Donati due camper per i tamponi rapidi on the road

Alessandro Mondo
La Stampa, 19/01/2021

 Un altro contributo, come sempre all’insegna della concretezza. Questa mattina, in piazza Caio Mario a Torino, la  Fondazione La Stampa- Specchio dei Tempi ha inaugurato l’attività dei suoi due camper destinati ai tamponi veloci: un altro comincerà ad operare, davanti alla piscina Sempione.

In prima linea con i medici 

L’iniziativa è nata su richiesta dei medici di base: 40 quelli che utilizzeranno i veicoli. Obiettivo: eseguire tamponi rapidi on the road senza sovraccaricare gli  studi medici tradizionali: la prenotazione è già aperta, sul portale del Csi, numerose le richieste (che al solito saranno gestite dai medici di famiglia). Un altro camper, lo Specchiobus, con due ambulatori a bordo, è da tempo impegnato all’Amedeo di Savoia, sempre per tamponi.

Sostegno concreto 

«Questi due hotspot “on the road” si aggiungono agli altri 70, fissi e mobili, che la Regione ha attivato in questi mesi su tutto il territorio e saranno particolarmente utili e preziosi per aiutarci a supportare il progetto Scuola sicura – ha commentato il presidente Alberto Cirio,  presente con l’assessore Luigi Icardi e io direttore generale dell’Asl di Torino Carlo Picco -. Un ringraziamento va a tutti i partner di questa iniziativa e alla Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi, al nostro fianco da sempre e ancora più oggi per fronteggiare l’emergenza e portare il Piemonte fuori dalla pandemia».

Prossima tappa: i vaccini 

Non è tutto: l’attività dei camper potrà essere estesa alla campagna vaccinale sul territorio, che prossimamente coinvolgerà i medici di famiglia.

Venti tablet per la scuola di Barriera colpita dai ladri

di Angelo Conti

Specchio dei tempi ha consegnato oggi alla scuola Benedetto Croce di via Padre Denza, a Barriera di Milano, venti tablet ad alte prestazioni destinati ad aiutare gli allievi costretti alla didattica a distanza oltre che per supportare le attività informatiche dell’istituto comprensivo Ilaria Alpi, al quale la scuola appartiene. La media Benedetto Croce era stata presa di mira lo scorso 14 dicembre da una banda di ladri che, dopo aver demolito una inferriata, erano riusciti ad entrare nella segreteria della scuola, e poi da lì ad accedere nell’ufficio della preside (protetto da una porta blindata) da dove avevano asportato decine di tablet, oltre ad altro materiale informatico.

La dirigente scolastica Aurelia Provenza aveva ricevuto tanta solidarietà (anche una bella telefonata della ministra Azzolina) e da oggi, con l’iniziativa di Specchio dei tempi, è cominciata la fase del reintegro del materiale rubato. Specchio dei tempi è da tempo vicino alle necessità delle scuole di periferia: negli ultimi mesi, oltre a mettere a disposizione una piattaforma virtuale per la dad ed un sistema di ripetizioni da remoto, la fondazione ha distribuito oltre un migliaio di tablet a 33 scuole torinesi, circa 300 kit igienizzanti oltre a cartellonistiche anti Covid. Nessuno dei progetti a supporto della didattica, che spaziano dal tutoraggio alla pet therapy sino al doposcuola nelle aree critiche dell’ex Moi e dei giardini Saragat, è stato comunque interrotto, proseguendo comunque a distanza. Tutte iniziative che ieri mattina la preside Provenza ha ricordato: “La vicinanza di Specchio dei tempi alle nostre scuole è preziosa, tangibile e molto puntuale. Vorremmo esprimere gratitudine a tutti coloro che supportano, con donazioni, le attività della fondazione”.

Nelle prossime settimane anche l’Unione Industriale e la Consulta completeranno, con la consegna di altri materiali, l’intervento a favore dell’Istituto Comprensivo Ilaria Alpi ed a quel punto i danni del furto saranno dimenticati. Intanto la scuola è stata protetta da un efficiente sistema di sicurezza che ha permesso, proprio nella notte di Capodanno, di sventare un altro tentativo di furto.

“Ciao 2020, ci hai tenuti lontani eppure siamo stati più vicini”

di Silvia Caroline Schirinzi, influencer

Caro anno 2020, andremo avanti, senza però dimenticare.

A poche ore dallo scoccare dell’ultima mezzanotte dell’anno 2020, un anno dai numeri pari, un anno unico nel suo genere per l’intera popolazione mondiale, alziamo gli occhi al cielo e troviamo un modo per ringraziare, nonostante tutto ciò che ha travolto e stravolto le nostre vite, con un pensiero positivo verso l’Universo.

Rivivo nella mente, giorno dopo giorno ogni momento, ogni emozione ed ogni sentimento provato in queste stagioni, che susseguendosi a tratti velocemente ed a tratti molto lentamente, scavando nel profondo dei pensieri, mi perdo con lo sguardo, sospiro, sorrido e mi commuovo.

Quanta unione ha legato ogni singolo individuo in questo 2020, se ci pensiamo poi, in maniera paradossale, in quanto, fisicamente, ci siamo dovuti allontanare, ascoltandoci, guardandoci e pensandoci ad un metro di distanza. Molte famiglie hanno perso i propri cari, il Covid-19 ha indiscutibilmente accelerato il destino di alcuni individui ma non ha fermato la speranza, il coraggio, sogni e progetti di tante persone che procederanno con fede anche per chi non è più tra di noi.

Il 2020 ha in qualche modo posto nuove occasioni, nuove possibilità, siamo rimasti in stand-by per un lungo periodo, la vita di ognuno di noi, o quasi, in quelle giornate di acerba primavera si è ibernata, tutto era fermo, tutto sarebbe stato possibile. Saremmo forse ripartiti tutti allo stesso modo dopo aver premuto il tasto ‘pausa’ per poi procedere con fervore verso il tasto ‘play’.

In questi mesi ho avuto modo di confrontarmi con tante persone, di entrambi i sessi e di ogni età, ho percepito ed ascoltato molta negatività, sentendo parlare di un anno, parole testuali, DA DIMENTICARE; però, invece, pensandoci un attimo, ognuno di noi troverà il modo per RINGRAZIARE  il 2020, che sicuramente non in maniera docile e benevole, ci ha riportato alle nostre radici, ai pensieri più inconsci e profondi, ci ha introdotto la solitudine, il silenzio delle quattro mura e le strade vuote, ci siamo allontanati, per un attimo da ciò che assopiva la nostra routine; dalla frenesia della quotidianità, dall’arroganza, dall’egoismo e maleducazione comune.

Ci siamo svegliati una mattina, all’interno delle nostre case, ci siamo poi affacciati alle finestre ed abbiamo cominciato a cantare, a parlare con i vicini, ad aiutare l’anziana persona con la spesa, a videochiamare i nostri parenti, a sentirci, in qualche modo, molto più vicini di prima.

Stravolgiamo l’Universo, puntiamo a nuovi orizzonti, più sinceri e gentili. Curiamoci di chi ci circonda, sorridiamo agli sconosciuti, portiamo avanti i nostri progetti sociali e lavorativi, sosteniamo l’eco-friendly, la Terra è la nostra Casa, dobbiamo prenderne consapevolezza al più presto.

Io personalmente ringrazio l’Universo perché mi ha dato modo di conoscermi meglio, di acquisire le giuste consapevolezze ed ancor di più, di vivere ogni giorno in maniera unica, con gentilezza e coraggio. 

Ciao 2020, benvenuto 2021. 

I tablet di Franca ricordano Elio e aiutano i pazienti Covid

Di Beppe Minello, La Stampa 30/12/20

“Franca, Franca, Franca: sto morendo”. L’ultima telefonata di Elio B., 85 anni, alla moglie Franca, di 80, le è arrivata mentre la donna, in auto, stava correndo verso le Molinette dove il marito era stato ricoverato un mese prima per una polmonite mai evolutasi in Covid ma che non ha risparmiato all’uomo il calvario di tutte le vittime della pandemia. “Le parole di Elio, quell’insolito chiamarmi per nome lui che mai, al telefono, l’aveva fatto, mi hanno fatto capire che era finita” ricorda la signora Franca che, nel mese trascorso dal marito alle Molinette, quasi mai è riuscita a vederlo. A dare un conforto all’uomo con cui ha condiviso la vita.

Telefonava, certo, il signor Elio con il suo cellulare (“Eccomi con il bollettino medico” diceva cercando di non far pesare la propria angoscia sui suoi cari) e scriveva nel disperato tentativo di chiedere aiuto. Gli ultimi foglietti sono lì, quasi una reliquia fra le mani di Franca, due grandi occhi chiari esaltati dalla mascherina anti contagio, che chiedono: “Aiutatemi a decifrare ciò che mi ha scritto Elio, non ci riesco: continuo a cavarmi gli occhi ma sono segni incomprensibili. Chissà com’era disperato e la fatica che avrà fatto per lasciarmi queste parole”.

Elio è spirato quasi un mese fa ma la signora, la nipote, i figli, tutti i parenti di quell’omone di origine canavesana la cui famiglia, fino a qualche anno fa, gestiva una fiorente attività di compravendita di auto a Nichelino, non vogliono che il suo calvario passi senza lasciare un segno. Le difficoltà dei reparti ospedalieri dedicati ai malati di Covid, non solo quelle delle Molinette dov’è finito Elio, hanno offerto alla signora Franca, come a tutti i parenti dei malati che si sono trovati impossibilitati ad avere un contatto umano o anche solo visivo con essi, mille spunti di polemica dolorosa offerti da una situazione di emergenza dove il cuore di medici e infermieri passa necessariamente in secondo piano rispetto alle dolorose terapie da applicare per salvare le vite umane loro affidate.

“Non credo sia giusto polemizzare perché sminuirebbe il sacrificio fatto da mio marito” dice la signora Franca. La quale, nel suo piccolo ma dopo aver affrontato una grande tragedia, è arrivata alla conclusione che la cosa che più ha fatto soffrire lei e suo marito è stata l’impossibilità di “potersi dire ‘Ti voglio bene, ti ho sempre voluto bene’ guardandosi negli occhi” spiega trattenendo le lacrime. La signora Franca si è rivolta a Specchio dei tempi e ha chiesto di essere aiutata per donare due tablet al reparto “Sub intensivo Covid Cicap 1 dov’è spirato l’uomo della sua vita e che fa parte della Pneumologia diretta dal professor Carlo Albera ed è affidata al primario Alessio Mattei e al coordinatore Covid Cicap Giuseppe Gallone.

Un “regalo” accolto con un sorriso di gratitudine dai medici. “In primavera – ricordano Mattei e Gallone – ne avevamo alcuni dati dalla Tim che, però, finita la prima emergenza se li è ripresi a giugno e, oggi, l’ospedale non ha la possibilità di acquistarne di propri”. Una goccia nel mare di necessità che affligge il reparto ma “utilissimi – spiega Mattei – per il benessere dei ricoverati, la stragrande maggioranza dei quali sono anziani e con cellulari, quando li posseggono e riescono a portarseli in ospedale, di vecchia generazione con i quali non è possibile fare videochiamate. Quando questo inferno finirà, i due tablet potranno essere utilizzati per le terapie”.

La nostra Barbara Bonansea nella top11 del calcio mondiale

Di Lucia Caretti

Barbara Bonansea è una delle 11 migliori calciatrici al mondo. La testimonial di Specchio dei tempi è stata premiata stasera dalla Fifa: è l’unica italiana inserita nella top11 che ogni anno viene selezionata dalla FifPro, la federazione internazionale dei calciatori professionisti. Una squadra di stelle in cui mai nessuna azzurra era entrata.

Esterno pinerolese, 29 anni, #Bb11 è stata scelta tra le migliori centrocampiste. Un riconoscimento per i suoi successi con la Juventus Women e la Nazionale. Tra questi, la storica doppietta segnata ai Mondiali di Francia nel 2019 contro l’Australia: una svolta per il calcio femminile italiano, un incredibile boom mediatico, una specie di sbarco sulla luna. Quella domenica i gol di Barbara emozionarono l’Italia intera e in modo speciale noi di Specchio dei tempi.

Da alcuni mesi Bonansea aveva iniziato a collaborare con la nostra fondazione, per aiutare le donne malate di cancro. Stavamo ristrutturando il day hospital chemioterapico del Sant’Anna di Torino e Barbara aveva voluto seguire ogni fase dei lavori. Prima e dopo quei Mondiali ha visitato il cantiere. E recentemente è tornata per vedere il reparto finito.

Sì perché l’amicizia con Specchio, in un anno e mezzo, non si è mai interrotta. Dall’asta benefica alla partita con le volontarie che hanno vinto il tumore al seno, Barbara ha sempre continuato a seguirci, nonostante infortuni e trasferte. Tra uno scudetto e l’altro ha trovato il tempo di conoscere i nostri donatori allo Specchio Day e di affezionarsi ai nostri progetti. Così quando l’Emergenza Coronavirus e il primo lockdown l’hanno tenuta lontana dal campo ci ha chiamati subito: “Voglio fare la mia parte. Vengo ad aiutarvi”. Per un mese ha girato con noi gli ospedali, le rsa, gli enti di soccorso. Insieme abbiamo consegnato migliaia di protezioni per i sanitari, regalate dai sostenitori di Specchio.

Ora, in questo Natale così difficile, Barbara è di nuovo con noi, per abbracciare gli anziani più poveri e soli, gli anziani delle Tredicesime dell’Amicizia. Siamo orgogliosi della sua generosità e del suo straordinario talento. Complimenti per questo premio, campionessa!

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Radiografie a casa per i malati di Covid

Angelo Conti, La Stampa 16/12/20

La parola d’ordine è “alleggerire la pressione sugli ospedali”. E l’unica strada possibile per farlo è aumentare la qualità delle cure domiciliari, così da evitare ricoveri spesso lunghi e magari non connotati da particolare gravità, lasciando spazi e risorse ai pazienti più critici. Al Martini lo sanno bene e lo sa bene anche Specchio dei tempi, in campo contro il Coronavirus da quasi 10 mesi. Così la fondazione ha deciso di sostenere la radiologia domiciliare del Nuovo Martini acquistando l’apparecchiatura necessaria alla sua attività. Si tratta di un radiografo portatile Mex e di un flat panel wireless Agfa allo ioduro di cesio per un valore complessivo di 52.826 euro. Sono stati entrambi consegnati nei giorni scorsi e l’attività sul territorio è già cominciata, con altissimi standard di qualità.

L’iniziativa è stata molto apprezzata anche dal commissario dell’Asl Città di Torino, dottor Carlo Picco: “L’attenzione e la presenza di Specchio dei tempi, che ci accompagnano ormai da molti mesi, è un conforto alla nostra difficile battaglia. Bello sentire con noi la solidarietà di tutta la comunità torinese. Tangibilmente questa donazione consentirà di avere più posti a disposizione negli ospedali e di consentire a tanti malati, non critici, di essere seguiti a casa con uno strumento di altissima tecnologia che, realizzando radiografie toraciche, potrà evidenziare precocemente lo sviluppo delle tanto temute polmoniti bilaterali”.

Il coordinatore tecnico degli interventi del Martini, il dottor Danilo Sorrentino, ha voluto ringraziare i lettori de La Stampa: “A nome di tutti i tecnici sanitari di Radiologia Medica, il personale Infermieristico ed Oss, voglio sentitamente ringraziare Specchio dei tempi per averci fornito un vero e proprio equipaggiamento all’avanguardia e tecnologicamente avanzato. Questo strumento servirà a combattere questa battaglia che ci vede schierati in prima linea consentendoci  di raggiungere i malati a casa loro e di effettuare interventi di controllo anche nelle tante Rsa sparse sul territorio. Ringrazio anche  per l’opportunità che ci date, attraverso queste donazioni,  di parlare e ringraziare  professionisti sanitari quali i tecnici di radiologia, un po’ dimenticati ma che con le radiografie del torace e una alta dose di professionalità danno il loro apporto alla lotta al Coronavirus”.

Specchio dei tempi è vicina agli ospedali ed alle pubbliche assistenze dalla fine di febbraio. Ha consegnato quasi 1,2 milioni di dispositivi di protezione e decine e decine di apparecchiature. Resta aperta la sottoscrizione popolare a sostegno di questo sforzo. Si può donare qui.

Mancano le mascherine nelle scuole: donato un carico all’ex Torino Racconigi

Angelo Conti, La Stampa 16/12/2020

Cominciano a mancare le mascherine nelle scuole. Specchio dei tempi ha risposto ieri pomeriggio all’appello del dirigente amministrativo dell’Istituto Comprensivo Maria Luisa Spaziani (ex Torino Racconigi), Sabino Boccaforno, che aveva sollecitato una donazione di maschere chirurgiche e fpp2 da destinare agli alunni della scuola ed ai lavoratori più fragili, cioè insegnanti, amministrativi e personale generico.

Specchio dei tempi, che ha costituito in estate una scorta di dispositivi di protezione individuale proprio nella previsione di emergenze autunnali, si è immediatamente posto a disposizione offrendo la sua disponibilità a consegnare 2500 mascherine chirurgiche e 500 maschere fpp2. Il materiale è stato recapitato alla scuola già stamattina.

 

 

La Martini contro il Covid: “I nostri regali di Natale per aiutare chi soffre”

di Lucia Caretti

Anche la Martini & Rossi è accanto a Specchio dei tempi. E a tutti i medici, gli infermieri e i malati che lottano contro il Coronavirus. L’azienda di Pessione ha deciso infatti di stanziare 10 mila euro per sostenere i progetti di Specchio a favore dell’emergenza sanitaria. Una cifra simbolica: la stessa che sarebbe stata spesa per i regali di Natale e sarà invece impiegata per acquistare tute e protezioni per i soccorritori. Rinforzi preziosi che la fondazione dei lettori de La Stampa continua a distribuire anche in questa seconda ondata.

Sono ormai più di un milione i dispositivi forniti da Specchio a quasi duecento realtà piemontesi: mascherine, camici, guanti che si aggiungono ai macchinari e alle attrezzature donate a 19 ospedali (tra cui anche due tac). Oltre 17 mila le spese regalate alle famiglie travolte dalla crisi economica. E più di 400 le piccole imprese che hanno ricevuto un sussidio per ripartire.

Aiuti concreti, come quelli che saranno possibili grazie alla generosità della regina degli aperitivi. “Abbiamo scelto Specchio dei tempi per supportare chi si trova in difficoltà” spiegano dalla storica realtà torinese, oggi parte del Gruppo Bacardi. “Abbiamo deciso di devolvere la cifra dedicata agli omaggi natalizi ad una causa che certamente darà maggior valore al Natale. Mai come oggi ci è richiesta solidarietà e coesione”.

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Oggi il nostro calendario gratis con La Stampa

La Fondazione Specchio dei tempi pubblica per il secondo anno il suo calendario. Un omaggio ai lettori de La Stampa che continuano a dare fiducia a Specchio dei tempi, sostenendo le iniziative solidali in aiuto dei più deboli. Per la prima volta Specchio dei tempi si trova ad affrontare due emergenze: il Coronavirus, per il quale ha già distribuito 8 milioni di euro nella sanità, nella scuola, a supporto delle famiglie in difficoltà e della piccola imprenditoria e l’alluvione in Piemonte, con progetti rivolti ai comuni cuneesi più colpiti. Questo mentre è partita la raccolta per le Tredicesime dell’Amicizia, per aiutare concretamente gli anziani indigenti che vivono in solitudine.

Questo calendario racconta l’impegno di ogni giorno. Sarà offerto in regalo, acquistando La Stampa, mercoledì 2 dicembre. Allegato un bollettino postale per chi vorrà donare. In copertina la primaria della cardiorianimazione del Mauriziano, Gabriella Buono, che ha lottato in primavera e che lotta di nuovo adesso contro il Covid. Un riconoscimento a lei, ma anche a tutti i medici ed infermieri che in questi giorni sono tornati in prima linea. E che Specchio dei tempi continua a sostenere con forniture di attrezzature e strumenti di protezione. Coraggio!

Covid, un defibrillatore per il pronto soccorso del Mauriziano

di Angelo Conti

La nuova area di pronto soccorso dell’ospedale Mauriziano, aperta ieri pomeriggio in emergenza, era priva di un defibrillatore per contrastare eventuali arresti cardiaci improvvisi, sempre possibili nei malati Covid. Specchio dei tempi è subito intervenuto con Piemonte Cuore (grazie a Marcello Segre) fornendo al pronto soccorso del Mauriziano, uno dei nostri defibrillatori automatici di scorta. Già operativo, dalle 13 di oggi, in un reparto che sta affrontando la drammatica ondata di cure e ricoveri.

Siamo in prima linea. Tutti giorni. Sempre. Chi vuole essere con noi può aiutarci donando qui.

Covid, ripartono gli aiuti: mascherine alla Croce Verde

Specchio dei tempi torna in campo contro il coronavirus. Da un paio di giorni sono tornate a farsi pressanti le richieste delle pubbliche assistenze, cioè delle tante croci che si occupano del trasporto di malati verso e da gli ospedali, verso e da le tende mediche, da e verso le rianimazioni. Noi eravamo pronti perché, non potendo escludere la ripresa dell’epidemia, avevamo accantonato – nel corso dell’estate – circa 150.000 mascherine e altri dpi.

Stamattina presto, sostenuti anche dalla donazione di un benefattore, abbiamo provveduto alla prima consegna alla Croce Verde di Villastellone, uno degli enti più attivi sul territorio, impegnata ogni giorno anche a Torino città. “Come in ogni emergenza – ha spiegato il presidente di Specchio dei tempi, Lodovico Passerin d’Entreves – la nostra fondazione si mette a disposizione della collettività. Il nostro può essere un piccolo aiuto davanti ad un grande dramma, ma l’impegno sarà come sempre massimo garantendo, compatibilmente con le risorse a disposizione, la massima rapidità d’intervento”.

Nella prima ondata dell’epidemia, Specchio dei tempi ha raccolto quasi 11 milioni di euro rifornendo costantemente per mesi ospedali e pubbliche assistenze piemontesi di oltre 1 milione di dispositivi di protezione, di centinaia fra apparecchiature, ecografi, ventilatori, oltre a due tac. Specchio ha inoltre distribuito oltre 18.000 spese alimentari ad altrettante famiglie ed anziani in difficoltà ed oltre 1000 tablet a scolari indigenti per favorire la didattica a distanza. Specchio ha anche noleggiato un Boeing per consentire l’arrivo, da L’Avana a Torino, del gruppo di 40 fra medici e infermieri cubani che hanno lavorato alle OGR.

Chi vuole essere con Specchio dei tempi potrà di nuovo farlo donando qui.

Michele, il pastore di Sassari che non si arrende al Covid

Di Beppe Minello

La famiglia Campesi, e la loro micro azienda immersa nel boschetto sulla strada per Chiaramonti dove vengono allevate pecore e capre, sono una del centinaio di piccole imprese, artigianali, commerciali e agricole del Sassarese ad aver ricevuto il contributo di 3 mila euro elargito da Specchio dei tempi e dalla famiglia Baggi Sisini, attraverso il progetto Specchio d’Italia e il bando “Sassari che riparte”.

Lanciata per dare un aiuto a chi ha rischiato e rischia di essere travolto dall’emergenza Covid, l’iniziativa ha suscitato l’interesse di oltre 500 imprese sarde. Come quella di Michele Campesi, 33 anni, tornato alla pastorizia tre anni fa dopo 13 trascorsi a fare il metalmeccanico a Tula (“Meglio lavorare 25 ore per te che per altri” sorride). Michele non vede ancora la luce al fondo del tunnel in cui l’ha precipitato la crisi pandemica, ma non smette di ringraziare chi l’ha generosamente aiutato a superare il momento più drammatico per lui, la sua attività e la sua famiglia.

La vita di Michele Campesi ruota attorno a 150 capre da latte. La sua attività è nata solo tre anni fa e la paralisi economica provocata dal Covid 19 l’ha colpito nel momento più importante. Cioè a Pasqua quando, per tradizione, a tavola si servono agnello e capretto. “Fino a quel momento ero soddisfatto dell’andamento della mia impresa – racconta il pastore – ma il Covid mi ha dato una mazzata quasi mortale. Mi sono ritrovato con 50-60 capretti invenduti e, soprattutto, da curare e sfamare”. Da nutrire con quel latte che rappresenta l’altro pilastro economico dell’azienda che, nel caso di Michele Campesi, viene conferito periodicamente alla Granarolo.

Spariti gli introiti dalla vendita della carne, ridotti quelli del latte, a completare la tempesta perfetta che avrebbe potuto spazzare via la piccola impresa sulla strada per Chiaramonti è arrivato un guasto al refrigeratore. Uno strumento fondamentale per conservare il latte almeno per quei tre giorni necessari al camion della Granarolo di passare a ritirarlo. “Purtroppo – racconta Michele Campesi – i tecnici che avrebbero potuto ripararlo erano stati lasciati a casa a causa del Covid”. È finita che un po’ di capretti sono stati regalati e il latte è stato fatto cagliare per farne formaggio. “Anche se dalle mie parti quel tipo di prodotto caseario non è molto apprezzato”. Insomma, un disastro dal quale l’hanno tirato fuori la generosità della famiglia Baggi Sisinni e di Specchio d’Italia.

“È stato il commercialista a parlarmi del progetto ‘Sassari che riparte’. Ha fatto domanda e sono stato scelto, una cosa incredibile che mai mi sarei aspettato”. Cosa credete che abbia fatto Michele Campesi con quei soldi piovuti dal cielo? “Ho comprato il mangime e i medicinali per le capre e ho pagato il commercialista!” sorride il pastore. La crisi, ripete, non è ancora passata, anzi. Ma Michele Campisi, nonostante le difficoltà, non ha ancora chiuso nel cassetto il sogno di allargare la proprietà per costruire altri capannoni-stalla. Michele si gode l’amore di Francesca e la gioia del piccolo Francesco di appena 6 anni, che l’accompagna felice a pascolare le capre in attesa prima di andare a scuola.