Il meccanico di Aurora salvato dal bando di Specchio: “La bici è il futuro, ora posso rinascere”

Di Beppe Minello
Pubblicato su La Stampa il 15 maggio 2020

Lorenzo Biscardi, 31 anni, nonostante tutto è un ragazzo fortunato. Ama il suo lavoro e l’aiuto di Specchio dei tempi, oltre a guarire le “ferite” inferte dal lockdown alla sua attività di meccanico, forse gli permetterà di migliorare l’attività che da 8 anni svolge nella sua boita “Scattofisso – ciclofficina” di via Caprera 15. “Sono sopravvissuto, nel mio piccolo, per 8 anni – dice – anche grazie al fatto che ho i miei genitori alle spalle”. Ma due mesi di chiusura hanno davvero rischiato di infrangere il sogno coltivato fin da bambino.

“Da ragazzino mio padre, ciclista appassionato, mi portava con lui nei suoi giri: per la fatica che facevo ne ho un ricordo terrificante”. Un sacrificio che però gli ha permesso di appassionarsi alla meccanica delle due ruote.  Tanto da spingerlo, durante i poco amati studi universitari di Economia, a frequentare uno stage in un’officina per biciclette. Un amore e una passione evidentemente notata dal titolare che volle ricompensarlo assegnandogli un viaggio premio a Santo Domingo regalato da un costruttore di biciclette.  In quei dieci giorni, Lorenzo conosce il titolare di un importante negozio di bici di Salò che gli propose di andare a lavorare da lui. “E’ stata un’esperienza importante e formativa – racconta Lorenzo – e sono venuto a contatto anche con il mondo delle corse. Ma ero lontano da casa, lavoravo solo e, soprattutto, mi mancava la manualità del meccanico. Dopo un anno me ne sono andato”. Ma per aprire una sua officina con l’aiuto del progetto “Mettersi in proprio” della Regione Piemonte. “Il nome viene dalla passione dell’epoca per le bici a scattofisso”. Lorenzo ama così tanto riparare le bici, restaurarle, da non essersi mai dedicato in modo importante al commercio: “Vendevo poche bici – spiega – e solo sui cataloghi.  Ora c’è un nuovo slancio, una buona ripartenza. Conto di comprare qualche bici da mettere in vetrina. La bicicletta  sta diventando uno strumento fondamentale di una mobilità migliore. Specchio mi sta aiutando a non perdere questa occasione”.

LEGGI LA STORIA DEL CIABATTINO

COME SOSTENERE I PROGETTI DI SPECCHIO CONTRO IL VIRUS
Dal 9 marzo Specchio ha raccolto oltre 10 milioni di euro, con quasi 16 mila donazioni da tutto il mondo. Risorse che ogni giorno si trasformano in aiuti concreti e immediati: 1,1 milioni di dispositivi di protezione per gli operatori sanitari; 146 macchinari e attrezzature mediche donati agli ospedali piemontesi; tablet, kit igienizzanti e piattaforme di didattica online per le scuole; centinaia di sussidi alle piccole imprese torinesi e cuneesi. E migliaia di spese per gli anziani e le famiglie difficoltà, distribuite prima a Torino e ora in tutta Italia. Chi vuole sostenere la fondazione de “La Stampa” nella lotta contro il Covid-19, può farlo con  causale «Emergenza Coronavirus», Fondo 112.
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Con carta di credito o prepagata qui sul nostro sito
▪️ Con un bonifico sul conto intestato a Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, IBAN: IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, Banca Intesasanpaolo
▪️ Con un bonifico sul conto corrente postale 1035683943, intestato a Specchio dei tempi
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La lavandaia di Mirafiori: “Grazie Specchio, vincendo il bando ho pagato gli arretrati”

Di Beppe Minello
Pubblicato su La Stampa il 16 giugno 2020

La voce di Eglantina Binjacu, 40 anni, è quella di una donna coraggiosa. Il lockdown ha fatto vacillare tutte le sue certezze mettendo a rischio il frutto delle fatiche e dei sacrifici che, in questi anni, le hanno permesso di mettere su una lavanderia in via Veglia con la quale ha cresciuto tre figli, due ragazze e un maschio dai 15 ai 18 anni.  “Quando ho saputo di essere stata scelta da Specchio dei tempi per il contributo – dice – non potevo crederci….”.

Arrivata in Italia nel ’96 è riuscita, con il lavoro, a crearsi una vita: la sua prima stireria era in via Sant’Antonino poi, 13 anni fa, si è trasferita in via Veglia. “La mia attività era tra quelle autorizzate a rimanere aperte durante il lockdown – ricorda – ma se i clienti sono chiusi in casa non si lavora. E infatti sono rimasta senza un euro: andavo in negozio ogni tanto a far girare i macchinari perché non si rovinassero. In questi anni sono riuscita a comprarmeli tutti ma, vivendo dell’incasso, non ho praticamente potuto pagare affitti e le altre spese”.  Eglantina non fa mistero del fatto che il contributo di Specchio le ha dato ben più di un respiro di sollievo. “La prima cosa che ho fatto è stata pagare gli affitti  per i mesi arretrati e ho anche rinegoziato il canone con il padrone – racconta felice -. Ora guardo al futuro con più serenità”. La certezza di potercela fare traspare dalle parole della donna. “Ma so che non sarà facile – spiega –. I mesi di maggio e giugno, come tutti i mesi del cambio di stagione, sono quelli nei quali lavoro di più. Ma ora non è più così: la gente ha altri problemi che non svuotare gli armadi. A maggio, quando ho riaperto, gli incassi erano sotto del 60% e giugno si annuncia ancora peggio. Capite perché,  quando ho saputo che avrei ricevuto il vostro aiuto, sono scoppiata di felicità”.

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Dal 9 marzo Specchio ha raccolto oltre 10 milioni di euro, con quasi 16 mila donazioni da tutto il mondo. Risorse che ogni giorno si trasformano in aiuti concreti e immediati: 1,1 milioni di dispositivi di protezione per gli operatori sanitari; 146 macchinari e attrezzature mediche donati agli ospedali piemontesi; tablet, kit igienizzanti e piattaforme di didattica online per le scuole; centinaia di sussidi alle piccole imprese torinesi e cuneesi. E migliaia di spese per gli anziani e le famiglie difficoltà, distribuite prima a Torino e ora in tutta Italia. Chi vuole sostenere la fondazione de “La Stampa” nella lotta contro il Covid-19, può farlo con  causale «Emergenza Coronavirus», Fondo 112.
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L’artigiano di Ivrea: “Grazie al bando di Specchio potrò continuare a fare il ciabattino”

Di Beppe Minello
Pubblicato su La Stampa il 15 giugno 2020

E’ uno degli ultimi calzolai. “Anche se, si ricordi, i calzolai sono quelli che fanno le scarpe. Io le riparo solo e sono, più propriamente, un ciabattino”. L’orgoglio di fare un mestiere considerato dai più umile, ma cercato e voluto fin dall’adolescenza, emerge nitido dalle parole di Gianpiero Galiano, 54 anni, 33 dei quali trascorsi nella bottega di corso Vercelli 35, ad Ivrea. Lo stesso orgoglio con il quale Galiano ringrazia, commosso, Specchio dei tempi e chi ha permesso, con le sue donazioni, di sopravvivere.  “Non nascondo l’incredulità che ho provato di fronte al contributo, importante, che ho ricevuto e con il quale ho subito provveduto a pagare un fornitore che attendeva quel denaro da mesi”. Galiano è rimasto chiuso due mesi e “solo da un paio di settimane – dice – mi sembra che stia tornando la vita”.

Un tempo a Ivrea c’erano 13 ciabattini. Galiano, che già alla fine della terza media, alla domanda di rito “Cosa vorresti fare da grande?” rispose, orgoglioso, “Il ciabattino”, ha saputo tenere duro. “Ricordo che venni convocato dalla direttrice, la Massaro, un personaggio mitico dell’epoca. La incontrai preoccupato di aver commesso chissà che cosa. Invece, mi disse che in 35 anni di scuola non le era mai capitato un ragazzo che volesse vivere riparando scarpe – sorride Galiano -. Per aiutarmi mi fece iscrivere a una scuola di Parabiago e per due anni studiai modellistica. Ma io, che fin da bambino raccoglievo le scarpe di casa e le prendevo a martellate, volevo fare solo il ciabattino, non disegnare scarpe. Finii la scuola per non deludere lei e i miei genitori, ma imparai veramente il mestiere, con grande fatica perché nessuno voleva prendermi a bottega, solo quando incontrai un pensionato che lo insegnava ai disabili di una cooperativa sociale. Lo aiutavo con i ragazzi e lui aiutava me. Da allora non mi sono più fermato”. E continua, anche oggi “che un paio di scarpe può costare appena 5 euro e, devo dire, non sono proprio malvagie e così quasi nessuno ricorre al ciabattino per le riparazioni”.

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Dal 9 marzo Specchio ha raccolto oltre 10 milioni di euro, con quasi 16 mila donazioni da tutto il mondo. Risorse che ogni giorno si trasformano in aiuti concreti e immediati: 1,1 milioni di dispositivi di protezione per gli operatori sanitari; 146 macchinari e attrezzature mediche donati agli ospedali piemontesi; tablet, kit igienizzanti e piattaforme di didattica online per le scuole; centinaia di sussidi alle piccole imprese torinesi e cuneesi. E migliaia di spese per gli anziani e le famiglie difficoltà, distribuite prima a Torino e ora in tutta Italia. Chi vuole sostenere la fondazione de “La Stampa” nella lotta contro il Covid-19, può farlo con  causale «Emergenza Coronavirus», Fondo 112.
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Bando “Un respiro per Torino”, ecco le piccole imprese salvate da Specchio

Di Angelo Conti
Pubblicato su La Stampa il 15 maggio 2020

In questi giorni, espletate le formalità bancarie e fiscali, i 220 vincitori del bando Specchio dei tempi – Reale Group stanno ricevendo i contributi da 5 mila euro ciascuno. Già 179 di loro hanno il denaro sul conto corrente, gli altri 41 riceveranno la donazione entro una settimana. Ognuno di questi piccoli commercianti, artigiani e imprenditori ha una storia di lavoro e di sacrifici che il lockdown minacciava di distruggere. Ne abbiamo raccontata qualcuna per sottolineare quanto questa iniziativa sia stata importante per la ripresa di Torino e della provincia. Il bando, promosso e finanziato dalla Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi (un milione) con un contributo di Reale Group (100 mila euro) aveva avuto uno straordinario successo con 2.875 domande è pervenute, di cui 2.668 valide.

I vincitori sono stati equamente divisi fra Torino e provincia: 110 e 110, 108 attività risultato intestate a uomini e 103 a donne, oltre a 9 società. Molto ampia la tipologia delle attività: commercianti al dettaglio, parrucchieri, tassisti, pizzaioli, lattai, edicolanti, gestori di bar, calzolai, sarti e camiciai, tappezzieri, restauratori, fotografi, estetiste, gestori di baby parking e ludoteche, elettrauto, maniscalchi, gelatai, decoratori, falegnami, tipografi e rilegatori, orologiai, tabaccai, gestori di lavanderie e stirerie, maestri di sci, materassai, manutentori giardini, cicloriparatori e pasticcieri.

Il successo dell’iniziativa torinese è stato un volano per un analogo progetto che Specchio dei tempi sta sviluppando anche a Cuneo e provincia dove, insieme a banche ed enti locali, è stato avviato un nuovo bando che ha una disponibilità di circa 315 mila euro e che premierà, con 3 mila euro ciascuno, almeno 105 piccoli imprenditori della Granda.

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Dal 9 marzo Specchio ha raccolto oltre 10 milioni di euro, con quasi 16 mila donazioni da tutto il mondo. Risorse che ogni giorno si trasformano in aiuti concreti e immediati: 1,1 milioni di dispositivi di protezione per gli operatori sanitari; 146 macchinari e attrezzature mediche donati agli ospedali piemontesi; tablet, kit igienizzanti e piattaforme di didattica online per le scuole; centinaia di sussidi alle piccole imprese torinesi e cuneesi. E migliaia di spese per gli anziani e le famiglie difficoltà, distribuite prima a Torino e ora in tutta Italia. Chi vuole sostenere la fondazione de “La Stampa” nella lotta contro il Covid-19, può farlo con  causale «Emergenza Coronavirus», Fondo 112.
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Bando imprese Torino, scelti i vincitori: da domani via ai bonifici

Di Angelo Conti
Pubblicato su La Stampa il 31 maggio 2020
Una mano tesa a 220 piccole imprese di Torino e provincia. Il bando “Un respiro per Torino”, promosso e finanziato dalla Fondazione Specchio dei tempi con un contributo di Reale Group, è arrivato ieri all’assegnazione: i 220 vincitori hanno ricevuto una mail in cui gli si annuncia l’imminente invio di un bonifico di 5000 euro ciascuno. Denaro (in tutto 1,1 milioni di euro) che verrà già accreditato ai vincitori a partire da domani, compatibilmente con le tempistiche bancarie. Purtroppo le domande pervenute sono state 2875, di cui 2668 valide dopo il vaglio dei requisiti. E quindi circa 2450 piccole imprese sono rimaste fuori dai contributi.  A loro stiamo comunque inviando una lettera di conforto e sostegno. Fiduciosi che tanti altri enti, oltre ai contributi statali, possano in qualche modo affiancarsi a Specchio dei tempi ed a Reale Group in questa iniziativa solidale.
Nel dettaglio i vincitori sono stati equamente divisi fra Torino e provincia: 110 e 110. Anche la suddivisione per genere è stata equa: 108 attività risultato intestate a uomini e 103 a donne, oltre a 9 società. Molto ampia la tipologia delle attività: commercianti al dettaglio, parrucchieri, estetiste, edicolanti, gestori di bar, calzolai, sarti e camiciai, tappezzieri, restauratori, fotografi, taxisti, gestori di baby parking e ludoteche, lattai, elettrauto, maniscalchi, pizzaioli, gelatai, decoratori, falegnami, tipografi e rilegatori, orologiai, tabaccai, gestori di lavanderie e stirerie, maestri di sci, materassai, manutentori giardini, ciclisti e pasticcieri.
Il successo dell’iniziativa torinese è stato un volano per una iniziativa analoga che Specchio dei tempi sta sviluppando anche a Cuneo e provincia dove, insieme a banche ed enti locali, è stato avviato analogo bando che ha una disponibilità di circa 320.000 euro e che premierà, qui con 3000 euro ciascuno, almeno 106 piccoli imprenditori della Granda.

COME AIUTARE SPECCHIO
In oltre due mesi di lavoro senza sosta, lo staff di Specchio ha distribuito 1 milione di dispositivi di protezione individuali ai sanitari che lottano contro il Coronavirus: mascherine, camici, cuffie, guanti, calzari, occhiali. Le forniture sono arrivate in 125 strutture, tra ospedali, pubbliche assistenze, case di riposo, associazioni di volontariato, medici di famiglia, vigili del fuoco volontari. Specchio ha inoltre donato 150, fra macchinari, apparecchiature, letti ed arredi, alle rianimazioni ed ai pronto soccorso di 19 ospedali in tutta la Regione. Chi vuole sostenere la fondazione de “La Stampa” può farlo con donazioni online, quindi in totale sicurezza, con  causale «Emergenza Coronavirus», Fondo 112.  Le donazioni sono possibili con carta di credito qui, con un  bonifico sul conto intestato a Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, IBAN: IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, Banca Intesasanpaolo oppure sul conto corrente postale 1035683943, intestato a Specchio dei tempi. E’ anche possibile usare  Satispay (qui non occorre causale, ogni aiuto è automaticamente destinato alla lotta al virus). E’ infine possibile donare anche sulla piattaforma “ Rete del dono”.  Qui sul sito (e sulle pagine Facebook, Instagram e Twitter) vengono più volte al giorno pubblicati aggiornamenti sull’andamento della sottoscrizione e sulle attività della fondazione a contrasto del Covid-19.

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