Mascherine cucite a mano per le famiglie in difficoltà: le amiche di Mikila aiutano Specchio

Di Beppe Minello

Temete l’ira dei giusti o dei mansueti, fate un po’ voi. La citazione che si vuole biblica, ma che biblica non è, calza però a pennello per raccontare la storia di generosità e anche sacrificio di Alessandra Mikila Carando e delle sue vecchie e nuove amiche con la passione della sartoria. Dal 3 marzo, amareggiate dalla vergognosa vicenda delle introvabili mascherine anti-Covid, ne hanno tagliate e cucite 10 mila regalandole a enti, associazioni, istituzioni che si occupano degli ultimi, quelli che anche e soprattutto nella pandemia si sono trovate  ancora più relegate ai margini di quanto già non lo fossero prima. Di quelle 10 mila mascherina colorate, lavabili in lavatrice e giudicate dagli esperti migliori delle tante, oggi, in commercio o distribuite da chi di dovere, 1.200 sono state date anche a Specchio dei tempi che le ha destinate alle 100 mamme in difficoltà e seguite dalla Fondazione  mentre le rimanenti sono state allegate ai tablet donati alle scuole per gli alunni le cui famiglie non potevano permettersi l’acquisto.

Alessandra Mikila Carando, 61 anni, moglie del chirurgo ortopedico che ha rifatto le ginocchia di tanti torinesi, una figlia di 32 anni ormai londinese dove lavora per la Deloitte Consulting, non ama la polemiche e preferisce sorvolare sugli eventi che l’hanno spinta a gettarsi in un’avventura che, oggi, l’inorgoglisce  ma che in quell’ormai lontano 3 marzo, quando il Coronavirus è arrivato a stravolgere le nostre vite, la sconvolse tanto da spingerla a fare qualcosa: “Quello che stava accadendo – ricorda con amarezza – non era accettabile”. Un passato da imprenditrice sul quale non ama soffermarsi (“Non è questo il tema” sorride) e una passione per il cucito che l’accompagna da sempre e che le fa frequentare da anni la “Scuola di cucito europea”, la signora Carando s’è informata dal Politecnico su quali caratteristiche tecniche e materiali dovesse avere la mascherina ideale, ha tirato fuori dai suoi armadi “della bellissima stoffa di cotone che intendevo utilizzare per le mie creazioni” e s’è gettata nell’impresa. “Ne ho fatte subito 300 – ricorda – ma mi sono resa conto che, il mio, rischiava di essere un lavoro parziale, non in grado di incidere su un problema, in quei giorni, drammatico”.

Chiamare a raccolta le amiche del corso di cucito è stato un attimo ed entusiastica la risposta. La notizia della generosa avventura, raccontata su La Stampa, le ha poi fatto incontrare altre sarte di professione o per hobby: “Alla fine siamo arrivate ad essere in venti”. Per rendere il lavoro perfetto, Alessandra Mikila Carando ha realizzate e distribuito alle amiche-colleghe un video tutorial. “La nostra mascherina – spiega – è come una tasca nella quale infilare la protezione che si ritiene migliore o di cui si dispone, un Kleenex ad esempio o la carta da forno, come qualcuno in quei giorni suggeriva”. Una mascherina, dunque, facile da lavare e igienizzare.

Ancora grazie alla “pubblicità” arrivata dall’articolo su La Stampa, due aziende tessili di Chieri, la Quagliotti e la Pertile, hanno regalato alle sarte volontarie “del cotone strepitoso che ci ha permesso di lavorare al meglio – racconta Alessandra Mikila Carando -, mentre la Filmar di Leinì  ci ha regalato l’elastico, in quei giorni introvabile”. La signora Carando si è anche occupata delle consegne coinvolgendo un tassista trovato nel parcheggio di piazza Gran Madre, poco lontano da casa: “Mi sono presentata lì e ho chiesto se qualcuno era disponibile a darmi una mano: ho trovato il signor Claudio che da quel momento s’è rivelato un collaboratore straordinario”.

In questi due mesi e più, borsate di mascherine, tutte sterilizzate con l’ozono in un laboratorio trovato – e pagato! – dalla signora Carando, sono state consegnate al Comune di Torino (la sindaca Appendino ha pubblicamente ringraziato Alessandra e le amiche sulla sua pagina Facebook), al Banco farmaceutico, al Sermig, alla Caritas, a una cooperativa sociale e a tanti altri enti, quasi tutti privati, ché il pubblico s’è rivelato, diciamo, un po’ refrattario. Tranne una Rsa – ma Alessandra non rivela il nome nemmeno sotto tortura – la quale, sprovvista delle preziose mascherine, non sapeva come uscire dal pericoloso impasse. Ora che l’emergenza sembra finita che farà? “E’ finita, forse, l’emergenza mascherine – sorride Alessandra Mikila Carando – ma non mi sembra assolutamente finita la disorganizzazione, l’incompetenza, l’inefficienza che sono alla base di quanto accaduto con il Covid-19 e, purtroppo, di tanti altri aspetti della vita pubblica…”. Ricordate? Diffidate dei giusti e/o dei mansueti.

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I PROGETTI DI SPECCHIO DEI TEMPI
In oltre due mesi di lavoro senza sosta, lo staff di Specchio ha distribuito 1 milione di dispositivi di protezione individuali ai sanitari che lottano contro il Coronavirus: mascherine, camici, cuffie, guanti, calzari, occhiali. Le forniture sono arrivate in 125 strutture, tra ospedali, pubbliche assistenze, case di riposo, associazioni di volontariato, medici di famiglia, vigili del fuoco volontari. Specchio ha inoltre donato 150, fra macchinari, apparecchiature, letti ed arredi, alle rianimazioni ed ai pronto soccorso di 19 ospedali in tutta la Regione. Chi vuole sostenere la fondazione de “La Stampa” può farlo con donazioni online, quindi in totale sicurezza, con  causale «Emergenza Coronavirus», Fondo 112.  Le donazioni sono possibili con carta di credito qui, con un  bonifico sul conto intestato a Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, IBAN: IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, Banca Intesasanpaolo oppure sul conto corrente postale 1035683943, intestato a Specchio dei tempi. E’ anche possibile usare  Satispay (qui non occorre causale, ogni aiuto è automaticamente destinato alla lotta al virus). E’ infine possibile donare anche sulla piattaforma “Rete del dono”.  Qui sul sito (e sulle pagine Facebook, Instagram e Twitter) vengono più volte al giorno pubblicati aggiornamenti sull’andamento della sottoscrizione e sulle attività della fondazione a contrasto del Covid-19.

DONA ORA

Coronavirus, 60 mila mascherine donate: una cordata di imprenditori cinesi aiuta Specchio dei tempi

Di Lucia Caretti
Pubblicato su La Stampa il 17 aprile 2020

Merito delle montagne, delle nevicate di quest’inverno, di un giovane maestro di sci di Bardonecchia che da anni lavora sui flussi turistici da Pechino alle valli olimpiche. E ha abbracciato Specchio dei tempi in una delle sfide più innovative per la fondazione: cercare aiuti per gli ospedali piemontesi anche in Cina. Tutto era iniziato un mese fa, con la traduzione in ideogrammi dei progetti della onlus. Ieri il primo risultato: 60 mila mascherine donate da una cordata di imprenditori cinesi sono atterrate a Malpensa. Specchio le distribuirà a partire da lunedì.


Liu Guogang sulle piste di Bardonecchia (a destra), in mezzo Luca Bellet

“Abbiamo conosciuto le Alpi torinesi e siamo stati accolti con calore dagli italiani: li abbiamo sentiti molto vicini” ricorda Liu Guogang, capofila dell’operazione e leader del gruppo di influencer invitati a dicembre da TurismoTorino. “Al ritorno in Cina abbiamo subito cercato di creare una collaborazione più profonda con l’ufficio del Turismo. Purtroppo l’emergenza Covid-19 ci ha bloccato. Quando l’Italia ha iniziato ad avere sempre più casi ci siamo attivati per aiutarvi a vincere questa battaglia”. Il ponte è stato Luca Bellet, 31enne bardonecchiese che insegna a sciare in mandarino e ha fondato China Italy Experience, una società che attira in Valsusa investitori come Guogang.

Liu è il presidente di una tv specializzata su neve e golf, con milioni di spettatori online. Ha convinto una cordata di imprenditori a finanziare la fornitura per Specchio: 60 mila mascherine prodotte ad hoc dall’azienda di Fu Lijia e poi inviate in Italia. Specchio dei tempi ha organizzato e finanziato la spedizione, battendo la burocrazia internazionale in tempi record. Quindi i cinesi hanno organizzato una cerimonia, in segno di amicizia, per festeggiare la partenza delle mascherine: tutto documentato dalla tv di Guogang (video sotto). Negli striscioni (in ideogrammi) si riconosce la dedica con cui sono firmate molte donazioni in arrivo dall’Oriente: “Siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino”.

Una specie di #andratuttobene di ispirazione senecana, che Specchio ha trovato pure sugli scatoloni offerti da un altro benefattore cinese: Mister Linzhijie, a cui si devono 4000 mascherine chirurgiche distribuite giovedì  all’ospedale di Rivoli. Le 60 mila mascherine da Pechino non sono destinate all’ambiente sanitario e saranno consegnate alle famiglie bisognose, all’Associazione Nuova generazione italo-cinese e a vari enti. Si aggiungeranno agli 800 mila dispositivi di protezione donati finora da Specchio e alle decine di macchinari acquistati e installati in un mese. Tutto finanziato grazie agli 8.853.253 euro raccolti: 13.229 offerte da 66 Paesi e pure da Taiwan, Hong Kong, Singapore.


La testimonial di Specchio Barbara Bonansea consegna le 4 mila mascherine chirurgiche a Rivoli

COME AIUTARE SPECCHIO DEI TEMPI
Chi vuole sostenere la fondazione de “La Stampa” può farlo con donazioni online, quindi in totale sicurezza, con  causale «Emergenza Coronavirus», Fondo 112.  Le donazioni sono possibili con carta di credito qui, con un  bonifico sul conto intestato a Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, IBAN: IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, Banca Intesasanpaolo oppure sul conto corrente postale 1035683943, intestato a Specchio dei tempi. E’ anche possibile usare  Satispay (qui non occorre causale, ogni aiuto è automaticamente destinato alla lotta al virus). E’ infine possibile donare anche sulla piattaforma “ Rete del dono”.  Qui sul sito (e sulle pagine Facebook, Instagram e Twitter) vengono più volte al giorno pubblicati aggiornamenti sull’andamento della sottoscrizione e sulle attività della fondazione a contrasto del Covid-19.
Infospecchiodeitempionlus@lastampa.it; 011.6568376.

Coronavirus, diecimila offerte e oltre sette milioni di euro raccolti da Specchio

La gara di solidarietà in 22 giorni: decine di macchinari, poi camici e mascherine, per gli ospedali piemontesi.

Di Angelo Conti
Pubblicato su La Stampa il 1 aprile 2020

Diecimila donazioni. Diecimila persone hanno dato fiducia a Specchio dei tempi nella sua battaglia contro il coronavirus, a fianco di ospedali, medici, infermieri e volontari. La raccolta ha superato oggi 7.750.000 euro concretizzando la seconda sottoscrizione di sempre per Specchio dei tempi (la più consistente resta quella per l’Alluvione del 1994 in Piemonte che toccò i 25 miliardi di lire). I donors questa volta arrivano anche da 60 Paesi esteri (per complessive 550 donazioni) con in testa gli Stati Uniti (220 donazioni per 29.122 euro) e poi Regno Unito, Germania e Canada. Ma abbiamo registrato offerte anche da Guatemala, Singapore, Hong Kong, Lituania, Macao, Arabia Saudita, Sri Lanka, Taiwan. La donazione più consistente è arrivata da Lavazza (3 milioni di euro), seguita da quella della famiglia Agnelli. Molto sopra le attese la risposta delle generazioni più giovani che hanno scoperto la sottoscrizione di Specchio dei tempi su Instagram ed hanno poi donato con Satispay (1236 donazioni per 38.652 euro).

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Motivato da tanto slancio, da 22 giorni lo staff della fondazione, affiancato da un gruppetto di volontari, lavora di giorno e spesso anche di notte per fornire agli ospedali attrezzature d’avanguardia ed a tutti coloro che le chiedono centinaia e centinaia di migliaia di dispositivi di protezione individuale. Anche ieri è stato così. Per la precisione, nelle ultime 24 ore abbiamo raggiunto venti fra ospedali (tutti i principali di Torino), Asl, case di riposo, associazioni di volontariato, nonché l’Unità di crisi della Regione Piemonte. E, sempre nella giornata di ieri, abbiamo loro donato 19.300 mascherine FFP2, 2.300 mascherine chirurgiche, 28.000 guanti, 3.000 camici, 300 visiere, 660 occhiali protettivi, 230 brick di gel, 250 manicotti e decine di saturimetri, termometri e fonendoscopi. Numeri che spingono a quasi 400.000 i dispositivi di protezione individuale distribuiti dall’inizio della sottoscrizione, 22 giorni fa.

Questi i materiali di consumo, mentre agli ospedali di tutto il Piemonte sono state donate anche decine di apparecchiature d’avanguardia, da impiegare nella cura del malati Covid, fra cui 2 tac (una all’Amedeo di Savoia, noleggiata per 3 mesi dalla Polonia, ed una al Martini in via definitiva), una ventina di ecografi polmonari e di rianimazione, altrettanti monitor parametrici, letti ed arredi per le nuove rianimazioni. Tutti gli acquisti son stati portati a termine sempre in difficili situazioni di mercato, con ordini concordati spesso all’estero: dalla Cina alla Polonia, dalla Ucraina all’Olanda.

A questo vanno aggiunte le iniziative nel sociale: dalle spese donate agli anziani (stimiamo che alla fine saranno circa 4.500) e consegnate sullo zerbino di casa, al sostegno alle madri sole, alla consegna di cibo per gli animali, all’aiuto dato alle scuole con 160 kit di sanificazione e con l’offerta di didattica a distanza (con Fondazione Agnelli e Reale Mutua). E, dai prossimi giorni, anche la fornitura di centinaia di tablet agli alunni più indigenti. Mentre sono allo studio interventi a favore delle famiglie e delle piccole attività commerciali ed artigianali.

Il presidente di Specchio dei tempi, Lodovico Passerin d’Entreves ha sottolineato la coralità dell’impegno: «Aziende, associazioni, privati e tanta gente si ritrovano insieme, con Specchio dei tempi, a sostenere questa battaglia. Bello sapere che tantissimi giovani sono con noi. Il nostro impegno resterà assoluto, sino al termine di questo dramma». Questa mattina le donazioni erano salite a 10.601 per un valore complessivo di 7.893.076 euro.

COME DONARE
Chi vuole essere con Specchio dei tempi potrà farlo con donazioni online, quindi in totale sicurezza, con causale «Emergenza Coronavirus», Fondo 112Le donazioni sono possibili con carta di credito qui, con un bonifico sul conto intestato a Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, IBAN: IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, Banca Intesasanpaolo oppure sul conto corrente postale 1035683943, intestato a Specchio dei tempi. E’ anche possibile usare l’applicazione Satispay (qui non occorre causale, ogni aiuto è automaticamente destinato alla lotta al virus). E’ infine possibile donare anche sulla piattaforma “Rete del dono”. Qui sul sito (e sulle pagine Facebook, Instagram e Twitter) vengono più volte al giorno pubblicati aggiornamenti sull’andamento della sottoscrizione e sulle attività della fondazione a contrasto del Covid-19.