Dai lettori 10 mila euro per aiutare Susanna che ha perso la sua casa distrutta dalle fiamme

Manuela Arami
La Stampa, 16/03/2023

La notizia dell’incendio sul giornale ha commosso tutti: ora dalla Fondazione de La Stampa un sostegno per risollevarsi.

Mi sono resa conto che molta gente mi vuole bene. In tanti sono stati carini con me, non mi hanno lasciata sola. Vorrei ringraziare col cuore La Stampa e la sua Fondazione Specchio dei tempi per le donazioni raccolte che mi consentiranno di riprendere in mano la mia vita. Sono molto emozionata, grazie di cuore a tutti voi». La pensionata di origini svizzere Susanna Wüst, che ha perso la sua casa di Pezzolo Valle Uzzone in un incendio, aveva la voce rotta dalla commozione nell’apprendere che la raccolta fondi a suo favore promossa da Specchio dei tempi si è chiusa ieri raggiungendo quota 10 mila euro.

Una cifra che, sommata ai 10 mila euro ricavati dalla sottoscrizione avviata dal Comune, le permetterà di far fronte ad acquisti e ai lavori per ottenere un’abitazione sicura.

L’incidente è avvenuto il 12 febbraio, era una domenica pomeriggio. Susanna aveva appena pranzato e ascoltava un concerto alla radio, quando improvvisamente è mancata la luce. Quindi ha controllato il contatore dell’elettricità e ha chiamato i vicini di casa dicendo che aveva un guasto. In pochi minuti, delle fiammate sprigionatesi della stufa a legna hanno avvolto il tetto della cascina, estendendosi poi alle camere e alla stalla adiacente. I ricordi di 37 anni di vita in Alta Langa sono andati in cenere.

Da allora, Susanna che nel 1986 aveva lasciato Zurigo e il mestiere di insegnante per fare la contadina in Italia, dorme da amiche vicine di casa. E anche i suoi animali (3 capre, gatti, cani, galline e galli) hanno trovato una sistemazione temporanea. Di giorno, invece, vive nella casetta prefabbricata che dei volontari le hanno installato in giardino. In attesa di dormirci d’estate.

«Sto aspettando che mi mettano in funzione l’elettricità e l’acqua – continua -. Intanto, con il latte delle capre produco formaggette che regalo agli amici».

Susanna è propositiva e sta facendo progetti. Sta vagliando se ristrutturare la parte meno malandata della stalla o continuare a vivere in un prefabbricato. Deve ancora decidere, poi, se andare o meno nella casa messa a disposizione dal veterinario e amico Massimo Vacchetta non appena verrà ristrutturata e dove, magari, lo aiuterà a prendersi cura dei ricci in via di guarigione.

InfoSpecchio, il nostro sportello nel cuore di San Salvario

Angelo Conti,
La Stampa, 10/11/22

A un passo da corso Marconi, a due dal mercato di via Madama, a tre dal Valentino e in pieno San Salvario, è nato «InfoSpecchio», il nuovo punto di incontro fra Specchio dei tempi e Torino. Il luogo giusto per un aggiornamento sui progetti della fondazione e magari per una donazione alle «Tredicesime dell’Amicizia» o per i tanti altri progetti attivi. Sarà aperto, al 35 di via Madama Cristina, tutte le mattine dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 13, e anche nelle prime tre domeniche di dicembre. La gestione della «vetrina di Specchio» sulla città sarà affidata anche ai volontari, preziosi ed entusiasti, che contribuiscono a rendere sempre viva questa avventura solidale.

Ieri mattina il presidente della fondazione, Lodovico Passerin d’Entreves, ha presentato i locali al prefetto Ruberto, al sindaco Lo Russo, al vicedirettore vicario de La Stampa Andrea Malaguti, e ai consiglieri di amministrazione Lavinia Borromeo, Tiziana Nasi e Franca Fagioli, oltre ai tanti volontari. «La filantropia – ha spiegato Passerin – in un contesto sociale sempre più difficile, affronta nuove sfide: le conseguenze della pandemia, della guerra in Europa, dell’inflazione e del ripetersi di calamità naturali. Nuove ansie per persone e famiglie già in crisi. L’impegno di Specchio rimane sempre lo stesso: un aiuto subito a chi ha bisogno, a una platea che si allarga giorno dopo giorno. Allo stesso tempo diamo più attenzione alla dignità delle persone e alla cittadinanza, intesa come partecipazione alla vita civile degli invisibili e degli emarginati».

A Torino l’impegno è su tre direttrici: Forza Bimbi, Forza Mamme e Forza Nonni, con una gamma di progetti sempre più ampia. «Abbiamo così pensato di aprire una vetrina su strada per informare delle attività di Specchio, raccogliere le donazioni, orientare chi ha bisogno di aiuto, creare un punto di aggregazione per i nostri volontari», dice Passerin.

Gli ha fatto eco il sindaco Stefano Lo Russo: «Specchio dei tempi ha due volti. Il primo è rappresentato dalla rubrica delle lettere che è la seconda cosa che leggo su La Stampa, con qualche ansia, dopo l’editoriale in prima pagina. Il secondo sta nella capacità di incidere in modo rapido e concreto sui drammi sociali, essere collettore dello storico slancio solidale dei torinesi. Un mix di partecipazione e reattività che rende unica e preziosa questa fondazione».

Sant’Anna dona un tir di acqua per il villaggio in Ucraina

Comunicato Stampa

Un nuovo gesto solidale di Acqua Sant’Anna per la popolazione ucraina, in questa occasione insieme alla Onlus Specchio dei tempi. Un tir di Acqua Sant’Anna è in partenza dallo stabilimento di Vinadio (CN) per raggiungere il territorio dell’Ucraina, un segno di vicinanza alla popolazione martoriata dalla guerra dove mancano beni di rima necessità come l’acqua potabile.

La Onlus Specchio dei tempi ha decine di progetti attivi a Torino, in Italia e nel mondo, per dare aiuto ad anziani in difficoltà, mamme sole e ragazzi fragili e si attiva rapidamente per sostenere popolazioni vittime di calamità naturali o di eventi drammatici come la guerra. A Cernivci, in Ucraina, Specchio ha costruito un villaggio dove ogni giorno vengono ospitate oltre 1000 persone: famiglie che hanno perso tutto a causa delle bombe, a cui viene offerta accoglienza immediata e un pasto caldo. Da Cernivci è partito l’allarme per la mancanza di acqua potabile, a cui Acqua Sant’Anna ha risposto prontamente.

Un gesto di solidarietà concreto che nell’intenzione dell’imprenditore Alberto Bertone, Presidente e Amministratore Delegato dell’Azienda, porta un aiuto concreto alle migliaia di persone colpite dalla guerra e dimostra nuovamente la sua vicinanza a comunità in difficoltà.

Per le popolazioni ucraine afflitte dalla guerra con la Russia l’acqua è un bene non scontato, una risorsa che scarseggia. Nella drammatica situazione che vivono ogni giorno, queste persone hanno difficoltà a reperire acqua potabile e altri beni di prima necessità. Per noi è un onore e un dovere – afferma Alberto Bertone, Presidente e AD Acqua Sant’Anna – aiutare questi territori donando bottiglie di Acqua Sant’Anna grazie alla collaborazione con Specchio dei tempi. Il nostro più grande successo è sapere di poter dare un aiuto concreto alle persone in difficoltà, in primis a mamme e a bambini.”

“Ringrazio Acqua Sant’Anna e il Presidente Alberto Bertone, sempre vicini a Specchio dei tempi, per la loro grande generosità – dichiara Lodovico Passerin d’Entrèves, Presidente della Fondazione Specchio dei tempi. “Un tir carico di acqua è in viaggio verso l’Ucraina: un importante regalo di immediata utilità per i tantissimi profughi che Specchio sta accogliendo e ristorando nel suo villaggio di Černivci”.

 

Tredicesime, ecco dove si può donare per aiutare gli anziani

di Lucia Caretti

Anche questo week-end si può donare per sostenere le Tredicesime dell’Amicizia, lo storico progetto di Specchio dei tempi a favore degli anziani più poveri e soli. Gli uffici della fondazione saranno attivi dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17: sia lo Specchio Point di via Santa Maria 6H, in pieno centro, che la sede di via Lugaro 15, presso la redazione de La Stampa. Si potranno effettuare versamenti con contanti, assegni, bancomat e carta di credito. Tutti i donatori riceveranno in omaggio il calendario 2021 e l’agenda Memoriosa, che raccontano le attività della fondazione.

Lo Specchio Point è uno sportello nel cuore di Torino, a due passi da piazza Solferino. Fino a Natale sarà aperto il sabato e la domenica, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17. Gli uffici di via Lugaro 15, invece, sono anche aperti dal lunedì al venerdì, sempre dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17: bisogna rivolgersi alla reception. In alternativa si può contribuire con un versamento online, con carta di credito o Paypal, o qui sul sito. Oppure con un bonifico intestato a Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi onlus, iban IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, causale “Fondo 500”.

Tutti i fondi raccolti si trasformeranno immediatamente in aiuti concreti per i 2000 nonni fragili delle Tredicesime: ognuno riceverà un assegno da 500 euro, per affrontare le spese più urgenti.

“Non siete soli”: l’abbraccio dei lettori agli alluvionati

Di Lucia Caretti, da La Stampa 10/10/20

Il primo abbraccio era arrivato dalla Valle Gesso. “Per gli abitanti della confinante Val Vermenagna”, scriveva un donatore anonimo già domenica mattina, alle 9 in punto. Un’ora dopo, altri 380 euro: “Una goccia di solidarietà a chi soffre”. Poi i 50 euro di Lorenzo: “Non siete soli, coraggio”. E la carezza di Luciana: 10 euro versati “con affetto, per la mia gente”. Come quelli di Tiziana: “Per la mia regione che amo”. “Siete un popolo forte e saprete rialzarvi come sempre” augura Paolo, donando 50 euro. Marco e Anna ne offrono 300: “Il nostro contributo per ripartire”. Da una settimana la catena di solidarietà dei lettori continua ad allungarsi: c’è chi pensa agli anziani alluvionati, chi chiede più prevenzione (“Coraggio, ce la faremo anche questa volta, ma che sia l’ultima”), chi ricorda “gli anni passati in val Tanaro”. “Non importa quante volte cadi, quello che conta è la velocità con cui ti rimetti in piedi. Forza Piemonte!” sprona un anonimo. E ancora: “Forza Limone!”, “Forza Granda!”, “Per la provincia di Cuneo, la mia terra”.

Quando si dona su questo sito si possono lasciare messaggi che vengono immediatamente pubblicati: si possono rileggere tutti cliccando qui. Sono pieni di amore e di speranza. Il segno concreto di una solidarietà che è fatta di parole, ma anche di assegni e di mattoni. Grazie a questi versamenti, infatti, Specchio potrà ricostruire scuole e infrastrutture, erogare decine di sussidi e stare accanto – davvero – a chi non si arrende. Quello che chiede un anonimo affidando i suoi 10 euro alla fondazione: “Li dedico a tutti coloro che nonostante le avversità della vita decidono di donare un sorriso agli altri”.

Solidarietà e affetto da tutti i paesi del mondo per la battaglia di Specchio contro il virus

Di Lucia Caretti
Pubblicato su La Stampa il 29 maggio 2020

Ieri pomeriggio ha scritto un’azienda da Venice Beach: la Intelligent Change di Los Angeles, California. Hanno venduto agende online, hanno deciso di devolvere parte del ricavato a Specchio dei tempi. Totale 3575 euro, già accreditati. In mattinata una signora ha donato 50 euro da Monaco di Baviera. La sera prima ne sono arrivati 120 da Bangor, nel Maine. E venti da Giberville, in Normandia. Il giro del mondo continua: in 80 giorni la fondazione de “La Stampa” ha raccolto oltre 200 mila euro in 67 Paesi. Da Puerto Rico al Pakistan, passando per Norvegia, Sudafrica, Spagna, Brasile, Canada, Giappone, India e Iraq. Merito di una tradizione internazionale consolidata in 65 anni di interventi sulle più gravi calamità di tutti i continenti. E della solidarietà contagiosa del web.

Il sito della fondazione è stato tradotto in inglese e pure in ideogrammi, così un gruppo di imprenditori cinesi ha regalato 60 mila mascherine e da Singapore, Hong Kong e Taiwan sono arrivati più di 10 mila euro. Tra i paesi più generosi ci sono Germania e Regno Unito; al primo posto gli Stati Uniti, che sfiorano le 600 donazioni e i 90 mila euro, perché Specchio ha raccolto fondi anche sulla nota piattaforma americana Global Giving. Nel complesso, i donatori stranieri sono circa il 10% del totale, cioè 1481.

Più dei numeri, però, restano le parole. Il riconoscimento di “Forbes”, che ha indicato la onlus de “La Stampa” come riferimento per l’Emergenza Coronavirus in Italia. E messaggi commoventi dei sostenitori. Si possono leggere su specchiodeitempi.org/dediche. Ci sono le scuse di Ali Said, che manda 2 euro: “Vorrei donare di più, ma sono un povero ragazzo turco con un salario minimo”. E la lettera affettuosa di un thailandese: “Cari italiani, vi mando amore, luce e abbracci. Specialmente ai malati, a chi ha perso perso i propri cari nella pandemia e a chi lavora per combattere il virus”. Poi la promessa di Salman, che invia 600 euro dal Bahrein: “Non dovete mai pensare che il mondo vi stia abbandonando. Siamo qui per fornirvi il massimo supporto possibile. Resta forte, Italia, e supererai il Covid”. 

COME AIUTARE SPECCHIO
In oltre due mesi di lavoro senza sosta, lo staff di Specchio ha distribuito 1 milione di dispositivi di protezione individuali ai sanitari che lottano contro il Coronavirus: mascherine, camici, cuffie, guanti, calzari, occhiali. Le forniture sono arrivate in 125 strutture, tra ospedali, pubbliche assistenze, case di riposo, associazioni di volontariato, medici di famiglia, vigili del fuoco volontari. Specchio ha inoltre donato 150, fra macchinari, apparecchiature, letti ed arredi, alle rianimazioni ed ai pronto soccorso di 19 ospedali in tutta la Regione. Chi vuole sostenere la fondazione de “La Stampa” può farlo con donazioni online, quindi in totale sicurezza, con  causale «Emergenza Coronavirus», Fondo 112.  Le donazioni sono possibili con carta di credito qui, con un  bonifico sul conto intestato a Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, IBAN: IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, Banca Intesasanpaolo oppure sul conto corrente postale 1035683943, intestato a Specchio dei tempi. E’ anche possibile usare  Satispay (qui non occorre causale, ogni aiuto è automaticamente destinato alla lotta al virus). E’ infine possibile donare anche sulla piattaforma “ Rete del dono”.  Qui sul sito (e sulle pagine Facebook, Instagram e Twitter) vengono più volte al giorno pubblicati aggiornamenti sull’andamento della sottoscrizione e sulle attività della fondazione a contrasto del Covid-19.

DONA ORA

Dal Pakistan al Guatemala, tutto il mondo abbraccia Specchio e l'Italia ferita

Di Lucia Caretti
Pubblicato su La Stampa il 22 maggio 2020

È successo ancora nell’ultima settimana. Ieri 50 dollari dagli Stati Uniti. Mercoledì 1696 euro dalla Danimarca. Venerdì scorso 20 dollari da New York, in ricordo di «Leonardo, Florence e Peter, emigrati da Castelfranco in Miscano nel Bronx, nel 1882». E poi 1500 rubli da Alexander, russo di Mosca: «Non sono molti soldi, ma vorrei aiutare in qualche modo. Forza, Italia, non mollare!». È successo e continua a succedere, ormai da due mesi: una solidarietà senza confini. Sono 1449 le donazioni provenienti da 67 Paesi stranieri, il 10% circa delle offerte ricevute da Specchio dei tempi per la lotta al coronavirus, che oggi sono complessivamente 15.850, per un totale di 9.606.542 euro.

Dal Guatemala al Bahrein, passando per Argentina, Finlandia, Emirati Arabi, Spagna, Pakistan, Marocco, Bulgaria, Brasile, Slovacchia, Francia: oltre 185 mila euro dall’estero e un abbraccio agli italiani che soffrono. Ma anche un riconoscimento alla credibilità internazionale della Fondazione de «La Stampa», che da 65 anni opera dopo le più gravi calamità nei cinque continenti. Di fronte alla pandemia, tutto il mondo si è stretto attorno ai nostri lettori, con versamenti piccoli e grandi, spesso accompagnati da messaggi commoventi. Si possono vedere su specchiodeitempi.org/dediche. «L’Italia, con i suoi film e la sua musica, mi ha cambiato la vita: ha un posto speciale nella mia anima e desidero contribuire» scrive Liew dalla Malesia. «Sono arrivato nel 2006, sui barconi» racconta un signore eritreo che ora vive in Norvegia. «Grazie, mi avete aiutato in un momento per me difficile. Siete un popolo generoso. Mi spezza il cuore sapere quello che state affrontando». Duecento euro, quindi. Poi ci sono i cento che il medico Ammar manda dall’Iraq. E i 2 euro di Ali Said, con tante scuse: «Vorrei poter donare di più. Ma sono soltanto un povero ragazzo turco con un salario minimo».

L’impresa dell’irlandese
Ognuno fa come può; qualcuno s’inventa imprese impossibili. Come quella del conferenziere irlandese Andrew Bannon, che ora abita in Baviera e per Specchio ha corso una maratona in giardino. Risultato: mille giri e 2070 euro, per dimostrare che «l’Europa è viva». Germania e Regno Unito sono finora i due Paesi più generosi dopo gli Usa, stando alle statistiche di specchiodeitempi.org: 75 donazioni ciascuno mentre sono 161 quelle provenienti dagli States. E ne vanno aggiunte altre 393 ricevute sulla piattaforma Global Giving, un’istituzione per gli americani.

Il sito tradotto in cinese
Specchio ha tradotto il suo sito web in inglese, per aggiornare questi sostenitori. E pure in cinese per farsi conoscere in Estremo Oriente. Così da Hong Kong sono arrivati 6445 euro con venti donazioni (il secondo Paese più generoso, sul sito della fondazione); mentre da Pechino 60 mila mascherine: una fornitura regalata da una cordata di imprenditori innamorati delle montagne piemontesi.

L’ondata benefica non si ferma, grazie al lavoro sui social media e alla rivista «Forbes», che ha indicato la onlus de «La Stampa» come primo riferimento per le donazioni verso l’Italia. Ma grazie, soprattutto, al cuore di persone speciali. Come i monaci buddhisti di New York, che hanno versato 10 mila dollari. E il compositore sudafricano Nic Paton, che ha realizzato un brano per sostenere Specchio. Inizia così: «Dedicato alla cara gente italiana. Siamo con voi».

I PROGETTI DI SPECCHIO CONTRO IL CORONAVIRUS
In due mesi di lavoro senza sosta, lo staff di Specchio ha distribuito 1 milione di dispositivi di protezione individuali ai sanitari che lottano contro il Coronavirus: mascherine, camici, cuffie, guanti, calzari, occhiali. Le forniture sono arrivate in 125 strutture, tra ospedali, pubbliche assistenze, case di riposo, associazioni di volontariato, medici di famiglia, vigili del fuoco volontari. Specchio ha inoltre donato 150, fra macchinari, apparecchiature, letti ed arredi, alle rianimazioni ed ai pronto soccorso di 19 ospedali in tutta la Regione. Chi vuole sostenere la fondazione de “La Stampa” può farlo con donazioni online, quindi in totale sicurezza, con  causale «Emergenza Coronavirus», Fondo 112.  Le donazioni sono possibili con carta di credito qui, con un  bonifico sul conto intestato a Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, IBAN: IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, Banca Intesasanpaolo oppure sul conto corrente postale 1035683943, intestato a Specchio dei tempi. E’ anche possibile usare  Satispay (qui non occorre causale, ogni aiuto è automaticamente destinato alla lotta al virus). E’ infine possibile donare anche sulla piattaforma “ Rete del dono”.  Qui sul sito (e sulle pagine Facebook, Instagram e Twitter) vengono più volte al giorno pubblicati aggiornamenti sull’andamento della sottoscrizione e sulle attività della fondazione a contrasto del Covid-19.

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arte e donazioni per l'emergenza coronavirus

Nespolo crea un'opera per aiutare Specchio: "Così strappiamo la felicità ai giorni futuri"

Una frase di Majakovskij che galleggia nel colore del sole – «Bisogna strappare la gioia ai giorni futuri» – e poi un’esplosione di vita: musica, danze, sorrisi, fiori. Con un’opera inedita creata per Specchio dei tempi e i progetti a supporto dell’emergenza coronavirus, l’artista torinese Ugo Nespolo ha voluto partecipare alla gara di solidarietà che la Fondazione sta portando avanti dallo scoppio della pandemia. La tiratura dell’opera, 500 litografie 35×50 su cartoncino di pregio delle Cartiere Fedrigoni, è in corso presso L’Artistica Savigliano: si potrà ottenere la tavola con un’offerta minima di 50 euro. Ogni copia sarà firmata e dedicata da Nespolo al donatore, L’Artistica Savigliano si occuperà di spedirla a casa in un’apposita confezione.

Per ottenere l’opera di Ugo Nespolo al momento della donazione si può, ma non è obbligatorio, inserire la causale specifica: «Nespolo – Emergenza Coronavirus». È invece necessario inviare una mail all’indirizzo nespoloperspecchio@gmail.com specificando nome, cognome, indirizzo di spedizione dell’opera, estremi/ricevuta della donazione, numero di telefono.

 DONA ORA    COME DONARE

L’INTERVISTA DI MARIA TERESA MARTINENGO A UGO NESPOLO
PUBBLICATA SU LA STAMPA IL 7 APRILE 2020

L’opera contiene un messaggio incoraggiante, resterà come segno di un tempo difficile, drammatico, sospeso…
«La frase di Majakovskij mi è venuta in mente quando ho cominciato a pensare a questa tavola dedicata a Specchio dei tempi: un’immagine piena di cose belle, che piacciono, che sono vive. Che nel futuro ci saranno. È un messaggio positivo. Anche l’arte questa volta può fare la sua piccola parte. Speriamo sia qualcosa che le persone considerino prezioso. Io dedicherò ognuna delle tavole alla persona che l’ha acquistata».

Un ricordo di un tempo da dimenticare?
«Credo sia giusto tenere un ricordo, un ricordo non drammatico. Io sulla scrivania ho un teschietto di ambra, un piccolo oggetto ottocentesco. Dobbiamo sempre ricordare che la vita non è solo una corsa verso la felicità, il successo. In studio ho anche incorniciato una copertina di Time Magazine con la foto delle Torri gemelle. Nessuno prima poteva pensarci, ma è accaduto, può succedere».

Davvero questa epidemia cambierà il nostro modo di essere?
«Speriamo prima di tutto che questa esperienza insegni a prendere provvedimenti perché non capiti un’altra volta. Poi, c’è chi dice moralisticamente che questo periodo ha il senso di una pausa di meditazione, che dopo non saremo gli stessi. Può essere. Certo ricorderemo la dimensione pazzesca che ha avuto».

Come vive questo tempo un artista?
«Io sono in studio, disegno, lavoro, soprattutto scrivo. Sto scrivendo un libro per Einaudi, scrivo articoli. Dal punto di vista intellettuale c’è più tempo per pensare, ragionare. L’Università di Torino dedicherà un convegno a Pavese per il settantesimo anniversario delle morte, ho disegnato il logo. Per gli artisti è un momento per ripensarsi. Essere un artista non vuol dire solo muovere la mano, ma pensare, progettare».

Ripensarsi in una dimensione nuova?
«L’arte da tempo si è tirata fuori dalla vita reale. È diventata un mestiere, si produce per vendere, per la mostra. Vale solo ciò che costa. Oggi si capisce che non può essere così, vedremo come andranno le cose dopo la pandemia. L’arte dovrebbe essere più umile. Ben venga oggi una piccola cosa che può dare gioia, come la nostra tavola di Specchio. Meglio che tenersi in salotto uno squalo putrefatto di Hirst».

Ha qualche suggerimento per queste giornate in casa?
«Tirare fuori le poesie dei diciotto anni scritte alla fidanzata che poi ha sposato un altro, il romanzo mai finito… Perché no? Ma la nostra non è vera reclusione. Tocca stare a casa e allora prendiamoci il tempo per pensare un po’ a noi stessi, facendo qualcosa che diverte, che fa piacere. A volte stiamo in casa con i nostri cari, ma non c’è tempo per incontrarsi davvero. Cogliamo l’occasione. E poi approfittiamone per sentire musica, per fare ciò che in tempi normali non potremmo fare, per coltivare l’interesse per la bellezza che troppi hanno dimenticato. È un’occasione, sperando che non ritorni mai più. E poi “Strappiamo la felicità ai giorni futuri”».

Aidp Piemonte accanto a Specchio: i direttori del personale aiutano gli ospedali

I direttori del personale delle principali aziende piemontesi sono accanto a Specchio dei tempi. L’associazione Aidp ha donato 7500 euro alla fondazione de “La Stampa” per sostenere l’acquisto di macchinari per gli ospedali, di kit igienizzanti per le scuole e di borse spesa a favore degli anziani. “Vogliamo ringraziare tutti i professionisti coraggiosi che stanno lottando contro il virus” spiega il presidente Roberto Mattio, direttore delle risorse umane della Pininfarina. “Chiediamo a tutti i nostri associati di aiutare Specchio dei tempi”.

AIDP – Piemonte e Valle d’Aosta

Il gruppo conta oltre 400 iscritti operanti sul territorio del Piemonte e della Valle d’Aosta. Organizza periodicamente iniziative su argomenti delle Risorse Umane attraverso incontri di attualità con professionisti e rappresentanti delle istituzioni, attraverso visite aziendali e momenti di convivialità per i soci. Gli eventi si suddividono in quattro aree: Back to Basic, Frontiera, Network, Giovani.

Dal 1999 AIDP – Gruppo Piemonte e Valle d’Aosta è gemellato con AIDP – Gruppo Liguria e con i gruppi dell’analoga associazione francese “ANDRH Nizza-Costa Azzurra” e “ANDRH Provenza”. Una volta all’anno, a turno, un Gruppo organizza un Convegno in collaborazione con gli altri tre Gruppi su un tema professionale di interesse internazionale.Dal 2007 AIDP Piemonte, in collaborazione con le facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino, realizza un Master di II livello in Organizzazione e Sviluppo delle Risorse Umane. La sede del Gruppo Piemonte è a Torino, presso gli uffici dell’Unione Industriale e i Soci del Gruppo Piemonte possono partecipare a tutte le iniziative dell’Unione Industriale di Torino.

COME AIUTARE SPECCHIO DEI TEMPI
Chi vuole essere con Specchio dei tempi potrà farlo con donazioni online, quindi in totale sicurezza, con causale «Emergenza Coronavirus», Fondo 112Le donazioni sono possibili con carta di credito qui, con un bonifico sul conto intestato a Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, IBAN: IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, Banca Intesasanpaolo oppure sul conto corrente postale 1035683943, intestato a Specchio dei tempi. E’ anche possibile usare l’applicazione Satispay (qui non occorre causale, ogni aiuto è automaticamente destinato alla lotta al virus). E’ infine possibile donare anche sulla piattaforma “Rete del dono”. Qui sul sito (e sulle pagine Facebook, Instagram e Twitter) vengono più volte al giorno pubblicati aggiornamenti sull’andamento della sottoscrizione e sulle attività della fondazione a contrasto del Covid-19.

Il Fantacalcio dona i suoi premi a Specchio: "Vogliamo battere il virus"

Di Paolo Accossato
Pubblicato su La Stampa il 22 marzo 2020

Per una volta i volatili fantamilioni si fanno euro concreti e l’acquisto del tutto virtuale di Cr7 diventa tangibile occasione per fare del bene. A Specchio dei Tempi le donazioni per combattere il coronavirus continuano ad arrivare su specchiodeitempi.org e tra le tante gocce che fanno il mare della generosità degli Italiani ed in particolare dei Torinesi ci sono quelle delle leghe del Fantacalcio, gli esperti del pallone che, orfani della serie A, hanno deciso di indirizzare il montepremi dell’anno per acquistare macchinari, materiali di consumo o dispositivi di protezione individuale.

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SCOPRI TUTTI GLI OSPEDALI AIUTATI DA SPECCHIO

Dei quasi 7 milioni di euro raccolti fin qui da Specchio che li sta impiegando per sostenere decine di ospedali torinesi, 6.795 arrivano da 21 leghe di fantallenatori di tutta Italia anche se per la maggior parte gli aiuti provengono dalla provincia di Torino. Ci sono i 16 ragazzi della Calcetto League, amici di una vita ed ex compagni di calcio a 5. “Quattro di noi sono arbitri nei dilettanti, io faccio l’assistente – dice Andrea Porello – ma nel week-end ci travestiamo da mister. Viviamo nel cuneese e quando ci siamo scoperti un po’ scarsi a calcio ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso di dedicarci ad un passatempo più da tecnici. Quando abbiamo capito che il campionato si sarebbe fermati per diverso tempo abbiamo trovato logico devolvere il montepremi”. Oppure i dottori di Fantamedicina che giocano dal 2007. Sono cardiologi, anestesisti, medici di ogni specialità oggi in prima linea nella lotta al coronavirus: “Nella nostra chat del fantacalcio – dice Giorgio Quadri – non si parlava di lavoro ma solo di calcio, facevamo le prognosi ai giocatori infortunati. Con il blocco del campionato ci è sembrato naturale metterci in gioco per aiutare gli altri”. Quelli di Fantacalcioga prima dell’emergenza organizzavano manifestazioni di socializzazione culturale, le Feste del Toga e più recentemente il Club del Silenzio, eventi culinari e letterari nei musei di Torino: “Abbiamo lavori diversi ed è il sesto anno che giochiamo insieme al Fantacalcio – dice Giovanni Vitelli – ma ci unisce lo stesso spirito. La nostra donazione vuol significare la speranza di tornare in fretta a riunirsi e riprendere a giocar a calcetto”.

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E poi una infinità di altre storie ritagliate ai margini di fidanzamenti, matrimoni, impegni di lavoro. Come i FantaBosch che prendono il nome dall’azienda per cui lavorano: “Siamo ormai alla quinta edizione. Il fantacalcio ha trasformato un gruppo di colleghi in un gruppo di amici. E’ stato un modo per creare un bell’ambiente all’interno dell’ambito lavorativo, animare le discussioni alla macchinetta del caffè ed infiammare i break delle convention aziendali con ampie sessioni di fantamercato”. O i Desaparehimos o ancora i Fantastyle: “Siamo tutti e 8 dei sorveglianti di FCA Security; abbiamo denominato la lega così perché quando abbiamo iniziato a giocare al Fantacalcio, lavoravamo tutti nella zona del Centro Stile di via Plava. Pochi giorni fa, appena ci siamo resi conto della totale emergenza in cui si trova il nostro paese, ci siamo confrontati e senza un battito di ciglia abbiamo deciso di donare il nostro montepremi. Siamo orgogliosi di aver compiuto questo gesto, anche se non è una grande cifra. Per noi dare un contributo in questo momento di difficoltà dei nostri medici, infermieri e ospedali, era il minimo si potesse fare”. Quelli della Lega Fedelissima tengono a sottolineare che “esistiamo storicamente da più di 25 anni e il nome Fedelissima certifica che c’è un gruppo storico che è presente quasi dall’inizio, da quando avevamo poco più che 20 anni” mentre la Lega Mantracalcio ha fatto l’asta estiva con due ragazzi torinesi collegati in videoconferenza.

PARTECIPA ORA ALL’ASTA

Insomma, il calcio che intreccia la vita. Nelle causali di versamento delle ventuno leghe c’è tutto l’amore per gli altri e il concetto che prevale è quello di “vincere questa partita, la più importante”. Così anche Barbara Bonansea ha voluto ringraziare personalmente in una storia su Instagram i fantallenatori. Barbara ha scelto di appoggiare il progetto con una serie di aste benefiche online su sportabilia.org. La prima, un completino da gioco Nike, autografato dalla campionessa, è stata chiusa a 400 euro. La seconda è ora online qui: in palio l’ultima maglia che Barbara ha utilizzato in  nazionale. Cioè la numero 11 verde di Italia-Nuova Zelanda, Algarve Cup: una partita in cui l’attaccante ha fatto gol e assist. L’ intero ricavato servirà per finanziare le forniture mediche. “Gli ordini sono già partiti e Specchio ha già effettuato le prime consegne. Adesso però c’è bisogno di noi: di me, di te, di tutti quelli che amano il calcio. Vinciamo questa partita, insieme possiamo farcela!”.

COME DONARE
Chi vuole essere con Specchio dei tempi potrà farlo con donazioni online, quindi in totale sicurezza, con causale «Emergenza Coronavirus», Fondo 112Le donazioni sono possibili con carta di credito qui, con un bonifico sul conto intestato a Specchio dei tempi, via Lugaro 15, 10126 Torino, IBAN: IT67 L0306909 6061 0000 0117 200, Banca Intesasanpaolo oppure sul conto corrente postale 1035683943, intestato a Specchio dei tempi. E’ anche possibile usare l’applicazione Satispay (qui non occorre causale, ogni aiuto è automaticamente destinato alla lotta al virus). E’ infine possibile donare anche sulla piattaforma “Rete del dono”. Qui sul sito (e sulle pagine Facebook, Instagram e Twitter) vengono più volte al giorno pubblicati aggiornamenti sull’andamento della sottoscrizione e sulle attività della fondazione a contrasto del Covid-19.

Una Memoriosa in dono per donazioni sopra i 10 euro

di Angelo Conti

Chi verserà almeno 10 euro per la sottoscrizione per le Tredicesime dell’Amicizia, presso gli sportelli dello Specchio Point di via Santa Maria 6h e presso l’ufficio abbonamenti de La Stampa in via Lugaro 21, riceverà una splendida agenda settimanale Memoriosa 2020, l'”agenda degli aforismi”… Grazie ad Adnav Edizioni ed a Wanda Ferrero per il sostegno alle Tredicesime. Grazie anche a tutti coloro che, approfittando di questa opportunità, vorranno fare una donazione a favore degli anziani più poveri e più soli.

Sri Lanka

Quel legame di solidarietà che unisce Specchio allo Sri Lanka

Articolo di Angelo Conti

C’è un forte legame fra Specchio dei tempi e lo Sri Lanka. Vitale ogni giorno, per la completa assistenza che offriamo, da 9 anni, alle bambine violate che ospitiamo nelle nostre case famiglia di Ibbawale, nel sud del paese. Qui operiamo in strettissima sinergia con i monaci buddhisti della Southern province, nell’accogliere le bimbe (molte piccolissime, persino di 5 anni) che i tribunali decidono di sottrarre alle famiglie dopo episodi di violenza domestica.

Ma il nostro legame con questo Paese ha radici lontane, dall’anno dello tsunami, il 2004, quando una sottoscrizione popolare fra i lettori de La Stampa ci consentì di compiere molti importanti interventi, in sinergia con il Gruppo Umana Solidarietà di Paolo Bernabucci. Ricostruimmo tre scuole (a Galle, Matara ed Hikkaduwa), donammo barche (e quindi lavoro) a 95 pescatori che avevano perso imbarcazioni e motori, assistemmo centinaia di famiglie in difficoltà, fummo vicini ai salesiani di Negombo (la città più colpita dalle esplosioni di stamattina con oltre 62 morti) e soprattutto iniziammo la costruzione del Children’s Village che, dopo una prima parentesi sanitaria, nel 2010 fu riconvertito per ospitare bambine violate, oggi sono 25.

Abbiamo così potuto conoscere a fondo lo Sri Lanka ed i cingalesi. Paese povero, poverissimo nelle campagne, ma forte e determinato nei suoi valori. Un paese a grande maggioranza buddhista (71%), ma con una crescente componente islamica (oltre il 10%) ed una vitale comunità cristiana (intorno al 7% della popolazione). Gli induisti (che abitano la zona nord) sono circa il 12%.

Lo Sri Lanka non è nuovo al terrore. Sino a pochissimi anni fa ha dovuto fare i conti con gli attacchi dei tamil, etnia vicina agli induisti che si arroccava nell’area nord orientale. Raggiunta una faticosa pace, ci sono stati alcuni anni di relativa tranquillità. Interrotti dalla tragedia di questa mattina che vede la violenza trasformarsi in una nuova minaccia per il futuro di un paese che ha radici sane e tanta voglia di crescere ancora.