originale dove sono accompagnato da due musicisti”.

Una scelta coerente con il particolare momento storico che vieta, ancora fino al 15 giugno, gli spettacoli teatrali: “Finalmente però, intravediamo la possibilità di riannodare un filo interrotto quasi tre mesi fa. E mentre attendiamo disposizioni per la messa in sicurezza di pubblico e lavoratori e la riapertura completa, noi con questo spettacolo, comunque live, ci avviciniamo ad una forma di spettacolo più vicina al vero”.

A convincere Ferraro e Tangram Teatro a realizzare lo spettacolo è stata una concatenazione di eventi: certamente i 50 anni “di uno dei tanti capolavori di Fabrizio De André. Nel 1970, andando come al solito controcorrente con il periodo storico – spiega Ferraro – Fabrizio raccontò in musica i personaggi della tradizione cattolico cristiana visti dalla prospettiva dei Vangeli apocrifi. Quelle stesse storie che ispirarono a Dario Fo  un’altra opera straordinaria come il Mistero Buffo. Noi semplicemente reimmergiamo le canzoni di De André nelle storie che le hanno originate”.  Tangram Teatro ha poi raccolto la sollecitazione di Don Moreno Filippetti, responsabile della comunicazione nazionale dei salesiani, impegnato nelle celebrazioni del mese di maggio dedicate alla figura di Maria di Nazareth, allestendo una versione ridotta per la tv appunto de “La buona novella”.

Ferraro coglie anche nella figura “umana” di Maria di Nazareth spunti di riflessione attualissimi “in questo periodo di paura, di dolore e di perdita delle certezze. Tutti noi, credenti e non credenti, abbiamo una radice culturale comune e condivisa. Si tratta di superare diffidenze e recuperare la capacità di guardare tutti in un’unica direzione esattamente come in questi mesi hanno fatto medici, infermieri e personale degli ospedali. Superare contrapposizioni inutili e faziose che mettono virologi contro virologi, politici contro politici come si trattasse di una partita di calcio, un gioco. Anche raccontare storie, che poi è il nostro mestiere, serve a curare le ferite di questa società e lo faremo dando però anche un segno concreto con l’aiuto a Specchio dei Tempi”.

Anche l’aspetto solidale della serata ha infatti a che fare con la narrazione de “La buona novella”.  lI ricavato delle offerte sarà impegnato “a sostegno del programma ‘Madri  e figli in difficoltà – spiega Angelo Conti della Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi -. L’emergenza Coronavirus ha acuito le difficoltà economiche di 100 mamme che Specchio ha selezionato tra le più bisognose. A loro e ai loro bambini andrà il frutto della raccolta, che verrà trasformato in borse della spesa che verranno consegnate nei tre giorni successivi allo spettacolo: la solidarietà non deve aspettare!”.

Il “biglietto di ingresso” per lo spettacolo del 29 maggio, se lo vorrete, potrà essere un’offerta grande o piccola.

 

Specchio dei tempi contro il Coronavirus: cosa stiamo facendo nel sociale

Di Angelo Conti

Dal 9 marzo lavoriamo senza sosta per l’emergenza Coronavirus. Dopo avervi raccontato cosa stiamo facendo per la sanità, ecco cosa stiamo facendo per i più fragili.

SPESE PER GLI ANZIANI: Sono state donate circa 5400 spese a persone over 80 oppure over 65 in difficoltà economiche. Con la logistica di Crescere 1979 e Associazione terza settimana. Complessivamente 93,5 tonnellate di derrate alimentari. La consegna è sempre avvenuta in sicurezza, sullo zerbino di casa.

AIUTI ALLE FAMIGLIE: E’ stata avviato l’aiuto per le prime 1.000 famiglie in difficoltà economica attraverso la distribuzione di un pacco spesa e un sostegno economico. I beneficiari sono stati individuati tra le famiglie indigenti (tutte verificate) che si sono rivolte negli ultimi mesi allo sportello Specchio Point, In ciascuna spesa vengono inserite anche 10 mascherine uso social. Ogni giorno vengono donate 150 spese, ognuna del peso di circa 20 chili. Ne sono già state consegnate 300, negli ultimi due giorni, per un peso di oltre 6 tonnellate. La distribuzione continuerà la settimana prossima.

BANDO “UN RESPIRO PER TORINO”: Specchio dei tempi ha previsto di destinare 1.000.000 di euro a sostegno di 220 piccole imprese (piccole attività commerciali, negozi, artigiani). Reale Mutua sosterrà l’iniziativa con un contributo di altri 100.000 euro. Siamo in fase di definizione del bando che verrà pubblicato in settimana sui social e su La Stampa.

MADRI E FIGLI IN DIFFICOLTÀ: già consegnate 100 spese a domicilio a 100 mamme facenti parte del progetto “Madri e figli in difficoltà. Le beneficiarie sono seguite quotidianamente attraverso un supporto telefonico. Per il mese di maggio è stato previsto un ulteriore pacco viveri .

SUPPORTO AI SENZA FISSA DIMORA: Dotazione di telefono cellulare a Suor Cristina (Casa Santa Luisa, via Nizza 24) per assistenza remota. Autorizzazione tettoia sul cortile per consentire la ripresa delle colazioni all’aria aperta. Inoltre sono state consegnate 500 mascherine social.

SPECCHIOPERTECH: è stata attivata una pagina pensata per gli anziani, che viene regolarmente aggiornata, che spiega in modo semplice ed intuitivo come utilizzare i sistemi tecnologici per il supporto alla vita al tempo del Coronavirus. Il link di questa pagina è stato condiviso con i partecipanti al progetto “L’informatica non ha età” e se ne occupa il Circolo Informatico;

DISTRIBUZIONE CIBO A MENSE: Molte aziende si sono rivolte a noi per realizzare la distribuzione di cibo a mense che accolgono persone in difficoltà. Grazie a Battaglio, Grissinificio linea derby, Peyrano, il Buon Riso e Eataly.

DISTRIBUZIONE CIBO ANIMALI: a famiglie in difficoltà grazie alla donazione di Morando (Miglior Cane e MIglior Gatto).

I PROGETTI DI SPECCHIO CONTRO IL VIRUS
In un mese di lavoro senza sosta, lo staff di Specchio ha distribuito novecentomila di dispositivi di protezione individuali ai sanitari che lottano contro il Coronavirus: mascherine, camici, cuffie, guanti, calzari, occhiali. Le forniture sono arrivate in 90 strutture, tra ospedali, pubbliche assistenze, case di riposo, associazioni di volontariato, medici di famiglia, vigili del fuoco volontari. Specchio ha inoltre donato 146, fra macchinari, apparecchiature, letti ed arredi, alle rianimazioni ed ai pronto soccorso di 16 ospedali in tutta la Regione. Chi vuole sostenere la fondazione de “La Stampa” può farlo con donazioni online, quindi in totale sicurezza, con  causale «Emergenza Coronavirus», Fondo 112.  Le donazioni sono possibili con carta di credito qui, con un  bonifico sul conto intestato a Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, IBAN: IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, Banca Intesasanpaolo oppure sul conto corrente postale 1035683943, intestato a Specchio dei tempi. E’ anche possibile usare  Satispay (qui non occorre causale, ogni aiuto è automaticamente destinato alla lotta al virus). E’ infine possibile donare anche sulla piattaforma “ Rete del dono”.  Qui sul sito (e sulle pagine Facebook, Instagram e Twitter) vengono più volte al giorno pubblicati aggiornamenti sull’andamento della sottoscrizione e sulle attività della fondazione a contrasto del Covid-19.

Infospecchiodeitempionlus@lastampa.it; 011.6568376.

Specchio sostiene anche nel 2020 dentisti e odontotecnici volontari

Di Angelo Conti

La Fondazione Specchio dei tempi, nel recedente CdA, ha confermato il suo sostegno all’Associazione Protesi Dentarie di via Negarville. Si tratta di una efficiente associazione di volontariato che si avvale dell’opera di dentisti e odontotecnici in pensione che prestano gratuitamente la loro opera per assistere gli indigenti della città.

Nel corso del 2019, Protesi Dentarie ha assistito anche 29 donne e 21 bambini del progetto di Specchio “Madri e figli in difficoltà”. Specchio dei tempi è orgoglioso di poter aiutare una iniziativa che brilla per efficienza e puntualità.

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Il Valdocco Grande pronto ad ospitare Specchio dei tempi

Di Angelo Conti

Sopralluogo ieri pomeriggio al Teatro Valdocco Grande di via Sassari, la cui completa ristrutturazione si è conclusa poche settimane fa. Il nuovo teatro (quasi 900 posti) ospiterà il 18 aprile lo spettacolo “A casa dei maghi” ed il 10 maggio il secondo “Chorus Contest” fra le scuole primarie piemontesi. Due eventi realizzati da Specchio dei tempi in favore del progetto “Madri e figli in difficoltà”.

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Nei sabati di Specchio anche le letture giapponesi

di Angelo Conti

Sempre bello immergersi un attimo, il sabato pomeriggio, nel mondo dei bambini del nostro progetto “Madri e figli”. Nel centro polifunzionale di via Lombroso 16 diamo, ormai da qualche mese, l’opportunità alle mamme ed ai loro bambini di trascorrere un sabato pomeriggio in modo diverso. Un pomeriggio di giochi, ma anche di incontri, di dialogo, di sostegno reciproco. Sono stato quindi molto contento, ieri, di vedere una quindicina di bambini attentissimi alle letture di Flavia Bruschi che usa anche il metodo giapponese kamishibai per coinvolgere ancora di più i piccoli ascoltatori. Una cosa bella che Specchio dei tempi finanzia e realizza attraverso Crescere 1979. Grazie dunque a Paola Farnia e a Jennifer Sguazzin.

Bimbi e maghi, si comincia il 19 febbraio

Cinquecento bambini di cinque scuole primarie torinesi potranno esplorare, in cinque diverse mattinate, la “Casa dei maghi” cioè la suggestiva sede del Circolo della Magia di Torino. La prima visita, che vi documenteremo, è prevista per mercoledì 19 febbraio. Le scuole torinesi coinvolte nel progetto sono

1. Direzione didattica “Anna Frank”
2. Istituto comprensivo “Ilaria Alpi”
3. Direzione didattica “Angiolo Silvio Novaro”
4.Istituto Comprensivi “Torino II – Parini”
5. Istituto Comprensivo “Leonardo Da Vinci”.
“A casa dei maghi” si concluderà sabato 18 aprile con lo spettacolo “Specchio Magico” al Teatro Valdocco Grande di via Sassari a Torino.

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